Tempo di caffè 16: Nipote in fuga, censimento ed esame di guida
Buongiorno a tutti care ascoltatrici e cari ascoltatori. Io sono Laura e anche oggi 11 novembre vi do un caldo benvenuto a questa nuova puntata di Tempo di Caffè. Oggi vi parlerò della fuga di mio nipote Valentino e di come siamo riusciti a convincerlo a non scappare [1] mai più, proseguiremo col nuovo censimento dell'Istat [2], a cui tutti i cittadini italiani dovranno rispondere entro la fine di novembre e per finire vi racconterò dell'esame teorico di guida sostenuto dalla Signora Vinciguerra per poter riottenere la patente. Buon ascolto!
Tempo fa ero a casa di mia madre, che abita in una villetta fuori Milano e mi è venuta l'infelice idea di portare mio nipote Valentino di quattro anni a comprare un gelato. Sapevo che mio nipote è un bambino molto vivace, ma pensavo che mia sorella fosse esagerata con tutte le sue raccomandazioni [3]: -"Tienilo sempre per mano, perché scappa! Attenta che attraversa la strada! Fai attenzione che si nasconde!". "Figuriamoci! [4]" Pensavo io. "La solita madre apprensiva [5] e iperprotettiva". Purtroppo però aveva ragione lei: mio nipote non solo è scappato, ma lo ha fatto in un modo subdolo e diabolico, come solo un cervellino di quattro anni riesce a pensare. Ecco in breve che cosa è successo. Esco di casa con il bambino e con il cane di mia madre e mi dirigo a piedi verso il centro del paese. Prima però terrorizzo accuratamente il nipotino e gli dico che se solo proverà a comportarsi male, potrà dire addio per sempre al gelato e al parco giochi. Le minacce [6] in un primo momento funzionano, perché in gelateria Valentino è bravissimo.
Gli compro perfino una macchinina, come premio. Sulla strada del ritorno però le cose cambiano: inizia a camminarmi davanti un po' troppo velocemente e così per precauzione [7] lo prendo per mano. Lui però con la scusa di tenere il cane libera la mano, ma invece di stringere il guinzaglio, lo getta apposta per terra. Il cane allora scappa, ma io lo inseguo e riesco a riprenderlo. Per fare questo però perdo di vista per un attimo il nipotino, che ne approfitta per correre come un matto nella direzione opposta. In un battibaleno [8] non lo vedo più.
Spaventatissima cerco subito qualcuno a cui chiedere aiuto, ma la strada è deserta. Non posso neppure chiamare la polizia perché ho il cellulare scarico. Decido allora di tornare immediatamente a casa a chiedere rinforzi [9]. Fortunatamente però dopo nemmeno due minuti si ferma davanti al cancello una macchina con una signora e con Valentino. E' una vicina di casa. L'ha visto solo, l'ha riconosciuto e ce l'ha riportato indietro. E' chiaro che mio nipote è stato sgridato e castigato [10] a dovere per l'accaduto. Gli è stata persino sequestrata [11] la macchinina nuova. Ma se la predica non è servita a niente, il sequestro dell'auto si è rivelato efficacissimo. La settimana dopo infatti il nipotino ha architettato un'altra fuga, ma lo ha fatto senza convinzione ed è tornato subito indietro, per paura di perdere definitivamente la macchinina. Gliela ridaremo? Per ora non se ne parla proprio. E' esposta sopra un mobile in cucina in modo che lui possa vederla ben bene senza poterla toccare. Deve servire da monito [12]. Non sapete quanto soffre...
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E adesso occupiamoci un po' di attualità. Entro il 20 novembre 2011, 25 milioni di famiglie italiane dovranno rispondere alle domande del 15esimo censimento Istat. Questa indagine, che dal 1861 viene compiuta nel nostro paese ogni 10 anni, servirà a rappresentare la nostra attuale situazione socio economica, fotografando i mutamenti avvenuti nell'ultimo decennio. Grazie ai dati raccolti sapremo quanti sono gli italiani dal punto di vista numerico, se usano internet, quanti cellulari possiedono a testa, se hanno una casa di proprietà, che tipo di lavoro svolgono e tante altre informazioni sulle loro abitudini e sul loro stile di vita. Il formulario con le domande è arrivato per posta e devo dire che quando l'ho ricevuto mi sono un po' spaventata perché la busta era abbastanza voluminosa. Leggendo poi la seriosa lettera di presentazione e vedendo la guida che lo accompagnava di ben 16 pagine, pensavo di dover rispondere a chissà quali domande, neanche fossi ad un esame universitario. Sui giornali poi leggevo che molte persone, soprattutto anziane, erano entrate in ansia per questo censimento e avevano chiesto aiuto al personale addetto per riuscire a rispondere correttamente. Tutto questo non era affatto di conforto. Alla fine ho avuto il coraggio di compilare il modulo soltanto il mese dopo averlo ricevuto. Detto sinceramente, prima avevo anche pensato di buttare la busta con tutto il suo contenuto, ma poi avevo scoperto che era obbligatorio rispondere, altrimenti si rischiava una multa fino a duemila euro. Volete sapere com'è andata? Il questionario era facilissimo e ho risposto in soli dieci minuti, dopodiché mi sono connessa al sito dell'Istat e ho risposto nuovamente alle domande online, per evitare di dover andare in posta o in comune a riconsegnare il tutto. E' stata la busta ad essere ingannevole: il suo volume mi aveva proprio terrorizzata. Si spera che la prossima volta scelgano di inviare un modulo dalle dimensioni meno angoscianti.
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E adesso andiamo a vedere che cosa succede alla Signora Vinciguerra. Alla mia vicina di casa hanno da poco ritirato la patente [13] ed ora sta frequentando un corso per superare nuovamente l'esame di guida. In questo periodo non pensa ad altro e anche se le parli della bolletta del gas o della tassa sulla spazzatura [14] lei ti risponde citando questa o quella norma del codice stradale. Una mattina mi telefona preoccupatissima: l'esame teorico è fissato per il giorno seguente e io devo assolutamente aiutarla. Come al solito non riesco a dirle di no e poco dopo mi presento a casa sua. Senza perdere tempo prendo il libro di testo, sfoglio gli appunti delle lezioni e comincio a interrogarla. Lei però mi toglie subito il libro di mano, mi lancia un'occhiata [15] e mi dice: -"Ma cos'ha capito? Non le ho mica chiesto di interrogarmi, le ho solo chiesto di aiutarmi a superare l'esame. Tenga qua, copi tutte queste note sul polsino [16] della camicia che indosserò domani, io intanto scriverò le regole sulla precedenza sull'orlo [17] della gonna. Quelle non me le ricordo mai, non so neppure io quante volte sono andata a sbattere per colpa loro..." Io rabbrividisco al solo pensiero, ma non oso ribattere. Pensavo che con l'avanzare dell'età una persona diventasse più saggia, ma evidentemente mi sbagliavo. Lavoriamo duramente tutta la serata e il giorno dopo la Signora Vinciguerra si presenta all'esame completamente scritta dalla testa ai piedi. Risponde con facilità a tutte le domande e finisce subito il compito. Commette però un piccolo errore: a un certo punto alza la mano e chiede di poter andare via. Facendo questo la manica della camicia si abbassa e compare il polsino tutto scritto. L'istruttore [18] se ne accorge e corre verso di lei: -"Cos'è quella scritta?" E la Signora Vinciguerra: -"Lasci stare, sono ancora arrabbiatissima. Prima di venire qui sono andata ad assistere alla dimostrazione di un nuovo prodotto smacchiante [19]. Mi hanno detto di scrivere qualcosa sulla mia camicia, che me l'avrebbero sbiancata in dieci minuti. Io l'ho fatto e ci ho disegnato sopra tutti quei cartelli stradali. Ma come vede il prodotto non funziona proprio! E' più di un'ora che agisce e si legge ancora tutto! E adesso mi scusi, ho fretta. Devo andare a farmi rimborsare [20] la camicia prima che chiuda il negozio." *
Care ascoltatrici e cari ascoltatori, secondo voi la Signora Vinciguerra ha poi superato l'esame teorico di guida? Ve lo svelerò [21] la prossima puntata. Per oggi siamo arrivati alla fine. Ci risentiamo il 25 novembre sul sito www.podclub.ch. Parleremo di autodiagnosi, di un argomento di attualità e per finire della famosa patente della Signora Vinciguerra. Ciao e a presto!