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1812. La storia della bufera napoleonica, II puntata

II puntata

Oggi un nuovo ciclo di trasmissioni dedicate all'era napoleonica e alla bufera scatenata in Europa dal piccolo corso.

Autore del ciclo - Dmitrij Mincenok. Vi invitiamo all'ascolto della seconda puntata. San Pietroburgo.

Gennaio del 1810. Napoleone aveva quindi deciso di sposarsi per la seconda volta per avere un erede.

Alla corte si avanzavano le più varie congetture su chi sarebbe stata la prescelta.

Il plenipotenziario russo a Parigi, il principe Aleksandr Kurakin, scriveva nei suoi dispacci che tutti si preparavano agli sponsali. Le dame facevano i capricci con i sarti, ma nessuno poteva ipotizzare un nome.

Vaticano.

1810.

Seconda decade di gennaio. Da Parigi era arrivato un dispaccio della massima urgenza in cui si faceva istanza al pontefice, Pio VII, di concedere il suo assenso al divorzio fra Napoleone e Josephine.

Vuole la leggenda che il segretario pontificio abbia esclamato: "Abbiamo lavoro assicurato per parecchi anni!

Ma si sbagliava.

Il giorno seguente, dagli appartamenti pontifici veniva alla luce il decreto di divorzio per essere inviato a Parigi con lo stesso corriere. Il nome della futura consorte sarebbe stato reso noto un paio di giorni più tardi.

Nel corso di una audienza concessa da Alessandro I l'ambasciatore francese chiese notizia, fra mille cautele, di sua sorella la Granduchessa Anna Pavlovna, aggiungendo che a corte si era al corrente dell'imminente compleanno.

L'imperatore ebbe parole di compiacimento per la buona memoria dell'ospite francese e subito dopo inviò alla augusta genitrice una lettera che doveva gettarla in deliquio.

Soltanto parecchi anni più tardi fu possibile avere una copia dei documenti segreti del Ministero degli esteri francese e comprendere fino in fondo gli ascosi motivi di quel deliquio e di quella buona memoria.

Ecco cosa aveva scritto l'ambasciatore Colencour a Napoleone.

"La Granduchessa Anna entra nei sedici anni domani, 7 gennaio 1810.

Per la sua età è alta di statura, ha occhi stupendi, ma non è bella. Sembra che il suo intelletto sia al di sotto della sua bontà. E in questo è del tutto differente da sua sorella Caterina. Secondo i frequentatori della corte dell'Imperatrice Madre, Anna sarebbe uscita dalla pubertà già da cinque mesi e tutto fa prevedere che erediterà le forme della madre. È noto infatti, che a dispetto dei suoi cinquantanni, l'imperatrice Maria abbia tutto l'aspetto di una autentica fattrice. Quanto scriveva da Parigi il principe Kurakin era per la corte russa il segnale di una catastrofe.

Sembrava che si trattasse soltanto dell'eterno legame fra l'uomo e la donna, ma in questo caso da questa coppia potevano dipendere i destini del mondo.Kurakin scriveva che Napoleone avrebbe voluto sposare una delle quattro sorelle di Alessandro.

Due anni prima Napoleone aveva inviato i suoi emissari a Pietroburgo a sondare il terreno in vista di una richiesta di matrimonio per Caterina, la sorella più legata all'imperatore.

Ma in quella occasione l'Imperatrice Madre, aveva giurato che non avrebbe mai concesso le sue bambine al ludibrio del minotauro francese. E per mettere le mani avanti Caterina fu subito data in sposa a Gheorghi di Oldenburg e da quel matrimonio vennero al mondo dei ragazzi che decisero di bonificare le paludi dell'Abkhasia e di piantarvi interi boschi di eucalipti, salvando così le popolazioni dalla malaria. Sembrava che il pericolo fosse stato scongiurato ed invece no...

Da Parigi si veniva a sapere che adesso Napoleone aveva preso di mira la sorella minore di Alessandro.

In un dispaccio inviato personalmente all'Imperatrice Madre, Kurakin spiegava che a Parigi la corte era divisa.

Il partito capeggiato da Fouchè era favorevole alla Granduchessa Anna mentre quello opposto parteggiava per Maria Luisa, la figlia dell'imperatore d'Austria. Napoleone invece non aveva nemmeno voluto guardare i ritratti delle due candidate.

Per lui, c'era soltanto l'Impero, e gli era indifferente - avrebbe detto uno dei suoi marescialli - quale puledra sarebbe stata portata al suo cospetto". In quel mese di gennaio Alessandro I si incontrò cinque volte con l'ambasciatore Colencour per rinnovargli i sensi della sua stima e sottolineare che avrebbe visto molto volentieri sua sorella Anna nelle vesti di sposa di Napoleone, ma che per l'Imperatrice Madre era ancora presto per pensare ad un matrimonio.

Alla corte di Pavlovsk, Maria Fedorovna si opponeva strenuamente a quella prospettiva.

I sentimenti antifrancesi diventavano sempre più forti a misura che si facevano sentire gli effetti del blocco continentale esteso alla Russia come alleata della Francia. Dai negozi di Pietroburgo erano scomparse le merci inglesi, e in particolare quell'ottimo panno che andava a ruba per gli abiti da ballo, per non parlare poi dei campanellini inglesi... Il 6 febbraio Napoleone convocò tutti a Palazzo.

Da Pietroburgo era arrivata la notizia che l'Imperatrice Madre proponeva di temporeggiare con il matrimonio. Nel linguaggio della diplomazia stava ad indicare un netto rifiuto. Napoleone era furioso.

E quel giorno stesso, a Metternich, allora ambasciatore dell'Austria a Parigi, veniva chiesto se l'imperatore Franz sarebbe stato d'accordo a concedergli in sposa la figlia Maria Luisa diciottenne. Metternich rispose di si, subito, anche perchè, durante il lungo periodo delle trattative con la Russia, c'era stato il tempo per soppesare i pro e i contra di quella unione. In serata, alle Tuileries fu convocata una altra riunione di alti dignitari.

All'unanimità fu approvata la proposta di quegli sponsali. All'inizio della guerra con la Russia mancavano poco più di 860 giorni.

*

Avete ascoltato la seconda puntata del ciclo "1812.

La storia della bufera napoleonica". Un programma di Dmitrij Mincenok.

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