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Memorie di Adriano - Yourcenar, 4. SAECULUM AUREUM (5)

4. SAECULUM AUREUM (5)

La morte è penosa, ma anche la vita può esserlo. Ogni cosa aveva un volto deforme. La fondazione di Antinopoli non era che un gioco derisorio: una nuova città, un asilo offerto alle frodi dei mercanti, alle crudeli esazioni dei funzionari, alla prostituzione, al disordine, ai vili che piangono i loro morti prima di dimenticarli. L'apoteosi era vana: quegli onori pubblici non sarebbero serviti ad altro che a fare del fanciullo un pretesto a viltà o a ironie, un oggetto postumo di cupidigia o di scandalo, una di quelle leggende un po' marce che ingombrano i recessi della storia. Il mio lutto non era che una forma di incontinenza, una dissolutezza grossolana: restavo colui che profitta, colui che gode, colui che prova tutto: il mio prediletto mi consegnava la sua morte. Un uomo deluso piangeva su se stesso. Le idee stridevano, le parole giravano a vuoto; le voci avevano il ronzio delle cavallette o delle mosche su un mucchio di rifiuti; le nostre barche dalle vele turgide come petti di colombe trasportavano intrighi e menzogne; la stupidità faceva mostra di sè sulle fronti umane. Dappertutto trapelava la morte, sotto il suo aspetto di decrepitezza o di putrefazione: il frutto bacato, l'orlo della tenda impercettibilmente liso, una carogna sulla sponda, i foruncoli d'un viso, il segno delle vergate sulla schiena dei marinai. Le mie mani mi sembravano sempre un po' sporche. All'ora del bagno, quando tendevo agli schiavi le gambe da depilare, guardavo con disgusto questo corpo solido, questa macchina quasi indistruttibile, che digeriva, camminava, riusciva a dormire, e, un giorno o l'altro, sarebbe tornata ai gesti dell'amore. Non tolleravo più che la presenza dei pochi servi che si ricordavano del morto: a modo loro, anch'essi lo avevano amato. Il mio lutto trovava un'eco nel dolore un po' vano d'un massaggiatore, o del vecchio negro addetto alle lampade. Ma il dispiacere non gli impediva di ridere sommessamente tra loro, mentre prendevano il fresco sulla riva. Una mattina, mentr'ero appoggiato al parapetto, scorsi, nel quadrato delle cucine, uno schiavo che ripuliva uno di quei pollastrelli che l'Egitto fa pullulare a migliaia nei forni poco puliti; lo schiavo, a un certo punto, prese a piene mani il mucchio vischioso delle interiora, e lo gettò in acqua. Feci appena a tempo a voltar la testa per vomitare. Allo scalo di File, durante una festa offertaci dal governatore, un bimbo di tre anni, nero come il bronzo, figlio d'un numida, s'infilò nelle gallerie del primo piano per guardare le danze. Cadde di sotto. Fecero del loro meglio per nascondermi l'incidente; il padre tratteneva i singhiozzi per non disturbare gli ospiti del suo padrone; lo si fece uscire con il cadavere dalla porta di cucina; malgrado tutto, intravidi quelle spalle che si alzavano e si abbassavano convulse come sotto una sferza. Avevo la sensazione di assumere su di me quel dolore paterno come quello di Ercole, quello di Alessandro, quello di Platone che piangevano i loro amici scomparsi. Feci portare qualche moneta d'oro a quel misero; che cosa si può fare di più? Due giorni dopo, lo rividi; si spidocchiava beatamente, sdraiato sulla soglia.

Affluirono i messaggi di cordoglio. Pancrate mi inviò il suo poema, finalmente terminato; non era che un mediocre centone di esametri omerici, ma, per me, il nome che vi tornava quasi ad ogni riga me lo rendeva più commovente di mille capolavori.

Noumenio mi fece recapitare una Consolazione in piena regola: trascorsi una notte a leggerla, non vi mancava un solo luogo comune. Quelle esili barriere elevate dall'uomo contro la morte si sviluppavano su due linee: la prima consisteva nel presentarcela come un male inevitabile; nel ricordarci che né la bellezza, né la giovinezza, né l'amore sfuggono alla putrefazione; nel provarci infine che la vita e la sua infinita teoria di sciagure sono ancor più orrende che la morte, e val meglio perire che invecchiare: verità propinateci per indurci alla rassegnazione; ma esse giustificano soprattutto la disperazione. La seconda linea di argomenti è in contraddizione con la prima, ma i nostri filosofi non vanno molto per il sottile: non si tratta più di rassegnarsi alla morte, ma di negarla. Solo l'anima conta; e veniva posta con arroganza, come un dato di fatto, l'immortalità di questa entità vaga, che non abbiamo mai vista operare senza il suo corpo, prima ancora di darsi la pena di provarcene l'esistenza. Non ne ero affatto certo: svaniti il sorriso, lo sguardo, la voce, le realtà imponderabili, perché non l'anima? Essa non mi pareva necessariamente più immateriale del calore del corpo. Ci si discostava da quella spoglia entro la quale l'anima non era più: eppure, era la sola cosa che mi restasse, l'unica prova che avevo che quel vivente fosse esistito. L'immortalità della specie doveva mitigare il dolore di ogni morte umana: ma ben poco m'importava che generazioni di Bitini si succedessero fino alla fine dei tempi, in riva al Sangario. Si parlava di gloria, una bella parola che ci gonfia il cuore, ma si faceva di tutto per stabilire tra questa e l'immortalità una confusione ingannevole, come se la traccia d'un essere fosse la stessa cosa della sua presenza. Mi si mostrava il dio radioso, al posto del cadavere; quel dio l'avevo fatto io; io ci credevo a modo mio, ma il destino postumo più luminoso, tra le sfere stellari, non compensava quella breve esistenza; quel dio non sostituiva il vivo che avevo perduto. M'indignava quella smania dell'uomo di sdegnare i fatti a vantaggio delle ipotesi, di non riconoscere le sue fantasie per quel che sono. Ben diversamente vedevo i miei obblighi di sopravvissuto. Quella morte sarebbe stata vana se mi mancava il coraggio di guardarla in faccia, di attaccarmi a quelle realtà - il freddo, il silenzio, il sangue coagulato, le membra inerti, - che l'uomo s'affretta a rivestire di terra e d'ipocrisia; preferivo andare a tentoni nel buio senza l'aiuto di deboli lampade. Sentivo, intorno a me, che si cominciava a deplorare un dolore così lungo e così intenso. Del resto, scandalizzava più la sua veemenza che non la sua causa. Se mi fossi lasciato andare agli stessi lamenti per la morte d'un fratello o d'un figlio, mi si sarebbe rimproverato egualmente di piangere come una donna. La memoria della maggior parte degli uomini è un cimitero abbandonato, dove giacciono senza onori i morti che essi hanno cessato di amare. Ogni dolore prolungato è un insulto al loro oblio.

Le barche ci ricondussero in quel punto del fiume dove cominciava a sorgere Antinopoli. Erano meno numerose che all'andata: Lucio, che avevo rivisto poche volte, era ripartito per Roma dove la sua giovane sposa aveva dato alla luce un bambino. La sua partenza mi liberava da parecchi intriganti e curiosi. I lavori iniziati alteravano l'aspetto delle coste; si profilava la pianta degli edifici futuri fra i mucchi di terreno sterrato; ma non riconobbi più il punto esatto del sacrificio. Gli imbalsamatori consegnarono la loro opera: la sottile bara di cedro fu deposta dentro un sepolcro di porfido, nella sala più segreta del tempio. Mi avvicinai timidamente al morto. Sembrava mascherato: la rigida acconciatura egizia gli copriva i capelli. Le gambe fasciate dalle bende non erano più che un lungo involucro bianco, ma il suo profilo di falco giovinetto non era mutato; le ciglia gettavano sulle gote dipinte un'ombra che riconoscevo. Prima di portare a termine la fasciatura delle mani, tennero a farmi ammirare le unghie d'oro. Ebbero inizio le litanie; per bocca dei sacerdoti, il morto dichiarava d'essere stato sempre veritiero, sempre casto, sempre caritatevole e giusto, e vantava virtù che, se le avesse praticate davvero, lo avrebbero messo per sempre al bando dei vivi. L'odore disfatto dell'incenso riempiva la sala; al di là d'una voluta, cercavo di dare a me stesso l'illusione del suo sorriso; e il bel viso immobile pareva tremare. Ho assistito ai riti magici mediante i quali i sacerdoti costringono l'anima del defunto a incarnare una particella di sé nelle statue che ne conserveranno la memoria; e ad altre ingiunzioni, ancor più singolari. Quando tutto fu finito, si applicò la maschera d'oro modellata sulla cera funebre: aderiva strettamente alle sue fattezze. Ben presto, quella bella superficie incorruttibile avrebbe riassorbito in sé ogni possibilità di luce e di calore; e sarebbe giaciuta per sempre in quella cassa ermeticamente chiusa, simbolo inerte d'immortalità. Fu posto un fascio d'acace sul petto. Una dozzina d'uomini sollevarono il pesante coperchio. Ma esitavo ancora sulla località del sepolcro. Ricordavo che, mentre avevo ordinato dappertutto feste e apoteosi, giochi funebri, monete di nuovo conio, statue sulle pubbliche piazze, avevo fatto un'eccezione per Roma: avevo temuto di aggravare ulteriormente l'animosità che circonda quasi tutti i favoriti stranieri. Mi dissi che io non sarei stato sempre a Roma, per proteggere quella sepoltura. Anche il monumento previsto, alle porte di Antinopoli, sembrava troppo esposto e poco sicuro. Seguii il consiglio dei sacerdoti. Essi m'indicarono, sul fianco d'una montagna della catena arabica, a tre leghe circa dalla città, una di quelle caverne che un tempo i re d'Egitto destinavano a servir loro da sepolcri. Un carro tirato da buoi trascinò il sarcofago su quella salita. Con le corde, lo si fece scivolare giù per quei cunicoli da miniera; lo si addossò a una parete di roccia. Il fanciullo di Claudiopoli scendeva nella tomba come un Faraone, come un Tolomeo. Lo lasciammo solo. Entrava in quella durata senz'aria, senza luce, senza stagioni e senza fine, al cui confronto ogni vita appare breve; aveva raggiunto quella stabilità, quella calma forse. I secoli ancora celati nel seno opaco del tempo sarebbero passati a migliaia su quella tomba, senza rendergli l'esistenza, è vero, ma anche senza contribuire a quella morte, senza poter impedire che egli sia esistito. Ermogene mi afferrò per il braccio per aiutarmi a risalire all'aperto; fu quasi una gioia ritrovarsi alla superficie, rivedere il freddo cielo turchino tra due costoni di roccia fulva. Il resto del viaggio fu breve. Ad Alessandria, l'imperatrice s'imbarcò per Roma.


4. SAECULUM AUREUM (5) 4. SAECULUM AUREUM (5)

La morte è penosa, ma anche la vita può esserlo. Death is painful, but so can life be. Ogni cosa aveva un volto deforme. Everything had a deformed face. La fondazione di Antinopoli non era che un gioco derisorio: una nuova città, un asilo offerto alle frodi dei mercanti, alle crudeli esazioni dei funzionari, alla prostituzione, al disordine, ai vili che piangono i loro morti prima di dimenticarli. The founding of Antinopolis was but a mocking game: a new city, an asylum offered to the frauds of merchants, the cruel exactions of officials, prostitution, disorder, and the vile who mourn their dead before forgetting them. La fundación de Antinópolis no fue más que un juego burlón: una ciudad nueva, un asilo ofrecido a los fraudes de los mercaderes, las crueles exacciones de los funcionarios, la prostitución, el desorden, los cobardes que lloran a sus muertos antes de olvidarlos. L'apoteosi era vana: quegli onori pubblici non sarebbero serviti ad altro che a fare del fanciullo un pretesto a viltà o a ironie, un oggetto postumo di cupidigia o di scandalo, una di quelle leggende un po' marce che ingombrano i recessi della storia. The apotheosis was in vain: those public honors would serve no other purpose than to make the child a pretext for cowardice or ironies, a posthumous object of gloom or scandal, one of those somewhat rotten legends that clutter the recesses of history. Il mio lutto non era che una forma di incontinenza, una dissolutezza grossolana: restavo colui che profitta, colui che gode, colui che prova tutto: il mio prediletto mi consegnava la sua morte. My mourning was but a form of incontinence, a coarse debauchery: I remained the one who profits, the one who enjoys, the one who tries everything: my beloved delivered me his death. Un uomo deluso piangeva su se stesso. A disappointed man wept over himself. Le idee stridevano, le parole giravano a vuoto; le voci avevano il ronzio delle cavallette o delle mosche su un mucchio di rifiuti; le nostre barche dalle vele turgide come petti di colombe trasportavano intrighi e menzogne; la stupidità faceva mostra di sè sulle fronti umane. Ideas screeched, words went round and round; voices had the buzzing of grasshoppers or flies on a garbage heap; our boats with sails as turgid as doves' breasts carried intrigue and lies; stupidity displayed itself on human foreheads. Dappertutto trapelava la morte, sotto il suo aspetto di decrepitezza o di putrefazione: il frutto bacato, l'orlo della tenda impercettibilmente liso, una carogna sulla sponda, i foruncoli d'un viso, il segno delle vergate sulla schiena dei marinai. Everywhere death seeped out, under its appearance of decrepitude or putrefaction: the wormy fruit, the hem of the tent imperceptibly wrinkled, a carrion on the bank, the furuncles of a face, the mark of the virgates on the sailors' backs. Le mie mani mi sembravano sempre un po' sporche. My hands always felt a little dirty. All'ora del bagno, quando tendevo agli schiavi le gambe da depilare, guardavo con disgusto questo corpo solido, questa macchina quasi indistruttibile, che digeriva, camminava, riusciva a dormire, e, un giorno o l'altro, sarebbe tornata ai gesti dell'amore. At bath time, when I stretched the slaves' legs to be shaved, I looked with disgust at this solid body, this almost indestructible machine, which digested, walked, managed to sleep, and, one day or another, would return to the gestures of love. Non tolleravo più che la presenza dei pochi servi che si ricordavano del morto: a modo loro, anch'essi lo avevano amato. I could no longer tolerate the presence of the few servants who remembered the dead man: in their own way, they too had loved him. Il mio lutto trovava un'eco nel dolore un po' vano d'un massaggiatore, o del vecchio negro addetto alle lampade. My mourning found an echo in the somewhat vain grief of a masseur, or the old Negro lamp man. Ma il dispiacere non gli impediva di ridere sommessamente tra loro, mentre prendevano il fresco sulla riva. But sorrow did not stop them from laughing softly with each other as they took the cooler on the shore. Una mattina, mentr'ero appoggiato al parapetto, scorsi, nel quadrato delle cucine, uno schiavo che ripuliva uno di quei pollastrelli che l'Egitto fa pullulare a migliaia nei forni poco puliti; lo schiavo, a un certo punto, prese a piene mani il mucchio vischioso delle interiora, e lo gettò in acqua. One morning, as I was leaning against the parapet, I glimpsed, in the square of the kitchens, a slave cleaning up one of those chickens that Egypt makes teeming by the thousands in the poorly cleaned ovens; the slave, at one point, grabbed the slimy pile of entrails with his bare hands and threw it into the water. Feci appena a tempo a voltar la testa per vomitare. I barely had time to turn my head to vomit. Allo scalo di File, durante una festa offertaci dal governatore, un bimbo di tre anni, nero come il bronzo, figlio d'un numida, s'infilò nelle gallerie del primo piano per guardare le danze. At the File stopover, during a party hosted by the governor, a three-year-old boy, black as bronze, the son of a Numidian, slipped into the galleries on the second floor to watch the dancing. Cadde di sotto. He fell downstairs. Fecero del loro meglio per nascondermi l'incidente; il padre tratteneva i singhiozzi per non disturbare gli ospiti del suo padrone; lo si fece uscire con il cadavere dalla porta di cucina; malgrado tutto, intravidi quelle spalle che si alzavano e si abbassavano convulse come sotto una sferza. They did their best to hide the incident from me; the father restrained his sobs so as not to disturb his master's guests; he was made to leave with the corpse through the kitchen door; despite everything, I glimpsed those shoulders rising and falling convulsively as if under a lash. Avevo la sensazione di assumere su di me quel dolore paterno come quello di Ercole, quello di Alessandro, quello di Platone che piangevano i loro amici scomparsi. I had the feeling of taking on myself that paternal grief like that of Hercules, that of Alexander, that of Plato mourning their departed friends. Feci portare qualche moneta d'oro a quel misero; che cosa si può fare di più? I had that wretch bring a few gold coins; what more can be done? Due giorni dopo, lo rividi; si spidocchiava beatamente, sdraiato sulla soglia. Two days later, I saw him again; he was spidering blissfully, lying on the threshold.

Affluirono i messaggi di cordoglio. Messages of condolence flowed in. Pancrate mi inviò il suo poema, finalmente terminato; non era che un mediocre centone di esametri omerici, ma, per me, il nome che vi tornava quasi ad ogni riga me lo rendeva più commovente di mille capolavori. Pancrates sent me his poem, finally finished; it was but a mediocre hundret of Homeric hexameters, but, for me, the name that returned to it in almost every line made it more moving to me than a thousand masterpieces.

Noumenio mi fece recapitare una Consolazione in piena regola: trascorsi una notte a leggerla, non vi mancava un solo luogo comune. Noumenio had a full-blown Consolation delivered to me: I spent a night reading it; there was not a single commonplace missing. Quelle esili barriere elevate dall'uomo contro la morte si sviluppavano su due linee: la prima consisteva nel presentarcela come un male inevitabile; nel ricordarci che né la bellezza, né la giovinezza, né l'amore sfuggono alla putrefazione; nel provarci infine che la vita e la sua infinita teoria di sciagure sono ancor più orrende che la morte, e val meglio perire che invecchiare: verità propinateci per indurci alla rassegnazione; ma esse giustificano soprattutto la disperazione. Those slender barriers raised by man against death were developed along two lines: the first consisted in presenting it to us as an inevitable evil; in reminding us that neither beauty, nor youth, nor love escape decay; in finally proving to us that life and its endless theory of misfortunes are even more horrible than death, and it is better to perish than to grow old: truths propounded to us to induce resignation; but they mainly justify despair. La seconda linea di argomenti è in contraddizione con la prima, ma i nostri filosofi non vanno molto per il sottile: non si tratta più di rassegnarsi alla morte, ma di negarla. The second line of argument is contradictory to the first, but our philosophers do not mince words: it is no longer a matter of resigning oneself to death, but of denying it. Solo l'anima conta; e veniva posta con arroganza, come un dato di fatto, l'immortalità di questa entità vaga, che non abbiamo mai vista operare senza il suo corpo, prima ancora di darsi la pena di provarcene l'esistenza. Only the soul counts; and it was arrogantly posited, as a given, the immortality of this vague entity, which we have never seen operate without its body, before even bothering to prove its existence to us. Non ne ero affatto certo: svaniti il sorriso, lo sguardo, la voce, le realtà imponderabili, perché non l'anima? I was not at all certain: gone were the smile, the look, the voice, the imponderable realities, why not the soul? ** Essa non mi pareva necessariamente più immateriale del calore del corpo. It did not necessarily seem more immaterial than body heat. Ci si discostava da quella spoglia entro la quale l'anima non era più: eppure, era la sola cosa che mi restasse, l'unica prova che avevo che quel vivente fosse esistito. There was a departure from that bareness within which the soul was no more: yet, it was the only thing I had left, the only proof I had that that living person had existed. L'immortalità della specie doveva mitigare il dolore di ogni morte umana: ma ben poco m'importava che generazioni di Bitini si succedessero fino alla fine dei tempi, in riva al Sangario. The immortality of the species was supposed to mitigate the pain of every human death: but little did I care that generations of Bitini followed one another to the end of time, on the banks of the Sangario. Si parlava di gloria, una bella parola che ci gonfia il cuore, ma si faceva di tutto per stabilire tra questa e l'immortalità una confusione ingannevole, come se la traccia d'un essere fosse la stessa cosa della sua presenza. There was talk of glory, a beautiful word that swells our hearts, but everything was done to establish between it and immortality a deceptive confusion, as if the trace of a being was the same thing as its presence. Mi si mostrava il dio radioso, al posto del cadavere; quel dio l'avevo fatto io; io ci credevo a modo mio, ma il destino postumo più luminoso, tra le sfere stellari, non compensava quella breve esistenza; quel dio non sostituiva il vivo che avevo perduto. I was shown the radiant god, instead of the corpse; that god I had made; I believed in it in my own way, but the brightest posthumous destiny, among the stellar spheres, did not compensate for that brief existence; that god did not replace the living one I had lost. M'indignava quella smania dell'uomo di sdegnare i fatti a vantaggio delle ipotesi, di non riconoscere le sue fantasie per quel che sono. I was outraged by that man's eagerness to disdain facts in favor of assumptions, to not recognize his fantasies for what they are. Ben diversamente vedevo i miei obblighi di sopravvissuto. Quite differently I saw my obligations as a survivor. Quella morte sarebbe stata vana se mi mancava il coraggio di guardarla in faccia, di attaccarmi a quelle realtà - il freddo, il silenzio, il sangue coagulato, le membra inerti, - che l'uomo s'affretta a rivestire di terra e d'ipocrisia; preferivo andare a tentoni nel buio senza l'aiuto di deboli lampade. That death would have been in vain if I lacked the courage to look it in the face, to attach myself to those realities-the cold, the silence, the clotted blood, the inert limbs,-which man hastens to clothe with earth and hypocrisy; I preferred to grope around in the dark without the help of weak lamps. Sentivo, intorno a me, che si cominciava a deplorare un dolore così lungo e così intenso. I felt, all around me, that people were beginning to deplore such long and such intense pain. Del resto, scandalizzava più la sua veemenza che non la sua causa. After all, it scandalized more by its vehemence than by its cause. Se mi fossi lasciato andare agli stessi lamenti per la morte d'un fratello o d'un figlio, mi si sarebbe rimproverato egualmente di piangere come una donna. If I had indulged in the same lamentations over the death of a brother or son, I would have been equally reproached for crying like a woman. La memoria della maggior parte degli uomini è un cimitero abbandonato, dove giacciono senza onori i morti che essi hanno cessato di amare. The memory of most men is an abandoned cemetery, where the dead they have ceased to love lie without honor. Ogni dolore prolungato è un insulto al loro oblio. Any prolonged pain is an insult to their oblivion.

Le barche ci ricondussero in quel punto del fiume dove cominciava a sorgere Antinopoli. The boats led us back to that point on the river where Antinopolis was beginning to rise. Erano meno numerose che all'andata: Lucio, che avevo rivisto poche volte, era ripartito per Roma dove la sua giovane sposa aveva dato alla luce un bambino. There were fewer of them than on the way out: Lucius, whom I had seen a few times, had left again for Rome where his young bride had given birth to a child. La sua partenza mi liberava da parecchi intriganti e curiosi. His departure freed me from several intriguing and curious ones. I lavori iniziati alteravano l'aspetto delle coste; si profilava la pianta degli edifici futuri fra i mucchi di terreno sterrato; ma non riconobbi più il punto esatto del sacrificio. The work that had begun altered the appearance of the shorelines; the plan of future buildings loomed among the piles of dirt land; but I no longer recognized the exact spot of the sacrifice. ** Gli imbalsamatori consegnarono la loro opera: la sottile bara di cedro fu deposta dentro un sepolcro di porfido, nella sala più segreta del tempio. The embalmers delivered their work: the thin cedar coffin was placed inside a porphyry tomb in the most secret room of the temple. Mi avvicinai timidamente al morto. I timidly approached the dead man. Sembrava mascherato: la rigida acconciatura egizia gli copriva i capelli. He looked disguised: the stiff Egyptian hairstyle covered his hair. Le gambe fasciate dalle bende non erano più che un lungo involucro bianco, ma il suo profilo di falco giovinetto non era mutato; le ciglia gettavano sulle gote dipinte un'ombra che riconoscevo. Her legs wrapped in bandages were no more than a long white wrap, but her youthful hawk profile had not changed; her eyelashes cast a shadow I recognized on her painted cheeks. Prima di portare a termine la fasciatura delle mani, tennero a farmi ammirare le unghie d'oro. Before completing the bandaging of the hands, they tended to let me admire the golden nails. Ebbero inizio le litanie; per bocca dei sacerdoti, il morto dichiarava d'essere stato sempre veritiero, sempre casto, sempre caritatevole e giusto, e vantava virtù che, se le avesse praticate davvero, lo avrebbero messo per sempre al bando dei vivi. The litanies began; through the mouths of the priests, the dead man declared that he had always been truthful, always chaste, always charitable and righteous, and boasted virtues that, if he had really practiced them, would have banished him forever from the living. L'odore disfatto dell'incenso riempiva la sala; al di là d'una voluta, cercavo di dare a me stesso l'illusione del suo sorriso; e il bel viso immobile pareva tremare. The undone smell of incense filled the room; beyond a volute, I tried to give myself the illusion of her smile; and the beautiful, motionless face seemed to tremble. Ho assistito ai riti magici mediante i quali i sacerdoti costringono l'anima del defunto a incarnare una particella di sé nelle statue che ne conserveranno la memoria; e ad altre ingiunzioni, ancor più singolari. I have witnessed the magical rites by which priests force the soul of the deceased to embody a particle of himself in the statues that will preserve his memory; and other injunctions, even more singular. Quando tutto fu finito, si applicò la maschera d'oro modellata sulla cera funebre: aderiva strettamente alle sue fattezze. When everything was finished, he applied the gold mask molded on the funeral wax: it adhered closely to his features. Ben presto, quella bella superficie incorruttibile avrebbe riassorbito in sé ogni possibilità di luce e di calore; e sarebbe giaciuta per sempre in quella cassa ermeticamente chiusa, simbolo inerte d'immortalità. Soon, that beautiful incorruptible surface would reabsorb into itself all possibility of light and heat; and it would lie forever in that hermetically sealed case, an inert symbol of immortality. Fu posto un fascio d'acace sul petto. A bundle of acacia was placed on the chest. Una dozzina d'uomini sollevarono il pesante coperchio. A dozen men lifted the heavy lid. Ma esitavo ancora sulla località del sepolcro. But I still hesitated about the location of the tomb. Ricordavo che, mentre avevo ordinato dappertutto feste e apoteosi, giochi funebri, monete di nuovo conio, statue sulle pubbliche piazze, avevo fatto un'eccezione per Roma: avevo temuto di aggravare ulteriormente l'animosità che circonda quasi tutti i favoriti stranieri. I recalled that while I had ordered feasts and apotheosis everywhere, funeral games, newly minted coins, statues on public squares, I had made an exception for Rome: I had feared further aggravating the animosity surrounding almost all foreign favorites. Mi dissi che io non sarei stato sempre a Roma, per proteggere quella sepoltura. I told myself that I would not always be in Rome, to protect that burial. Anche il monumento previsto, alle porte di Antinopoli, sembrava troppo esposto e poco sicuro. Even the planned monument at the gates of Antinopolis seemed too exposed and unsafe. Seguii il consiglio dei sacerdoti. I followed the advice of the priests. Essi m'indicarono, sul fianco d'una montagna della catena arabica, a tre leghe circa dalla città, una di quelle caverne che un tempo i re d'Egitto destinavano a servir loro da sepolcri. They pointed out to me, on the side of a mountain in the Arabian chain, about three leagues from the city, one of those caves that the kings of Egypt once destined to serve as their tombs. Un carro tirato da buoi trascinò il sarcofago su quella salita. An ox-drawn cart dragged the sarcophagus up that slope. Con le corde, lo si fece scivolare giù per quei cunicoli da miniera; lo si addossò a una parete di roccia. With ropes, he was slid down those mine shafts; he was leaned against a rock wall. Il fanciullo di Claudiopoli scendeva nella tomba come un Faraone, come un Tolomeo. The child of Claudiapolis descended into the tomb like a Pharaoh, like a Ptolemy. Lo lasciammo solo. We left him alone. Entrava in quella durata senz'aria, senza luce, senza stagioni e senza fine, al cui confronto ogni vita appare breve; aveva raggiunto quella stabilità, quella calma forse. He was entering that airless, lightless, seasonless and endless duration, in comparison to which all life seems short; he had achieved that stability, that calm perhaps. I secoli ancora celati nel seno opaco del tempo sarebbero passati a migliaia su quella tomba, senza rendergli l'esistenza, è vero, ma anche senza contribuire a quella morte, senza poter impedire che egli sia esistito. The centuries still hidden in the opaque bosom of time would have passed by thousands over that grave, without rendering him existence, it is true, but also without contributing to that death, without being able to prevent him from existing. Ermogene mi afferrò per il braccio per aiutarmi a risalire all'aperto; fu quasi una gioia ritrovarsi alla superficie, rivedere il freddo cielo turchino tra due costoni di roccia fulva. Hermogene grabbed me by the arm to help me climb back into the open; it was almost a joy to find myself at the surface, to see the cold turquoise sky again between two tawny rock ridges. Il resto del viaggio fu breve. The rest of the journey was short. Ad Alessandria, l'imperatrice s'imbarcò per Roma. In Alexandria, the empress embarked for Rome.