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Imparo l'italiano con Pinocchio, 39 - Imparo l'italiano con Pinocchio

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39 - Imparo l'italiano con Pinocchio

Capitolo 39

Quando si sveglia si trova disteso sopra un divano, e la Fata è accanto a lui.

− Anche per questa volta ti perdono, − gli dice la Fata, − ma guai a te se me ne fai un'altra delle tue!

Pinocchio promette e giura che d'ora in avanti avrebbe studiato e che si sarebbe comportato sempre bene.

E mantiene la promessa per tutto il resto dell'anno.

Infatti, agli esami finali, è il più bravo della scuola e il suo comportamento è eccellente. La Fata, tutta contenta, gli dice:

− Domani finalmente il tuo desiderio sarà esaudito!

− Cioè?

− Domani finirai di essere un burattino di legno e diventerai un vero ragazzo.

Pinocchio è felicissimo, invita tutti i suoi amici e compagni di scuola per il giorno dopo a una grande colazione in casa della Fata, per festeggiare insieme il grande evento. La Fata ha fatto preparare duecento tazze di caffellatte e quattrocento panini imburrati di sotto e di sopra.

Pinocchio chiede subito alla Fata il permesso di andare in giro per la città a fare gli inviti, e la Fata gli dice:

− Vai pure a invitare i tuoi compagni per la colazione di domani: ma ricordati di tornare a casa prima di notte. Hai capito?

− Fra un'ora prometto di essere già tornato, − risponde il burattino.

− Attento, Pinocchio! I ragazzi fanno presto a

promettere, ma quasi sempre fanno tardi a mantenere.

− Ma io non sono come gli altri: io, quando dico una cosa, la mantengo.

− Vedremo. Se poi disubbidisci, tanto peggio per te.

− Perché?

− Perché i ragazzi che non ascoltano i consigli di chi ne sa più di loro, vanno sempre incontro a qualche disgrazia.

− E io l'ho provato! − dice Pinocchio. − Ma ora non ci ricasco più!

− Vedremo se dici il vero.

Senza aggiungere altre parole il burattino saluta la sua buona Fata, che è per lui una specie di mamma, e cantando e ballando esce fuori dalla porta di casa.

In poco più di un'ora tutti i suoi amici sono invitati.

Alcuni accettano subito e con grande entusiasmo, altri all'inizio si fanno un po' pregare . M a, quando Pinocchio dice loro che i panini da inzuppare nel caffellatte sono imburrati da tutte e due le parti, dicono: “Verremo anche noi, per farti piacere.”

Pinocchio ha, fra i suoi compagni di scuola, un migliore e carissimo amico, che si chiama Romeo, ma tutti lo chiamano con il soprannome di Lucignolo, per il suo corpo secco, alto e molto magro, uguale ad un lucignolo: lo stoppino di un lumino da notte.

Lucignolo è il ragazzo più svogliato e più monello di tutta la scuola, ma Pinocchio gli vuole un gran bene.

Infatti va subito a cercarlo a casa per invitarlo a colazione, ma non lo trova. Torna una seconda volta e Lucignolo non c'è. Torna una terza volta: uguale.

Dove lo può trovare? Cerca di qua, cerca di là, alla fine lo vede nascosto sotto il portico di una casa di contadini.

− Che cosa fai lì? − gli domanda Pinocchio, avvicinandosi.

− Aspetto la mezzanotte, per partire...

− Dove vai?

− Lontano, lontano, lontano!

− E io che sono venuto a cercarti a casa tre volte!

− Che cosa volevi da me?

− Non sai il grande avvenimento? Non sai la mia fortuna?

− Quale?

− Domani finisco di essere un burattino e divento un ragazzo come te, e come tutti gli altri.

− Buon per te.

− Domani, dunque, ti aspetto a colazione a casa mia.

− Ma se ti dico che parto questa sera.

− A che ora?

− Fra poco.

− E dove vai?

− Vado ad abitare in un paese... che è il più bel paese di questo mondo: un vero paradiso!

− E come si chiama?

− Si chiama il Paese dei Balocchi. Perché non vieni anche tu?

− Io! Assolutamente no!

− Sbagli, Pinocchio! Credimi: se non vieni te ne pentirai.

Dove vuoi trovare un paese più bello per noi ragazzi? Lì non ci sono scuole, lì non ci sono maestri, lì non ci sono libri. In quel paese meraviglioso non si studia mai. Il giovedì non si va a scuola: e ogni settimana è composta da sei giovedì e una domenica. Immagina che le vacanze dell'autunno cominciano con il primo gennaio e finiscono con l'ultimo di dicembre. Ecco un paese come piace veramente a me! Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!

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Parole difficili del capitolo 39

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Cioè: per meglio dire; ossia; o meglio

L'invito: atto dell'invitare; proposta di partecipazione, per esempio l'invito a una festa, l'invito a una cena

Mantenere una promessa: rispettare una promessa; fare quello che si è promesso precedentemente

Una disgrazia: sfortuna; avvenimento grave

Ricascarci: commettere nuovamente un errore

Farsi pregare: non accettare subito

Lo stoppino: pezzo di tessuto stretto e lungo che brucia nelle lampade a olio

Il lucignolo: lo stoppino

Il lumino: vasetto con olio o cera in cui galleggia uno stoppino

Il portico: parte di fronte alla casa, sostenuta da colonne

L'avvenimento: fatto importante, evento importante

Buon per te: sono contento per te

Un balocco: giocattolo

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