×

Nós usamos os cookies para ajudar a melhorar o LingQ. Ao visitar o site, você concorda com a nossa política de cookies.

Al Dente Podcast, 024 - Vacanze al mare, uomini distratti, … – Text to read

Al Dente Podcast, 024 - Vacanze al mare, uomini distratti, una vacanza da un euro (30 agosto 2013)

Intermediário 1 Italiano lesson to practice reading

Comece a aprender esta lição agora

024 - Vacanze al mare, uomini distratti, una vacanza da un euro (30 agosto 2013)

Ciao a tutti ! Eccomi qua, sono Francesca e questo è il podcast “Al dente”. Oggi è il 30 agosto e con questa puntata cominciamo il nostro secondo anno insieme. Lo sapete che mi siete mancati, quest'estate? Ho pensato spesso a voi, alle cose che vi avrei raccontato al mio ritorno… Eh sì, è stata un'estate piena di cose interessanti… Allora, oggi vi parlerò delle vacanze appena trascorse, di uomini distratti e per finire vi darò una buona notizia! Buon ascolto!

Finalmente quest'anno ho rivisto il mare, dopo tanto. Non che la montagna mi dispiaccia, eh... Insomma... È bella, sì, ma... Beh, come devo dirvelo... io preferisco il mare! L'azzurro profondo dell'acqua, il profumo dei pini, il rumore delle onde sulla spiaggia… Ah, non fatemici pensare! Allora, quest'anno ho organizzato una settimana all'isola d'Elba. Come sempre, in uno di quei posti sperduti che tanto mi piacciono… Gli amici a volte mi chiedono come io riesca a trovare questi posti… speciali. Eh, beh, basta sapere che cosa si vuole e fare un giretto su Internet! Per me le vacanze al mare significano spiagge solitarie, natura, niente stabilimenti balneari [1] con lettini, sdraio, bar, confusione... Insomma: preferisco lo stile Robinson Crusoe. Cioè, non esageriamo però. Non volevo dire che mi piace dormire in spiaggia o in una capanna piena di insetti! L'alloggio deve essere confortevole e ben arredato. Niente di lussuoso, ma carino, allegro. E così è stato: ho trovato una piccola casetta nel bosco con una bella spiaggia solitaria, proprio nel mese di luglio. Mentre invece le spiagge più famose dell'Elba sono prese d'assalto dai turisti e non si trova un metro quadro libero di sabbia a pagarlo oro. Al mattino la nostra piccola oasi era deserta fino alle dieci o le undici. Poi arrivavano alcuni bagnanti dal paese vicino, attraverso un sentiero lungo un paio di chilometri da percorrere a piedi. Dopo le sei di sera la spiaggia era nuovamente deserta. La notte, poi, era un concerto. Si cominciava con i grilli, centinaia di grilli che cantavano… Prima dell'alba si sentivano gli uccelli, e al mattino i gabbiani. Qualche volta durante il giorno le capre selvatiche arrivavano fin quasi alla spiaggia. Comunque eravamo vicini al paese, quindi la sera uscivamo per andare al ristorante, al bar, a sentire musica dal vivo. Dopo una settimana di mare ci siamo spostati nel sud della Toscana. Qui si trovano alcuni paesi medioevali costruiti su rupi [2] di tufo [3], bellissimi: Sorano, Sovana e Pitigliano. Ci siamo immersi perciò nella cultura, tra le vie cave etrusche (strade scavate nel tufo fino a 20 metri più di 2000 anni fa), castelli, grotte, chiese romanico-gotiche fantastiche. E abbiamo fatto anche un tuffo nelle acque termali di Saturnia! È una zona bellissima, ve la consiglio! Allora… queste vacanze per me sono state davvero rigeneranti… E adesso sono pronta per tornare al lavoro. Però… devo dire che non tutto è filato liscio [4]; ci sono stati infatti alcuni piccoli contrattempi [5]. Eh, sì qualcosa di “strano” doveva pur succedere, no?

*

Infatti. Stavolta non sono stata io combinare dei guai [6]. Si tratta del mio compagno, che questa volta è arrivato al momento delle vacanze un po’ stanco. Forse ha lavorato troppo, fino all'ultimo minuto prima della partenza… Oppure sarà stato il caldo improvviso, che ha influito sulla sua… ehm… testa, diciamo così. Comunque, adesso vi racconto i fatti. La sera prima della partenza come sempre abbiamo preparato le valigie e caricato la macchina. La notte, mentre cerco di prendere sonno, mi viene in mente che forse potrei aver dimenticato qualcosa. Dunque… Il pallone! Sì, manca il pallone di Luca, nostro figlio... E poi: avremo preso l'ombrellone? E… vediamo un po’… Ah, ho dimenticato il dentifricio! E i cerotti [7]! Oh, accidenti, come faccio a ricordarmi di tutte queste cose? Per non rialzarmi dal letto, cerco un sistema per ricordarmele senza doverle scrivere. Aspetta… Pallone, Ombrellone, Dentifricio, Cerotti… Ci sono!! P.O.D.C., come podcast! Soluzione perfetta, mi sento tranquilla e mi addormento. Alle quattro del mattino ci alziamo per partire di buon'ora [8] e chiedo subito al mio compagno se ha preso l'ombrellone. «Sì, sì» mi assicura lui. Allora prendo il resto degli oggetti e partiamo. Arrivati finalmente in spiaggia, gli chiedo: «Oh, abbiamo lasciato l'ombrellone in casa. Potresti andare a prenderlo, per favore? Io non so dov'è». E lui: «Perché? Non piove mica!» Io lo guardo come se parlassimo due lingue diverse. «Ehm, scusa, l'ombrellone, per il sole…» faccio io, confusa. «Come? L'ombrellone per me è quell'ombrello grande che ho comprato per quando piove tanto… Io pensavo…» «Eh?! Ma quello che dici tu si chiama “ombrello”! Forse è un ombrello grande, ma non certo un ombrellone! L'ombrellone è solo quello per la spiaggia!» «Davvero? Io pensavo che quello per la spiaggia si chiamasse “ombrello”…» «Sì, sì, ho capito: insomma: l'hai preso o no?» «Ehm, no. Ho dimenticato…» Lasciamo perdere. Un piccolo problema linguistico. Può succedere, in fondo, anche se parla bene l'italiano, lui è svizzero tedesco. Mah! Comunque, per fortuna in spiaggia ci sono degli alberi sotto i quali trovare un po’ d'ombra. Il giorno dopo, mentre sto leggendo un libro in giardino, vedo il mio compagno correre dalla spiaggia verso di me. «Hai visto il mio portafoglio [9]? Quello di plastica, impermeabile [10]!» grida, allarmato. «Ehm, no, non sapevo neppure che ne avessi uno!» «Accidenti, allora l'ho perso in mare, mentre facevo la lotta con Luca…Oh, no!» «E che cosa c'era dentro?» chiedo preoccupata. «Ehm… La carta di credito, quella del bancomat e qualche soldo…» «Ma sei fuori di testa? » gli dico «A che cavolo ti servono le carte di credito e i soldi su questa spiaggia, dove non c'è niente di niente da comprare? !» «Non volevo lasciare tutto nell'appartamento… Sai, per non rischiare, i ladri [11]…» E scappa via di nuovo in spiaggia. Dopo un po’ torna, trionfante: il portafoglio era in acqua, quasi a riva, con tutte le cose ancora dentro… Perfino 40 euro gocciolanti [12]… che lui lava e poi mette ad asciugare al sole sullo stendibiancheria [13]. No comment. Quello stesso giorno Luca vuole gonfiare il canotto [14] e io l'aiuto. «Ecco fatto, vai a prendere i remi» gli dico. «Ops…» fa il mio compagno, che ha visto la scena. «Che c'è adesso?» chiedo io. «Ehm… Penso di averli dimenticati…» O santo cielo, pure quelli… Così, niente canotto. Beh, cose che succedono, direte voi… Ma non è finita qui! Eh, no… Nei giorni successivi lui ha dimenticato tre volte il nostro cane Giada in auto (solo per pochi minuti, per fortuna), ha inserito la tessera bancomat nella macchina per i pagamenti (che così gliel'ha…mangiata), ha buttato via per sbaglio dei soldi insieme a della carta (per fortuna se n'è accorto subito dopo! )… Mamma mia, per fortuna alla fine non è stato niente di così grave… Però vi confesso che m'è sembrato un po’ strano… In genere sono io quella distratta! Consoliamoci [15], va’… *

E ora, per finire, vorrei raccontarvi una storia a lieto fine [16], che è recentemente accaduta a una donna di Roma. Simona, che di professione fa la cassiera, aveva programmato una vacanza con i figli in Calabria. Arrivata là, però, ha dovuto constatare che c'era stato un errore nella prenotazione: l'agenzia aveva affittato due volte lo stesso appartamento, lasciando senza alloggio Simona e la sua famiglia. Non trovando una soluzione alternativa, Simona è tornata verso casa. Quando si è fermata in un autogrill dell'autostrada Reggio Calabria-Salerno, ha trovato per terra un portafoglio; l'ha raccolto e l'ha portato al bar dell'autogrill. In pochi minuti il proprietario è stato rintracciato, felicissimo di aver ritrovato il suo portafoglio. L'uomo allora ha offerto il pranzo a Simona e ai figli, e mentre parlavano lei gli ha raccontato la sua disavventura [17]. Ma... pensate che caso: l'uomo era il gestore di una catena di villaggi turistici calabresi, e ha subito deciso di offrire a Simona e alla sua famiglia una vacanza di una settimana al prezzo simbolico di un euro. Che fortuna! Sono proprio contenta per lei e per i suoi bambini!

*

Eccoci qua, cari amici, siamo arrivati alla fine della puntata. Io vi aspetto il 13 settembre come sempre su www.podclub.ch. Tra le altre cose, vi parlerò di una cosa molto fresca… il gelato! Per adesso vi mando un caro saluto e vi dico a presto!

[1] stabilimenti balneari: strutture turistiche a pagamento situate sulle spiagge, che offrono servizi ai bagnanti [2] rupi: grandi rocce dalle pareti ripide [3] tufo: roccia di origine vulcanica [4] è filato liscio: è andato bene, in modo normale [5] contrattempo: situazione inattesa, non grave, che modifica l'andamento normale delle cose; piccolo problema [6] combinare dei guai: provocare dei problemi [7] cerotti: piccoli pezzetti di tela adesiva usati per proteggere ferite [8] di buon'ora: molto presto [9] portafoglio: piccola borsa per i soldi, portamonete [10] impermeabile: che non si bagna con l'acqua [11] ladri: persone che rubano le cose degli altri [12] gocciolanti: così bagnati in modo da perdere gocce [13] stendibiancheria: attrezzo dove si mettono i vestiti ad asciugare al sole [14] gonfiare il canotto: mettere aria dentro la piccola imbarcazione di gomma [15] consoliamoci: rallegriamoci, troviamo conforto contro il dolore. Qui: devo rallegrarmi perché c'è chi è peggio di me [16] lieto fine: happy end [17] disavventura: brutta avventura

Learn languages from TV shows, movies, news, articles and more! Try LingQ for FREE