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PODCAST ITALIAN, 01-Abbiamo perso un'ora!

01-Abbiamo perso un'ora!

Pronto? Pronto? Sì! Ti sbloccheggio a un raccordo e vengo! Allì, allò! Che sonno!

Buongiorno! Buongiorno Matteo, mai detto che sonno! Sì, diciamo che a quanto pare l'effetto

è abbastanza per tutti. Abbiamo detto la stessa cosa, in questi casi c'è un giochino

che si fa dalle mie parti, ci si gratta il naso quando si dice la stessa cosa contemporaneamente,

ci si gratta il naso. Non so perché, non chiedermi perché, ma da ragazzini facevamo

questa cosa. Sì, mi ricordo, ricordo anch'io e poi ricordo anche che si diceva grattati

il naso altrimenti non ti sposi. Guarda, potremmo fare una puntata intera dedicata a tutte le

cose che non devi fare se vuoi sposarti, ad esempio se ti spazzano sui piedi o se ti siedi

ad un angolo della tavola. Fantastico! Davvero c'è una lista infinite di cosa fare o non

fare se vuoi sposarti o meno. Questo è interessante, penso che possiamo, possiamo proporla prossimamente.

Ma insomma, che sonno perché alla fine lo abbiamo capito, abbiamo dormito tutti un'ora

e meno. Sì. O meglio, abbiamo cambiato l'ora e quindi abbiamo messo l'ora legale letteralmente

spostando le lancette dei nostri orologi in avanti. È vero che questa cosa si fa di domenica,

quindi non è che tu dormi meno. Senza la sveglia ti svegli quando vuoi, però ti si accorcia un po'

la giornata o comunque vai a dormire un'ora tardi e quindi poi il lunedì la sveglia suona e tu hai

ancora sonno. Eh sì, diciamo che ovviamente dipende da persona a persona, però ci vuole un

po' di tempo poi per abituarsi a un nuovo orario perché il corpo era abituato a svegliarsi alle,

che ne so, alle otto, però oggi non sono più le otto ma sono le nove. Io sono sorpreso da

quanti effetti positivi e negativi può avere il cambio di una singola ora. Cioè davvero io ieri

tutto scombussolato e in parte lo sono anche oggi e non sono il solo in famiglia. Parlando anche con

mia moglie ma vedendo anche gli orari di nostra figlia abbiamo notato che effettivamente bisogna

un attimo riabituarsi. È una cosa che precedentemente forse non notavo l'effetto che mi

faceva ecco mentre adesso notandolo mi rendo conto che proprio mi rimbambisce ma parecchio.

Il bello dell'ora legale che poi è il motivo per cui viene introdotta è che le giornate tra

virgolette si allungano. Quindi ieri sera erano le sette, sette e mezza ed era ancora giorno,

c'era ancora la luce del giorno per strada e questo per me vuol dire il vero inizio della

bella stagione della primavera estate. Bello, fantastico, concordo appieno. Io lo noto

soprattutto perché il pomeriggio quando scendo con Brody inizia a esserci una bella luce ancora

da giorno ed è fantastico perché poi tornare a casa ed avere ancora la luce fa un bel effetto.

Diciamo che in Italia c'è un dibattito, ora legale sì ora legale no, perché noi abbiamo

parlato brevemente dei lati positivi e negativi. In realtà la motivazione per cui si mette l'ora

avanti fino alla fine di ottobre di fatto è per un risparmio energetico e quindi su questo direi

è un bene e ci sono tanti che dicono ok ma se ci fare sparmiare quest'ora avanti perché non

teniamo l'ora tra virgolette estiva per tutto l'anno? Tu che ne pensi? Bella domanda, potrei

essere d'accordo. La questione è ma poi come funziona con la luce di mattina? Funzionerebbe

che alle 8 di mattina in inverno probabilmente sarebbe ancora buio. No, per me è devastante,

cioè mi vuoi uccidere. Sì anche qui sono d'accordo però insomma la coperta è quella,

è una coperta curta, le ore di luce d'inverno sono poche e quindi o prima o dopo ti tocca sorbirti

un po' di buio. Quindi il tema italiano ma non solo e sembra essere anche europeo ma anche

internazionale è se vogliamo abolire questi cambi d'ora scegliamo l'ora estiva o l'ora

invernale? Metà metà? Possiamo fare metà metà? C'è anche questa ipotesi. Ma veramente? Ma sì,

di stabilire un orario unico senza cambi e incontrarsi a metà strada quindi introdurre

la mezz'ora solare. Fantastico, fantastico e quindi c'è la mezz'ora solare e la mezz'ora

legale? No, sarebbe orario unico, sarebbe orario unico per tutto l'anno ma a un certo punto nella

storia dovremo spostare le lancette avanti o indietro a seconda di quello che decideranno

ma solo di mezz'ora. Quindi in pratica adesso invece di essere le 11, mezzogiorno meno un quarto

sarebbero le 11 e un quarto? Esatto, immagino che questo possa essere un grandissimo problema

nel caso in cui non facessero tutti quanti la stessa cosa quindi immaginate avere mezz'ora

diffuso orario con i paesi limitrofi. Oh no! Sarebbe il caos totale. No questo non riusci,

il mio cervello non riuscirebbe a elaborarlo. Ma stai sbadiando ancora? Sento bene. Eh ragazzo,

è dura perché in realtà ci sono due cose e quindi il mio rimbambimento è ancora peggiore

perché con l'arrivo della primavera arrivano, diciamo sbocciano i fiori e c'è tanto polline

e io sono allergico. Aia! Quindi la sera prendo l'antistaminico da ormai un paio di giorni e

l'antistaminico nonostante impatti meno sul sonno, comunque un po' di sonnolenza la dà,

quindi fai quello più quello più quello più quello. Ragazzi, io devo andare a letto praticamente.

No no, prendi un caffè bello forte. E qui è qui. Non so se ti fa bene perché si dice che il caffè

rende nervosi. Un po' sì. E io ho un paio di cose da raccontarti che potrebbero innervosirti ancora

di più. Aia! Arte. Ti porto in America, in Florida, Tallahassee. Scusate se ho pronunciato

male. Una insegnante d'arte ha avuto la giusta idea di mostrare il prototipo dell'arte rinascimentale

italiana ai suoi studenti e ha mostrato una statua di cui abbiamo parlato spesso di recente,

il David di Michelangelo. Ah, bello. Bella. Bella idea. La bellezza, il canone della bellezza

rinascimentale. Non è andato tutto come nei piani dell'insegnante. E che è successo? Alcuni alunni

hanno raccontato questo ai propri genitori e i genitori di tre alunni hanno protestato

ufficialmente con il preside di questa scuola perché secondo loro non è accettabile mostrare

delle statue di nudi integrali agli alunni. Ma no! Hanno scambiato l'arte, il bello,

con la pornografia. Ma no! Ma com'è possibile? Gran polverone in Florida in genere. Nello

specifico presso questa scuola l'insegnante è stata di fatto costretta a dimettersi,

un insegnante d'arte costretta a dimettersi per aver mostrato arte. Beh, questo è più che, diciamo,

una barzelletta però. Eh sì, farebbe ridere se non facesse già piangere. Mi sembra veramente

fuori dal mondo com'è, come reazione. Ti ho fatto innervosire. Guarda, meno male che c'ho

allergia, primavera, ora legale. Non riesco ad innervosirmi, sono ancora un po' sonnolente.

La storia non finisce qui perché questa notizia ha avuto grosso risalto anche in Italia,

ovviamente. E in particolare a difesa del Davide di Michelangelo è venuta la direttrice della

Galleria dell'Accademia, dove si trova il Davide originale, ha detto ma il Davide di Michelangelo

rappresenta la bellezza, i canoni della bellezza rinascimentale. Non è possibile confonderla con

volgare pornografia. Ma sì, ma perché è proprio tutta un'altra cosa. Lì c'è l'arte, la capacità

di esprimere la bellezza. Non c'è manco una minima idea di malizia, proprio zero. Sì,

anche il sindaco di Firenze, Nardella, ha voluto dire la sua e ha teso la mano a questo insegnante

dicendole non preoccuparti, sei invitata ufficialmente in Italia per una visita culturale

e per insomma diffondere il messaggio della bellezza dell'arte anche in Florida. Ma sì,

ma insomma. Non me ne vogliate amici della Florida ma questa storia davvero non si può sentire. È un

po' esagerato, stiamo parlando di oltretutto stiamo parlando di arte antica, cioè posso capire che

qualche cosa di arte moderna possa essere un po' troppo forte e quindi dici forse non è il

caso di mostrarla a dei ragazzini. Ma qui si parla di statue che hanno, a parte il fatto che sono per

strada, cioè nel senso che sono visibili a tutti e nessuno penso abbia, cioè in Italia mai avuto

nessun problema o niente da ridire o forse no? Guarda, allora se parliamo di statue, le statue

classiche sono prevalentemente di nudi e sono sempre state per le strade delle grandi città

europee senza sollevare problemi. Però Michelangelo Bonarroti non è nuovo ad essere vittima di questo

tipo di censure. Infatti parliamo dello stesso autore del giudizio universale all'interno della

cappella Sistina nei musei vaticani a Roma e in questo affresco tutti gli uomini e le donne sono

di fatto nudi, come credo possa succedere in un giudizio universale. Non è che ci si presenta in

giacca e cravatta a giudizio universale, suppongo. Però alla morte di Michelangelo il papa dell'epoca

fece convocare un altro artista e gli disse senti a me tutti questi nudi sulla testa non mi piacciono,

non è che potresti coprire le parti intime di tutti gli esseri umani che vedi su questo

fantastico affresco. Orrore. Un po' controvoia l'artista si mise a coprire con delle fasce,

quindi non mise proprio dei mutandoni, mise semplicemente dei dei drappi che coprivano le

parti intime agli uomini e donne di questo giudizio universale. Purtroppo per lui da quel

momento questo artista sarà storicamente conosciuto come braghettone. Per oggi si direbbe mutandone.

Perché le braghe sono le mutande. Fantastico, poverino. Il collegamento tra due è voler coprire

le nudità. C'è un però. Lì è successo nel 1500, seconda metà del 1500 credo. Quindi stiamo

parlando di svariati anni fa, un'altra epoca e altre problematiche direi. Eh sì direi che questa

notizia è anacronistica, che vuol dire che è fuori dal tempo. Aveva poco senso ma ce l'aveva

500 anni fa. Oggi non ne ha assolutamente nessuno. No, proprio no. Non ne vedo nessun motivo. Matteo

non ti ho fatto ancora arrabbiare a sufficienza? No, io direi che potremmo anche dire che sono

abbastanza arrabbiato. C'è altro che devo sapere? Tieniti forte, sediti, perché ho qualcosa che

potrebbe urtare ulteriormente la tua sensibilità di italiano. Cibo. No però, cioè, veramente mi

vuoi far arrabbiare sul cibo? Eh sì, toccate tutto agli italiani, anche l'arte. Possiamo

passarci sopra? Ma sul cibo? No. Questa volta però a farti arrabbiare è un italiano. Pure. E

questa cosa fa arrabbiare ancora di più. Eh direi di sì, perché insomma uno può capire esigenze e

situazioni in altri paesi. Però che è successo? Che cosa ha fatto quest'italiano? Allora parliamo

di non un italiano qualsiasi, ma un professore universitario di Parma, tale Alberto Grandi,

docente di storia dell'alimentazione, quindi una persona che ha tutti i crismi per essere

preparato sull'argomento, insomma sa quello che dice, ebbene ha rilasciato un'intervista al

Financial Times, che credo sia inglese come quotidiano, in merito alla storia del cibo

made in Italy, del cibo italiano, dicendo che in realtà il cibo made in Italy non esiste,

è tutta una costruzione, è tutta una bufala. Ma che siamo pazzi? In realtà ti faccio notare che

ho detto è tutta una bufala, su questa parola si potrebbe aprire una piccola parentesi. Infatti

sì, cos'è la bufala? Perché si dice che è una bufala una cosa che non è vera? Non so perché si

dice è una bufala, però sì ha questo doppio significato, l'animale ovvero la femmina del

bufalo, che è quella da cui poi si ricava il latte per le mozzarella di bufala. Mamma mia che fame

che mi stai facendo venire. Ma è anche una notizia non vera. Eh sì. Non chiedermi perché,

magari nel nostro after show andremo a fare una ricerca. Andremo a fare una piccola ricerca

nel nostro after show e poi metteremo anche qualcosa nelle show notes. Insomma questo cibo

made in Italy è una bufala, è un falso, è che tutti i piatti principali made in Italy sono in

realtà non italiani. In particolare vengono attaccati due piatti, o meglio due cibi. Il primo,

tieniti forte, la carbonara. Eh no però. Eh no. Romani all'ascolto tappatevi le orecchie. Il

signore Alberto Grandi, il professore Alberto Grande, ha detto che la carbonara è americana.

Ma che senso? Ma come fa a essere americana? Per forza vogliono farci litigare con gli americani.

Che pazienza. Lui dice che la carbonara in realtà non esisteva in Italia prima della

seconda guerra mondiale e che è nata proprio durante la seconda guerra mondiale perché i

soldati americani avevano con sé delle razioni che consistevano in maggior parte in polvere di uova,

uova, pancetta e che a questi ingredienti poi si sia aggiunta la pasta tipica locale italiana e

mettendo insieme il tutto sia nato questo piatto che quindi secondo il professore Grandi non è

italiano ma è americano. Però a questo punto io ti dico questa carbonara dove è nata? Mettendo pure,

pure che sia nata così, dove è nata? In Italia. Geograficamente in Italia. Con la, diciamo, con

la creatività degli italiani nel mischiare la pasta con altri ingredienti. Quindi che c'è di

americano? Gli ingredienti? Può starci. Però insomma non basta questo a dire che la carbonara

è americana. No perché se no la pizza sarebbe multiculturale e non certo napoletana. Eh sì,

è complesso l'argomento. Direi in primis che la carbonara, come hai detto tu, è italiana in quanto

nata in Italia indipendentemente dalle idee e dagli ingredienti è nata geograficamente in Italia,

quindi è italiana per ius soli. Esatto, bravo. Che è latino ed è una legge che dice che per diritto

di suolo, per diritto di terra, essendo nata in Italia è italiana. Però è complesso il discorso

perché, come fai, non è che c'è una carta di identità dei cibi che dice che è nato lì. La

carbonara italiana secondo me non tanto perché la prima volta è stata cucinata in Italia o perché

magari le uova erano italiane, ma è italiana perché è diventata molto popolare in Italia al

punto che è il posto in cui si mangia di più al mondo e in particolare Roma ne è la capitale,

perché la carbonara è un piatto che si mangia spessissimo a Roma e raramente magari nel nord

Italia o nel sud Italia. Quindi è romana perché non solo è nata da quelle parti più o meno,

ma perché ci è cresciuta. Oltretutto poi sfido chiunque a trovare con difficoltà una carbonara

buona a Roma, nel senso che, sendo anche la patria o il posto dove si mangia di più,

la qualità è altissima rispetto ad altri posti e ho sempre più fame. Guarda, tenendoti sulla critica,

in realtà capisco la provocazione, il voler far parlare di sé andando un po' controcorrente.

Sai che agli italiani è facile farli scattare se si parla di cibo, però ha un suo perché questa

sua ricerca. Ripeto, questo signore sa di cosa parla, ha fatto i suoi studi, forse la conclusione

è un po' gridata ed è un po' come dire sopra le righe, però è vero che l'origine della carbonara

probabilmente è quella. Quindi c'è questo connubio, questo mettere insieme gli ingredienti dei soldati

americani con la pasta italiana. In realtà però è ancora più complesso di così perché piatti di pasta

con le uova, il formaggio e magari pezzi di carne si cucinavano già nel centro Italia e infatti le

altre opzioni per l'origine del piatto carbonara, una è abruzzese e ci dice anche perché si chiama

così carbonara perché i carbonai, i carbonari ovvero quelli che trasformavano la legna in

carbone vegetale, mentre aspettavano tutto questo processo nelle loro pausa pranzo mangiavano della

pasta con delle uova che portavano nel loro sacchetto e misto a del parmigiano. Una ricetta

simile esiste anche a Napoli, praticamente da sempre, quella che si chiama cacio e uova, dove

cacio è la forma antica di chiamare il formaggio e che viene utilizzata nelle ricette napoletane

un po' ovunque questa accoppiata. Quindi diciamo che qualcosa di simile alla carbonara esisteva

già nel centro sud Italia e che forse a Roma è diventata popolare sotto quest'altra forma anche

grazie agli avvenimenti della seconda guerra mondiale. E ci può stare però rimane comunque

un piatto che è cresciuto qui, si è formato e poi è espatriato, è stato portato dagli italiani

in altre nazioni. Adesso mi hai fatto arrabbiare così tanto con l'arte, mi hai fatto arrabbiare così

tanto con la carbonara, mi vuoi dire che ci sono altre cose riguardanti il cibo che ha detto questo

professore? Eh sì, nello specifico dobbiamo tornare a parlare di parmigiano reggiano e considera che

questo professore è di Parma, quindi se scende per strada se la vede brutta. Ma questo è pazzo!

Lui dice che il parmigiano reggiano che mangiamo oggi è molto diverso dal parmigiano che si

preparava originariamente, ovvero immediatamente nel secondo dopoguerra, negli anni 50 e negli

anni 60. E' che la forma originale di parmigiano era molto più piccola di quella che si usa

oggigiorno e soprattutto che la consistenza di questo formaggio, che oggi si fa stagionare anche

per 48 mesi, era una consistenza molto più morbida, quasi un formaggio fresco, presumibilmente perché

si faceva stagionare poco. E quindi come conclusione il professor Grandi dice oggi se

volete mangiare una cosa molto simile al parmigiano reggiano originale non dovete andare

in Emilia Romagna come potreste aspettarvi ma dovete andare in Wisconsin USA. Penso che adesso

vi ho fatto arrabbiare tanto. E io, vabbè, cioè che dobbiamo di? Ti pare che uno può dire una

cosa del genere? Come se io dicessi per assaggiare il pomodoro originale devi andare nei Stati Uniti

mai 500 anni fa. Cioè... E hai ragione. E di fatto una base di verità c'è nel senso che degli

italiani emigrati nel secondo dopoguerra dall'Emilia Romagna o anche più su in America hanno portato

con sé le tradizioni tra cui anche quella di come fare il parmigiano e quindi si fa un altro formaggio,

un altro formaggio perché c'è la denominazione tipica locale, cioè non puoi chiamare un formaggio

parmigiano reggiano se non è fatto da quelle parti. Quindi se lo fai in America con altre

tipologie di vacche, di mucche, lo devi chiamare in un altro modo, non lo puoi chiamare parmesan.

Certo. È giusto che sia così. Quindi è un altro formaggio che però richiama le origini del parmigiano.

Va bene, questa è una cosa che è ovviamente accettabile. Eh sì ed è proprio qui dove si

combatte la battaglia perché chiaramente come può immaginare tutti gli italiani, anche i politici,

hanno alzato gli scudi per difendere il cibo fatto in Italia e i marchi fatti in Italia,

addirittura la Col di Retti, che è una delle associazioni che protegge i consumatori e i

marchi italiani, ha detto attenzione va bene tutto la storia, il voler dare le proprie interpretazioni

della storia, ma attenti perché nel Wisconsin purtroppo si producono tantissimi prodotti

finti italiani e vengono venduti per italiani e questo non va bene. Pericoloso sia per diciamo

il futuro del made in Italy ma anche per una questione proprio di sicurezza dei cibi perché

ovviamente il made in Italy e tutto quello che viene prodotto in Italia è controllato e deve

rispettare rigorosamente alcuni canoni invece altre cose possono essere fatte in maniera diversa,

non giusta e possono anche fare male. Ma soprattutto devono poi chiamarsi in un

altro modo e abbattere qualsiasi possibilità di confusione per l'utente finale che deve

sapere se sta mangiando il parmigiano italiano o una versione fatta altrove nel mondo con

altre tecniche. Io voglio chiuderla così dicendo una delle mie frasi preferite di Gandhi che dice

io credo in un unico mondo, anch'io credo in un unico mondo e ti voglio portare ad esempio di

quest'unico mondo che si incontra in un piatto parlando di proprio della pizza. La pizza è

napoletana sì ma l'impasto è fatto utilizzando il grano che viene dalla Sicilia o dalla Russia,

l'Ucraina o per lo meno era così originariamente dalla Crimea in particolare. Il pomodoro è un

pomodoro che è chiaramente stato tra virgolette scoperto nelle americhe. La mozzarella di bufala

è fatta utilizzando delle bufale che sono state tra virgolette trasportate con i secoli dall'India

che poi sono state rese anche locali nelle regioni intorno a Napoli. Quindi è un po' come dire c'è

tutto il mondo in quel piatto ma è il metterlo insieme che è italiano ma che allo stesso tempo

mette d'accordo tutto il mondo. Quindi è un piatto internazionale come ingredienti napoletano

di origine ma internazionale di esportazione che piace a tutto il mondo. Sì fantastico. Mi

aggrego a questa visione però insomma lasciateci la carbonara il parmigiano. L'importante secondo me

è che siano buoni e che non creino confusione tra gli utenti finali, tra i consumatori. L'importante

essere chiari e che il prodotto finale sia buono. Mi raccomando buono. Matteo con tutto questo

parlare di cibo immagino che tu adesso avrai una fame da lupi. Sì ma proprio di quelle importanti.

Allora parlami brevemente dei bonus per i nostri ascoltatori io nel frattempo comincio a preparare

la pentola con l'acqua per la pasta. Speravo iniziassi a dire qualcosa tipo inizio a tagliare

un salamino però va beh non fa niente. Io non ce l'ho il salamino Matteo. Va bene un pezzo di pane

va bene l'uguale. Un pezzo di parmigiano però ce l'ho. Vai a fare fatto. Intanto vi dico che se

volete strumenti per migliorare l'apprendimento ascoltando le nostre puntate basta essere membri

della nostra comunità della comunità Esitalian. In questo modo assieme alla puntata potrete

scaricare anche la trascrizione e avere accesso alla traduzione in varie lingue istantanea avrete

accesso anche al vocaberper uno strumento che vi dà la possibilità di vedere le dieci parole

più importanti minuto per minuto quindi quantità di parole incredibile. Matteo bolle. Allora noi

siamo pronti vi salutiamo e diamo appuntamento alla prossima settimana. Ciao amici soprattutto

americani so che la puntata era particolare oggi ma noi vi vogliamo bene lo stesso. Ciao

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