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Learn Italian with Lucrezia 2021, I tell you all about the Italian moka pot that was invented by Bialetti (ita audio, sub)

I tell you all about the Italian moka pot that was invented by Bialetti (ita audio, sub)

Oggi voglio raccontarti la storia della Moka Bialetti,

la caffettiera che mi vedi sempre usare la mattina o dopo pranzo per fare il caffè.

Come ben sai, ogni mattina a casa mia si ripete questo rito.

Prendo la parte inferiore della caffettiera e la riempio di acqua fino alla valvola.

Inserisco il filtro.

Riempio il filtro con il caffè macinato, aiutandomi con un cucchiaino.

Avvito le parte superiore a quella inferiore, assicurandomi di avvitare bene.

Metto la caffettiera sul fornello e accendo il fuoco, mantenendolo basso.

Aspetto qualche minuto che il caffè venga su.

Spengo il fuoco e ascolto il suono della caffettiera.

Prendo la mia tazzina preferita e ci verso il caffè.

Trovo che tutto questo sia confortante e

non ti nascondo che un po' mi rattrista pensare che ormai va di moda fare il caffè con le cialde preconfezionate,

quelle che si inseriscono nelle macchine automatiche.

La caffettiera Bialetti fu inventata nel 1933 da Alfonso Bialetti, piemontese,

fondatore e proprietario di una fonderia che produceva semilavorati in alluminio.

L'alluminio è proprio il materiale con cui si iniziò a produrre la moka, perché leggero, resistente e moderno.

L'idea venne a Bialetti guardando sua moglie usare quella che era l'antenata della moderna lavatrice per lavare i panni.

Un recipiente nel quale si metteva il bucato e il sapone,

con al centro un tubo d'acciaio, che veniva riscaldato dal basso.

Sotto il recipiente c'era una sorta di caldaia con l'acqua che, una volta riscaldata,

risaliva il tubo d'acciaio e fuoriusciva nel recipiente. Il funzionamento della moka è pressoché lo stesso.

Prima dell'avvento della moka c'erano già altri modi per consumare il caffè,

c'era ad esempio la caffettiera napoletana per fare il caffè a casa e nei bar c'erano già le macchine da espresso.

Infatti il primo prototipo fu infatti brevettato da Angelo Moriondo alle fine del 1800.

Dopo vari anni il figlio, Renato Bialetti, prese le redini dell'azienda

e nel 1953 diede vita alla campagna pubblicitaria che decretò il successo del prodotto.

Fu lui ad associare al marchio la famosa caricatura di se stesso,

l'omino con i baffi, che con il braccio alzato e il dito indice in alto

ricorda la posizione di chi al bar ordina un caffè al bancone.

Un'altra cosa interessante è il nome della caffettiera, Moka,

chiamata così in onore della città yemenita (Mokha),

una delle prime e più rinomate zone di produzione del caffè, in particolare della pregiata qualità arabica.

Un'altra curiosità è che lo stile Art Déco e il suo funzionamento l'hanno resa celebre in tutto il mondo,

tanto che nel 2008 è stata inclusa ufficialmente nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York a titolo permanente.

Oggi esistono 8 misure della caffettiera, dipendentemente da quante tazzine questa serve.

C'è quella da una tazzina, da due tazzine, da tre,

da quattro, da sei, da nove, da dodici e da 18 tazzine.

Una per ogni necessità, dalla colazione da soli al dopo pranzo con tanti amici.

Un aspetto che ritengo molto importante è quello dell'ecosostenibilità.

Infatti fare il caffè con la moka è ecosostenibile al 100% perché l'unico rifiuto che produce è il fondo di caffè,

che però è completamente biodegradabile e compostabile e può essere riutilizzato,

ad esempio a volte lo riuso come esfoliante per i piedi, altre volte lo riuso come concime per le mie piante.

E poi non si devono usare detergenti per pulirla,

è sufficiente l'acqua, e ha una durata minima di 10 anni.

Mia mamma a casa ha un paio di caffettiere che usa ormai da anni.

Quella di Bialetti fu un'intuizione che cambiò le abitudini italiane in modo stravolgente

e dopo tutti questi anni, è ancora uguale a se stessa, stessa forma,

stesso stile, stessi materiali e stessa procedura di fare il caffè.

Fu talmente un successo che siamo ancora qui a parlarne oggi,

dopo 88 anni dalla sua invenzione.

Mi fermo qui, mi sono dilungata un po' più del solito oggi!

Ci sentiamo presto, ciao!

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