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Podcast Italiano subtitled, How do people from Rome talk? An accent analysis [Learn Italian, with subs]

How do people from Rome talk? An accent analysis [Learn Italian, with subs]

Ciao a tutti ragazzi e ragazze!

Il video di oggi sarà un po' diverso perché oggi analizzeremo l'accento romano

e anche, se vogliamo, il dialetto romano oppure la parlata romana o romanesca.

Sì, perché il romanesco è il dialetto più facile tra i dialetti italiani

e infatti viene spesso anche chiamato una parlata e non un vero dialetto.

A differenza degli altri dialetti italiani, Il romanesco è comprensibile da tutti gli italiani,

da un piemontese come me, da un siciliano, da un veneto, da un fiorentino.

Ci sono alcuni cambiamenti, se vogliamo, tra italiano e romanesco,

quindi alcune parole, alcuni suoni, alcune strutture grammaticali si trasformano in romanesco.

Io non sono romano però mi piacciono i dialetti, mi piacciono le lingue, mi piacciono i suoni,

quindi cercherò di analizzarlo per voi.

Se c'è qualche romano che guarda questo video magari può correggere eventuali imprecisioni che... che dirò.

Andremo a guardare un video di Svevo Moltrasio

che è uno youtuber romano che ha vissuto a Parigi per molti anni

e ha fatto una web serie, diciamo, divertente, comica sulla vita di due espatriati italiani a Parigi.

Poi è tornato a Roma e recentemente ha fatto un video che è diventato abbastanza popolare

che è un po' un video celebrativo delle bellezze dell'Italia.

Diciamo che lui è come tutti in quarantena

e si immagina con la mente di viaggiare nella penisola italiana

e di ripercorrere tutte le regioni, tutte le città e le bellezze del nostro paese.

Lui utilizza il romano in una maniera anche un po' ironica

perché il romanesco come qualsiasi dialetto è più, se vogliamo, espressivo,

più divertente, più colorito dell'italiano.

Quindi spesso il dialetto viene utilizzato in questa maniera specifica.

Vi consiglio di vedere il video dopo aver visto la mia analisi

e adesso andiamocelo a vedere!

Siamo a Stezzano, alle porte di Bergamo,

nella provincia che sta pagando il prezzo più alto di questa pandemia [S: Bergamo!]

Per me Bergamo è sempre stata "Forza Atalanta, romani bastardi terun!".

Qui ironizza un po' imitando l'accento bergamasco.

Come sapete, Bergamo è una delle regioni più colpite da... da questa... questa pandemia in Italia

e... e quindi lui pensa a Bergamo

e si trova in difficoltà a provare compassione per il popolo bergamasco, di Bergamo

perché nel suo immaginario è sempre stato un po' ostile ai romani.

Per me Bergamo è sempre stata "Forza Atalanta, romani bastardi terun!".

Possibile mo devo sta a piagne' pe' loro?

Possibile che mo devo sta a piagne' pe' loro?

Significherebbe in italiano

"possibile che... ("mo" si usa al centro e al sud, significa "ora") devo sta a piange pe' loro?",

"devo stare a piangere per loro".

Questa struttura "stare a + infinito",

"Stare a fare", "stare a dire", "stare a pensare" è come in italiano "star pensando", "stare dicendo", "stare facendo".

Possibile che ora devo star piangendo per loro?

Però in romanesco come anche in molti dialetti del sud gli infiniti si troncano, si tagliano,

quindi "stare" diventa "sta", "fare" diventa "fa".

In questo caso "piangere" diventa prima "piagnere" perché in romanesco è "piagnere"

e poi "piagne" perché togliamo l'ultima parte, togliamo "re".

"Per loro" diventa "pe' lloro".

Vedremo in questo video spesso alcune lettere in ita... in romanesco vengono tolte.

Possibile mo davo sta a piange' pe' loro? Io non ci sono mai stato a Bergamo.

Io non ce sono mai stato a Bergamo.

Io non ci sono mai stato a Bergamo

Ci, la particella ci così come anche i pronomi mi, ti, gli, vi diventa ce,

quindi ce ma anche me, te.

"Ti dico" – "te di[g]o" sarebbe.

Ci diventa ce.

Io non ci sono mai stato a Bergamo

Ma a penzà che quando i romani ci sono arrivati già esisteva ed e...

A penzà che quando i romani ci sono arrivati,

quindi "a penzà" sarebbe "a pensare", "a pensare".

Cioè, è come dire "immaginatevi che", immaginatevi che sta raccontando qualcosa di curioso,

"immaginatevi che", "a penzà che".

Notate anche che "ns", "pensare" diventa "[nts]", "pen[ts]are", "penzà".

A penzà che quando i romani ci sono arrivati già esisteva

ed è stata così annessa alla Repubblica.

Non ce se crede quanto cazzo so' antiche 'e città italiane.

[Nce] se crede, [nce] se crede.

"[Nce] se crede" sarebbe "non ci si crede", cioè è incredibile. [Nce] se crede.

Non ce se crede quanto cazzo so' antiche 'e città italiane.

Utilizza anche un linguaggio un po' volgare

perché, diciamo, fa parte anche un po' della forza espressiva del dialetto la volgarità in alcuni casi.

Quanto cazzo so' antiche.

"So" sarebbe "sono antiche".

Notiamo anche che in "cazzo" e in "antiche" la c si trova tra due vocali.

Quando la c così come altre consonanti si trova tra due vocali

diventa più simile a una g,

"quanto [g]azzo so' anti[g]he".

Quanto cazzo so' antiche 'e città italiane.

Quanto cazzo so' antiche 'e città italiane.

Notate anche "le città" diventa "e città", "e città".

Spesso la l degli articoli sparisce totalmente,

quindi lo vedremo anche dopo.

"Le" diventa "e", "quanto cazzo so' antiche 'e città italiane".

Non ce se crede quanto cazzo so' antiche 'e città italiane, tutte.

Le mura venete che separano Bergamo bassa e Bergamo alta

sono patrimonio dell'umanità protetto dall'UNESCO

Sono del XVI secolo...

Sono del [ts]edicesimo secolo.

Come abbiamo visto anche prima, prima, se non sbaglio era "ns" che diventava "penzà"

e anche "ls" diventa "lz", [lts].

Possono anche essere due parole: del sedicesimo, del [ts]edicesimo, del [ts]edicesimo secolo.

Sono del sedicesimo secolo e sono conservate benissimo.

Ma quanto cazzo è bella Bergamo?

Ma quanto cazzo è [b]bella [b]Bergamo?

La b di Bergamo è raddoppiata.

Quanto cazzo è bella [b]Bergamo?

E anche "bella" diventa "quanto cazzo è [b]bella [b]Bergamo?"

Appena tutto questo sarà finito io ci andrò e a sto...

Appena tutto questo sarà finito io ci andrò.

Sentiamo la ci diventa anche qui un suono più simile a una [ʒ]

"Io [ʃ]i andrò", "io [ʃ]i andrò".

...arà finito io ci andrò. A sto punto faccio...

A sto [b]unto, a sto [b]unto.

La p tra due vocali diventa più simile a una b.

"E a sto [b]unto", "a sto [b]unto".

E a sto punto faccio un salto pure a Brescia.

I primi insediamenti a Brescia sono del 1200 avanti Cristo.

"I primi in[ts]ediamenti", "ns" diventa "[nts]", "in[ts]ediamenti".

...1200 avanti Cristo.

"Avanti Cristo", la c è tra due vocali, per lo stesso motivo diventa più simile a una g, "avanti [G]risto", "avanti [G]risto".

...avanti Cristo, li mortacci vostra!

Li mortacci vostra!

Li mortacci vostra, li mortacci tua, li mortacci sua è un'espressione romanesca molto colorita

che indica in questo caso direi sorpresa, stupore,

in alcuni casi è più quasi un insulto o una minaccia.

Poi torna anche alla fine del video questa... questa frase.

L'UNESCO a Brescia protegge un'area monumentale del foro romano,

il complesso monastico longobardo di San Salvatore e Santa Giulia.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io me ne vado subito a fa' un bel tour lì.

Ecco, questa frase non so se l'avete capita perché l'ha detta molto velocemente.

Risentiamola.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io me ne vado subito a fa' un bel tour lì.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io vado a farmi un bel tour lì.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io vado a farmi un bel tour lì.

In realtà è abbastanza chiaro ed è praticamente italiano.

Solamente il modo in cui lo pronuncia e la velocità anche in questo caso

rendono un po' difficile capire cosa sta dicendo.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io me ne vado subito a fa' un bel tour lì.

Me ne vado subito a [f]fa', quindi non "a fare" ma "a [f]fa".

Vediamo "fare" diventa "fa".

E ma faccio pure sul lago Iseo, questo è giusto in mezzo

Vabbè che già che ce sto che non me 'i spizzo gli altro laghi 'assù?

Già che ce sto che non me 'i spezzo gli altri laghi lassù?

Già che ce sto. "Già che ce sto" significa "già che ci sono" che è come in inglese "while we're at it".

Perché "sto"?

Un po' come in spagnolo si utilizza "estar" al posto di "ser'"per indicare il luogo dove siamo,

in romanesco spesso si dice "stare" al posto di "essere", quindi "ndo stai?" significa "dove stai [sei]?"

Sto a casa. – "Sono a casa" diremmo in italiano standard oppure diremmo al nord.

Vabbè che già che ce sto che non me 'i spizzo gli altro laghi 'assù?

"Spizzo", "spizzarsi qualcosa" è una parola romanesca si... che significa "spararsi qualcosa".

Potremmo dire "mi sparo gli altri laghi", cioè vado a vedermi gli altri laghi,

vado a dare un'occhiata, vado a visitare gli altri laghi, se vogliamo.

Vabbè che già che ce sto che non me 'i spizzo gli altro laghi...

E che cosa significa questa domanda? "Che, non me i' spizzo gli altri laghi?", "che non me 'i spizzo?"

Significa praticamente "ma secondo te non lo faccio già che sono lì?".

È una domanda retorica che ritorna anche dopo.

In romanesco spesso ci sono queste domande fatte con "che", tipo "ma che sei scemo?"

che in italiano meno romano sarebbe "ma sei scemo?", "ma che sei scemo?".

...lago Maggiore, il lago de Como, il lago de Garda.

Quindi sentiamo "di", anche la preposizione "di" diventa "de".

"Lago de Como", "lago de Garda"

...perché le Alpi?

Che a pensacce io non so' mai stato manco a Cremona.

Che a penzacce io non so' mai stato manco a Cremona. che a

Che pensarci io non sono mai stato neanche a Cremona.

"A pen[ts]acce" vediamo "[ns]" diventa "[nts]", "[pents]".

Vediamo la r sparisce, la r è assimilata, d... quindi abbiamo due c

e poi la i di "pensarci" diventa una e, "pen[ts]acce".

Perché se vi ricordate "ci" diventa "ce", quindi "pensarci" – "pen[ts]acce".

Tra poco ce sta più roba solo in Lombardia che in tutta 'a Francia.

Tra poco ce sta più roba solo in Lombardia che in tutta 'a Francia,

cioè "tra poco" che significa non "tra poco" letteralmente, "tra pochi minuti", ma significa "quasi".

"Ce sta" – "ci sta" e vedete "ce sta" e come abbiamo detto prima sarebbe "c'è"

però spesso "essere" viene rimpiazzato da "stare" e quindi "ce sta" sarebbe "c'è".

"La Francia" diventa "a Francia", abbiamo detto prima: la l dell'articolo sparisce,

"che in tutta 'a Francia".

"Che" diventa quasi "[g]he".

"Ce sta più roba in Lombardia [g]he..." [g]he [g]he [g]he [g]he

perché è tra due vocali, "ce sta più roba solo in Lombardia che in tutta 'a Francia"

prende un po' in giro la Francia perché ha vissuto a Parigi ed è stato un periodo molto difficile per lui e...

Tra poco ce sta più roba solo in Lombardia che in tutta 'a Francia.

Ma io mi faccio proprio un bel tour da Lombardia. Ve 'a dico tutta, rifaccio un salto pure a Milano.

"[Va'a digo dutta]", cioè "ve la dico tutta", sarebbe "vi dico la verità".

"Sai che ti dico?

Sai che ti dico? Mi faccio un salto pure a Milano!"

Risentiamo come lo dice:

...bardia. Ve 'a dico tutta, rifaccio un salto pure a Milano.

Rifaccio, cioè faccio di nuovo un sarto.

"Fare un salto", "fare un salto" è un'espressione italiana

che significa "passare", "passare da un posto velocemente".

Faccio un salto in farmacia, faccio un salto dal dottore,

Faccio [n] sa[r]to.

Lui dice "sa[r]to" perché "lt" in romanesco spesso diventa "[rt]", "faccio un sa[r]to".

Inoltre "un salto" diventa "un [ts]a[r]to", quindi "s" diventa "[ts]", "l" diventa "[r]".

Faccio [n] [ts]a[r]to.

...da Lombardia. Ve 'a dico tutta, rifaccio un salto pure a Milano.

Me vado a rivede' er bosco verticale e me faccio un bell'aperitivo.

Mi vado a rivede', mi vado a rivede',

cioè vado a rivedermi, mi vado a rivedere, vedere di nuovo pure er bosco verti[g]ale

Il bosco verticale sarebbe questa... questo grattacielo, questo palazzo a Milano che a lui non piace molto.

L'articolo il in romanesco diventa er, "er bosco verti[g]ale".

"Verticale", la c di "cale" diventa "[g]ale", "verti[g]ale".

...Milano. Me vado a rivede' er bosco verticale e me faccio un bell'aperitivo.

Me faccio un bell'a[b]eri[d]ivo.

A[b]eri[d]ivo, quindi la p diventa b, la t diventa d più o meno.

Ma te pare che a noi italiani ce devono chiudere a chiave in casa

pe' facce rende' conto de'e cose che c'abbiamo là fori?

Ecco, questa frase è molto difficile.

Ma te pare che a noi italiani ce devono chiudere a chiave in casa

pe' facce rende' conto de'e cose che c'abbiamo là fori?

Ma te pare che a noi italiani, cioè "ma ti pare?", "ma ti sembra?", "ma ti sembra normale?" sarebbe,

"ti sembra logico?"

Ma te pare che a noi italiani ce devono chiude' in casa,

cioè "ci devono chiudere in casa".

Ma te pare che a noi italiani ce devono chiudere a chiave in casa

pe' facce rende' conto de'e cose che c'abbiamo là fori?

"Pe' facce rende' conto", "facce" – "farci".

Le due r di "per farci" si assimilano, quindi "pe' facce rende".

"Rende" – "rendere", togliamo "re" di "rendere".

"Rende' conto" – "rendere conto".

...pe' facce rende' conto de'e cose c'abbiamo là fuori.

"De'e cose" sarebbe "delle cose". Poi [z]e di "cose" diventa "[g]o[s]e",

perché tra due vocali la [z] diventa [s].

facce rende' conto de'e cose che c'abbiamo là fori?

Che c'abbiamo la [f]fori.

C'abbiamo e abbiamo sono la stessa cosa.

Diciamo che "c'abbiamo" è un modo più colloquiale che in tutta Italia, non solo a Roma si dice.

"Non c'ho soldi" è come dire "non ho soldi" ma un pochino più colloquiale.

"La [f]fori". Spesso il dittongo "uo" diventa solo "o" in romanesco.

Pensate alla parola "buono", in romanesco si dice "bono", non "buono".

Certo che 'sta [b]izza è bona, cioè "certo che 'sta pizza è buona".

Ma sì, che non ce ripassi poi in Veneto?

Che non ce ripassi poi in Veneto?

La stessa domanda che dicevo prima.

Che non ce ripassi poi in Veneto?

Un po' come dire "ma che sei scemo?", come dire "già che se lì, non ripassi non torni in Veneto?"

È tutte que'e città meravigliose?

Verona. Vicenza.

Vi[ʒ]enza, non Vi[tʃ]enza, Vi[ʒ]enza.

E poi vabbè, spe', un giretto in Friuli-Venezia Giulia, da Trieste a Udine, non te 'o fai?

[Nto'o fai]? Un giretto [nto'o] fai? Sarebbe "non te lo fai"?

Quindi vediamo "non" diventa "[n]", "te lo" diventano una parola sola, diventa "[to]", "[nto'o fai].

...da Trieste a Udine, non te 'o fai? Mi fermo pure a San Daniele a magnarme er prosciutto.

Magniarme. Magnarme, cioè "mangiarmi". Magnarme.

Così come "piangere" diventa "piagnere", "mangiare" diventa "magnare".

E via, dai.

Vabbè che poi a sto punto seguo le Alpi, Trentino Alto Adig, che pacchia!

Fino a'a Valle d'Aosta

Fino a'a Valle d'Aosta. "Alla" diventa "a'a Valle d'Aosta",

"fino a'a Vlle d'Aosta", quindi anche qui la l sparisce.

...e riscendo per er Piemonte.

Montagna, campagna, città, me 'mbriaco un attimo e poi giù in Ligu...

Me 'mbriaco un attimo, 'mbriacarse. Sarebbe "ubriacarsi". Mbriacarse.

Bella Genova. La costa, le montagne.

La [g]osta. Non "la costa" ma "la [g]osta", "la [g]osta".

A quel punto però già che ce so' tocca tajjà in orizzontale...

Già che ce so'.

Prima ha detto "già che c'è sto", qua ha detto "già che ce so" – "già che sono qui", "già che ci sono".

Già che ce so'

Ferrara, Ravenna, m'abbuffo de roba, metto su una ventina de chili.

Sarebbe "mi abbuffo di roba". "Abbuffarsi" significa "mangiare tanto, eccessivamente".

Genova, Toscana. Scendo pa'a Toscana.

Scendo pa'a Toscana. – Scendo per la toscana per. "Per la" diventa "pa'a Toscana", "scendo pa'a Toscana".

Siena, tutta la campagna e borghi, me rimbriaco e un altro salto al mare.

Me rimbriaco, cioè mi riubriaco, "mbriacarse" sarebbe "ubriacarsi",

quindi me rimbriaco, mi ubriaco di nuovo.

Però a sto punto me faccio pure l'Umbria.

A sto punto me faccio pure l'Umbria.

"Farsi" in questo caso ha un significato di "visitare".

Sapete, il verbo "fare" in italiano ha un milione e mezzo di significati.

"Farsi l'Umbria" significa andare a visitare l'Umbria.

Mi sono fatto tutta l'Europa in bici. Vuol dire "ho girato, ho visitato tutta l'Europa in bici".

Beh, oh, a quer punto? 'a Pu...

"A quer punto", non "a quel punto" ma "a quer", con la "[r]".

...Puglia, Che, non te 'a fai 'a Puglia?

Avoja a scendessela tutta!

Che, non [n'ta'a] fai 'a Puglia?

Di nuovo la struttura di prima.

Che, non te la fai la Puglia?

"Farsela", cioè "farsi una regione", "visitare una regione".

Che, non [n'ta'a] fai 'a Puglia?

"La Puglia" diventa "a Puglia".

Che, non [n'ta'a] fai 'a Puglia?

Che, non te 'a fai 'a Puglia? Avoja a scendessela tutta! Poi...

Avoja a scendessela tutta! "Avoja" è un'altra frase tipicamente romana.

Dovrebbe dire un romano che cosa significa esattamente "avoja"

A me da non romano sembra che "avoja" significhi, come dire, che qualcosa c'è in abbondanza,

come dire "ma ce l'hai dello zucchero?" – "avoja", cioè "ne ho tanto".

In questo caso forse indica la lunghezza della Puglia.

La Puglia è molto lunga con tanti posti da visitare, quindi...

...non te 'a fai 'a Puglia? Avoja a scendessela tutta!

Avoja a scendessela tutta! Cioè, è molto lunga da scendersela tutta, da vederla, da visitarla tutta.

Già che ce sto, ormai pure un salto in Sicilia è d'obbligo.

Già che ce sto, già che ce sto. Prima abbiamo visto "ce so", adesso di nuovo "ce sto".

Già che ce sto '[n]sa[r]to – un salto in Sicilia è d'obbligo, cioè è obbligatorio.

Cià che ce sto pure '[n]sa[r]to in Sicilia è d'obbligo.

Già che ce sto, ormai pure un salto in Sicilia è d'obbligo.

Mare, storia, granite, cannoli.

Allora poi che, non me 'lo vado a fa' er bagno 'n Sardenia?

E di nuovo la stessa struttura per indicare una domanda retorica, possiamo dire.

Che non [mo'o] vado a fa' er bagno 'n Sardegna?

Non me lo vado a fare un bagno in Sardegna?

Che non [mo'o] vado a fare un bagno in Sardegna?

Allora poi che, non me 'lo vado a fa' er nagno 'n Sardenia?

Con quel mare, que'e spiagge?

Attracco in Campania, tutta la costa, Napoli, m'abbuffo un'altra volta, mi riavvio verso casa.

Ma quanto cazzo de roba ci sta in Italia?! Li mortacci nostra!

Ma non potevo nasce' in qualsiasi altro paese?

Che le cose più belle che c'hanno fori pe' strada so' 'e piste ciclabili.

Le cose più belle che c'hanno fori pe' strada so' le piste ciclabili.

Le cose più belle che hanno fuori per strada sono le piste ciclabili.

Diciamo che Svevo qua è un po' polemico

perché lui ironizza spesso sul fatto che noi italiani esaltiamo e apprezziamo i paesi stranieri,

diciamo: "Guarda come funziona tutto bene, hanno le piste ciclabili, funziona tutto

mentre qui in Italia non ci abbiamo niente".

E in realtà non ci rendiamo conto che a livello di cultura, di storia, di luoghi archi... architettonici

non ci batte forse nessun paese nel mondo, quindi...

Beh, spero che vi sia piaciuta questa analisi,

Spero che ci abbiate capito qualcosa.

A me piace un sacco il romano, lo trovo molto molto espressivo.

Magari non a tutti piace, però spero che vi sia piaciuta.

Fatemi sapere se vi è piaciuta questa puntata,

questa prima puntata di una serie forse sugli accenti e sui dialetti italiani.

E cos'altro posso dirvi: fate come tutte queste persone che vedete scorrere di lato,

tutte queste persone sono i membri del mio club Podcast Italiano Club su Patreon,

sono persone che mi sostengono economicamente,

che sostengono questo progetto di divulgazione della lingua italiana

attraverso contenuti interessanti e autentici

Ci sono varie categorie di supporto economico, 1, 3, 6 e 9 dollari al mese.

E per tre dollari avete la trascrizione di tutti i video con la lista delle parole difficili che vedete in alto,

a 6 dollari avete un podcast esclusivo per ogni video e episodio normale del podcast che faccio.

Ci sono tanti contenuti extra,

tantissimi contenuti extra, più di 200 persone che mi sostengono,

quindi andate a dare un'occhiata.

Grazie ancora, un abbraccio enorme a tutte queste persone.

Grazie a voi per aver visto questo video.

Ciao ciao. Alla prossima!


How do people from Rome talk? An accent analysis [Learn Italian, with subs] Wie sprechen die Menschen in Rom? Eine Akzentanalyse [Italienisch lernen, mit Untertiteln]. How do people from Rome talk? An accent analysis [Learn Italian, with subs]. ¿Cómo hablan los romanos? Un análisis del acento [Learn Italian, with subs].

Ciao a tutti ragazzi e ragazze! Hi all boys and girls!

Il video di oggi sarà un po' diverso perché oggi analizzeremo l'accento romano Today's video will be a little different because today we are going to analyze the Roman accent

e anche, se vogliamo, il dialetto romano oppure la parlata romana o romanesca. and also, if you like, the Roman dialect or the Roman or Roman dialect. et aussi, si vous voulez, le dialecte romain ou le dialecte romain ou romain.

Sì, perché il romanesco è il dialetto più facile tra i dialetti italiani Yes, because Roman is the easiest dialect among the Italian dialects

e infatti viene spesso anche chiamato una parlata e non un vero dialetto. and in fact it is often also called a spoken and not a true dialect.

A differenza degli altri dialetti italiani, Il romanesco è comprensibile da tutti gli italiani, Unlike other Italian dialects, Romanesco is understandable by all Italians,

da un piemontese come me, da un siciliano, da un veneto, da un fiorentino. by a Piedmontese like me, by a Sicilian, by a Venetian, by a Florentine.

Ci sono alcuni cambiamenti, se vogliamo, tra italiano e romanesco, There are some changes, if you like, between Italian and Roman dialect,

quindi alcune parole, alcuni suoni, alcune strutture grammaticali si trasformano in romanesco. therefore some words, some sounds, some grammatical structures are transformed into romanesco.

Io non sono romano però mi piacciono i dialetti, mi piacciono le lingue, mi piacciono i suoni, I'm not Roman but I like dialects, I like languages, I like sounds,

quindi cercherò di analizzarlo per voi. so i will try to analyze it for you.

Se c'è qualche romano che guarda questo video magari può correggere eventuali imprecisioni che... che dirò. If there is any Roman who watches this video maybe he can correct any inaccuracies that ... I will say.

Andremo a guardare un video di Svevo Moltrasio We will go and watch a video of Svevo Moltrasio

che è uno youtuber romano che ha vissuto a Parigi per molti anni who is a Roman youtuber who has lived in Paris for many years

e ha fatto una web serie, diciamo, divertente, comica sulla vita di due espatriati italiani a Parigi. and did a, let's say, funny, comic web series about the life of two Italian expats in Paris.

Poi è tornato a Roma e recentemente ha fatto un video che è diventato abbastanza popolare

che è un po' un video celebrativo delle bellezze dell'Italia. qui est un peu une vidéo de célébration des beautés de l'Italie.

Diciamo che lui è come tutti in quarantena

e si immagina con la mente di viaggiare nella penisola italiana and imagines with the mind to travel in the Italian peninsula

e di ripercorrere tutte le regioni, tutte le città e le bellezze del nostro paese. and to retrace all the regions, all the cities and the beauties of our country.

Lui utilizza il romano in una maniera anche un po' ironica

perché il romanesco come qualsiasi dialetto è più, se vogliamo, espressivo, because Romanesco, like any dialect, is more, if you like, expressive,

più divertente, più colorito dell'italiano.

Quindi spesso il dialetto viene utilizzato in questa maniera specifica.

Vi consiglio di vedere il video dopo aver visto la mia analisi I recommend you watch the video after seeing my analysis

e adesso andiamocelo a vedere!

Siamo a Stezzano, alle porte di Bergamo, We are in Stezzano, on the outskirts of Bergamo,

nella provincia che sta pagando il prezzo più alto di questa pandemia [S: Bergamo!]

Per me Bergamo è sempre stata "Forza Atalanta, romani bastardi terun!". For me Bergamo has always been "Forza Atalanta, Roman bastards terun!". Pour moi, Bergame a toujours été "Forza Atalanta, bâtards romains terun!".

Qui ironizza un po' imitando l'accento bergamasco. Here he makes a bit of irony by imitating the Bergamo accent.

Come sapete, Bergamo è una delle regioni più colpite da... da questa... questa pandemia in Italia As you know, Bergamo is one of the regions most affected by ... by this ... this pandemic in Italy

e... e quindi lui pensa a Bergamo

e si trova in difficoltà a provare compassione per il popolo bergamasco, di Bergamo and finds it difficult to feel compassion for the people of Bergamo, of Bergamo

perché nel suo immaginario è sempre stato un po' ostile ai romani.

Per me Bergamo è sempre stata "Forza Atalanta, romani bastardi terun!". For me Bergamo has always been "Forza Atalanta, Roman bastards terun!".

Possibile mo devo sta a piagne' pe' loro? Possible mo I have to sore 'pe' them? Mo possible que je dois leur faire mal ?

Possibile che mo devo sta a piagne' pe' loro? Is it possible that I have to sore 'pe' them?

Significherebbe in italiano

"possibile che... ("mo" si usa al centro e al sud, significa "ora") devo sta a piange pe' loro?", "Est-il possible que ... (" mo " est utilisé au centre et au sud, cela signifie " maintenant " ) dois-je pleurer pour eux ? ",

"devo stare a piangere per loro".

Questa struttura "stare a + infinito",

"Stare a fare", "stare a dire", "stare a pensare" è come in italiano "star pensando", "stare dicendo", "stare facendo". "Stare a fare", "stare a dire", "stare a Pensi" is like in Italian "star thinking", "being saying", "being doing".

Possibile che ora devo star piangendo per loro? Is it possible that now I must be crying for them?

Però in romanesco come anche in molti dialetti del sud gli infiniti si troncano, si tagliano,

quindi "stare" diventa "sta", "fare" diventa "fa".

In questo caso "piangere" diventa prima "piagnere" perché in romanesco è "piagnere"

e poi "piagne" perché togliamo l'ultima parte, togliamo "re".

"Per loro" diventa "pe' lloro".

Vedremo in questo video spesso alcune lettere in ita... in romanesco vengono tolte.

Possibile mo davo sta a piange' pe' loro? Io non ci sono mai stato a Bergamo.

Io non ce sono mai stato a Bergamo. I've never been to Bergamo.

Io non ci sono mai stato a Bergamo

Ci, la particella ci così come anche i pronomi mi, ti, gli, vi diventa ce, Ci, the particle ci as well as the pronouns mi, ti, gli, vi becomes ce,

quindi ce ma anche me, te.

"Ti dico" – "te di[g]o" sarebbe. "I tell you" - "you of [g] o" would be.

Ci diventa ce.

Io non ci sono mai stato a Bergamo

Ma a penzà che quando i romani ci sono arrivati già esisteva ed e... Mais sauf que quand les Romains y sont arrivés ça existait déjà et et...

A penzà che quando i romani ci sono arrivati, Except that when the Romans got there,

quindi "a penzà" sarebbe "a pensare", "a pensare".

Cioè, è come dire "immaginatevi che", immaginatevi che sta raccontando qualcosa di curioso,

"immaginatevi che", "a penzà che".

Notate anche che "ns", "pensare" diventa "[nts]", "pen[ts]are", "penzà".

A penzà che quando i romani ci sono arrivati già esisteva

ed è stata così annessa alla Repubblica.

Non ce se crede quanto cazzo so' antiche 'e città italiane. Vous ne croyez pas à quel point les villes anciennes et italiennes sont putains.

[Nce] se crede, [nce] se crede.

"[Nce] se crede" sarebbe "non ci si crede", cioè è incredibile. [Nce] se crede.

Non ce se crede quanto cazzo so' antiche 'e città italiane. You don't believe how fucking ancient and Italian cities are.

Utilizza anche un linguaggio un po' volgare

perché, diciamo, fa parte anche un po' della forza espressiva del dialetto la volgarità in alcuni casi.

Quanto cazzo so' antiche.

"So" sarebbe "sono antiche".

Notiamo anche che in "cazzo" e in "antiche" la c si trova tra due vocali. We also note that in "cock" and in "ancient" the c is found between two vowels.

Quando la c così come altre consonanti si trova tra due vocali

diventa più simile a una g,

"quanto [g]azzo so' anti[g]he".

Quanto cazzo so' antiche 'e città italiane.

Quanto cazzo so' antiche 'e città italiane.

Notate anche "le città" diventa "e città", "e città".

Spesso la l degli articoli sparisce totalmente,

quindi lo vedremo anche dopo.

"Le" diventa "e", "quanto cazzo so' antiche 'e città italiane".

Non ce se crede quanto cazzo so' antiche 'e città italiane, tutte.

Le mura venete che separano Bergamo bassa e Bergamo alta Les murs vénitiens qui séparent Bergame basse et Bergame haute

sono patrimonio dell'umanità protetto dall'UNESCO

Sono del XVI secolo...

Sono del [ts]edicesimo secolo. Je suis du [ts] XVIIIe siècle.

Come abbiamo visto anche prima, prima, se non sbaglio era "ns" che diventava "penzà"

e anche "ls" diventa "lz", [lts].

Possono anche essere due parole: del sedicesimo, del [ts]edicesimo, del [ts]edicesimo secolo.

Sono del sedicesimo secolo e sono conservate benissimo.

Ma quanto cazzo è bella Bergamo?

Ma quanto cazzo è [b]bella [b]Bergamo?

La b di Bergamo è raddoppiata. The b of Bergamo has doubled.

Quanto cazzo è bella [b]Bergamo?

E anche "bella" diventa "quanto cazzo è [b]bella [b]Bergamo?"

Appena tutto questo sarà finito io ci andrò e a sto... As soon as this is all over I'll go and stay ...

Appena tutto questo sarà finito io ci andrò. As soon as this is all over I will go there.

Sentiamo la ci diventa anche qui un suono più simile a una [ʒ]

"Io [ʃ]i andrò", "io [ʃ]i andrò".

...arà finito io ci andrò. A sto punto faccio... ... it will be finished I will go there. At this point I do ...

A sto [b]unto, a sto [b]unto. A sto [b] anointed, a sto [b] anointed.

La p tra due vocali diventa più simile a una b.

"E a sto [b]unto", "a sto [b]unto".

E a sto punto faccio un salto pure a Brescia.

I primi insediamenti a Brescia sono del 1200 avanti Cristo.

"I primi in[ts]ediamenti", "ns" diventa "[nts]", "in[ts]ediamenti". "Le premier dans [ts] ediamenti", "ns" devient "[nts]", "dans [ts] ediamenti".

...1200 avanti Cristo.

"Avanti Cristo", la c è tra due vocali, per lo stesso motivo diventa più simile a una g, "avanti [G]risto", "avanti [G]risto".

...avanti Cristo, li mortacci vostra!

Li mortacci vostra! Let us kill them yours!

Li mortacci vostra, li mortacci tua, li mortacci sua è un'espressione romanesca molto colorita Li mortacci yours, li mortacci yours, li mortacci his est une expression romaine très colorée

che indica in questo caso direi sorpresa, stupore,

in alcuni casi è più quasi un insulto o una minaccia.

Poi torna anche alla fine del video questa... questa frase.

L'UNESCO a Brescia protegge un'area monumentale del foro romano, UNESCO in Brescia protects a monumental area of the Roman forum,

il complesso monastico longobardo di San Salvatore e Santa Giulia.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io me ne vado subito a fa' un bel tour lì.

Ecco, questa frase non so se l'avete capita perché l'ha detta molto velocemente.

Risentiamola.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io me ne vado subito a fa' un bel tour lì.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io vado a farmi un bel tour lì.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io vado a farmi un bel tour lì.

In realtà è abbastanza chiaro ed è praticamente italiano.

Solamente il modo in cui lo pronuncia e la velocità anche in questo caso

rendono un po' difficile capire cosa sta dicendo.

Ma sì, appena tutto questo sarà finito io me ne vado subito a fa' un bel tour lì.

Me ne vado subito a [f]fa', quindi non "a fare" ma "a [f]fa".

Vediamo "fare" diventa "fa".

E ma faccio pure sul lago Iseo, questo è giusto in mezzo

Vabbè che già che ce sto che non me 'i spizzo gli altro laghi 'assù? D'accord, puisque je ne suis pas là-bas, je « pizzo les autres lacs » là-haut ?

Già che ce sto che non me 'i spezzo gli altri laghi lassù?

Già che ce sto. "Già che ce sto" significa "già che ci sono" che è come in inglese "while we're at it".

Perché "sto"?

Un po' come in spagnolo si utilizza "estar" al posto di "ser'"per indicare il luogo dove siamo,

in romanesco spesso si dice "stare" al posto di "essere", quindi "ndo stai?" significa "dove stai [sei]?"

Sto a casa. – "Sono a casa" diremmo in italiano standard oppure diremmo al nord.

Vabbè che già che ce sto che non me 'i spizzo gli altro laghi 'assù?

"Spizzo", "spizzarsi qualcosa" è una parola romanesca si... che significa "spararsi qualcosa". "Spizzo", "spizzarsi something" is a Roman word yes ... which means "to shoot something".

Potremmo dire "mi sparo gli altri laghi", cioè vado a vedermi gli altri laghi, We could say "I shoot the other lakes", that is, I go to see the other lakes,

vado a dare un'occhiata, vado a visitare gli altri laghi, se vogliamo.

Vabbè che già che ce sto che non me 'i spizzo gli altro laghi...

E che cosa significa questa domanda? "Che, non me i' spizzo gli altri laghi?", "che non me 'i spizzo?"

Significa praticamente "ma secondo te non lo faccio già che sono lì?". It practically means "but do you think I do not already that I'm there?".

È una domanda retorica che ritorna anche dopo.

In romanesco spesso ci sono queste domande fatte con "che", tipo "ma che sei scemo?" In Roman dialect often there are these questions asked with "what", like "what are you stupid?"

che in italiano meno romano sarebbe "ma sei scemo?", "ma che sei scemo?".

...lago Maggiore, il lago de Como, il lago de Garda.

Quindi sentiamo "di", anche la preposizione "di" diventa "de". So we hear "di", the preposition "di" also becomes "de".

"Lago de Como", "lago de Garda"

...perché le Alpi?

Che a pensacce io non so' mai stato manco a Cremona.

Che a penzacce io non so' mai stato manco a Cremona. che a I never know that I have never been to Cremona. that a

Che pensarci io non sono mai stato neanche a Cremona.

"A pen[ts]acce" vediamo "[ns]" diventa "[nts]", "[pents]".

Vediamo la r sparisce, la r è assimilata, d... quindi abbiamo due c

e poi la i di "pensarci" diventa una e, "pen[ts]acce".

Perché se vi ricordate "ci" diventa "ce", quindi "pensarci" – "pen[ts]acce".

Tra poco ce sta più roba solo in Lombardia che in tutta 'a Francia.

Tra poco ce sta più roba solo in Lombardia che in tutta 'a Francia,

cioè "tra poco" che significa non "tra poco" letteralmente, "tra pochi minuti", ma significa "quasi".

"Ce sta" – "ci sta" e vedete "ce sta" e come abbiamo detto prima sarebbe "c'è"

però spesso "essere" viene rimpiazzato da "stare" e quindi "ce sta" sarebbe "c'è".

"La Francia" diventa "a Francia", abbiamo detto prima: la l dell'articolo sparisce,

"che in tutta 'a Francia".

"Che" diventa quasi "[g]he".

"Ce sta più roba in Lombardia [g]he..." [g]he [g]he [g]he [g]he

perché è tra due vocali, "ce sta più roba solo in Lombardia che in tutta 'a Francia"

prende un po' in giro la Francia perché ha vissuto a Parigi ed è stato un periodo molto difficile per lui e...

Tra poco ce sta più roba solo in Lombardia che in tutta 'a Francia.

Ma io mi faccio proprio un bel tour da Lombardia. Ve 'a dico tutta, rifaccio un salto pure a Milano.

"[Va'a digo dutta]", cioè "ve la dico tutta", sarebbe "vi dico la verità".

"Sai che ti dico?

Sai che ti dico? Mi faccio un salto pure a Milano!"

Risentiamo come lo dice:

...bardia. Ve 'a dico tutta, rifaccio un salto pure a Milano.

Rifaccio, cioè faccio di nuovo un sarto. I do it again, that is, I'm a tailor again.

"Fare un salto", "fare un salto" è un'espressione italiana

che significa "passare", "passare da un posto velocemente".

Faccio un salto in farmacia, faccio un salto dal dottore,

Faccio [n] sa[r]to.

Lui dice "sa[r]to" perché "lt" in romanesco spesso diventa "[rt]", "faccio un sa[r]to".

Inoltre "un salto" diventa "un [ts]a[r]to", quindi "s" diventa "[ts]", "l" diventa "[r]".

Faccio [n] [ts]a[r]to.

...da Lombardia. Ve 'a dico tutta, rifaccio un salto pure a Milano.

Me vado a rivede' er bosco verticale e me faccio un bell'aperitivo.

Mi vado a rivede', mi vado a rivede',

cioè vado a rivedermi, mi vado a rivedere, vedere di nuovo pure er bosco verti[g]ale

Il bosco verticale sarebbe questa... questo grattacielo, questo palazzo a Milano che a lui non piace molto.

L'articolo il in romanesco diventa er, "er bosco verti[g]ale".

"Verticale", la c di "cale" diventa "[g]ale", "verti[g]ale".

...Milano. Me vado a rivede' er bosco verticale e me faccio un bell'aperitivo.

Me faccio un bell'a[b]eri[d]ivo.

A[b]eri[d]ivo, quindi la p diventa b, la t diventa d più o meno.

Ma te pare che a noi italiani ce devono chiudere a chiave in casa

pe' facce rende' conto de'e cose che c'abbiamo là fori?

Ecco, questa frase è molto difficile.

Ma te pare che a noi italiani ce devono chiudere a chiave in casa

pe' facce rende' conto de'e cose che c'abbiamo là fori?

Ma te pare che a noi italiani, cioè "ma ti pare?", "ma ti sembra?", "ma ti sembra normale?" sarebbe,

"ti sembra logico?"

Ma te pare che a noi italiani ce devono chiude' in casa,

cioè "ci devono chiudere in casa".

Ma te pare che a noi italiani ce devono chiudere a chiave in casa

pe' facce rende' conto de'e cose che c'abbiamo là fori?

"Pe' facce rende' conto", "facce" – "farci".

Le due r di "per farci" si assimilano, quindi "pe' facce rende".

"Rende" – "rendere", togliamo "re" di "rendere".

"Rende' conto" – "rendere conto".

...pe' facce rende' conto de'e cose c'abbiamo là fuori.

"De'e cose" sarebbe "delle cose". Poi [z]e di "cose" diventa "[g]o[s]e",

perché tra due vocali la [z] diventa [s].

facce rende' conto de'e cose che c'abbiamo là fori?

Che c'abbiamo la [f]fori.

C'abbiamo e abbiamo sono la stessa cosa.

Diciamo che "c'abbiamo" è un modo più colloquiale che in tutta Italia, non solo a Roma si dice.

"Non c'ho soldi" è come dire "non ho soldi" ma un pochino più colloquiale.

"La [f]fori". Spesso il dittongo "uo" diventa solo "o" in romanesco.

Pensate alla parola "buono", in romanesco si dice "bono", non "buono".

Certo che 'sta [b]izza è bona, cioè "certo che 'sta pizza è buona".

Ma sì, che non ce ripassi poi in Veneto? Mais oui, que tu ne reviens pas en Vénétie ?

Che non ce ripassi poi in Veneto?

La stessa domanda che dicevo prima.

Che non ce ripassi poi in Veneto?

Un po' come dire "ma che sei scemo?", come dire "già che se lì, non ripassi non torni in Veneto?"

È tutte que'e città meravigliose?

Verona. Vicenza.

Vi[ʒ]enza, non Vi[tʃ]enza, Vi[ʒ]enza.

E poi vabbè, spe', un giretto in Friuli-Venezia Giulia, da Trieste a Udine, non te 'o fai?

[Nto'o fai]? Un giretto [nto'o] fai? Sarebbe "non te lo fai"?

Quindi vediamo "non" diventa "[n]", "te lo" diventano una parola sola, diventa "[to]", "[nto'o fai].

...da Trieste a Udine, non te 'o fai? Mi fermo pure a San Daniele a magnarme er prosciutto.

Magniarme. Magnarme, cioè "mangiarmi". Magnarme.

Così come "piangere" diventa "piagnere", "mangiare" diventa "magnare".

E via, dai.

Vabbè che poi a sto punto seguo le Alpi, Trentino Alto Adig, che pacchia! Ah ben alors à ce point je suis les Alpes, Trentino Alto Adig, quelle aubaine !

Fino a'a Valle d'Aosta

Fino a'a Valle d'Aosta. "Alla" diventa "a'a Valle d'Aosta",

"fino a'a Vlle d'Aosta", quindi anche qui la l sparisce.

...e riscendo per er Piemonte. ... et je redescends dans le Piémont.

Montagna, campagna, città, me 'mbriaco un attimo e poi giù in Ligu...

Me 'mbriaco un attimo, 'mbriacarse. Sarebbe "ubriacarsi". Mbriacarse.

Bella Genova. La costa, le montagne.

La [g]osta. Non "la costa" ma "la [g]osta", "la [g]osta".

A quel punto però già che ce so' tocca tajjà in orizzontale...

Già che ce so'.

Prima ha detto "già che c'è sto", qua ha detto "già che ce so" – "già che sono qui", "già che ci sono".

Già che ce so'

Ferrara, Ravenna, m'abbuffo de roba, metto su una ventina de chili.

Sarebbe "mi abbuffo di roba". "Abbuffarsi" significa "mangiare tanto, eccessivamente". It would be "I gorge on stuff". "Overeating" means "eating a lot, excessively".

Genova, Toscana. Scendo pa'a Toscana.

Scendo pa'a Toscana. – Scendo per la toscana per. "Per la" diventa "pa'a Toscana", "scendo pa'a Toscana".

Siena, tutta la campagna e borghi, me rimbriaco e un altro salto al mare. Sienne, toute la campagne et les villages, rimbriaco moi et un autre saut à la mer.

Me rimbriaco, cioè mi riubriaco, "mbriacarse" sarebbe "ubriacarsi",

quindi me rimbriaco, mi ubriaco di nuovo.

Però a sto punto me faccio pure l'Umbria.

A sto punto me faccio pure l'Umbria.

"Farsi" in questo caso ha un significato di "visitare".

Sapete, il verbo "fare" in italiano ha un milione e mezzo di significati.

"Farsi l'Umbria" significa andare a visitare l'Umbria.

Mi sono fatto tutta l'Europa in bici. Vuol dire "ho girato, ho visitato tutta l'Europa in bici".

Beh, oh, a quer punto? 'a Pu...

"A quer punto", non "a quel punto" ma "a quer", con la "[r]".

...Puglia, Che, non te 'a fai 'a Puglia?

Avoja a scendessela tutta! Avoja to get off all! Avoja pour tout descendre !

Che, non [n'ta'a] fai 'a Puglia?

Di nuovo la struttura di prima.

Che, non te la fai la Puglia?

"Farsela", cioè "farsi una regione", "visitare una regione".

Che, non [n'ta'a] fai 'a Puglia?

"La Puglia" diventa "a Puglia".

Che, non [n'ta'a] fai 'a Puglia?

Che, non te 'a fai 'a Puglia? Avoja a scendessela tutta! Poi...

Avoja a scendessela tutta! "Avoja" è un'altra frase tipicamente romana.

Dovrebbe dire un romano che cosa significa esattamente "avoja"

A me da non romano sembra che "avoja" significhi, come dire, che qualcosa c'è in abbondanza,

come dire "ma ce l'hai dello zucchero?" – "avoja", cioè "ne ho tanto".

In questo caso forse indica la lunghezza della Puglia.

La Puglia è molto lunga con tanti posti da visitare, quindi...

...non te 'a fai 'a Puglia? Avoja a scendessela tutta!

Avoja a scendessela tutta! Cioè, è molto lunga da scendersela tutta, da vederla, da visitarla tutta. Avoja pour tout descendre ! C'est-à-dire qu'il est très long de tout descendre, de tout voir, de tout visiter.

Già che ce sto, ormai pure un salto in Sicilia è d'obbligo.

Già che ce sto, già che ce sto. Prima abbiamo visto "ce so", adesso di nuovo "ce sto".

Già che ce sto '[n]sa[r]to – un salto in Sicilia è d'obbligo, cioè è obbligatorio.

Cià che ce sto pure '[n]sa[r]to in Sicilia è d'obbligo.

Già che ce sto, ormai pure un salto in Sicilia è d'obbligo.

Mare, storia, granite, cannoli.

Allora poi che, non me 'lo vado a fa' er bagno 'n Sardenia?

E di nuovo la stessa struttura per indicare una domanda retorica, possiamo dire.

Che non [mo'o] vado a fa' er bagno 'n Sardegna?

Non me lo vado a fare un bagno in Sardegna?

Che non [mo'o] vado a fare un bagno in Sardegna?

Allora poi che, non me 'lo vado a fa' er nagno 'n Sardenia?

Con quel mare, que'e spiagge?

Attracco in Campania, tutta la costa, Napoli, m'abbuffo un'altra volta, mi riavvio verso casa.

Ma quanto cazzo de roba ci sta in Italia?! Li mortacci nostra!

Ma non potevo nasce' in qualsiasi altro paese?

Che le cose più belle che c'hanno fori pe' strada so' 'e piste ciclabili.

Le cose più belle che c'hanno fori pe' strada so' le piste ciclabili.

Le cose più belle che hanno fuori per strada sono le piste ciclabili.

Diciamo che Svevo qua è un po' polemico

perché lui ironizza spesso sul fatto che noi italiani esaltiamo e apprezziamo i paesi stranieri,

diciamo: "Guarda come funziona tutto bene, hanno le piste ciclabili, funziona tutto

mentre qui in Italia non ci abbiamo niente".

E in realtà non ci rendiamo conto che a livello di cultura, di storia, di luoghi archi... architettonici

non ci batte forse nessun paese nel mondo, quindi...

Beh, spero che vi sia piaciuta questa analisi,

Spero che ci abbiate capito qualcosa.

A me piace un sacco il romano, lo trovo molto molto espressivo.

Magari non a tutti piace, però spero che vi sia piaciuta.

Fatemi sapere se vi è piaciuta questa puntata,

questa prima puntata di una serie forse sugli accenti e sui dialetti italiani.

E cos'altro posso dirvi: fate come tutte queste persone che vedete scorrere di lato,

tutte queste persone sono i membri del mio club Podcast Italiano Club su Patreon,

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Grazie ancora, un abbraccio enorme a tutte queste persone.

Grazie a voi per aver visto questo video.

Ciao ciao. Alla prossima!