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Artesplorando (canale YouTube), Sandro Botticelli | Nascita di Venere - YouTube

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Sandro Botticelli | Nascita di Venere - YouTube

Quest'opera di Sandro Botticelli, la Nascita di Venere, è uno dei dipinti più famosi al mondo.

Esponente di spicco della Scuola fiorentina, dopo un apprendistato presso Filippo Lippi,

Botticelli si fece un nome con il dipinto allegorico che ritrae La Fortezza,

del 1470. Grazie alla notorietà ottenuta con quest'opera, all'artista venne commissionata

da Lorenzo il Magnifico la Nascita di Venere. Secondo il mito, Venere era stata concepita

quando il titano Crono aveva evirato suo padre, il dio Urano, e ne aveva gettato i genitali in mare,

fecondando le acque. Qui viene ritratto il momento in cui, dopo essere emersa dal mare su di una

conchiglia, la dea arriva sulle spiagge di Cipro. A sinistra vediamo il vento Zefiro che stringe a

sé la ninfa Clori e spinge Venere con il suo vento verso la terraferma. Ad attenderla un'altra ninfa,

pronta a coprirne le nudità con una veste decorata di boccioli in fiore. La postura di Venere si rifà

alla statuaria classica, che nella Firenze del tempo riscuoteva un grande successo. L'eleganza

della figura concepita da Botticelli incarna magistralmente l'ideale della bellezza femminile

che Venere rappresenta. La nudità della dea vuole essere un'esaltazione della bellezza classica e,

nello stesso tempo, della purezza dell'anima. Le forme precise e ben delineate sono messe

in risalto dai colori chiari dell'incarnato, e offrono della dea un'immagine statuaria e pura.

Nonostante le proporzioni del corpo abbiano qualche rapporto modificato,

come ad esempio collo e braccio sinistro troppo lunghi, Venere è una figura di straordinaria

bellezza. Osservate la pelle delicata e i morbidi ricci fluttuanti. La dea ci viene

incontro sulla sua conchiglia dorata, il vento soffia su di lei delle rose e

i boccioli di arancio alle sue spalle cono screziati d'oro. Non c'è da stupirsi che

questo sia considerato il più importante dipinto di nudo dall'antichità classica.

Una curiosità: non ci sono prove che il pittore fiorentino si sia ispirato alla

bellezza di Simonetta Vespucci, la donna amata da Giuliano de' Medici, celebrata da

tutta Firenze per la sua bellezza. I confronti con presunti ritratti parrebbero però positivi.

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