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Impact Girl di Cecilia Sardeo, Facebook Ads: la Tua Mini Guida per Iniziare - YouTube

Facebook Ads: la Tua Mini Guida per Iniziare - YouTube

Ciao a tutte e benvenute ad una nuovissima puntata di Impact Girl,

il podcast audio e video dedicato alla crescita professionale di noi donne italiane.

Il tema di cui parliamo oggi è Facebook Advertising 1:1, quindi l'essenziale da

sapere per partire con il piede giusto e non inciampare nemmeno dopo possibilmente.

Allora, prima di dirvi con chi sono oggi, premetto che il mio suggerimento quando

parliamo di Facebook Advertising o di Advertising in generale che è un mondo molto impegnativo a

livello di attenzione al dettaglio, a livello di preparazione, a livello di competenza il mio

suggerimento è sempre quello di avvalersi di un esperto al più presto possibile. È vero anche

che quando cominciamo però a volte dobbiamo cominciare da sole, da qualche parte bisogna

partire. Il problema è che spesso è un mondo talmente articolato in continua evoluzione che

non sappiamo da dove cominciare e rischiamo di perdere un sacco di tempo e di denaro.

Per questo oggi affrontiamo la guida essenziale alla Facebook Advertising con Alessandra Maggio,

ciao Alessandra e grazie per essere qui con noi!

A: Ciao, ciao a tutte e buonasera, eccoci!

C: Allora Ale tu sai Digital Strategist lavori presso varie aziende, sei un'esperta

di traffico digitale ad ampio raggio, per cui dall'organico, quindi la seo,

a tutte le campagne è a pagamento da facebook advertising a Google Adwords

ma anche di strategie digitali a 360 gradi, anche perché, probabilmente oggi riusciremo a toccarlo,

l'advertising non è un cassetto separato da quello che è l'armadio “strategia digitale” ma

è un ramo che inevitabilmente si inserisce in un contesto più ampio. Ti chiedo allora di tuffarci

subito nel cuore della nostra chiacchierata e di capire insieme come possiamo partire nel

mondo di Facebook Advertising se non l'abbiamo mai fatto e ci troviamo a fare tutto da sole?

A: Ok allora il mondo di Facebook Advertising ha dato all'inizio diciamo un grandissimo vantaggio a

chi voleva avvicinarsi a questo mondo, al mondo comunque del web marketing in generale perché

all'inizio era effettivamente tutto molto più semplice, più semplificato. Io ti parlo poi

dal mio punto di vista perché son passata da Google Ads che, comunque nel tempo è diventata

una macchina di un certo tipo, a Facebook Advertising e per me inizialmente mi sembrava

tutto molto molto più semplice perché era molto lineare nei passaggi, si riusciva ad arrivare in

poco tempo a costruire comunque una campagna che in qualche modo performasse o iniziasse a farlo.

Per muovere i primi passi i miei suggerimenti sono relativi soprattutto a uno studio più marketing

che non web, per Facebook Advertising nello specifico, perché? Perché costruire la campagna

quindi fare tutti i passaggi che ti portano dalla scelta del pubblico, alla creatività,

alla messa proprio online della campagna è tutto molto lineare come dicevo all'inizio.

Cioè i passaggi sono semplici, in tre quattro mosse noi siamo online. Quello che però è

necessario, e quello secondo me su cui bisogna concentrarsi per fare davvero la differenza,

quindi come partire col piede giusto è studiare bene l'obiettivo e il target di riferimento.

Cioè Facebook ha questo enorme vantaggio di riuscire a entrare un po' nel privato dei

nostri utenti, i target, poi dirlo aggiunto con tutte le storie del Gdpr insomma fa un po' strano,

però effettivamente ha dei dati che sono molto più forti di quelli che possiede Google ed è molto

più pervasivo rispetto a Google Ads. Quindi studiando in maniera molto attenta il target,

che poi è la base per costruire i famosi segmenti di pubblico, quello è veramente il passo per

partire già col piede giusto, per partire con un vantaggio rispetto anche ai competitor

o un vantaggio in generale rispetto a che fa comunque quello che è il tuo mestiere o lavora

sulla tua nicchia sul tuo mercato. Quindi il mio suggerimento per muovere i primi passi è

ok studia la piattaforma ma è molto semplice, ma parti da uno studio delle persone a cui fare

riferimento col tuo advertising. Più le esplori, più riesce a entrare nel vivo di quello che sono,

più davvero le campagne diventeranno una bomba, quindi questo è il primo suggerimento.

C: Alessandra, ti chiedo, a questo proposito mi vengono subito in mente due domande. La prima:

hai parlato di nicchie e di settori di riferimento. Facebook Advertising è più

indicato per alcune nicchie piuttosto che altre? E se sì, ci sono delle nicchie per

le quali Facebook Advertising è un canale sicuramente preferenziale oppure no?

A: Allora devo dirti la verità nella mia esperienza io ho lavorato veramente in

quasi tutti i settori dal B2C quindi al commerce puro, al B2B, anche a livello di regeneration,

anche considerato un po' più difficili come che ne so il mondo della meccanica,

che a volte non viene proprio associato a quella che potrebbe essere una strategia di social adv.

In generale in realtà qual è la forza di Facebook? Che Facebook non ha una nicchia

preferenziale perché su Facebook un pochino ci stiamo tutti su Facebook e Instagram oggi e ha

il vantaggio di beccare l'utente nel momento in cui le soglie di attenzione sono più basse,

cioè quando ci facciamo gli affari degli altri, quindi all'imprenditore al meccanico

al parrucchiere all'utente che vuole comprare il nostro prodotto ci siamo tutti su Facebook

e siamo tutti intercettabili se utilizziamo le leve corrette quindi i trigger points corretti.

Quindi su quello io non ho delle grosse esclusioni. È ovvio che in alcune strategie

su alcune nicchie è parte di una strategia quindi serve con altri strumenti in altre nicchie si può

addirittura utilizzare da solo quindi come unico strumento per fare strategia digitale

però sulle nicchie sui settori io mi soffermo più che altro sul capire se effettivamente io

posso utilizzare quello strumento per cogliere l'utente quando sta poco pensando al marketing

o al suo settore di riferimento, quindi non sarei esclusiva da questo punto di vista.

C: E hai nominato anche Instagram. En passant però questo è un dubbio che ormai viene fuori sempre

più spesso. Instagram Advertising è la stessa cosa di Facebook Advertising, quando attivo una

campagna su Facebook come faccio ad attivarla su Instagram ha senso farlo, come funziona?

A: Allora la piattaforma di gestione dell'advertising è la stessa sia per

Facebook che per Instagram, nel senso che si vuole far partire una campagna su Instagram parto sempre

dal Business Manager di Facebook, quindi alla gestione inserzioni di Facebook. Instagram di

fatto è un placement. Placemente cosa vuol dire.. è uno dei posizionamenti idonei alla pubblicazione

dell'annuncio, quindi come c'è Messenger, come c'è l'Audience Network, ci sono altri posizionamenti

di Facebook c'è anche Instagram Ads. Qual è però diciamo l'accorgimento importante? Di tenerli

separati nel momento in cui strutturiamo le campagne. Questo, diciamo, è un accorgimento che

in generale si può applicare per tutti i placement ma nello specifico per Instagram lo è ancora di

più, perché? Perché spesso e volentieri quando parliamo di strategia digitale su Facebook abbiamo

dei macro target e dei micro target (magari dove entrano anche un po più nel vivo di queste

specifiche tecniche). Il macro target e il micro target possono differire magari per fasce d'età,

quindi per alcuni elementi demografici. Quindi magari alcuni li becco li pesco su Facebook ads,

quando parliamo con i più giovani o con alcune fasce diciamo di interessi e di macro argomenti

è preferibile che io vada e che mi rivolga su Instagram ma sono due strumenti diversi con due

mezzi di comunicazione molto diversi. Quindi il mio suggerimento è bene teniamoli separati.

Quindi la mia campagna che va su Facebook avrà delle caratteristiche, la mia campagna che avrà

come placement Instagram mi avrà tutte delle altre. E io le tengo separate, in modo tale

che non si inquinano “a vicenda”. È un dato puro poi quando vado a vedere i risultati

delle campagne, quindi si partano dala stessa piattaforma con mezzi completamente diversi.

C: Quando parli di caratteristiche ti riferisci nello specifico al copy,

quindi al testo dell'annuncio, che ovviamente se targhettizza

i più giovani avrà una tipologia di angolazione, se targhetizza persone

di un'altra età ne avrà un'altra, oppure anche ad altri aspetti dell'annuncio?

A: La parte strategica e la creatività sono proprio elementi diversi,

quindi in realtà proprio faccio riferimento a tutta la struttura della campagna e poi della

creatività, nella parte finale dell'adv diciamo dell'annuncio in senso stretto.

Questo perché ? Perché se noi vogliamo un po' ragionare anche a livello di funnel,

questa è una parola tanto abusata però Facebook è costruito proprio a mo di funnel, anche quando

scegli gli obiettivi all'inizio lui ti propone già un piccolo funnel di quella che sarà la strategia.

Se io penso ad Instagram, Instagram è proprio awerness del brand e parte alta del funnel,

cioè io devo acquisire utenti in target ma utenti che forse non sanno ancora di aver

bisogno di quel prodotto, quindi vado a innescare un meccanismo di forte curiosità e quindi anche

l'udc e avrò a costruire dovrà essere basato su dei trigger points, cioè proprio degli elementi

che mi facciano sobbalzare quando vedo quel tipo di creatività. Facebook invece viene utilizzato

anche per quelle che sono le parti più basse del funnel, cioè mi avvicino a le fasi che

vengono considerate di consideration, intent e di purchase, quindi sarebbe l'acquisto quindi

per esempio su Facebook è molto più congeniale lavorare di retargeting, perché? Perché ho tutto

un tipo di struttura che non permette di farlo. Quindi sia a livello di creatività, sia a livello

proprio di fan alcuni di strategia, sono due strumenti complementari ma diversi di fatto.

C: Riesci a spiegare nel modo più semplice possibile ai non addetti ai lavori che cos'è

il ritargeting e come si fa poi da soli quando non abbiamo magari qualcuno che ci dà una mano?

A: Allora, diciamo che il retargeting poi di base e a livello teorico concettuale è un po'

l'anima della pubblicità, nel senso che poi è tanto bistrattato, io sento tutti “oddio

retargeting mi inseguite, no no no”. In realtà se ci pensiamo è quello che fa la pubblicità,

cioè inseguirci con un messaggio in maniera costante in modo tale che nel momento in cui

siamo martellati siamo più propensi ad acquistare un prodotto piuttosto che un altro, niente di più

niente di meno. E tendenzialmente poi quello che ci fa effettivamente essere vincenti quando

facciamo Facebook ads o Instagram ads, Instagram ads per il retargheting non è proprio indicato

però su alcune nicchie potrebbe anche funzionare . Come funziona di base, qual è il meccanismo di

base? Principalmente Facebook ha un elemento fondamentale che è questo pixel, e che cos'è?

È un pezzo di codice che io inserisco di fatto nel mio sito web o nella mia pagina web quando

lavoro con Facebook Advertising. Perché questa è l'anima? Perché questo pezzo di codice è quello

che andrà proprio a trattenere di fatto tutti i dati degli utenti che io porterò dalle mie

campagne alla mia pagina web. Perché mi serve questo pezzo di codice? Perché è il cuore pulsante

anche di quello che il sistema di machine learning di Facebook. Facebook quando funziona? Quando ha

così tanti dati in pancia sugli utenti in target da essere una macchina che quasi gira da sola.

Quindi per fare il retargeting come faccio? Installo questo codice, questo pixel,

creo dei segmenti di pubblico. È molto semplice l'operazione ma per esempio va da dire “ok

Facebook va mia rintracciare tutti quelli che sono passati dall home page negli ultimi 30 giorni,

oppure quelli che sono passati dall home page della pagina carrello negli ultimi 14 giorni”.

I passaggi con cui si fa questa operazione sono veramente molto lineari. Facebook da

quel momento in poi dicono sia retroattivo ma io su questo diciamo che ho qualche perplessità

però dal momento in cui tutto parte Facebook inizierà veramente a riempire quei segmenti

con gli utenti che sono passati dall'home page della pagina carrello e mi darà una dimensione,

cioè mi dirà attenzione negli ultimi 14 giorni ai 200 300 500 persone che sono passate da quelle

pagine, cosa ne vuoi fare tu poi dopo ? Per esempio potrebbe aver senso andare a

sollecitare quegli utenti con un contenuto ad hoc, cioè se tu hai scoperto il brand,

ti piace il prodotto, hai diciamo visitato anche delle pagine quindi si è sceso in

profondità all'interno del mio sito web bene, ti posso dare un messaggio ad hoc? Sì perché

sei più vicino “alla conversione”. E quindi si innesca questo meccanismo

di segmento di pubblico giusto e contenuto giusto ed è lì che poi vincono i nostri adv.

Qual è la differenza tra la campagna indire di retargeting e una di non retargeting a livello

di creatività? Che quando lavoro con retargeting devo essere un pochino più diciamo transactional

quindi il mio annuncio deve contenere dei forti elementi che aggancino l'utente alla conversione.

Spesso si parla di leve, quindi che so, sei arrivato al carrello quindi ti do un 5% di

sconto perché ormai ti ho riscaldato nel funnel e ti posso sollecitare. Ma non è sempre detto,

una cosa molto interessante su Facebook ma questo anche su Instagram è che su utenti non

proprio di parte bassa del funnel quindi utenti che comunque lavorano ancora di consideration,

consideration che cos'è quella fase dove un utente sta considerando anche delle alternati oltre a me,

in quella fase ii io posso anche andare a fare targeting con del contenuto. Per esempio

funzionano molto bene i video endorsement quindi che ne so che è avvicinato al brand che ti faccio

vedere un altro utente che sta utilizzando quel prodotto e che ne molto contento, quindi faccio

retargeting con del contenuto. Ecco lì ci sono delle performance davvero straordinarie.

C: Bellissima questa chicca! A me veniva in mente la prima campagna di retargeting che

ho visto da mi verrebbe dire da vittima ma insomma da potenziale consumatore , che riguardava ricordo

questa ragazza che praticamente su Facebook ma aveva ri targetizzato con un annuncio dove

lei semplicemente si riprendeva da telefono e, sottotitolato io non avevo neanche messo

il volume nel video credo che questo sia un altro aspetto molto importante l'aspetto dei

sottotitoli negli annunci ricordo ancora di aver letto che lei diceva “ho visto che sei

passata a visitare il mio sito..” e poi non so che leva utilizzasse però ricordo questo momento,

ricordo il suo viso, ricordo l'annuncio, che tra l'altro era semplicissimo, quindi fatto

da telefono e ricordo poi di aver comprato il prodotto che comunque a me interessava,

ma che di fatto in quel momento non era una cosa che stavo pensando di fare. Mi ha interrotto,

ci sono inciampata sopra. Già mi ero aggiornata su chi fosse,

su che cosa facesse e sul perché mi piacesse, semplicemente e evidentemente non era stata

pronta in quel momento a comprare. Poi lo sono stata nel momento in cui lei mi ha interrotto,

quindi è molto efficace questa tipologia. Ascolta Alessandra, ti chiedo una pura curiosità

che magari non è una sfida comune o forse sì.. quando parliamo di nicchia qui hai parlato di

definire bene il nostro target. Può capitare soprattutto in un mercato come quello italiano,

che è comunque piccolino che il mio target sia così piccolo che facebook

non riesce a raggiungere un numero sufficiente di persone perché la campagna abbia un senso?

A: Si può succeder, si può capitare e devo dire la verità spesso quando ci lavora con dei limiti

di mercato molto piccole è uno dei problemi più grossi, nel senso di dire “ok, come lavoro

sul segmento di pubblico se non ho dei numeri sufficientemente alti”. Però in questo ci viene

in aiuto Facebook perché c'è una potenzialità enorme di Facebook che è quella del “look alike”

quindi del pubblico simile al pubblico che già in qualche modo è entrato in quelle che

sono le nostre cerchie, chiamiamole così, per citare il defunto Google Plus, perché questo?

Perché nel momento in cui ho del traffico profilato al sito e installo il famigerato pixel

e riesco a creare un primo segmento di pubblico per esempio di visitatori al mio sito web,

se quel pubblico è veramente profilato e spesso lavorare con altri strumenti come per esempio

la SEO aiuta tanto perché ovviamente tutta domanda consapevole che in qualche modo mi

va a popolare il traffico del sito, io posso dire a Facebook “bene prendi questo origine di

traffico e creiamo un pubblico simile al pubblico che ha già visitato il mio sito

web”. Quando parliamo di “look alike” abbiamo diverse percentuali dal 10% all'1% e sono

percentuali di somiglianza. Tu hai il 10% che è la percentuale piu distante dal tuo pubblico

fino all'1% che invece è quella più vicina. Quind tui addirittura hai un range che è

abbastanza ampio per dire a Facebook “fammi vedere il pubblico più lontano dal mio o

il pubblico più vicino al mio” e parliamo comunque di 3-400 mila utenti intercettati,

quindi pensate che forza ha Facebook da questo punto di vista quindi ti aiuta anche quando

i numeri dei diciamo dei cosiddetti behavioral sono bassi, insomma è uno strumento potentissimo.

C: Bellissimo c'è sempre una strada, ci offre sempre una strada.

Una delle mode di quest'anno, ma mi viene da dire in realtà già dall'anno scorso,

è quella del video marketing, soprattutto su Facebook, addirittura insomma c'è chi sostiene

che senza i video le campagne non possono avere la stessa efficacia, quindi bisogna abbracciare

il video marketing se no si perde un enorme opportunità. Però non tutti uno amano stare in

video, 2 hanno dei modelli di business che siano video friendly, che abbia insomma senso proporre

in video 3 magari non tutti hanno il budget per crearli questi video se di un certo tipo.

È davvero necessario far i video per avere successo su Facebook?

A: No, assolutamente. No no no nel senso che per me come una strategia parte. Chi dice su

Facebook è meglio il video secondo me parla in maniera molto leggera,

cosa vuol dire questo? Che in realtà la strategia video è una strategia a sè stante, cioè faccio il

video perché ho qualcosa da dire di interessante nel video, so come farlo nel migliore dei modi e

riesco veramente a fare qualcosa di unico e che riesca a catturare l'attenzione perché oggi il

problema è quello.. come catturare in pochissimi secondi l'attenzione dell'utente finale. Dopo mi

preoccupo di dove vado a sponsorizzarlo, quindi Facebook o uno strumento potentissimo YouTube.

YouTube diciamo è un social network assolutamente di una portata colossale quindi per me la parte

prima è far strategia e dopo, dopo che ai contenuti corretti per la strategia

che ho messo in piedi, scelgo se Facebook può essere il mezzo giusto. Ci sono stati casi,

almeno nella mia esperienza, in cui il banner tradizionale ha funzionato cento volte meglio

rispetto a un video, perchè comunicava di fatto di più, perchè ci deve essere qualcosa

che effettivamente ha senso mettere in video. Ci deve essre uno storytelling importante,

il video è fatto tanto per fare non funziona ma in nessun canale, su nessuna piattaforma e

diventa veramente spesso anche energia sprecata, sia in termini di budget di risorse allocate.

Per me non è non è la risposta la strategia, spesso può aiutare, certo questo assolutamente.

C: Quindi diciamo che è uno strumento tattico che però deve inserirsi in

un contesto strategico altrimenti rischia di essere fine a sè stesso.

A: Esatto, esatto, esatto.

C: Quanto tempo devo aspettare, questa è un'altra domanda che mi viene fatta spesso,

nonostante io non sia un Advertiser, però perché evidentemente lavorando nel contesto digitale

è una domanda frequente.. quanto tempo devo aspettare per capire se una campagna performa

o meno, e se vedo che non sta performando come vorrei, perché magari non raggiungo il numero

adeguato di persone o di click o di visite.. spendo di più, cambio campagna, come faccio?

C: Quanto tempo aspettare.. in realtà la grande potenza di Facebook rispetto per esempio a Google

ads è che il tempo di aspettare è pochissimo. Cioè Facebook in pochissimi minuti paradossalmente ti

dice se una campagna sta girando bene o meno. Quindi la fai partire e da lì a poco tu stai

già capendo che performance sta ottenendo e in poco tempo quindi puoi staccare quella e farne

partire un'altra. Quindi da questo punto di vista Facebook è davvero molto veloce.

Come faccio io, cioè quali sono un po' i meccanismi di allarme per poter

capire se la campagna sta funzionando o meno. Beh sicuramente un meccanismo importantissimo è

CTR ma questo per chiunque faccia Advertising. Il CTR è il rapporto tra impression e click,

cioè tra quanti ci vedono e quanti ci cliccano, perché è importante? Perché lì riesco a capire

se ho catturato l'attenzione dell'utente a chi volevo arrivare. Se il CTR si alza questo mi porta

dei benefici, sia in termini di utente che vado a prendere, sia in termini di costi perché Facebook

tenderà ad abbassarmi il costo per interazione il costo per click. Se io noto che il CTR è molto

basso e comunque in generale vedo che le metriche della campagna, che sono tante per alcune sono

davvero indicative, tendono ad essere negative subito, allora lì è bene staccare ripartire

da zero o partire con qualche altro segmento di pubblico. Ecco un suggerimento che potrebbe essere

importante per chi è all'inizio è fate dei test dove c'è solo una variabile modificata per ogni

campagna perché? Perché io spesso cosa faccio, mi faccio tre quattro gruppi di inserzioni con

segmento di pubblico identico e cambio solo la creatività oppure viceversa la creatività uguale

cambio segmento di pubblico. Facebook è molto veloce a farmi capire quello che funziona. Bene,

però io ho fatto un test vero misurato unica variabile cambio quella variabile e vedo se

in realtà poi la creatività con altri segmenti potrebbe funzionare. In maniera molto veloce così

si ottengono delle ottime ottime performance, poi ovvio che in maniera che è voluta c'è anche

Analytics quindi Google Analytics che mi dà ancora degli ulteriori valori, però insomma rientriamo

già in qualcosa di il più avanzato e all'inizio li si può fare più fatica effettivamente.

C: E c'è un budget iniziale con cui è raccomandabile partire ? Perché anche

qui c'è chi dice tutto il contrario di tutto, con cosa partiamo in maniera

tale da essere sicuri di non spendere troppo e rischiare ma allo stesso tempo

di non spendere così poco da non poter vedere i risultati, nemmeno tra 80 anni?

A: Lì dipende un po dalla copertura che nelle nostre campagne e da che numeri voglio arrivare

però banalmente sei un segmento di pubblico che non supera i 5-600mila come diciamo come

numero di copertura massima se parto anche con 5-10 euro giornalieri posso già avere qualche

risultato attendibile, questo come partenza cioè dove ho una struttura dove già non c'è

il retargeting quindi io sto parlando solo di campagne che mi intercettano l'utente in target,

dove io vado a testare il segmento di pubblico. Con 5-10 euro giornalieri

si riesce già a fare tanto. Naturalmente nel momento in cui iniziano a subentrare macchine

come quelle per esempio di retargeting quel budget potrebbe non bastare più,

perché ovviamente io ho campagne diverse che hanno poi obiettivi diversi che bene che

girino con un budget che le sostiene. Devo dire verità io ho avuto anche degli ottimi risultati

con campagne con 5 euro al giorno perché? Perché realtà individuato il segmento di

pubblico è individuata la creatività corretta per quel segmento di pubblico, su Facebook a

differenza che su Google Ads non è necessario un grandissimo budget di partenza, è ovvio che poi

se quelle campagne iniziano a performare sarebbe meglio andare poi sempre diciamo in incrementale,

quindi aumento il budget perché aumentano poi ritornata quelle campagne, però ecco non ci impone

Facebook subito di spendere delle grosse cifre. É ovvio che poi tutte commisurate agli obiettivi.

Se con 5 euro voglio diventare milionario ecco Facebook non è lo strumento più adatto.

C: Ascolta Alessandra e da un punto di vista di errori comuni che vedi,

o magari che hai fatto tu stesso all'inizio o che vedi fare da chi cerca un po' di

arrangiarsi da solo, quando si parla di Facebook Adverstising, quali sono?

A: Un errore comune è quello di iniziare inserire mille segmenti di pubblico all'interno della

stessa campagna o lo stesso gruppo di inserzioni perché si ha l'idea di dire vabbè più gente metto

all'interno di quel segmento più sicuramente riesco ad accaparrarmi utenti in target. No in

realtà l'advertising a una a una norma che va rispettata anche su Facebook è quella di

segmentare cioè più riesco a dividere tutto in piccoli pezzi più quei piccoli pezzi sono

controllabili e funzioneranno. Quindi il consiglio è quello di partire da campagna

strutturate una per ogni segmento oppure gruppi di inserzioni, se voglio farlo nella stessa campagna,

un gruppo per ogni segmento di pubblico. Diciamo che l'ortodossia di Facebook ci impone anche

che ogni gruppo di inserzione vorrebbe un placement allocato quindi o mobiles,

desktop separati e nel mobile e nel desktop vado a suddividere poi anche tutti placement. Quindi

che ne so la colonna destra la metto solo in un gruppo di inserzioni ecco questo non gli errori

più comuni inserire tutti gli elementi subito cioè tutti i segmenti di pubblico

tutti placement.. più roba ci all'interno delle campagne chiusi fa fatica a capire risultato,

quindi quello già la prima cosa già suddivide, già ti dà veramente tante valutazioni in più da

fare che ti permettono poi di coraggio di errori e di parte col piede giusto.

C: Quindi anche ad esempio quando questo è un errore che magari può

capitare e venga fatto anche quando mi accorgo che il mio annunciano funziona,

ci butto dentro più gente o cerco di pasticciare qualcosa che poi si

inquina a tal punto che non so più neanche che cosa era giusto e cosa era sbagliato?

A: Esattamente, correttissimo è proprio questo il problema. Quando vedo che non

funziona inizio a buttarci dentro tanti elementi, capita spesso all'inizio. In

realtà più elementi butto dentro più il risultato sarà ancora che difficilmente

monitorabile e se non è monitorabile non riesco a modificare delle cose per farlo funzionare,

quindi si crea un circuito non virtuoso che non ci aiuta poi con la campagna. Più tendiamo a tenere

separati gli elementi più li controlliamo, più li controlliamo più li possiamo modificare e

risparmiano tanto tanto budget, quindi questo sì assolutamente. Quindi appena io mi accorgo che

un annuncio non funziona ne creo un altro simile, cambiando una variabile, giusto?

A: Esattamente esatto esatto, faccio dei test su un'unica variabile e segmento tutto. Questo è il

modo più corretto di partire così già non si sbaglia cioè siamo già partiti col piede corretto.

C: Fantastico e già descriverlo mette un po' di ordine in una mente confusa quale la mia

quando si parla di Facebook Advertising quindi tanto semplice quanto efficace.

Un altro dubbio amletico: i post sponsorizzati sulle pagine.. ormai sappiamo che l'algoritmo

Facebook ha tagliato le gambe a tutte queste pagine pubbliche, inclusa la mia peraltro,

ovviamente e di fatto ha reso obbligatorio quasi sponsorizzare i post perché le persone

possano vedere quello che ci pubblichi dentro. Ti chiedo da un punto di vista

di strategia a 360 gradi ha ancora senso sponsorizzare i post della propria pagina?

A: Ah sì assolutamente assolutamente. Io la reputo una cosa correttissima quando si parte, perchè tra

l'altro è uno dei primi obiettivi delle campagne l'interazione col post. Quindi se voglio fare

una scalata corretta, perché poi l'advertising diciamo che ha delle strutture che sono scalabili

sia come obiettivi sia come budget, se io parto dal primo obiettivo che l'interazione col post e

vado a stimolare gli utenti a interagire con quel post quando vado a scalare l'obiettivo di quella

campagna da interazione a traffico, che è il secondo obiettivo delle campagne in realtà io mi

trascino dietro tutto il valore che ho costruito con l'interazione col post. Cioè voi immaginate

un contenuto che comunque nel momento in cui lo vado a sponsorizzare ha già una serie di reazioni,

di condivisioni, di commenti. Pensate che forza quel contenuto nel momento in cui poi lo vado

a sponsorizzare. Quindi ha valore, sia perché io sono convintissima che la forza del social

sia il contenuto, tutto quello che va lavora sul contenuto per me è cosa buona e giusta,

quindi anche poco da un punto di vista strategico, ma ha valore anche perché io posso fare una

scalata corretta all'interno delle campagne e l'obiettivo interazione col post spesso è un

obiettivo veramente importante, ha valore perché a livello di brand per me aggiungere

su una pagina e vedere un post che ha una serie di reazioni, commenti, condivisioni

ha tutto un altro valore miei occhi quindi per me assolutamente dello strumento fondamentale,

oltre al fatto che il retargeting io fossi utilizzare gli utenti che hanno interagito

con i post. Quindi io posso andarmi a prendere quel pubblico che ha interagito con il mio post e

fargli vedere un altro contenuto specifico, magari in linea con quel posto quindi in sequenza con

quel post ma con un messaggio diverso quindi è una funzione importantissima di Facebook.

C: E tu suggerisci come suggerisci di farlo? Se non sbaglio ci sono due opzioni

per sponsorizzare un post organico quindi un qualcosa che ho pubblicato sulla pagina,

uno che è quello che fanno di solito gli amatoriali come la sottoscritta,

clicchi su sponsorizza post direttamente dalla pagina e speri in una manna dal cielo, la seconda

cosa invece poi è creare invece un vero e proprio annuncio dal pannello Facebook con quel contenuto.

A: Sì la cosa migliore sarebbe partire dal Business Manager, quindi dalla gestione

inserzioni classica perché puoi controllare molti più elementi e quando tu lo fai dalla

pagina realtà è un impostazione iniziale, che magari per partire nel senso per chi è all'inizio

e vuol partire così per iniziare un po' ad avere dimestichezza tende a farlo e non c'è problema,

nel senso che poi sono cose che abbiamo fatto un po' tutti nella nostra storia, però ecco

per partire in maniera professionale creare un Business Manager quindi una gestione inserzioni

e la cosa piu corretta perché perché tante variabili da controllare puoi aggiungere anche

altri utenti che possono magari dare un'occhiata alle tue campagne, possono analizzarle,

possono darti una mano con l'advertising. Puoi controllare il pixel perché ovviamente

nel momento in cui gestisco della pagina non ho l'inserimento del pixel, cioè faccio tutte

quelle attività che mi rendono albert ai qing su facebook con lo strumento professionale,

quindi capisco che è quello sia l'inizio ma poi ci deve essere poi un evoluzione.

C: Ok quindi ti faccio un esempio concreto. Ho pubblicato un post che

organicamente è andato benino, decido che voglio raggiungere più persone,

lo pubblico come annuncio, giusto? Invece di sponsorizzare direttamente dalla pagina,

oppure posso prenderlo dal pannello Facebook direttamente e poi creare un annuncio da lì ?

A: In realtà io dalla gestione inserzioni mi creo una campagna interazione col post e

Facebook mi dà l'elenco dei miei post, quindi io non devo neanche duplicarlo. Interessante

potrebbe essere quello di pubblicarlo cioè di utilizzare una campagna dove interagisco col post,

quindi comunque vado a stimolare quel tipo di azione. Parallelamente imposto caro l'inserzione

che è identica la struttura del post proprio magari lavoro con un altro obiettivo che potrebbe

essere traffico e vado a vedere quale delle due strutture mi funziona meglio, ad esempio.

C: Fantastico Alessandra, stiamo arrivando alla fine perché qui potrei andare avanti tutta la

giornata a farti domande! Le tipologie di annunci sono tante,

anche su Facebook abbiamo la modalità carosello, abbiamo la modalità piccolina sulla destra del

marketplace o qualcosa del genere che adesso credo vadano anche molto meno,

abbiamo invece il news feed post.. quali sono le tre tipologie di annuncio io dico tre come numero

indicativo possono essere meno o di più che tu suggerisci in quanto più efficaci a tuo avviso?

A: Allora il news feed da mobile ad oggi è una delle delle più efficaci ma perché

ovviamente il mobile quello che ci accompagna nel nostro quotidiano e se riusciamo a creare

un annuncio davvero eccezionale da ogni punto di vista abbiamo vinto, quindi il feed da mobile.

La colonna destra in realtà è estremamente efficace quando lavoriamo di retargeting e

remarketing, nel senso che in realtà è quell'area del cervello la parte destra che è molto più

propensa all'acquisto. Quindi nel momento in cui andiamo a lavorare sulla con a destra con

messaggi giusti di retargeting sono estremamente funzionari a livello di performance, questi sono i

due diciamo che ho più utili. Su alcuni target il feed da desktop ha ancora un grande valore, quando

si alza un pochino l'età media del nostro target il desktop è ancora uno strumento fondamentale, ed

è uno dei posizionamenti più costosi attualmente perché ovviamente è ridotta la copertura ma è più

qualitativa, però ecco su alcuni segmenti può avere davvero un grande vantaggio.

Messenger in alcune nicchie ha veramente tanto valore, cioè fare una campagna Messenger perché

comunque ha la potenza di una newsletter per certi versi, se abbiamo individuato

la nicchia giusta messanger e molti un ottimo placement, ma come anche instagram per altre

per altre strategie. Ecco io non sono una grande fanatica dell'audience network perché spazzatura

per il 90% però quando facciamo retargeting a volte può avere anche senso poi lì dipende

dalla strategia che stiamo adottando, certo che il grosso lo fa il news feed da mobile.

C: E quando parli di Messanger non ti riferisci al chatbot giusto?

A: No è proprio pubblicità in Messenger, un messaggio pubblicitario dentro Messanger.

C: Ok e il network in cui hai detto che il 99% è spazzatura a che cosa si riferisce?

A: L'audience network è quella rete in cui per esempio che non so nelle app quindi

state giocando a un giochino e vi compare questo fastidiosissimo annuncio di Facebook,

il problema qual è? Che se sto lavorando di parte alta del fan per me quella è un interruzione se

sto lavorando di retargeting in realtà se il brand lo conosco il prodotto lo volevo

comprare e in questo bannerino viene fuori anche uno sconto eccoli potrebbe avere anche

un senso perché poi l'audience network posta veramente molto poco come placement quindi

in alcune strategia può funzionare di certo rimane uno dei posizionamenti meno nobili.

C: Hai parlato di annuncio eccezionale prima,

quali sono le caratteristiche essenziali che deve avere un annuncio che funziona?

A: Caratteristiche essenziali è l'immagine perché fa la 80-90% di quello che stiamo comunicando.

L'immagine deve assolutamente riuscire a catturare l'attenzione cioè la nostra è una disperata lotta

quei microsecondi che ci fanno tenere l'utente. Quindi se l'immagine è in linea col target e col

pezzo di strategia che stiamo adottando, quindi come proprio lo step a cui facciamo riferimento

quelle che abbiamo già quasi praticamente vinto. Il contenuto deve essere un contenuto che ecco non

deve essere banale , questo sarà una banalità dirlo, però spesso quando si fa per te sin da

tanto tempo si finisce per utilizzare sempre le stesse frasi, le stesse le vele, le stesse call

to action.. ogni tanto cambiare anche ciò che siamo abituati fa veramente molto bene perché a

livello di marketing siamo molto abituati allo “scopri di più” all'“acquista ora” oppure “noi

siamo i migliori sul mercato”.. tutte quelle frasi che in realtà ci identificano ma non ci

identificano di fatto perché sono utilizzate altri mille brand. Diversificare un po' il

contenuto anche per attivare l'utente che ormai come dire che stanco di leggere sempre solite

frasi al punto che le bypassa completamente quello ha un altro valore aggiunto assolutamente. Poi

sull'utilizzo di emoticon emoticon strumenti e grafici lì dipende molto dal target perché non

è sempre detto. Un'altra considerazione dipende anche dallo step strategico in cui siamo. Ripeto

quando lavori di retargeting poi anche permettere di abbassare un po il livello del copy perchè

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