Capitolo 1. "Venerdì sera"
È sera. Una sera di primavera.
– Finalmente a casa – dice Giacomo e mette la bicicletta vicino al portone del palazzo in Via dei Tulipani. È qui che abita.
Ogni martedì e venerdì, Giacomo va agli allenamenti di calcio. La sua squadra si allena in un campo vicino a casa sua, e lui va e torna in bicicletta.
– Ciao, Giacomo – lo saluta una ragazza che arriva in quel momento.
– Ciao, Simona.
Simona è una ragazza alta e snella, con i capelli castani. «Quanto è bella...» pensa Giacomo. Ogni volta che la incontra, non sa cosa dire e cosa fare. La guarda e sorride come uno stupido. Giacomo ha sedici anni, ma è molto timido e ancora non sa bene come comportarsi con le ragazze. Per fortuna, lei parla tanto.
– Sono andata a comprare il caffè al supermercato qui davanti – sta dicendo.
– La mamma lo ha dimenticato. Ho fatto appena in tempo. Sono arrivata alle otto meno dieci, e il supermercato chiude alle otto.
Giacomo vede un cartello davanti all'ascensore: “Fuori servizio”.
– È di nuovo rotto. Dobbiamo andare a piedi – dice.
I due salgono le scale.
– Senti com'è forte questa musica! – dice Simona.
– Sì, è a volume da discoteca. Sicuramente viene dall'appartamento del signor Cassi. Lui ascolta sempre la musica ad alto volume.
– Forse quando era giovane, era un discotecaro.
– Tu credi? – chiede Giacomo dubbioso.
Pensa al signor Cassi: un uomo piccolo e magro, con la faccia sempre grigia e continua:
– Sembra uno che non è mai stato giovane. E poi, ai suoi tempi, c'erano le discoteche? – dice per scherzo.
– Ma certo! Sembra vecchio, ma non lo è. La mamma ha detto che ha non più di cinquant'anni.
Adesso i due ragazzi sono al secondo piano, proprio davanti all'appartamento del signor Cassi. Dal suo appartamento esce la musica di una canzone di Gloria Gaynor.
Giacomo e Simona abitano al terzo piano: Simona con la sua mamma e il fratellino Federico, Giacomo con i suoi genitori.
Giacomo saluta Simona ed entra in casa.
– La cena è pronta – dice la mamma di Giacomo.
Il giovane si siede al tavolo con la sua famiglia.
– Questa musica terribile! – si lamenta la mamma – Oggi non smette più...
– Ti dà fastidio? – chiede Giacomo.
– Sì, è troppo alta. Anche tutti i nostri vicini lo dicono.
– E il signor Cassi lo sa – commenta il papà. – L'amministratore gli ha anche scritto una lettera. Gli ha chiesto di smettere con tutto questo rumore. Altrimenti avrà dei guai.
– E lui? – domanda Giacomo.
– Non ha neppure risposto.
Giacomo sta mangiando gli spaghetti che la mamma ha portato in tavola quando il papà gli chiede:
– Giacomo! Dove hai messo la bicicletta?
– Mmmh... giù... vicino al... portone.
– Sai che i vicini si lamentano se vedono biciclette o motociclette vicino al portone!
– Lo so.
– Allora finisci di mangiare e vai, per favore!
Ore otto e quaranta: Giacomo esce dall'appartamento. Scende le scale, passa davanti all'appartamento del signor Cassi. Adesso c'è soltanto silenzio. «Per fortuna ha spento lo stereo» pensa Giacomo. Esce dal portone, prende la bicicletta e la porta nel garage. Rientra e sale le scale. Nel silenzio del palazzo sente una porta che si apre e si chiude. Al secondo piano passa di nuovo davanti all'appartamento del signor Cassi e vede la porta aperta.
– Che strano – dice Giacomo tra sé. Ma strano è anche il signor Cassi, perciò non ci pensa più.