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GALATEA, romanzo di Anton Giulio Barrili, Capitolo 01 GALATEA, romanzo di Anton Giulio Barrili

Capitolo 01 GALATEA, romanzo di Anton Giulio Barrili

Rinaldo a Filippo. Corsenna, 7 luglio 18…

Notizie mie?

Eccole. Son venuto qua, come sai, per dar pace a questi poveri nervi; e ci lavoro alacremente, chiudendomi nell'inerzia più fitta. Bada, io non so quanto sia vero che ai giorni nostri i nervi si sciupino più di prima, nella gran varietà e nella troppa intensità delle sensazioni: ma è certo che oggi come prima lo strapazzo nuoce ad ogni organismo, e certissimo poi che il tuo vecchio amico aveva bisogno di questo riposo; tanto gli pare d'esser tuttavia sfiaccolato. Pure non faccio nulla, assolutamente nulla; questa lettera, che viene un po' tardi in risposta al tuo cortese biglietto, è la prima fatica dopo un mese di quiete. Già, non potrei far nulla, anche volendo. Non sento più; e se, come dice il filosofo, niente può essere nell'intelletto che non sia stato prima nel senso, io posso stimarmi finito, e metter magari l'appigionasi in fronte, come sulla facciata d'una casa vuota. Che bella cosa, dopo tutto, non sentir nulla; esser libero e netto d'ogni cura del mondo circostante; udendo senza commuoversi, vedendo senza partecipare, vivendo la vita dello specchio, che riflette tranquillamente ogni cosa e sorride! Ma sì, un po' d'ironia nel fondo ce la dovrebbe avere anche lui; per virtù, non foss'altro, degl'ingredienti che lo rendono opaco. Quel po' d'ironia non è finalmente la meno feroce delle nostre vendette? e il genere umano, salva sempre la immagine del suo creatore, non meriterebbe di peggio? "Ama il prossimo tuo come te stesso" è alla fin fine il comando del principale: ed egli sa bene che io non amo me stesso.

Frattanto, come è vero che quello è il mio prossimo! Io l'ho sempre sentito dal premere che mi faceva d'attorno, pari ai gomiti di quattro o cinque vicini nella calca dove ci ha ficcati il nostro mal genio, in un quarto d'ora di sciocca curiosità. E il mondo è una calca, una moltitudine, una ressa di forze invisibili, che d'ogni parte lavorano su te, per prenderti il posto che occupi, per non lasciarti occupare il posto che desideri, fosse pure un posto d'usciere. Si tira a tutto, e con la stessa arte da tutti; qualunque sia il grado, o l'educazione, è sempre guerra sorda di agguati, d'insidie, di tradimenti. Ognuno l'ha con te: più sei forte, o più ti credono tale, più si affannano a soverchiarti, a tirarti giù, a darti il gambetto. Gl'interessi che non hai offesi fischiano da tutti i pruneti, si avventano da tutte le macchie; nessun briccone è più appostato di te dagli onest'uomini in caccia. Se tu provassi a morire! oh, allora, lodato il cielo, una buona rifiatata di mille petti, che si diffonderebbe dalla tua città, come un soffio di primavera, a tutti i punti del "bello italo regno." Vivo, non avevi scritto altro che birbonate; morto te, erano tutte maravigile. Ti gabellavano per un asino? eccoti diventato un cigno; l'ultima tua ode era degna di Pindaro. Prova a morire, e vedrai; ti faranno un funerale di prima classe, e tutta una cittadinanza "dipinta di cordoglio" farà spalliera al cortèo, mentre tu, felice grand'uomo, traballerai nel tuo carro sotto una montagna di corone, che più non ebbe scudi addosso la vergine Tarpeia, in premio del Campidoglio aperto ai Sabini. Quanto a me, senti: ho già fatto testamento, e scritto in chiarissima forma: "Non voglio discorsi, nè marce funebri; nè bugie, nè stuonature. Voglio andare al mio ripostiglio di nottetempo; con due amici, se tanti me ne saranno rimasti, i quali si prenderanno cura di vigilare che le mie ossa vadano proprio al luogo assegnato, e un altro morto non mi rubi la fossa." Con questo prossimo benedetto, non si sa mai quel che possa succedere. Idee nere, dirai.

Ma io, se rammenti, le ho sempre avute. A certe cose bisogna pensarci in tempo, per non esser poi colti alla sprovveduta. Quella gran diavola della falce è così capricciosa! Già, donna anche lei; ed io non voglio esser più corbellato. Errori, ne ho commessi molti, fin troppi, cercando l'introvabile. Povere donne, del resto! Ossequiate, lusingate, insidiate, ti amano per vanità: molte, se sei ricco, sentono il bisogno di entrare nella tua casa; nessuna il desiderio di penetrare nell'anima tua. Ed è strano contrasto; perchè noi uomini, chi più chi meno, avremmo tutti la curiosità di penetrare nell'anima loro, anche a costo di non trovarci niente. Così l'amore, rinunziando al piacere dell'indagine psicologica, si riduce necessariamente ad uno scherzo, ad un grazioso errore commesso qualche volta per ardore di temperamento, più spesso per follia d'imitazione. Ah, il mondo non è più dei sensitivi. Si fanno tante cose per consuetudine, per vezzo, per moda, non ritrovandoci più il senso arcano dei loro principii; esempio l'andare in campagna, un piacere estivo, che si compra senza gustarlo, senza intenderlo, trasformandolo secondo l'uso della città. Dov'è strada piana, gli uomini portano la bicicletta; dov'è lago, il sandolino; da per tutto il lawn-tennis. In fin dè conti, meglio così; la campagna è tutta per me. Sono miei i folti castagni del bosco; miei gli olmi e i salici, i fràssini e gli ontàni del fiumo; mia la borraccina delle balze, donde si levano gli argentei pennacchi dei cardi, rilucenti ad una spera di sole. Questa campagna è bella, quantunque senza carattere.

Salvator Rosa ci perderebbe l'ispirazione tormentata e robusta, Claudio Lorenese la sua placida e larga vena poetica. Non ci sono dirupi minacciosi, non classiche aperture d'orizzonti lontani. Così niente fa pensare, tutto fa vegetare; ottima cosa per me, che non ho più fantasia. Dov'è andata a finire? Sicuramente, l'ho fatta correr troppo. L'uomo ha le sue quaranta libbre di sangue e le sue quattr'once d'ideale: se egli sa farne un uso discreto, bene; se no, addio roba. Io non iscrivo più una riga. Il mio Don Giovanni dorme. Buon poema, che voleva esprimer la vita veduta, collegandola coll'invisibile sentito! Non lo intendo più; ne rigiro per ogni verso la tela, e non ci trovo il vivagno; vedo il contorno e mi sfugge la linea, l'idea madre, che mi pareva già tanto chiara, originale e profonda. Sono una rovina, e brutta, che per le rovine è il peggio. C'è qui, sulla fine di un campo, lungo la strada maestra, una casupola ad uscio e tetto, ma coll'uscio sfondato e il tetto crollato. Corse un giorno la voce che là dentro si fosse veduta la Madonna; e non mancava la ragazzina innocente per dar fede al miracolo. Ma che vuoi? il miracolo non ha potuto attecchire, come attecchivano le ortiche, in quel cumulo di macerie così poco romantiche. Poesia, voleva essere; e qui non c'è poesia. Tanto meglio per me.

Questa vita vegetativa mi conviene benissimo. Leggo poco; a mala pena giornali, e nei giornali solamente i telegrammi, per tenermi in comunione di noie con l'Europa. Gli eventi politici son grigi, come il mio spirito, e mi fanno dormire. Ma che follia, nel dormire! Sogno ancora qualche volta, vedendo la bella inglesina. Te ne rammenti, dell'inglesina dei miei sogni d'adolescente, che soleva ritornare a punti di luna nei miei sogni di giovinetto? C'era, obbligata in chiave, la strada polverosa, bianca, abbagliante, sotto la sferza del sol di giugno; la grossa berlina a tre cavalli, coi bauli dietro e il postiglione alto a cassetta; lei, l'inglesina, accanto al suo babbo, vecchio muso di cartapecora, miniato liberalmente di rosso tra due fedinoni grigi, ma sempre mezzo nascosto nell'ombra, dall altra parte della carrozza, per comodo della mia prospettiva amorosa; mentre lei, dolce creatura bionda, si vedeva tutta quanta allo sportello, intesa a ricambiare d'uno sguardo pietoso il mio gesto e il mio grido di supplicante. Cara inglesina del sogno ricorrente! Tu raffiguravi il divino ideale, che passa sempre a galoppo, che se ne va inesorabilmente, dileguandosi nel polverìo della strada battuta. Che ideale, poi!

Se, col permesso del babbo, l'inglesina ci pigliasse in parola, e in carrozza, poveri a noi!—How do you do?—Very well, Sir; we have never been better.—How do you like Italy?—Very much indeed: do you like sandwiches, Sir?—I like them very much.—And roastbeef?—It is delicious, but I should prefer a veal-cutlet.— Che orrori!


Capitolo 01 GALATEA, romanzo di Anton Giulio Barrili 第01章ガラテア、アントン・ジュリオ・バリリの小説

Rinaldo a Filippo. Rinaldo to Filippo. Rinaldo Filippóhoz. リナルドからフィリッポへ。 Corsenna, 7 luglio 18… Corsenna, 7 July 18 ... コルセナ、7月7日18..。 Corsenna, 7. juli 18. ...

Notizie mie? My news? 私のニュース? Mine nyheter?

Eccole. どうぞ。 Her er de. Son venuto qua, come sai, per dar pace a questi poveri nervi; e ci lavoro alacremente, chiudendomi nell’inerzia più fitta. I came here, as you know, to give peace to these poor nerves; and I work hard at it, closing myself in the thickest inertia. Azért jöttem ide, mint tudjátok, hogy békét adjak ezeknek a szegény idegeknek; és keményen dolgozom rajta, bezárva magam a legsűrűbb tehetetlenségben. ご存知のように、私はこれらの貧しい神経に平和を与えるためにここに来ました。そして私はそれに一生懸命取り組み、最も密な慣性で自分自身を閉じます。 Jeg kom hit, som du vet, for å gi fred til disse stakkars nervene; og jeg jobber hardt med det, lukker meg i den tetteste treghet. Bada, io non so quanto sia vero che ai giorni nostri i nervi si sciupino più di prima, nella gran varietà e nella troppa intensità delle sensazioni: ma è certo che oggi come prima lo strapazzo nuoce ad ogni organismo, e certissimo poi che il tuo vecchio amico aveva bisogno di questo riposo; tanto gli pare d’esser tuttavia sfiaccolato. Mind you, I don't know how true it is that nowadays the nerves get spoiled more than before, in the great variety and too much intensity of the sensations: but it is certain that today, as before, the strain harms every organism, and certainly then your old friend needed this rest; so it seems to him that he is nonetheless flustered. Figyelem, nem tudom, mennyire igaz, hogy manapság az idegek a korábbiaknál nagyobb mértékben károsodnak, az érzések nagy változatosságában és túlzott intenzitásában: de az biztos, hogy ma is, mint korábban, a megterhelés minden szervezetet károsít, és nagyon biztos abban, hogy régi barátjának szüksége van erre a pihenésre; azonban úgy tűnik számára, hogy megkopott. Husk deg, jeg vet ikke hvor sant det er at nervene i dag er bortkastet mer enn før, i den store variasjonen og i overdreven intensitet av følelsene: men det er sikkert at utmattelsen i dag, som før, skader enhver organisme, og veldig sikkert da at din gamle venn trengte denne hvilen; imidlertid ser det ut til at han er flosset. Pure non faccio nulla, assolutamente nulla; questa lettera, che viene un po' tardi in risposta al tuo cortese biglietto, è la prima fatica dopo un mese di quiete. Yet I do nothing, absolutely nothing; this letter, which comes a little late in response to your kind ticket, is the first effort after a month of quiet. Mégsem csinálok semmit, semmit; ez a levél, amely kissé későn érkezik válaszul kedves jegyzetére, az első erőfeszítés egy hónapos csend után. Già, non potrei far nulla, anche volendo. Yes, I could not do anything, even if I wanted to. Igen, nem is tehettem semmit, még ha akartam is. Non sento più; e se, come dice il filosofo, niente può essere nell’intelletto che non sia stato prima nel senso, io posso stimarmi finito, e metter magari l’appigionasi in fronte, come sulla facciata d’una casa vuota. I don't hear anymore; and if, as the philosopher says, nothing can be in the intellect that was not previously in the sense, I can consider myself finite, and perhaps place it in the forehead, as on the facade of an empty house. Már nem hallok; és ha, mint a filozófus mondja, semmi nem lehet abban az értelemben, ami korábban nem volt abban az értelemben, akkor végesnek tekinthetem magam, és talán a homlokára helyezhetem, mint egy üres ház homlokzatára. Che bella cosa, dopo tutto, non sentir nulla; esser libero e netto d’ogni cura del mondo circostante; udendo senza commuoversi, vedendo senza partecipare, vivendo la vita dello specchio, che riflette tranquillamente ogni cosa e sorride! What a beautiful thing, after all, to hear nothing; to be free and clear of any care of the surrounding world; hearing without being moved, seeing without participating, living the life of the mirror, which calmly reflects everything and smiles! Végül is milyen szép dolog semmit sem hallani; szabadnak lenni és mentesnek lenni a környező világ minden gondjától; hallás mozgás nélkül, látás részvétel nélkül, a tükör életének élése, amely mindent nyugodtan tükröz és mosolyog! 毕竟,什么也听不见是多么美妙的事情;摆脱对周围世界的任何关心;听而不动,看而不参与,过着镜子般的生活,平静地映照着一切,微笑着! Ma sì, un po' d’ironia nel fondo ce la dovrebbe avere anche lui; per virtù, non foss’altro, degl’ingredienti che lo rendono opaco. But yes, he should have a bit of irony at the bottom too; by virtue, if nothing else, of the ingredients that make it opaque. De igen, neki is kellene egy kis irónia az alján; az átlátszatlanná tevő összetevők révén, ha más nem. Quel po' d’ironia non è finalmente la meno feroce delle nostre vendette? Isn't that bit of irony finally the least ferocious of our revenge? Ez a kis irónia nem a legkevésbé bosszúja? e il genere umano, salva sempre la immagine del suo creatore, non meriterebbe di peggio? and the human race, always saving the image of its creator, would not deserve worse? és az emberi faj, mindig megmentve alkotójának képét, nem érdemelne ennél rosszabbat? "Ama il prossimo tuo come te stesso" è alla fin fine il comando del principale: ed egli sa bene che io non amo me stesso. "Love your neighbor as yourself" is ultimately the boss's command: and he knows well that I don't love myself. A "szeresd felebarátodat, mint önmagadat" végül is a főnök parancsolata: és jól tudja, hogy nem szeretem magam.

Frattanto, come è vero che quello è il mio prossimo! Meanwhile, how true it is that that is my neighbor! Közben mennyire igaz, hogy ez a szomszédom! Io l’ho sempre sentito dal premere che mi faceva d’attorno, pari ai gomiti di quattro o cinque vicini nella calca dove ci ha ficcati il nostro mal genio, in un quarto d’ora di sciocca curiosità. I always felt it from the pressure he made around me, like the elbows of four or five neighbors in the crowd where our ill genius has stuck us, in a quarter of an hour of silly curiosity. Mindig úgy éreztem, hogy nyomást gyakorolt körülöttem, mint négy-öt szomszéd könyöke a tömegben, ahol beteg zsenialitásunk elakasztott minket, egy negyedórás ostoba kíváncsiságban. E il mondo è una calca, una moltitudine, una ressa di forze invisibili, che d’ogni parte lavorano su te, per prenderti il posto che occupi, per non lasciarti occupare il posto che desideri, fosse pure un posto d’usciere. And the world is a throng, a multitude, a crush of invisible forces, which work on you from all sides, to take the place you occupy, not to let you occupy the place you wish, even if it were a post of usher. A világ pedig tömeg, láthatatlan erők összezúzódása, összezúzódása, amelyek minden oldalról rajtad működnek, hogy elfoglalják azt a helyet, amelyet elfoglalsz, és ne hagyd, hogy elfoglalja azt a helyet, amelyet szeretnél, még akkor is, ha az ajtónálló lenne. Si tira a tutto, e con la stessa arte da tutti; qualunque sia il grado, o l’educazione, è sempre guerra sorda di agguati, d’insidie, di tradimenti. You pull at everything, and with the same art by everyone; whatever the degree, or the education, it is always a deaf war of ambushes, of snares, of betrayals. Ön mindent megragad, és mindenki ugyanazzal a művészettel; függetlenül a végzettségtől vagy az iskolai végzettségtől, ez mindig a lesek, a csapdák és az árulások unalmas háborúja. Ognuno l’ha con te: più sei forte, o più ti credono tale, più si affannano a soverchiarti, a tirarti giù, a darti il gambetto. Everyone has it with you: the stronger you are, or the more they think you are, the more they struggle to overwhelm you, to pull you down, to give you the gambit. Mindenkinek magánál van: minél erősebb vagy annál inkább gondolkodnak, annál inkább megpróbálnak elárasztani, lehúzni, megadni a gambitot. Gl’interessi che non hai offesi fischiano da tutti i pruneti, si avventano da tutte le macchie; nessun briccone è più appostato di te dagli onest’uomini in caccia. The interests that you have not offended whistle from all the thorn trees, rush from all the stains; no rascal is more stationed by honest men on the hunt than you. Azok az érdekek, amelyeket nem sértett meg, az összes tövisfáról fütyül, rohan az összes foltról; egyetlen gazembert sem helyeznek el a vadászatban becsületes emberek, mint te. Se tu provassi a morire! Ha megpróbáltál meghalni! oh, allora, lodato il cielo, una buona rifiatata di mille petti, che si diffonderebbe dalla tua città, come un soffio di primavera, a tutti i punti del "bello italo regno." oh, then, praised the sky, a good breath of a thousand breasts, which would spread from your city, like a breath of spring, to all points of the "beautiful Italian kingdom." ó, akkor dicsérte az eget, ezer mell jó leheletét, amely a városodból, mint a tavasz lehelete, a "gyönyörű olasz királyság" minden pontjára elterjedt. Vivo, non avevi scritto altro che birbonate; morto te, erano tutte maravigile. Alive, you wrote nothing but rascals; dead you, they were all marvelous. Élőben nem írtál mást, csak gazembereket; meghaltál, mind csodálatosak voltak. Ti gabellavano per un asino? Did they excuse you for a donkey? Szamárért kértek téged? eccoti diventato un cigno; l’ultima tua ode era degna di Pindaro. you have become a swan; your last ode was worthy of Pindar. Prova a morire, e vedrai; ti faranno un funerale di prima classe, e tutta una cittadinanza "dipinta di cordoglio" farà spalliera al cortèo, mentre tu, felice grand’uomo, traballerai nel tuo carro sotto una montagna di corone, che più non ebbe scudi addosso la vergine Tarpeia, in premio del Campidoglio aperto ai Sabini. Try to die, and you will see; they will give you a first-class funeral, and a whole citizenry "painted with mourning" will back the cortèo, while you, happy great man, will wobble in your chariot under a mountain of crowns, which no longer had shields on the virgin Tarpeia, as a prize of the Campidoglio open to the Sabines. Quanto a me, senti: ho già fatto testamento, e scritto in chiarissima forma: "Non voglio discorsi, nè marce funebri; nè bugie, nè stuonature. As for me, listen: I have already made a will, and written in very clear form: "I do not want speeches, nor funeral marches, nor lies, nor misunderstandings. Voglio andare al mio ripostiglio di nottetempo; con due amici, se tanti me ne saranno rimasti, i quali si prenderanno cura di vigilare che le mie ossa vadano proprio al luogo assegnato, e un altro morto non mi rubi la fossa." I want to go to my closet at night; with two friends, if I have so many left, who will take care to ensure that my bones go right to the place assigned, and another dead man does not steal my grave. " Con questo prossimo benedetto, non si sa mai quel che possa succedere. With this blessed neighbor, you never know what will happen. Idee nere, dirai. Black ideas, you will say.

Ma io, se rammenti, le ho sempre avute. But I, if you remember, have always had them. A certe cose bisogna pensarci in tempo, per non esser poi colti alla sprovveduta. We need to think about certain things in time, so as not to be caught unawares. Quella gran diavola della falce è così capricciosa! Già, donna anche lei; ed io non voglio esser più corbellato. Yes, she too; and I don't want to be fooled anymore. Errori, ne ho commessi molti, fin troppi, cercando l’introvabile. Povere donne, del resto! Ossequiate, lusingate, insidiate, ti amano per vanità: molte, se sei ricco, sentono il bisogno di entrare nella tua casa; nessuna il desiderio di penetrare nell’anima tua. Respected, flattered, threatened, they love you out of vanity: many, if you are rich, feel the need to enter your home; none the desire to penetrate your soul. Tisztelsz, hízelegsz, fenyegetsz, hiúságból szeretnek: sokan, ha gazdagok, úgy érzik, hogy be kell lépni az otthonodba; a vágy, hogy behatoljon a lelkedbe. Ed è strano contrasto; perchè noi uomini, chi più chi meno, avremmo tutti la curiosità di penetrare nell’anima loro, anche a costo di non trovarci niente. És ez egy furcsa ellentét; mert nekünk, férfiaknak, némelyiknek többé-kevésbé, mindannyian kíváncsiak lennénk a lelkükbe hatolni, még akkor is, ha nem találunk semmit. Così l’amore, rinunziando al piacere dell’indagine psicologica, si riduce necessariamente ad uno scherzo, ad un grazioso errore commesso qualche volta per ardore di temperamento, più spesso per follia d’imitazione. Thus love, renouncing the pleasure of psychological investigation, is necessarily reduced to a joke, to a graceful mistake made sometimes out of ardor of temperament, more often out of folly of imitation. Így a szeretet, lemondva a pszichológiai vizsgálat öröméről, szükségszerűen viccre, kecses hibára redukálódik, amelyet néha temperamentum lelkesedése, gyakrabban utánzás ostobasága követ el. Ah, il mondo non è più dei sensitivi. Si fanno tante cose per consuetudine, per vezzo, per moda, non ritrovandoci più il senso arcano dei loro principii; esempio l’andare in campagna, un piacere estivo, che si compra senza gustarlo, senza intenderlo, trasformandolo secondo l’uso della città. Dov’è strada piana, gli uomini portano la bicicletta; dov’è lago, il sandolino; da per tutto il lawn-tennis. In fin dè conti, meglio così; la campagna è tutta per me. Sono miei i folti castagni del bosco; miei gli olmi e i salici, i fràssini e gli ontàni del fiumo; mia la borraccina delle balze, donde si levano gli argentei pennacchi dei cardi, rilucenti ad una spera di sole. Questa campagna è bella, quantunque senza carattere.

Salvator Rosa ci perderebbe l’ispirazione tormentata e robusta, Claudio Lorenese la sua placida e larga vena poetica. Non ci sono dirupi minacciosi, non classiche aperture d’orizzonti lontani. Così niente fa pensare, tutto fa vegetare; ottima cosa per me, che non ho più fantasia. So nothing makes you think, everything makes you vegetate; excellent thing for me, that I have no more imagination. Dov’è andata a finire? Sicuramente, l’ho fatta correr troppo. Surely, I made her run too much. L’uomo ha le sue quaranta libbre di sangue e le sue quattr’once d’ideale: se egli sa farne un uso discreto, bene; se no, addio roba. Man has his forty pounds of blood and his four ounces of ideal: if he knows how to use them discreetly, well; if not, goodbye stuff. Io non iscrivo più una riga. I no longer enter a line. Il mio Don Giovanni dorme. My Don Giovanni is sleeping. Buon poema, che voleva esprimer la vita veduta, collegandola coll’invisibile sentito! Good poem, which wanted to express the life seen, connecting it with the invisible felt! Non lo intendo più; ne rigiro per ogni verso la tela, e non ci trovo il vivagno; vedo il contorno e mi sfugge la linea, l’idea madre, che mi pareva già tanto chiara, originale e profonda. I don't mean it anymore; I turn around the canvas in every direction, and I don't find the edge; I see the outline and the line, the mother idea, which already seemed so clear, original and profound, escapes me. Sono una rovina, e brutta, che per le rovine è il peggio. I am a ruin, and ugly, which for ruins is the worst. C’è qui, sulla fine di un campo, lungo la strada maestra, una casupola ad uscio e tetto, ma coll’uscio sfondato e il tetto crollato. Here, at the end of a field, along the main road, there is a small house with a door and a roof, but with the door broken and the roof collapsed. Corse un giorno la voce che là dentro si fosse veduta la Madonna; e non mancava la ragazzina innocente per dar fede al miracolo. One day there was a rumor that the Madonna had been seen inside; and there was no lack of the innocent girl to give faith in the miracle. Ma che vuoi? il miracolo non ha potuto attecchire, come attecchivano le ortiche, in quel cumulo di macerie così poco romantiche. Poesia, voleva essere; e qui non c’è poesia. Tanto meglio per me.

Questa vita vegetativa mi conviene benissimo. Leggo poco; a mala pena giornali, e nei giornali solamente i telegrammi, per tenermi in comunione di noie con l’Europa. Gli eventi politici son grigi, come il mio spirito, e mi fanno dormire. Ma che follia, nel dormire! Sogno ancora qualche volta, vedendo la bella inglesina. Te ne rammenti, dell’inglesina dei miei sogni d’adolescente, che soleva ritornare a punti di luna nei miei sogni di giovinetto? C’era, obbligata in chiave, la strada polverosa, bianca, abbagliante, sotto la sferza del sol di giugno; la grossa berlina a tre cavalli, coi bauli dietro e il postiglione alto a cassetta; lei, l’inglesina, accanto al suo babbo, vecchio muso di cartapecora, miniato liberalmente di rosso tra due fedinoni grigi, ma sempre mezzo nascosto nell’ombra, dall altra parte della carrozza, per comodo della mia prospettiva amorosa; mentre lei, dolce creatura bionda, si vedeva tutta quanta allo sportello, intesa a ricambiare d’uno sguardo pietoso il mio gesto e il mio grido di supplicante. There was, forced in key, the dusty, white, dazzling road under the lash of the June sun; the large three-horsepower sedan, with trunks behind it and the tall box-type postillion; she, the English girl, next to her father, an old parchment face, liberally illuminated in red between two gray fedinoni, but always half hidden in the shadows, on the other side of the carriage, for the convenience of my loving perspective; while she, sweet blond creature, could be seen all over the counter, intent on returning my gesture and my cry of supplication with a pitiful look. Cara inglesina del sogno ricorrente! Tu raffiguravi il divino ideale, che passa sempre a galoppo, che se ne va inesorabilmente, dileguandosi nel polverìo della strada battuta. Che ideale, poi!

Se, col permesso del babbo, l’inglesina ci pigliasse in parola, e in carrozza, poveri a noi!—How do you do?—Very well, Sir; we have never been better.—How do you like Italy?—Very much indeed: do you like sandwiches, Sir?—I like them very much.—And roastbeef?—It is delicious, but I should prefer a veal-cutlet.— Che orrori! If, with Father's permission, the Englishman took us at our word, and in the carriage, poor to us! —How do you do? —Very well, Sir; we have never been better. — How do you like Italy? —Very much indeed: do you like sandwiches, Sir? —I like them very much. — And roastbeef? —It is delicious, but I should prefer a veal-cutlet. - What horrors!