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La coscienza di Zeno - Italo Svevo (Zeno's Conscience), 2.1 La Morte di Mio Padre

2.1 La Morte di Mio Padre

La morte di mio padre

Il dottore è partito ed io davvero non so se la biografia di mio padre occorra. Se descrivessi troppo minuziosamente mio padre, potrebbe risultare che per avere la mia guarigione sarebbe stato necessario di analizzare lui dapprima e si arriverebbe così ad una rinunzia. Procedo con coraggio perché so che se mio padre avesse avuto bisogno della stessa cura, ciò sarebbe stato per tutt'altra malattia della mia. Ad ogni modo, per non perdere tempo, dirò di lui solo quanto possa giovare a ravvivare il ricordo di me stesso.

«15. 4. 1890 ore 4 ½. Muore mio padre. U.S.». Per chi non lo sapesse quelle due ultime lettere non significano United States, ma ultima sigaretta. È l'annotazione che trovo su un volume di filosofia positiva dell'Ostwald sul quale pieno di speranza passai varie ore e che mai intesi. Nessuno lo crederebbe, ma ad onta di quella forma, quell'annotazione registra l'avvenimento più importante della mia vita.

Mia madre era morta quand'io non avevo ancora quindici anni. Feci delle poesie per onorarla ciò che mai equivale a piangere e, nel dolore, fui sempre accompagnato dal sentimento che da quel momento doveva iniziarsi per me una vita seria e di lavoro. Il dolore stesso accennava ad una vita più intensa. Poi un sentimento religioso tuttavia vivo attenuò e addolcì la grave sciagura. Mia madre continuava a vivere sebbene distante da me e poteva anche compiacersi dei successi cui andavo preparandomi. Una bella comodità! Ricordo esattamente il mio stato di allora. Per la morte di mia madre e la salutare emozione ch'essa m'aveva procurata, tutto da me doveva migliorarsi.

Invece la morte di mio padre fu una vera, grande catastrofe. Il paradiso non esisteva più ed io poi, a trent'anni, ero un uomo finito. Anch'io! M'accorsi per la prima volta che la parte più importante e decisiva della mia vita giaceva dietro di me, irrimediabilmente. Il mio dolore non era solo egoistico come potrebbe sembrare da queste parole. Tutt'altro! Io piangevo lui e me, e me solo perché era morto lui. Fino ad allora io ero passato di sigaretta in sigaretta e da una facoltà universitaria all'altra, con una fiducia indistruttibile nelle mie capacità. Ma io credo che quella fiducia che rendeva tanto dolce la vita, sarebbe continuata magari fino ad oggi, se mio padre non fosse morto. Lui morto non c'era più una dimane ove collocare il proposito.

Tante volte, quando ci penso, resto stupito della stranezza per cui questa disperazione di me e del mio avvenire si sia prodotta alla morte di mio padre e non prima. Sono in complesso cose recenti e per ricordare il mio enorme dolore e ogni particolare della sventura non ho certo bisogno di sognare come vogliono i signori dell'analisi. Ricordo tutto, ma non intendo niente. Fino alla sua morte io non vissi per mio padre. Non feci alcuno sforzo per avvicinarmi a lui e, quando si poté farlo senz'offenderlo, lo evitai. All'Università tutti lo conoscevano col nomignolo ch'io gli diedi di vecchio Silva manda denari. Ci volle la malattia per legarmi a lui; la malattia che fu subito la morte, perché brevissima e perché il medico lo diede subito per spacciato. Quand'ero a Trieste ci vedevamo sì e no per un'oretta al giorno, al massimo. Mai non fummo tanto e sì a lungo insieme, come nel mio pianto. Magari l'avessi assistito meglio e pianto meno! Sarei stato meno malato. Era difficile di trovarsi insieme anche perché fra me e lui, intellettualmente non c'era nulla di comune. Guardandoci, avevamo ambedue lo stesso sorriso di compatimento, reso in lui più acido da una viva paterna ansietà per il mio avvenire; in me, invece, tutto indulgenza, sicuro com'ero che le sue debolezze oramai erano prive di conseguenze, tant'è vero ch'io le attribuivo in parte all'età. Egli fu il primo a diffidare della mia energia e, - a me sembra, - troppo presto. Epperò io sospetto, che, pur senza l'appoggio di una convinzione scientifica, egli diffidasse di me anche perché ero stato fatto da lui, ciò che serviva - e qui con fede scientifica sicura - ad aumentare la mia diffidenza per lui.

Egli godeva però della fama di commerciante abile, ma io sapevo che i suoi affari da lunghi anni erano diretti dall'Olivi. Nell'incapacità al commercio v'era una somiglianza fra di noi, ma non ve ne erano altre; posso dire che, fra noi due, io rappresentavo la forza e lui la debolezza. Già quello che ho registrato in questi fascicoli prova che in me c'è e c'è sempre stato - forse la mia massima sventura - un impetuoso conato al meglio. Tutti i miei sogni di equilibrio e di forza non possono essere definiti altrimenti. Mio padre non conosceva nulla di tutto ciò. Egli viveva perfettamente d'accordo sul modo come l'avevano fatto ed io devo ritenere ch'egli mai abbia compiuti degli sforzi per migliorarsi. Fumava il giorno intero e, dopo la morte di mamma, quando non dormiva, anche di notte. Beveva anche discretamente; da gentleman, di sera, a cena, tanto da essere sicuro di trovare il sonno pronto non appena posata la testa sul guanciale. Ma, secondo lui, il fumo e l'alcool erano dei buoni medicinali.

In quanto concerne le donne, dai parenti appresi che mia madre aveva avuto qualche motivo di gelosia. Anzi pare che la mite donna abbia dovuto intervenire talvolta violentemente per tenere a freno il marito. Egli si lasciava guidare da lei che amava e rispettava, ma pare ch'essa non sia mai riuscita ad avere da lui la confessione di alcun tradimento, per cui morì nella fede di essersi sbagliata. Eppure i buoni parenti raccontano ch'essa ha trovato il marito quasi in flagrante dalla propria sarta. Egli si scusò con un accesso di distrazione e con tanta costanza che fu creduto. Non vi fu altra conseguenza che quella che mia madre non andò più da quella sarta e mio padre neppure. Io credo che nei suoi panni io avrei finito col confessare, ma che poi non avrei saputo abbandonare la sarta, visto ch'io metto le radici dove mi soffermo.

Mio padre sapeva difendere la sua quiete da vero pater familias. L'aveva questa quiete nella sua casa e nell'animo suo. Non leggeva che dei libri insulsi e morali. Non mica per ipocrisia, ma per la più sincera convinzione: penso ch'egli sentisse vivamente la verità di quelle prediche morali e che la sua coscienza fosse quietata dalla sua adesione sincera alla virtù. Adesso che invecchio e m'avvicino al tipo del patriarca, anch'io sento che un'immoralità predicata è più punibile di un'azione immorale. Si arriva all'assassinio per amore o per odio; alla propaganda dell'assassinio solo per malvagità.

Avevamo tanto poco di comune fra di noi, ch'egli mi confessò che una delle persone che più l'inquietavano a questo mondo ero io. Il mio desiderio di salute m'aveva spinto a studiare il corpo umano. Egli, invece, aveva saputo eliminare dal suo ricordo ogni idea di quella spaventosa macchina. Per lui il cuore non pulsava e non v'era bisogno di ricordare valvole e vene e ricambio per spiegare come il suo organismo viveva. Niente movimento perché l'esperienza diceva che quanto si moveva finiva coll'arrestarsi. Anche la terra era per lui immobile e solidamente piantata su dei cardini. Naturalmente non lo disse mai, ma soffriva se gli si diceva qualche cosa che a tale concezione non si conformasse. M'interruppe con disgusto un giorno che gli parlai degli antipodi. Il pensiero di quella gente con la testa all'ingiù gli sconvolgeva lo stomaco.

Egli mi rimproverava due altre cose: la mia distrazione e la mia tendenza a ridere delle cose più serie. In fatto di distrazione egli differiva da me per un certo suo libretto in cui notava tutto quello ch'egli voleva ricordare e che rivedeva più volte al giorno. Credeva così di aver vinta la sua malattia e non ne soffriva più. Impose quel libretto anche a me, ma io non vi registrai che qualche ultima sigaretta.

In quanto al mio disprezzo per le cose serie, io credo ch'egli avesse il difetto di considerare come serie troppe cose di questo mondo. Eccone un esempio: quando, dopo di essere passato dagli studii di legge a quelli di chimica, io ritornai col suo permesso ai primi, egli mi disse bonariamente: - Resta però assodato che tu sei un pazzo.

Io non me ne offesi affatto e gli fui tanto grato della sua condiscendenza, che volli premiarlo facendolo ridere. Andai dal dottor Canestrini a farmi esaminare per averne un certificato. La cosa non fu facile perché dovetti sottomettermi perciò a lunghe e minuziose disamine. Ottenutolo, portai trionfalmente quel certificato a mio padre, ma egli non seppe riderne. Con accento accorato e con le lacrime agli occhi esclamò: - Ah! Tu sei veramente pazzo!

E questo fu il premio della mia faticosa e innocua commediola. Non me la perdonò mai e perciò mai ne rise. Farsi visitare da un medico per ischerzo? Far redigere per ischerzo un certificato munito di bolli? Cose da pazzi!

Insomma io, accanto a lui, rappresentavo la forza e talvolta penso che la scomparsa di quella debolezza, che mi elevava, fu sentita da me come una diminuzione.

Ricordo come la sua debolezza fu provata allorché quella canaglia dell'Olivi lo indusse a fare testamento. All'Olivi premeva quel testamento che doveva mettere i miei affari sotto la sua tutela e pare abbia lavorato a lungo il vecchio per indurlo a quell'opera tanto penosa. Finalmente mio padre vi si decise, ma la sua larga faccia serena s'oscurò. Pensava costantemente alla morte come se con quell'atto avesse avuto un contatto con essa.

Una sera mi domandò: - Tu credi che quando si è morti tutto cessi?

Al mistero della morte io ci penso ogni giorno, ma non ero ancora in grado di dargli le informazioni ch'egli domandava. Per fargli piacere inventai la fede più lieta nel nostro futuro.

— Io credo che sopravviva il piacere, perché il dolore non è più necessario. La dissoluzione potrebbe ricordare il piacere sessuale. Certo sarà accompagnata dal senso della felicità e del riposo visto che la ricomposizione è tanto faticosa. La dissoluzione dovrebb'essere il premio della vita!

Feci un bel fiasco. Si era ancora a tavola dopo cena. Egli, senza rispondere, si levò dalla sedia, vuotò ancora il suo bicchiere e disse:

— Non è questa l'ora di filosofare specialmente con te!

E uscì. Dispiacente lo seguii e pensai di restare con lui per distoglierlo dai pensieri tristi. M'allontanò dicendomi che gli ricordavo la morte e i suoi piaceri.

Non sapeva dimenticare il testamento finché non me ne aveva data comunicazione. Se ne ricordava ogni qualvolta mi vedeva. Una sera scoppiò:

— Devo dirti che ho fatto testamento.

Io, per stornarlo dal suo incubo, vinsi subito la sorpresa che mi produsse la sua comunicazione e gli dissi:

— Io non avrò mai questo disturbo perché spero che prima di me muoiano tutti i miei eredi!

Egli subito si inquietò del mio riso su una cosa tanto seria e ritrovò tutto il suo desiderio di punirmi. Così gli fu facile di raccontarmi il bel tiro che m'aveva fatto mettendomi sotto la tutela dell'Olivi.

Devo dirlo: io mi dimostrai un buon ragazzo; rinunziai a fare un'obiezione qualunque pur di strapparlo a quel pensiero che lo faceva soffrire. Dichiarai che qualunque fosse stata la sua ultima volontà io mi vi sarei adattato.

— Forse - aggiunsi - io saprò comportarmi in modo che tu ti troverai indotto a cambiare le tue ultime volontà.

Ciò gli piacque anche perché vedeva ch'io gli attribuivo una vita lunga, anzi lunghissima. Tuttavia volle da me addirittura un giuramento, che se egli non avesse disposto altrimenti, io non avrei mai tentato di sminuire le facoltà dell'Olivi. Io giurai visto ch'egli non volle contentarsi della mia parola d'onore. Fui tanto mite allora, che quando sono torturato dal rimorso di non averlo amato abbastanza prima che morisse, rievoco sempre quella scena. Per essere sincero devo dire che la rassegnazione alle sue disposizioni mi fu facile perché in quell'epoca l'idea di essere costretto a non lavorare m'era piuttosto simpatica.

Circa un anno prima della sua morte, io seppi una volta intervenire abbastanza energicamente a vantaggio della sua salute. M'aveva confidato di sentirsi male ed io lo costrinsi di andare da un medico dal quale anche lo accompagnai. Costui prescrisse qualche medicinale e ci disse di ritornare da lui qualche settimana dopo. Ma mio padre non volle, dichiarando che odiava i medici quanto i becchini e non prese neppure la medicina prescrittagli perché anch'essa gli ricordava medici e becchini. Restò per un paio di ore senza fumare e per un solo pasto senza vino. Si sentì molto bene quando poté congedarsi dalla cura, e io, vedendolo più lieto, non ci pensai più.

Poi lo vidi talvolta triste. Ma mi sarei meravigliato di vederlo lieto, solo e vecchio com'era.

Una sera della fine di marzo arrivai un po' più tardi del solito a casa. Niente di male: ero caduto nelle mani di un dotto amico che aveva voluto confidarmi certe sue idee sulle origini del Cristianesimo. Era la prima volta che si voleva da me ch'io pensassi a quelle origini, eppure m'adattai alla lunga lezione per compiacere l'amico. Piovigginava e faceva freddo. Tutto era sgradevole e fosco, compresi i Greci e gli Ebrei di cui il mio amico parlava, ma pure m'adattai a quella sofferenza per ben due ore. La mia solita debolezza! Scommetto che oggi ancora sono tanto incapace di resistenza, che se qualcuno ci si mettesse sul serio potrebbe indurmi a studiare per qualche tempo l'astronomia.

Entrai nel giardino che circonda la nostra villa. A questa si accedeva per una breve strada carrozzabile. Maria, la nostra cameriera, m'aspettava alla finestra e sentendomi avvicinare gridò nell'oscurità:

— È lei, signor Zeno?

Maria era una di quelle fantesche come non se ne trovano più. Era da noi da una quindicina d'anni. Metteva mensilmente alla Cassa di Risparmio una parte della sua paga per i suoi vecchi anni, risparmi che però non le servirono perché essa morì in casa nostra poco dopo il mio matrimonio sempre lavorando.

Essa mi raccontò che mio padre era ritornato a casa da qualche ora, ma che aveva voluto attendermi a cena. Allorché essa aveva insistito perché egli intanto mangiasse, era stata mandata via con modi poco gentili. Poi egli aveva domandato di me parecchie volte, inquieto e ansioso. Maria mi fece intendere che pensava che mio padre non si sentisse bene. Gli attribuiva una difficoltà di parola e il respiro mozzo. Debbo dire ch'essendo sempre sola con lui, essa spesso s'era fitto in testa il pensiero ch'egli fosse malato. Aveva poche cose da osservare la povera donna nella casa solitaria e - dopo l'esperienza fatta con mia madre - essa s'aspettava che tutti avessero da morire prima di lei.

Corsi alla camera da pranzo con una certa curiosità e non ancora impensierito. Mio padre si levò subito dal sofà su cui giaceva e m'accolse con una grande gioia che non seppe commovermi perché vi scorsi prima di tutto l'espressione di un rimprovero. Ma intanto bastò a tranquillarmi perché la gioia mi parve un segno di salute. Non scorsi in lui traccia di quel balbettamento e respiro mozzo di cui aveva parlato Maria. Ma, invece di rimproverarmi, egli si scusò d'essere stato caparbio.

— Che vuoi farci? - mi disse bonariamente. - Siamo noi due soli a questo mondo e volevo vederti prima di coricarmi.

Magari mi fossi comportato con semplicità e avessi preso fra le mie braccia il mio caro babbo divenuto per malattia tanto mite e affettuoso! Invece cominciai a fare freddamente una diagnosi: Il vecchio Silva si era tanto mitigato? Che fosse malato? Lo guardai sospettosamente e non trovai di meglio che di fargli un rimprovero:

— Ma perché hai atteso finora per mangiare? Potevi mangiare, eppoi attendermi!

Egli rise assai giovanilmente:

— Si mangia meglio in due.

Poteva questa lietezza essere anche il segno di un buon appetito: io mi tranquillai e mi misi a mangiare. Con le sue ciabatte di casa, con passo malfermo, egli s'accostò al desco e occupò il suo posto solito. Poi stette a guardarmi come mangiavo, mentre lui, dopo un paio di cucchiaiate scarse, non prese altro cibo e allontanò anche da sé il piatto che gli ripugnava. Ma il sorriso persisteva sulla sua vecchia faccia. Soltanto mi ricordo, come se si trattasse di cosa avvenuta ieri, che un paio di volte ch'io lo guardai negli occhi, egli stornò il suo sguardo dal mio. Si dice che ciò è un segno di falsità, mentre io ora so ch'è un segno di malattia. L'animale malato non lascia guardare nei pertugi pei quali si potrebbe scorgere la malattia, la debolezza.

Egli aspettava sempre di sentire come io avessi impiegato quelle tante ore in cui egli m'aveva atteso. E vedendo che ci teneva tanto, cessai per un istante di mangiare e gli dissi secco, secco, ch'io fino a quell'ora avevo discusse le origini del Cristianesimo.

Mi guardò dubbioso e perplesso:

— Anche tu, ora, pensi alla religione?

Era evidente che gli avrei dato una grande consolazione se avessi accettato di pensarci con lui. Invece io, che finché mio padre era vivo mi sentivo combattivo (e poi non più) risposi con una di quelle solite frasi che si sentono tutti i giorni nei caffè situati presso le Università:

— Per me la religione non è altro che un fenomeno qualunque che bisogna studiare.

— Fenomeno? - fece lui sconcertato. Cercò una pronta risposta e aperse la bocca per darla. Poi esitò e guardò il secondo piatto, che giusto allora Maria gli offerse e ch'egli non toccò. Quindi per tapparsi meglio la bocca, vi ficcò un mozzicone di sigaro che accese e che lasciò subito spegnere. S'era così concessa una sosta per riflettere tranquillamente. Per un istante mi guardò risoluto:

— Tu non vorrai ridere della religione?

Io, da quel perfetto studente scioperato che sono sempre stato, con la bocca piena, risposi:

— Ma che ridere! Io studio!

Egli tacque e guardò lungamente il mozzicone di sigaro che aveva deposto su un piatto. Capisco ora perché egli mi avesse detto ciò. Capisco ora tutto quello che passò per quella mente già torbida, e sono sorpreso di non averne capito nulla allora. Credo che allora nel mio animo mancasse l'affetto che fa intendere tante cose. Poi mi fu tanto facile! Egli evitava di affrontare il mio scetticismo: una lotta troppo difficile per lui in quel momento; ma riteneva di poter attaccarlo mitemente di fianco come conveniva ad un malato. Ricordo che quando parlò, il suo respiro mozzava e ritardava la sua parola. È una grande fatica prepararsi ad un combattimento. Ma pensavo ch'egli non si sarebbe rassegnato di coricarsi senza darmi il fatto mio e mi preparai a discussioni che poi non vennero.

— Io - disse, sempre guardando il suo mozzicone di sigaro oramai spento, - sento come la mia esperienza e la scienza mia della vita sono grandi. Non si vivono inutilmente tanti anni. Io so molte cose e purtroppo non so insegnartele tutte come vorrei. Oh, quanto lo vorrei! Vedo dentro nelle cose, e anche vedo quello ch'è giusto e vero e anche quello che non lo è.

Non c'era da discutere. Borbottai poco convinto e sempre mangiando:

— Sì! Papà!

Non volevo offenderlo.

— Peccato che sei venuto tanto tardi. Prima ero meno stanco e avrei saputo dirti molte cose.

Pensai che volesse ancora seccarmi perché ero venuto tardi e gli proposi di lasciare quella discussione per il giorno dopo.

— Non si tratta di una discussione - rispose egli trasognato - ma di tutt'altra cosa. Una cosa che non si può discutere e che saprai anche tu non appena te l'avrò detta. Ma il difficile è dirla!

Qui ebbi un dubbio:

— Non ti senti bene?

— Non posso dire di star male, ma sono molto stanco e vado subito a dormire.

Suonò il campanello e nello stesso tempo chiamò Maria con la voce. Quand'essa venne, egli domandò se nella sua stanza tutto era pronto. S'avviò poi subito strascicando le ciabatte al suolo. Giunto accanto a me, chinò la testa per offrirmi la sua guancia al bacio di ogni sera.

Vedendolo moversi così malsicuro, ebbi di nuovo il dubbio che stesse male e glielo domandai. Ripetemmo ambedue più volte le stesse parole ed egli mi confermò ch'era stanco ma non malato. Poi soggiunse:

— Adesso penserò alle parole che ti dirò domani. Vedrai come ti convinceranno.

— Papà - dichiarai io commosso - ti sentirò volentieri.

Vedendomi tanto disposto a sottomettermi alla sua esperienza, egli esitò di lasciarmi: bisognava pur approfittare di un momento tanto favorevole! Si passò la mano sulla fronte e sedette sulla sedia sulla quale s'era appoggiato per porgermi la sua guancia al bacio. Ansava leggermente.

— Curioso! - disse. - Non so dirti nulla, proprio nulla.

Guardò intorno a sé come se avesse cercato di fuori quello che nel suo interno non arrivava ad afferrare.

— Eppure so tante cose, anzi tutte le cose io so. Dev'essere l'effetto della mia grande esperienza.

Non soffriva tanto di non saper esprimersi perché sorrise alla propria forza, alla propria grandezza.

Io non so perché non abbia chiamato subito il dottore. Invece debbo confessarlo con dolore e rimorso: considerai le parole di mio padre come dettate da una presunzione ch'io credevo di aver più volte constatata in lui. Non poteva però sfuggirmi l'evidenza della sua debolezza e solo perciò non discussi. Mi piaceva di vederlo felice nella sua illusione di essere tanto forte quand'era invece debolissimo. Ero poi lusingato dall'affetto che mi dimostrava manifestando il desiderio di consegnarmi la scienza di cui si credeva possessore, per quanto fossi convinto di non poter apprendere niente da lui. E per lusingarlo e dargli pace gli raccontai che non doveva sforzarsi per trovare subito le parole che gli mancavano, perché in frangenti simili i più alti scienziati mettevano le cose troppo complicate in deposito in qualche cantuccio del cervello perché si semplificassero da sé.

Egli rispose:

— Quello ch'io cerco non è complicato affatto. Si tratta anzi di trovare una parola, una sola e la troverò! Ma non questa notte perché farò tutto un sonno, senza il più piccolo pensiero.

Tuttavia non si levò dalla sedia. Esitante e scrutando per un istante il mio viso, mi disse:

— Ho paura che non saprò dire a te quello che penso, solo perché tu hai l'abitudine di ridere di tutto.

Mi sorrise come se avesse voluto pregarmi di non risentirmi per le sue parole, si alzò dalla sedia e mi offerse per la seconda volta la sua guancia. Io rinunziai a discutere e convincerlo che a questo mondo v'erano molte cose di cui si poteva e doveva ridere e volli rassicurarlo con un forte abbraccio. Il mio gesto fu forse troppo forte, perché egli si svincolò da me più affannato di prima, ma certo fu da lui inteso il mio affetto, perché mi salutò amichevolmente con la mano.

— Andiamo a letto! - disse con gioia e uscì seguito da Maria.

E rimasto solo (strano anche questo!) non pensai alla salute di mio padre, ma, commosso e - posso dirlo - con ogni rispetto filiale, deplorai che una mente simile che mirava a mète alte, non avesse trovata la possibilità di una coltura migliore. Oggi che scrivo, dopo di aver avvicinata l'età raggiunta da mio padre, so con certezza che un uomo può avere il sentimento di una propria altissima intelligenza che non dia altro segno di sé fuori di quel suo forte sentimento. Ecco: si dà un forte respiro e si accetta e si ammira tutta la natura com'è e come, immutabile, ci è offerta: con ciò si manifesta la stessa intelligenza che volle la Creazione intera. Da mio padre è certo che nell'ultimo istante lucido della sua vita, il suo sentimento d'intelligenza fu originato da una sua improvvisa ispirazione religiosa, tant'è vero che s'indusse a parlarmene perché io gli avevo raccontato di essermi occupato delle origini del Cristianesimo. Ora però so anche che quel sentimento era il primo sintomo dell'edema cerebrale.

2.1 La Morte di Mio Padre 2.1 Ο θάνατος του πατέρα μου 2.1 The Death of My Father 2.1 La muerte de mi padre 2.1 La mort de mon père 2.1 De dood van mijn vader 2.1 A morte do meu pai

La morte di mio padre The death of my father

Il dottore è partito ed io davvero non so se la biografia di mio padre occorra. The doctor has left and I really don't know if my father's biography is needed. Le médecin est parti et je ne sais vraiment pas si la biographie de mon père est nécessaire. Se descrivessi troppo minuziosamente mio padre, potrebbe risultare che per avere la mia guarigione sarebbe stato necessario di analizzare lui dapprima e si arriverebbe così ad una rinunzia. If I were to describe my father too minutely, it could turn out that in order to have my cure it would have been necessary to analyze him first and thus lead to a renunciation. Si je décris mon père trop minutieusement, il se peut que pour avoir mon rétablissement, il aurait d'abord fallu l'analyser et ainsi conduire à un renoncement. Procedo con coraggio perché so che se mio padre avesse avuto bisogno della stessa cura, ciò sarebbe stato per tutt'altra malattia della mia. I proceed with courage because I know that if my father had needed the same treatment, it would have been for a completely different disease than mine. Je procède avec courage car je sais que si mon père avait eu besoin du même traitement, cela aurait été pour une maladie complètement différente de la mienne. Ad ogni modo, per non perdere tempo, dirò di lui solo quanto possa giovare a ravvivare il ricordo di me stesso. In any case, in order not to waste time, I will only say about him how much he can help to revive the memory of myself. En tout cas, pour ne pas perdre de temps, je dirai seulement de lui combien cela peut aider à raviver la mémoire de moi-même.

«15. 4. 1890 ore 4 ½. Muore mio padre. 1890 4 1/2 hours. My father dies. U.S.». U.S." Per chi non lo sapesse quelle due ultime lettere non significano United States, ma ultima sigaretta. For the uninitiated, those last two letters do not mean United States, but last cigarette. È l'annotazione che trovo su un volume di filosofia positiva dell'Ostwald sul quale pieno di speranza passai varie ore e che mai intesi. It is the annotation that I find on a volume of positive philosophy by Ostwald on which I spent several hours full of hope and which I never understood. C'est la note que je retrouve dans un volume de la philosophie positive d'Ostwald sur lequel j'ai passé plusieurs heures plein d'espoir et que je n'ai jamais compris. Nessuno lo crederebbe, ma ad onta di quella forma, quell'annotazione registra l'avvenimento più importante della mia vita. No one would believe it, but despite that form, that notation records the most important event of my life. Personne ne le croirait, mais malgré cette forme, cette annotation enregistre l'événement le plus important de ma vie.

Mia madre era morta quand'io non avevo ancora quindici anni. My mother had died when I was not yet fifteen. Feci delle poesie per onorarla ciò che mai equivale a piangere e, nel dolore, fui sempre accompagnato dal sentimento che da quel momento doveva iniziarsi per me una vita seria e di lavoro. I wrote poems to honor her, what never amounts to crying and, in my pain, I was always accompanied by the feeling that from that moment a serious life and work should begin for me. J'ai fait des poèmes pour lui rendre hommage ce qui n'équivaut jamais à pleurer et, dans la douleur, j'étais toujours accompagné du sentiment qu'à partir de ce moment une vie sérieuse et professionnelle devait commencer pour moi. Il dolore stesso accennava ad una vita più intensa. The pain itself hinted at a more intense life. La douleur elle-même faisait allusion à une vie plus intense. Poi un sentimento religioso tuttavia vivo attenuò e addolcì la grave sciagura. Puis un sentiment religieux encore vif atténue et adoucit le grave désastre. Mia madre continuava a vivere sebbene distante da me e poteva anche compiacersi dei successi cui andavo preparandomi. My mother continued to live although distant from me and could also be pleased with the successes I was preparing for. Ma mère a continué à vivre bien qu'éloignée de moi et pouvait aussi se réjouir des succès auxquels je me préparais. Una bella comodità! Ricordo esattamente il mio stato di allora. Per la morte di mia madre e la salutare emozione ch'essa m'aveva procurata, tutto da me doveva migliorarsi. Because of my mother's death and the salutary emotion it had procured in me, everything with me had to improve. A cause de la mort de ma mère et de l'émotion salutaire qu'elle m'avait procurée, tout devait s'améliorer de ma part.

Invece la morte di mio padre fu una vera, grande catastrofe. Il paradiso non esisteva più ed io poi, a trent'anni, ero un uomo finito. Anch'io! M'accorsi per la prima volta che la parte più importante e decisiva della mia vita giaceva dietro di me, irrimediabilmente. Il mio dolore non era solo egoistico come potrebbe sembrare da queste parole. Tutt'altro! Io piangevo lui e me, e me solo perché era morto lui. I cried for him and me, and me only because he was dead. Je pleurais lui et moi, et moi juste parce qu'il était mort. Fino ad allora io ero passato di sigaretta in sigaretta e da una facoltà universitaria all'altra, con una fiducia indistruttibile nelle mie capacità. Until then I had passed from cigarette to cigarette and from one university faculty to another, with an indestructible faith in my abilities. Ma io credo che quella fiducia che rendeva tanto dolce la vita, sarebbe continuata magari fino ad oggi, se mio padre non fosse morto. Mais je crois que la confiance qui rendait la vie si douce se serait peut-être maintenue jusqu'à aujourd'hui, si mon père n'était pas mort. Lui morto non c'era più una dimane ove collocare il proposito. When he died, there was no longer a morrow in which to place the resolution. Lui mort, il n'y avait plus de jour où placer le but.

Tante volte, quando ci penso, resto stupito della stranezza per cui questa disperazione di me e del mio avvenire si sia prodotta alla morte di mio padre e non prima. Sono in complesso cose recenti e per ricordare il mio enorme dolore e ogni particolare della sventura non ho certo bisogno di sognare come vogliono i signori dell'analisi. All in all they are recent things and to remember my enormous pain and every detail of my misfortune I certainly don't need to dream as the masters of analysis want. Ricordo tutto, ma non intendo niente. Fino alla sua morte io non vissi per mio padre. Non feci alcuno sforzo per avvicinarmi a lui e, quando si poté farlo senz'offenderlo, lo evitai. Je ne faisais aucun effort pour m'approcher de lui et, quand cela pouvait se faire sans l'offenser, je l'évitais. All'Università tutti lo conoscevano col nomignolo ch'io gli diedi di vecchio Silva manda denari. At the university everyone knew him by the nickname I gave him of old Silva sends money. Ci volle la malattia per legarmi a lui; la malattia che fu subito la morte, perché brevissima e perché il medico lo diede subito per spacciato. Il a fallu la maladie pour me lier à lui ; la maladie qui a immédiatement entraîné la mort, parce qu'elle a été très courte et parce que le médecin l'a immédiatement pris pour mort. Quand'ero a Trieste ci vedevamo sì e no per un'oretta al giorno, al massimo. Quand j'étais à Trieste, nous nous voyions au plus une heure par jour. Mai non fummo tanto e sì a lungo insieme, come nel mio pianto. We have never been together for so long and so much, as in my weeping. Nous n'avons jamais été aussi longtemps et aussi longtemps ensemble que dans mes larmes. Magari l'avessi assistito meglio e pianto meno! Wish I had witnessed it better and cried less! Sarei stato meno malato. J'aurais été moins malade. Era difficile di trovarsi insieme anche perché fra me e lui, intellettualmente non c'era nulla di comune. C'était difficile d'être ensemble aussi parce qu'entre moi et lui, intellectuellement il n'y avait rien en commun. Guardandoci, avevamo ambedue lo stesso sorriso di compatimento, reso in lui più acido da una viva paterna ansietà per il mio avvenire; in me, invece, tutto indulgenza, sicuro com'ero che le sue debolezze oramai erano prive di conseguenze, tant'è vero ch'io le attribuivo in parte all'età. Egli fu il primo a diffidare della mia energia e, - a me sembra, - troppo presto. Il a été le premier à se méfier de mon énergie et - il me semble - trop tôt. Epperò io sospetto, che, pur senza l'appoggio di una convinzione scientifica, egli diffidasse di me anche perché ero stato fatto da lui, ciò che serviva - e qui con fede scientifica sicura - ad aumentare la mia diffidenza per lui. Pourtant je soupçonne que, même sans l'appui d'une conviction scientifique, il se méfiait de moi aussi parce que j'avais été fait par lui, ce qui était nécessaire - et ici avec une foi scientifique sûre - pour augmenter ma méfiance à son égard.

Egli godeva però della fama di commerciante abile, ma io sapevo che i suoi affari da lunghi anni erano diretti dall'Olivi. Nell'incapacità al commercio v'era una somiglianza fra di noi, ma non ve ne erano altre; posso dire che, fra noi due, io rappresentavo la forza e lui la debolezza. Già quello che ho registrato in questi fascicoli prova che in me c'è e c'è sempre stato - forse la mia massima sventura - un impetuoso conato al meglio. Already what I have recorded in these files proves that in me there is and always has been - perhaps my greatest misfortune - an impetuous drive for the better. Déjà ce que j'ai enregistré dans ces dossiers prouve qu'il y a en moi et qu'il y a toujours eu - peut-être mon plus grand malheur - un vomissement impétueux au mieux. Tutti i miei sogni di equilibrio e di forza non possono essere definiti altrimenti. Mio padre non conosceva nulla di tutto ciò. Egli viveva perfettamente d'accordo sul modo come l'avevano fatto ed io devo ritenere ch'egli mai abbia compiuti degli sforzi per migliorarsi. Fumava il giorno intero e, dopo la morte di mamma, quando non dormiva, anche di notte. Beveva anche discretamente; da gentleman, di sera, a cena, tanto da essere sicuro di trovare il sonno pronto non appena posata la testa sul guanciale. Il buvait aussi discrètement ; comme un gentilhomme, le soir, au dîner, si bien qu'il est sûr de trouver le sommeil prêt dès qu'il pose sa tête sur l'oreiller. Ma, secondo lui, il fumo e l'alcool erano dei buoni medicinali.

In quanto concerne le donne, dai parenti appresi che mia madre aveva avuto qualche motivo di gelosia. Anzi pare che la mite donna abbia dovuto intervenire talvolta violentemente per tenere a freno il marito. En effet, il semble que la femme douce ait parfois dû intervenir violemment pour contrôler son mari. Egli si lasciava guidare da lei che amava e rispettava, ma pare ch'essa non sia mai riuscita ad avere da lui la confessione di alcun tradimento, per cui morì nella fede di essersi sbagliata. Il s'est laissé guider par celle qu'il aimait et respectait, mais il semble qu'elle n'ait jamais réussi à avoir de lui l'aveu d'une trahison, alors elle est morte dans la foi qu'elle avait tort. Eppure i buoni parenti raccontano ch'essa ha trovato il marito quasi in flagrante dalla propria sarta. Yet good relatives say that she found her husband almost red-handed by her seamstress. Pourtant, de bons parents disent qu'elle a trouvé son mari presque pris en flagrant délit par sa couturière. Egli si scusò con un accesso di distrazione e con tanta costanza che fu creduto. He apologized with a fit of distraction and with such consistency that it was believed. Non vi fu altra conseguenza che quella che mia madre non andò più da quella sarta e mio padre neppure. Il n'y avait pas d'autre conséquence que que ma mère n'allait plus chez cette couturière et mon père non plus. Io credo che nei suoi panni io avrei finito col confessare, ma che poi non avrei saputo abbandonare la sarta, visto ch'io metto le radici dove mi soffermo. Je crois qu'à sa place j'aurais fini par avouer, mais alors je n'aurais pas pu abandonner la couturière, puisque j'ai mis mes racines là où je m'arrête.

Mio padre sapeva difendere la sua quiete da vero pater familias. L'aveva questa quiete nella sua casa e nell'animo suo. Il avait ce calme dans sa maison et dans son âme. Non leggeva che dei libri insulsi e morali. He read only silly and moral books. Non mica per ipocrisia, ma per la più sincera convinzione: penso ch'egli sentisse vivamente la verità di quelle prediche morali e che la sua coscienza fosse quietata dalla sua adesione sincera alla virtù. Non par hypocrisie, mais par conviction la plus sincère : je pense qu'il ressentait vivement la vérité de ces sermons moraux et que sa conscience était apaisée par son adhésion sincère à la vertu. Adesso che invecchio e m'avvicino al tipo del patriarca, anch'io sento che un'immoralità predicata è più punibile di un'azione immorale. Si arriva all'assassinio per amore o per odio; alla propaganda dell'assassinio solo per malvagità.

Avevamo tanto poco di comune fra di noi, ch'egli mi confessò che una delle persone che più l'inquietavano a questo mondo ero io. Nous avions si peu de points communs entre nous qu'il m'avoua que l'une des personnes qui l'inquiétait le plus au monde, c'était moi. Il mio desiderio di salute m'aveva spinto a studiare il corpo umano. Egli, invece, aveva saputo eliminare dal suo ricordo ogni idea di quella spaventosa macchina. Per lui il cuore non pulsava e non v'era bisogno di ricordare valvole e vene e ricambio per spiegare come il suo organismo viveva. Pour lui, le cœur ne battait pas et il n'était pas nécessaire de se souvenir des valves, des veines et des pièces détachées pour expliquer comment vivait son organisme. Niente movimento perché l'esperienza diceva che quanto si moveva finiva coll'arrestarsi. Aucun mouvement car l'expérience disait que ce qu'il bougeait finissait par s'arrêter. Anche la terra era per lui immobile e solidamente piantata su dei cardini. La terre, aussi, était immobile pour lui et solidement plantée sur des gonds. Naturalmente non lo disse mai, ma soffriva se gli si diceva qualche cosa che a tale concezione non si conformasse. M'interruppe con disgusto un giorno che gli parlai degli antipodi. Il pensiero di quella gente con la testa all'ingiù gli sconvolgeva lo stomaco. La pensée de ces personnes la tête baissée lui fit mal au ventre.

Egli mi rimproverava due altre cose: la mia distrazione e la mia tendenza a ridere delle cose più serie. In fatto di distrazione egli differiva da me per un certo suo libretto in cui notava tutto quello ch'egli voleva ricordare e che rivedeva più volte al giorno. Credeva così di aver vinta la sua malattia e non ne soffriva più. Ainsi, il croyait avoir surmonté sa maladie et n'en souffrir plus. Impose quel libretto anche a me, ma io non vi registrai che qualche ultima sigaretta. Il m'a aussi imposé ce livret, mais je n'ai enregistré que quelques dernières cigarettes.

In quanto al mio disprezzo per le cose serie, io credo ch'egli avesse il difetto di considerare come serie troppe cose di questo mondo. Quant à mon mépris des choses sérieuses, je pense qu'il a eu la faute de considérer trop de choses dans ce monde pour être sérieuses. Eccone un esempio: quando, dopo di essere passato dagli studii di legge a quelli di chimica, io ritornai col suo permesso ai primi, egli mi disse bonariamente: - Resta però assodato che tu sei un pazzo. Voici un exemple : lorsque, après être passé des études de droit aux études de chimie, je suis retourné avec sa permission au premier, il m'a dit gentiment : - Mais il reste clair que tu es fou.

Io non me ne offesi affatto e gli fui tanto grato della sua condiscendenza, che volli premiarlo facendolo ridere. Je n'étais pas du tout vexé et lui étais tellement reconnaissant pour sa condescendance que j'ai voulu le récompenser en le faisant rire. Andai dal dottor Canestrini a farmi esaminare per averne un certificato. La cosa non fu facile perché dovetti sottomettermi perciò a lunghe e minuziose disamine. La chose n'était pas facile car je devais donc me soumettre à des examens longs et minutieux. Ottenutolo, portai trionfalmente quel certificato a mio padre, ma egli non seppe riderne. L'ayant obtenu, j'ai triomphalement apporté ce certificat à mon père, mais il ne pouvait pas en rire. Con accento accorato e con le lacrime agli occhi esclamò: - Ah! Tu sei veramente pazzo!

E questo fu il premio della mia faticosa e innocua commediola. Non me la perdonò mai e perciò mai ne rise. Il ne m'a jamais pardonné et n'en a donc jamais ri. Farsi visitare da un medico per ischerzo? Aller voir un médecin pour une blague ? Far redigere per ischerzo un certificato munito di bolli? Cose da pazzi!

Insomma io, accanto a lui, rappresentavo la forza e talvolta penso che la scomparsa di quella debolezza, che mi elevava, fu sentita da me come una diminuzione. Bref, moi, à côté de lui, je représentais la force et parfois je pense que la disparition de cette faiblesse, qui m'élevait, était ressentie par moi comme une diminution.

Ricordo come la sua debolezza fu provata allorché quella canaglia dell'Olivi lo indusse a fare testamento. All'Olivi premeva quel testamento che doveva mettere i miei affari sotto la sua tutela e pare abbia lavorato a lungo il vecchio per indurlo a quell'opera tanto penosa. Olivi s'intéressait à cette volonté qui était de placer mes affaires sous sa tutelle et il paraît que le vieillard travailla longtemps pour l'amener à ce pénible travail. Finalmente mio padre vi si decise, ma la sua larga faccia serena s'oscurò. Finalement, mon père se décida, mais son visage large et serein s'assombrit. Pensava costantemente alla morte come se con quell'atto avesse avuto un contatto con essa. Il pensait constamment à la mort comme s'il avait pris contact avec elle par cet acte.

Una sera mi domandò: - Tu credi che quando si è morti tutto cessi?

Al mistero della morte io ci penso ogni giorno, ma non ero ancora in grado di dargli le informazioni ch'egli domandava. Per fargli piacere inventai la fede più lieta nel nostro futuro. Pour lui plaire, j'ai inventé la foi la plus heureuse en notre avenir.

— Io credo che sopravviva il piacere, perché il dolore non è più necessario. La dissoluzione potrebbe ricordare il piacere sessuale. Certo sarà accompagnata dal senso della felicità e del riposo visto che la ricomposizione è tanto faticosa. Certes, cela s'accompagnera d'un sentiment de bonheur et de repos tant la recomposition est fatigante. La dissoluzione dovrebb'essere il premio della vita!

Feci un bel fiasco. Si era ancora a tavola dopo cena. Egli, senza rispondere, si levò dalla sedia, vuotò ancora il suo bicchiere e disse:

— Non è questa l'ora di filosofare specialmente con te! - Ce n'est pas le moment de philosopher surtout avec toi !

E uscì. Dispiacente lo seguii e pensai di restare con lui per distoglierlo dai pensieri tristi. M'allontanò dicendomi che gli ricordavo la morte e i suoi piaceri. Il m'a repoussé en me disant que je lui rappelais la mort et ses plaisirs.

Non sapeva dimenticare il testamento finché non me ne aveva data comunicazione. Se ne ricordava ogni qualvolta mi vedeva. Una sera scoppiò: Un soir, il éclata :

— Devo dirti che ho fatto testamento.

Io, per stornarlo dal suo incubo, vinsi subito la sorpresa che mi produsse la sua comunicazione e gli dissi: Pour le détourner de son cauchemar, j'ai tout de suite gagné la surprise que produisait sa communication et je lui ai dit :

— Io non avrò mai questo disturbo perché spero che prima di me muoiano tutti i miei eredi! - Je n'aurai jamais ce trouble car j'espère que tous mes héritiers mourront avant moi !

Egli subito si inquietò del mio riso su una cosa tanto seria e ritrovò tutto il suo desiderio di punirmi. Così gli fu facile di raccontarmi il bel tiro che m'aveva fatto mettendomi sotto la tutela dell'Olivi. Il lui fut donc facile de me parler du joli tour qu'il m'avait fait en me plaçant sous la tutelle d'Olivi.

Devo dirlo: io mi dimostrai un buon ragazzo; rinunziai a fare un'obiezione qualunque pur di strapparlo a quel pensiero che lo faceva soffrire. Je dois dire : je me suis avéré être un bon garçon ; J'ai renoncé à faire la moindre objection pour l'arracher à la pensée qui le faisait souffrir. Dichiarai che qualunque fosse stata la sua ultima volontà io mi vi sarei adattato. J'ai déclaré que quelle que fût sa dernière volonté, je m'y serais adaptée.

— Forse - aggiunsi - io saprò comportarmi in modo che tu ti troverai indotto a cambiare le tue ultime volontà. - Peut-être - ajoutai-je - Je saurai comment me comporter de manière à ce que vous vous retrouviez amené à changer vos dernières volontés.

Ciò gli piacque anche perché vedeva ch'io gli attribuivo una vita lunga, anzi lunghissima. Cela lui plaisait aussi parce qu'il voyait que je lui attribuais une longue vie, voire une très longue. Tuttavia volle da me addirittura un giuramento, che se egli non avesse disposto altrimenti, io non avrei mai tentato di sminuire le facoltà dell'Olivi. However, he even demanded an oath from me, that if he hadn't ordered otherwise, I would never have attempted to diminish Olivi's faculties. Cependant, il a même voulu un serment de ma part, que s'il n'avait pas arrangé autrement, je n'aurais jamais essayé de diminuer les facultés d'Olivi. Io giurai visto ch'egli non volle contentarsi della mia parola d'onore. Fui tanto mite allora, che quando sono torturato dal rimorso di non averlo amato abbastanza prima che morisse, rievoco sempre quella scena. J'étais si doux alors, que quand je suis torturé par le remords de ne pas l'avoir assez aimé avant sa mort, je me souviens toujours de cette scène. Per essere sincero devo dire che la rassegnazione alle sue disposizioni mi fu facile perché in quell'epoca l'idea di essere costretto a non lavorare m'era piuttosto simpatica.

Circa un anno prima della sua morte, io seppi una volta intervenire abbastanza energicamente a vantaggio della sua salute. M'aveva confidato di sentirsi male ed io lo costrinsi di andare da un medico dal quale anche lo accompagnai. Il m'avait confié qu'il se sentait mal et je l'ai forcé à aller chez un médecin, dont je l'ai également accompagné. Costui prescrisse qualche medicinale e ci disse di ritornare da lui qualche settimana dopo. Il nous a prescrit des médicaments et nous a dit de revenir vers lui quelques semaines plus tard. Ma mio padre non volle, dichiarando che odiava i medici quanto i becchini e non prese neppure la medicina prescrittagli perché anch'essa gli ricordava medici e becchini. Restò per un paio di ore senza fumare e per un solo pasto senza vino. Il resta quelques heures sans fumer et pour un seul repas sans vin. Si sentì molto bene quando poté congedarsi dalla cura, e io, vedendolo più lieto, non ci pensai più. Il se sentit très bien lorsqu'il put se retirer du traitement, et moi, le voyant plus heureux, n'y pensai plus.

Poi lo vidi talvolta triste. Puis je l'ai vu parfois triste. Ma mi sarei meravigliato di vederlo lieto, solo e vecchio com'era. Mais j'aurais été étonné de le voir heureux, seul et vieux comme il était.

Una sera della fine di marzo arrivai un po' più tardi del solito a casa. Niente di male: ero caduto nelle mani di un dotto amico che aveva voluto confidarmi certe sue idee sulle origini del Cristianesimo. Era la prima volta che si voleva da me ch'io pensassi a quelle origini, eppure m'adattai alla lunga lezione per compiacere l'amico. C'était la première fois que quelqu'un voulait que je pense à ces origines, pourtant je me suis adapté à la longue leçon pour plaire à mon ami. Piovigginava e faceva freddo. Il pleuvait et faisait froid. Tutto era sgradevole e fosco, compresi i Greci e gli Ebrei di cui il mio amico parlava, ma pure m'adattai a quella sofferenza per ben due ore. Tout était désagréable et triste, y compris les Grecs et les Juifs dont mon ami parlait, mais je me suis quand même adapté à cette souffrance pendant deux bonnes heures. La mia solita debolezza! Ma faiblesse habituelle ! Scommetto che oggi ancora sono tanto incapace di resistenza, che se qualcuno ci si mettesse sul serio potrebbe indurmi a studiare per qualche tempo l'astronomia.

Entrai nel giardino che circonda la nostra villa. A questa si accedeva per una breve strada carrozzabile. On y accédait par une courte route carrossable. Maria, la nostra cameriera, m'aspettava alla finestra e sentendomi avvicinare gridò nell'oscurità:

— È lei, signor Zeno?

Maria era una di quelle fantesche come non se ne trovano più. Maria était l'une de ces servantes comme on n'en a plus. Era da noi da una quindicina d'anni. Metteva mensilmente alla Cassa di Risparmio una parte della sua paga per i suoi vecchi anni, risparmi che però non le servirono perché essa morì in casa nostra poco dopo il mio matrimonio sempre lavorando. Elle versait mensuellement une partie de son salaire pour ses vieilles années à la Caisse d'épargne, épargne qui, cependant, ne l'a pas aidée car elle est décédée dans notre maison peu après mon mariage, travaillant toujours.

Essa mi raccontò che mio padre era ritornato a casa da qualche ora, ma che aveva voluto attendermi a cena. Allorché essa aveva insistito perché egli intanto mangiasse, era stata mandata via con modi poco gentili. Lorsqu'elle avait insisté pour qu'il mange entre-temps, elle avait été renvoyée de manière méchante. Poi egli aveva domandato di me parecchie volte, inquieto e ansioso. Puis il m'avait demandé à plusieurs reprises, agité et anxieux. Maria mi fece intendere che pensava che mio padre non si sentisse bene. Gli attribuiva una difficoltà di parola e il respiro mozzo. Elle lui attribua une difficulté à parler et un essoufflement. Debbo dire ch'essendo sempre sola con lui, essa spesso s'era fitto in testa il pensiero ch'egli fosse malato. Aveva poche cose da osservare la povera donna nella casa solitaria e - dopo l'esperienza fatta con mia madre - essa s'aspettava che tutti avessero da morire prima di lei. La pauvre femme de la maison isolée avait peu de choses à observer et - après son expérience avec ma mère - elle s'attendait à ce que tout le monde meure avant elle.

Corsi alla camera da pranzo con una certa curiosità e non ancora impensierito. J'ai couru à la salle à manger avec une certaine curiosité et pas encore inquiète. Mio padre si levò subito dal sofà su cui giaceva e m'accolse con una grande gioia che non seppe commovermi perché vi scorsi prima di tutto l'espressione di un rimprovero. Mon père s'est immédiatement levé du canapé sur lequel il était allongé et m'a accueilli avec une grande joie qu'il n'a pas su m'émouvoir car j'y ai vu tout d'abord l'expression d'un reproche. Ma intanto bastò a tranquillarmi perché la gioia mi parve un segno di salute. Mais en attendant cela suffisait à me rassurer car la joie me paraissait un signe de santé. Non scorsi in lui traccia di quel balbettamento e respiro mozzo di cui aveva parlato Maria. Ma, invece di rimproverarmi, egli si scusò d'essere stato caparbio. Mais au lieu de me gronder, il s'est excusé d'être têtu.

— Che vuoi farci? - mi disse bonariamente. - Siamo noi due soli a questo mondo e volevo vederti prima di coricarmi.

Magari mi fossi comportato con semplicità e avessi preso fra le mie braccia il mio caro babbo divenuto per malattia tanto mite e affettuoso! Invece cominciai a fare freddamente una diagnosi: Il vecchio Silva si era tanto mitigato? Che fosse malato? Lo guardai sospettosamente e non trovai di meglio che di fargli un rimprovero:

— Ma perché hai atteso finora per mangiare? Potevi mangiare, eppoi attendermi!

Egli rise assai giovanilmente: Il a ri très jeune :

— Si mangia meglio in due. - Tu manges mieux en deux.

Poteva questa lietezza essere anche il segno di un buon appetito: io mi tranquillai e mi misi a mangiare. Con le sue ciabatte di casa, con passo malfermo, egli s'accostò al desco e occupò il suo posto solito. Poi stette a guardarmi come mangiavo, mentre lui, dopo un paio di cucchiaiate scarse, non prese altro cibo e allontanò anche da sé il piatto che gli ripugnava. Puis il me regarda pendant que je mangeais, tandis que lui, après quelques cuillerées, ne prenait plus de nourriture et repoussait même le plat qui le rebutait. Ma il sorriso persisteva sulla sua vecchia faccia. Soltanto mi ricordo, come se si trattasse di cosa avvenuta ieri, che un paio di volte ch'io lo guardai negli occhi, egli stornò il suo sguardo dal mio. Je me souviens juste, comme si c'était ce qui s'était passé hier, qu'à quelques reprises, lorsque je l'ai regardé dans les yeux, il a détourné son regard du mien. Si dice che ciò è un segno di falsità, mentre io ora so ch'è un segno di malattia. On dit que c'est un signe de contre-vérité, alors que je sais maintenant que c'est un signe de maladie. L'animale malato non lascia guardare nei pertugi pei quali si potrebbe scorgere la malattia, la debolezza. L'animal malade ne laisse pas regarder dans les trous par lesquels on pourrait voir la maladie, la faiblesse.

Egli aspettava sempre di sentire come io avessi impiegato quelle tante ore in cui egli m'aveva atteso. E vedendo che ci teneva tanto, cessai per un istante di mangiare e gli dissi secco, secco, ch'io fino a quell'ora avevo discusse le origini del Cristianesimo. Et voyant qu'il tenait tellement à lui, j'ai arrêté de manger un instant et lui ai dit sèchement, sèchement, que jusqu'à cette heure-là, j'avais discuté des origines du christianisme.

Mi guardò dubbioso e perplesso:

— Anche tu, ora, pensi alla religione?

Era evidente che gli avrei dato una grande consolazione se avessi accettato di pensarci con lui. Invece io, che finché mio padre era vivo mi sentivo combattivo (e poi non più) risposi con una di quelle solite frasi che si sentono tutti i giorni nei caffè situati presso le Università:

— Per me la religione non è altro che un fenomeno qualunque che bisogna studiare.

— Fenomeno? - fece lui sconcertato. Cercò una pronta risposta e aperse la bocca per darla. Il chercha une réponse rapide et ouvrit la bouche pour la donner. Poi esitò e guardò il secondo piatto, che giusto allora Maria gli offerse e ch'egli non toccò. Puis il hésita et regarda le deuxième plat que Maria lui offrit à ce moment-là et qu'il ne toucha pas. Quindi per tapparsi meglio la bocca, vi ficcò un mozzicone di sigaro che accese e che lasciò subito spegnere. Alors pour mieux se couvrir la bouche, il y fourra un mégot de cigare, qu'il alluma et le laissa s'éteindre aussitôt. S'era così concessa una sosta per riflettere tranquillamente. Per un istante mi guardò risoluto:

— Tu non vorrai ridere della religione?

Io, da quel perfetto studente scioperato che sono sempre stato, con la bocca piena, risposi: Moi, de ce parfait élève frappé que j'ai toujours été, la bouche pleine, répondis :

— Ma che ridere! Io studio! J'étudie!

Egli tacque e guardò lungamente il mozzicone di sigaro che aveva deposto su un piatto. Il se tut et regarda longuement le mégot de cigare qu'il avait posé sur une assiette. Capisco ora perché egli mi avesse detto ciò. Capisco ora tutto quello che passò per quella mente già torbida, e sono sorpreso di non averne capito nulla allora. Je comprends maintenant tout ce qui a traversé cet esprit déjà troublé, et je m'étonne de n'avoir rien compris à l'époque. Credo che allora nel mio animo mancasse l'affetto che fa intendere tante cose. Poi mi fu tanto facile! Egli evitava di affrontare il mio scetticismo: una lotta troppo difficile per lui in quel momento; ma riteneva di poter attaccarlo mitemente di fianco come conveniva ad un malato. Il évitait d'affronter mon scepticisme : un combat trop difficile pour lui pour le moment ; mais il croyait pouvoir l'attaquer doucement de côté comme il sied à un malade. Ricordo che quando parlò, il suo respiro mozzava e ritardava la sua parola. Je me souviens que lorsqu'il parlait, son souffle se coupait et retardait sa parole. È una grande fatica prepararsi ad un combattimento. Ma pensavo ch'egli non si sarebbe rassegnato di coricarsi senza darmi il fatto mio e mi preparai a discussioni che poi non vennero. Mais j'ai pensé qu'il ne se serait pas résigné à se coucher sans me donner mes affaires et je me suis préparé à des discussions qui n'ont pas ensuite eu lieu.

— Io - disse, sempre guardando il suo mozzicone di sigaro oramai spento, - sento come la mia esperienza e la scienza mia della vita sono grandi. - Je - dit-il, regardant toujours son mégot de cigare maintenant éteint - - Je sens combien mon expérience et ma science de la vie sont grandes. Non si vivono inutilmente tanti anni. Io so molte cose e purtroppo non so insegnartele tutte come vorrei. Oh, quanto lo vorrei! Vedo dentro nelle cose, e anche vedo quello ch'è giusto e vero e anche quello che non lo è. Je vois à l'intérieur des choses, et je vois aussi ce qui est juste et vrai et aussi ce qui ne l'est pas.

Non c'era da discutere. Borbottai poco convinto e sempre mangiando: J'ai marmonné sans être convaincu et toujours en train de manger :

— Sì! Papà!

Non volevo offenderlo.

— Peccato che sei venuto tanto tardi. Prima ero meno stanco e avrei saputo dirti molte cose.

Pensai che volesse ancora seccarmi perché ero venuto tardi e gli proposi di lasciare quella discussione per il giorno dopo. Je pensais qu'il voulait toujours m'embêter parce que j'étais en retard et je lui ai suggéré de laisser cette discussion pour le lendemain.

— Non si tratta di una discussione - rispose egli trasognato - ma di tutt'altra cosa. - Il ne s'agit pas d'une discussion - répondit-il rêveusement - mais de tout autre chose. Una cosa che non si può discutere e che saprai anche tu non appena te l'avrò detta. Quelque chose dont on ne peut pas discuter et que vous aussi vous saurez dès que je vous l'aurai dit. Ma il difficile è dirla!

Qui ebbi un dubbio:

— Non ti senti bene?

— Non posso dire di star male, ma sono molto stanco e vado subito a dormire.

Suonò il campanello e nello stesso tempo chiamò Maria con la voce. Quand'essa venne, egli domandò se nella sua stanza tutto era pronto. Quand elle est venue, il a demandé si tout était prêt dans sa chambre. S'avviò poi subito strascicando le ciabatte al suolo. Il s'est alors immédiatement mis en route, traînant ses pantoufles par terre. Giunto accanto a me, chinò la testa per offrirmi la sua guancia al bacio di ogni sera.

Vedendolo moversi così malsicuro, ebbi di nuovo il dubbio che stesse male e glielo domandai. En le voyant bouger si peu sûr, j'ai encore douté qu'il soit malade et je lui ai demandé. Ripetemmo ambedue più volte le stesse parole ed egli mi confermò ch'era stanco ma non malato. Nous avons tous les deux répété les mêmes mots plusieurs fois et il a confirmé qu'il était fatigué mais pas malade. Poi soggiunse: Puis il ajouta :

— Adesso penserò alle parole che ti dirò domani. - Maintenant je vais réfléchir aux mots que je te dirai demain. Vedrai come ti convinceranno.

— Papà - dichiarai io commosso - ti sentirò volentieri. - Papa - J'ai déclaré ému - J'aurai volontiers de vos nouvelles.

Vedendomi tanto disposto a sottomettermi alla sua esperienza, egli esitò di lasciarmi: bisognava pur approfittare di un momento tanto favorevole! Seeing me so willing to submit to his experience, he hesitated to leave me: it was necessary to take advantage of such a favorable moment! Si passò la mano sulla fronte e sedette sulla sedia sulla quale s'era appoggiato per porgermi la sua guancia al bacio. Il passa sa main sur son front et s'assit sur la chaise sur laquelle il s'était appuyé pour m'offrir sa joue à embrasser. Ansava leggermente. Il haletait légèrement.

— Curioso! - disse. - Non so dirti nulla, proprio nulla.

Guardò intorno a sé come se avesse cercato di fuori quello che nel suo interno non arrivava ad afferrare. Il regarda autour de lui comme s'il avait cherché à l'extérieur ce qu'il ne pouvait saisir à l'intérieur.

— Eppure so tante cose, anzi tutte le cose io so. Dev'essere l'effetto della mia grande esperienza.

Non soffriva tanto di non saper esprimersi perché sorrise alla propria forza, alla propria grandezza. Il ne souffrait pas tant de ne pas savoir s'exprimer car il souriait de sa force, de sa grandeur.

Io non so perché non abbia chiamato subito il dottore. Invece debbo confessarlo con dolore e rimorso: considerai le parole di mio padre come dettate da una presunzione ch'io credevo di aver più volte constatata in lui. Au lieu de cela, je dois l'avouer avec douleur et remords : je considérais les paroles de mon père comme dictées par une présomption que je pensais avoir maintes fois notée en lui. Non poteva però sfuggirmi l'evidenza della sua debolezza e solo perciò non discussi. Cependant, l'évidence de sa faiblesse ne pouvait m'échapper et c'est pourquoi je n'en ai pas discuté. Mi piaceva di vederlo felice nella sua illusione di essere tanto forte quand'era invece debolissimo. Ero poi lusingato dall'affetto che mi dimostrava manifestando il desiderio di consegnarmi la scienza di cui si credeva possessore, per quanto fossi convinto di non poter apprendere niente da lui. Je fus alors flatté de l'affection qu'il me témoignait en manifestant le désir de me remettre la science dont il se croyait propriétaire, alors même que j'étais persuadée de ne rien pouvoir apprendre de lui. E per lusingarlo e dargli pace gli raccontai che non doveva sforzarsi per trovare subito le parole che gli mancavano, perché in frangenti simili i più alti scienziati mettevano le cose troppo complicate in deposito in qualche cantuccio del cervello perché si semplificassero da sé. Et pour le flatter et lui donner la paix, je lui ai dit qu'il n'avait pas à s'efforcer de trouver immédiatement les mots qui lui manquaient, car dans de telles situations, les plus hauts scientifiques rangeaient des choses trop compliquées dans un coin du cerveau pour qu'ils puissent se simplifier.

Egli rispose:

— Quello ch'io cerco non è complicato affatto. - Ce que je recherche n'est pas compliqué du tout. Si tratta anzi di trovare una parola, una sola e la troverò! En effet, il s'agit de trouver un mot, un seul et je le trouverai ! Ma non questa notte perché farò tutto un sonno, senza il più piccolo pensiero. Mais pas ce soir car je vais faire tout un sommeil, sans la moindre pensée.

Tuttavia non si levò dalla sedia. Esitante e scrutando per un istante il mio viso, mi disse: Hésitant et scrutant un instant mon visage, il me dit :

— Ho paura che non saprò dire a te quello che penso, solo perché tu hai l'abitudine di ridere di tutto. - J'ai peur de ne pas pouvoir te dire ce que je pense, juste parce que tu as l'habitude de rire de tout.

Mi sorrise come se avesse voluto pregarmi di non risentirmi per le sue parole, si alzò dalla sedia e mi offerse per la seconda volta la sua guancia. Il me sourit comme s'il voulait me supplier de ne pas en vouloir à ses paroles, se leva de sa chaise et m'offrit sa joue pour la deuxième fois. Io rinunziai a discutere e convincerlo che a questo mondo v'erano molte cose di cui si poteva e doveva ridere e volli rassicurarlo con un forte abbraccio. Il mio gesto fu forse troppo forte, perché egli si svincolò da me più affannato di prima, ma certo fu da lui inteso il mio affetto, perché mi salutò amichevolmente con la mano. My gesture was perhaps too strong, for he disengaged from me more harried than before, but certainly my affection was understood by him, for he greeted me amicably with his hand. Mon geste était peut-être trop fort, car il se dégageait de moi plus essoufflé qu'avant, mais mon affection était certainement comprise par lui, car il me salua amicalement de la main.

— Andiamo a letto! - disse con gioia e uscì seguito da Maria.

E rimasto solo (strano anche questo!) Il est resté seul (étrange aussi !) non pensai alla salute di mio padre, ma, commosso e - posso dirlo - con ogni rispetto filiale, deplorai che una mente simile che mirava a mète alte, non avesse trovata la possibilità di una coltura migliore. did not think of my father's health, but, moved and - I may say - with all filial respect, regretted that such a mind aiming at lofty goals had not found the possibility of a better culture. Je ne pensais pas à la santé de mon père, mais, ému et - je peux le dire - avec tout le respect filial, je déplorais qu'un tel esprit visant de hauts objectifs, n'ait pas trouvé la possibilité d'une meilleure culture. Oggi che scrivo, dopo di aver avvicinata l'età raggiunta da mio padre, so con certezza che un uomo può avere il sentimento di una propria altissima intelligenza che non dia altro segno di sé fuori di quel suo forte sentimento. Aujourd'hui que j'écris, après avoir approché l'âge atteint par mon père, je sais avec certitude qu'un homme peut avoir le sentiment de sa propre intelligence très élevée qui ne donne d'autre signe de lui-même que ce sentiment fort qui est le sien. Ecco: si dà un forte respiro e si accetta e si ammira tutta la natura com'è e come, immutabile, ci è offerta: con ciò si manifesta la stessa intelligenza che volle la Creazione intera. Ici : on respire profondément et on accepte et admire toute la nature telle qu'elle est et comment, immuable, elle s'offre à nous : avec elle se manifeste la même intelligence que toute la Création a voulue. Da mio padre è certo che nell'ultimo istante lucido della sua vita, il suo sentimento d'intelligenza fu originato da una sua improvvisa ispirazione religiosa, tant'è vero che s'indusse a parlarmene perché io gli avevo raccontato di essermi occupato delle origini del Cristianesimo. De mon père il est certain que dans le dernier moment lucide de sa vie, son sentiment d'intelligence est né d'une inspiration religieuse soudaine de sa part, à tel point qu'il l'a poussé à m'en parler parce que je lui avais dit que j'avais traite des origines du christianisme. Ora però so anche che quel sentimento era il primo sintomo dell'edema cerebrale.