6. La verità viene a galla
I tre ragazzi e Armando vanno di corsa verso l'edificio e nella sala centrale vedono la sagoma di un uomo che cerca di forzare la teca contenente il manoscritto falso.
Armando accende le luci e l'uomo improvvisamente si volta.
– Stavi provando a rubarlo un'altra volta papà? – dice Antonello arrabbiato.
Il professor Lentini lo guarda furibondo – Hai rovinato tutto! Era un piano perfetto!
– Allora non è un falso! – esclama Kiho.
– Certo che no! – conferma il professore con una risata.
Kiho, Laurence e Armando sono stupiti: Antonello sapeva chi era il ladro fin dall'inizio!
– Lasci stare il manoscritto! – dice Armando.
– Ho già chiamato la polizia e sarà qui tra poco.
– Maledizione! Avevo organizzato tutto nei minimi particolari. All'inizio, Antonello è stato mio complice. È stato lui a prendere le chiavi della Biblioteca!
– Non sono mai stato tuo complice! – urla Antonello mortificato davanti ai suoi amici – Tu mi hai costretto a prendere le chiavi, ma io non ero affatto d'accordo! Lo sai benissimo, papà!
Il professor Lentini guarda il figlio con disprezzo e continua a raccontare:
– Quando sono tornato a casa con il manoscritto, Antonello ed io abbiamo litigato. L'indomani, di nascosto, ha messo il manoscritto in un pacco anonimo e lo ha riportato in Biblioteca. Che stupido! – confessa Lentini.
– Sei stato tu che hai messo le chiavi nel mio cassetto lunedì? – domanda Laurence ad Antonello.
Il ragazzo abbassa la testa: – Sì. Mi sono accorto troppo tardi che era la tua scrivania, Laurence, mi dispiace. L'ho fatto per mio padre! Non volevo vederlo in prigione – racconta Antonello.
– No, non è vero, a te non importava proprio niente! Quando ho esaminato il manoscritto, per non far capire che si trattava di quello autentico, ho detto che era un falso.
– Adesso è tutto chiaro! – esclama Armando.
– Mani in alto! – urla il commissario Giorgi.
Lentini prova a scappare, ma gli agenti lo bloccano e lo portano alla centrale. Il manoscritto è salvo!
La sera successiva Kiho, Cristina, Antonello e Laurence sono seduti al tavolo di una pizzeria. Parlano ancora del manoscritto e del professor Lentini.
Antonello è molto dispiaciuto per il padre, ma sa anche che la giustizia è una cosa importante. Il suo sogno era, infatti, di diventare un avvocato e difendere le persone, ma il padre lo ha obbligato a studiare architettura per la sua ambizione.
In Biblioteca è finalmente tornata la tranquillità e tutto è come prima.
Laurence ha deciso di prendersi una vacanza dopo quest'avventura.
La sua famiglia l'aspetta a Bordeaux per le feste natalizie. Cristina ha proposto ad Armando di lavorare al posto di Laurence per quel periodo. Il signor Cortesi ha accettato subito la proposta perché conosce Cristina e sa che è una ragazza in gamba.
Kiho è felice di lavorare con la sua amica e non vede l'ora di spiegarle tutto della Biblioteca. La ragazza pensa già all'estate quando partirà per il Giappone e trascorrerà un mese nella casa dei nonni a Tokyo.
Cristina ama viaggiare e non è mai stata in Giappone, forse potrebbe andarci anche lei.