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Da Costa a Costa - Season 4, Stagione 4 - Episodio 9 (2)

Stagione 4 - Episodio 9 (2)

Per settimane il resto del mondo ha osservato con sorpresa e timore quanto accadeva in Cina, convincendosi che il contagio non ne avrebbe oltrepassato i confini in quelle dimensioni e addirittura a volte ipotizzando che l'epidemia potesse essere la fine del grande sviluppo cinese dei vent'anni precedenti, con un riallineamento favorevole agli Stati Uniti e all'Occidente in generale.

Quando è successo il contrario, e il virus si è diffuso nel resto del mondo, più o meno da febbraio, una dopo l'altra quasi tutte le nazioni occidentali hanno adottato restrizioni e misure considerate fino a poco tempo prima impensabili, provocando un collasso dell'economia globale le cui dimensioni fanno impallidire la grande crisi del 2008. Alcune nazioni hanno chiuso le loro economie in risposta a un contagio di cui non si erano accorte, e che era diventato così vasto da portare al collasso del sistema sanitario; altre nazioni lo hanno fatto per evitare di trovarsi in quella situazione. Gli Stati Uniti rientrano purtroppo nella categoria di chi si è mosso in ritardo. E quando gli Stati Uniti hanno cominciato a muoversi, in Cina nel frattempo la quarantena dava già i suoi frutti, e le cose iniziavano a migliorare.

Dovendo fare i conti con un'epidemia ormai largamente contenuta mentre gli Stati Uniti affrontavano il momento peggiore, e dovendo riscattare la propria immagine internazionale dopo la problematica – per usare un eufemismo – gestione iniziale del contagio, il governo di Xi Jinping ne ha approfittato per andare all'attacco. Si calcola che dal primo marzo al quattro aprile la Cina abbia spedito in giro per il mondo circa quattro milioni di mascherine. Non passa più un giorno senza che ci siano notizie di carichi di aiuti partiti dalla Cina verso l'Europa, e medici e consulenti cinesi sono stati accolti in tante nazioni portando consigli e istruzioni sul contenimento dell'epidemia.

[SFX Cina Italia]

Badate, non sono regali: nella maggior parte dei casi sono prodotti che la Cina vende a prezzo di mercato. E la qualità di queste merci è stato oggetto di critiche e discussioni, in Italia ma non solo. I Paesi Bassi hanno dovuto richiamare 600.000 mascherine ricevute dalla Cina, perché difettose. I test che la Cina ha inviato in Spagna, in Slovacchia e in Repubblica Ceca erano di pessima qualità. Ma in un momento in cui è difficile reperire questi dispositivi, il loro prezzo si è impennato, e i paesi si tengono strette le loro forniture, la disponibilità cinese è stata vista come un gesto di grande generosità. Il presidente della Serbia ha accolto gli aiuti personalmente all'aeroporto, ha esposto la bandiera cinese e ha detto che la solidarietà europea in confronto non esiste.

[SFX SERBIA]

I media di stato cinesi raccontano queste attività con grande solennità ed entusiasmo, descrivendole come la più grande operazione umanitaria dalla rivoluzione del 1949, e con il megafono di un apparato informativo in inglese nel quale sono stati investiti miliardi di euro. La partenza verso Madrid di un carico da 110.000 mascherine e 800 tute protettive, per un valore di 50.000 euro, è stata descritta dai media cinesi come un “punto di svolta” per la Spagna. Diplomatici e ambasciatori cinesi in Europa sono diventati ancora più attivi su social network come Facebook e Twitter – irraggiungibili in Cina – per comunicare questi trasferimenti e amplificare il ruolo globale della Cina nel corso di questa epidemia. È chiaro che lo scopo del governo riguarda anche la politica interna: Xi Jinping deve riscattare la sua immagine anche agli occhi dei suoi cittadini. Ma il vero obiettivo è il soft power: usare questa posizione di vantaggio per correre in soccorso di paesi che hanno grande bisogno d'aiuto, e così facendo costruire rapporti più stretti con quei governi, vincere la diffidenza delle popolazioni europee e aumentare la propria influenza.

Anche per questo motivo, i media di stato cinesi non criticano mai la gestione dell'epidemia degli altri paesi, o i governanti degli altri paesi. O meglio: fanno così con tutti tranne che con un paese ben preciso.

Come avete ascoltato in questo servizio del New York Times, gli Stati Uniti sono l'unico paese del mondo che viene regolarmente criticato dai media di stato cinesi per come sta gestendo l'epidemia. E questo ci porta ad affrontare la questione dall'altro lato. [Musica Prize Fight]

Stando ai numeri ufficiali, che come sapete vanno letti con enorme cautela, oggi gli Stati Uniti sono alle prese con l'epidemia più vasta al mondo: hanno il maggior numero di contagiati e il maggior numero di morti. L'amministrazione Trump è stata ondivaga e a lungo ha minimizzato la reale minaccia del virus. Ad aprile sia il governo federale che i governi statali sono stati colti fatalmente impreparati. Gli Stati americani si stanno muovendo in ordine sparso, e di fatto oggi in America non esiste una strategia nazionale ma cinquanta diverse strategie: la decisione di riaprire o non riaprire si basa sulle pressioni politiche di questa o quella parte, e non su una valutazione della diffusione del contagio.

In tutto questo, Donald Trump vede la sua rielezione in pericolo e quindi è ancora più indisciplinato del solito: e soprattutto è più interessato a spostare la discussione su questioni che non siano la sua gestione dell'emergenza. Per esempio, appunto, la Cina. Trump ha chiamato a lungo “chinese virus” il coronavirus, ha accusato Joe Biden di essere debole con la Cina e ha addirittura deciso, nel mezzo di una pandemia, di tagliare i finanziamenti americani all'Organizzazione Mondiale della Sanità, accusata di essere condizionata dalla Cina. [SFX Trump chinese virus]

La reazione della Cina è stata, ovviamente, donare all'OMS altri 30 milioni di dollari, una tantum, per generosità. Si può discutere sul fatto che l'OMS sia o no condizionata dalla Cina, sia chiaro, non è una discussione infondata: ma un governo che volesse contrastare questo fenomeno dovrebbe aumentare il proprio coinvolgimento e il proprio peso, e non ridurlo lasciando campo libero al proprio avversario. La politica estera, come la natura, rifiuta il vuoto.

Un atteggiamento ancora più rivelatore da parte di Trump è arrivato quando si è parlato di aiuti internazionali, lo strumento di soft power per eccellenza. Sentite come Trump ha annunciato la partenza di un carico diretto proprio verso l'Italia.

Quando il 30 marzo Trump ha annunciato la spedizione di un carico di “cose” verso l'Italia, si è premurato di specificare che si trattava di “cose” che agli Stati Uniti non servono, cose che gli sono superflue. È una puntualizzazione anomala per un paese con la storia e la posizione internazionale degli Stati Uniti, e fa il paio con un'altra decisione con cui a marzo gli Stati Uniti hanno cancellato la prevista spedizione in Africa di materiali medico-sanitari, perché quei materiali servivano in patria. Nel frattempo, proprio in Africa il governo cinese sta approfittando di questa crisi per rafforzare ulteriormente i profondi legami già costruiti in questi anni, per esempio alleviando le condizioni per il pagamento del debito che questi paesi hanno nei confronti della Cina.

Ovviamente non scopriamo oggi che Trump vede tutti i rapporti internazionali come un gioco a somma zero, qualcosa in cui c'è sempre qualcuno che vince e qualcuno che perde, qualcuno che frega e qualcuno che viene fregato. Ormai sappiamo abbastanza della sua politica estera. Ma è interessante che Trump abbia cominciato ad adottare la stessa logica anche all'interno degli Stati Uniti, a conferma di un atteggiamento che non riesce a dare valore alla collaborazione e all'aiuto reciproco, nemmeno quando si parla dei suoi concittadini: più volte ha fatto capire di essere disposto ad aiutare solo i governatori che lo trattano bene, e ha parlato delle “nostre” scorte, le scorte del governo, e del fatto che fosse o no il caso di darle a “loro”, cioè i governatori. Trump ha detto persino che se fosse per lui gestirebbe l'epidemia sentendo solo i governatori che lo trattano bene.

Ricapitoliamo. Da una parte c'è la Cina, che viene da vent'anni di crescita economica travolgente e politica estera molto aggressiva, che è stata investita dall'epidemia prima degli altri ma quindi sembra anche esserne uscita prima degli altri, che stava già vedendo crescere la propria influenza internazionale e ora sta approfittando dell'emergenza globale per rinsaldare i rapporti con i governi di mezzo mondo e migliorare la propria immagine. Una strategia che sembra stia già ottenendo dei risultati, anche in Italia. Secondo un recente sondaggio dell'istituto SWG, il 36 per cento degli intervistati italiani pensa che l'Italia debba guardare alla Cina per sviluppare nuove alleanze, contro un 30 per cento che pensa che bisognerebbe guardare gli Stati Uniti. Il numero di italiani che considera la Cina amica dell'Italia, secondo questo sondaggio sarebbe passato dal 10 per cento di gennaio 2020 al 52 per cento di marzo.

Dall'altra parte ci sono gli Stati Uniti, un paese che è stato colpito da una nuova gravissima crisi economica proprio quando aveva cominciato a riprendersi davvero dalla crisi del 2008, che sta reagendo all'epidemia in modo erratico e senza una risposta comune, il cui governo non riesce a imporre decisioni valide per tutto il paese e con un presidente che non sembra interessato a contenere la crescente influenza cinese: e anzi, da prima che arrivasse l'epidemia perseguiva una politica di disimpegno dallo scenario internazionale. Quando sono iniziate a circolare le foto dei primi aerei cinesi che portavano materiale medico-sanitario in Italia e in Europa, i giornalisti americani le hanno commentate dicendo: «Questa cosa qui, una volta, la facevamo noi». Ora non più.

Sulla base di questa situazione, molti esperti e analisti pensano che questa crisi possa accelerare cambiamenti che erano già in corso da anni, e che quindi alla fine dell'epidemia – quando arriverà – gli equilibri di potere del nuovo mondo saranno ribaltati: l'America avrà perso centralità in modo irreversibile e la Cina avrà compiuto una volta per tutte la trasformazione da paese in via di sviluppo, da fabbrica del mondo, a grande potenza globale insostituibile, con la quale tutti dovranno fare i conti da una posizione di subalternità, come era stato con gli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale e per gran parte del Novecento. Un mondo a trazione cinese.

Sentite Bonnie Glaser, politologa esperta di relazioni tra Stati Uniti e Cina e analista di uno dei migliori centri studi al mondo, il Center for Strategic and International Studies.

Per quanto questo scenario sia sicuramente fondato, ed è uno degli esiti possibili di questa pandemia sul piano geopolitico, dobbiamo tenere presente che non è un destino inesorabile. Dobbiamo ricordarci la cosa che vi raccontavo all'inizio di questo episodio: non siamo in grado di guardare ai fatti di questi mesi con gli occhi della storia. Ci sono troppe cose che non sappiamo di quello che stiamo vivendo e di quello che ci aspetta, e lo stesso vale per la Cina. Il virus sembra destinato a farci compagnia purtroppo per un bel po' di tempo e potrebbe riemergere, in Cina come altrove. Quella che oggi sembra una posizione di vantaggio, da parte della Cina, potrebbe non esserlo più tra qualche mese. Potremmo anche scoprire cose che oggi non sappiamo sull'origine del virus, sulla gestione delle primissime fasi dell'epidemia e sui dati ufficiali cinesi, che sembrano davvero troppo bassi a giudicare da quello che è successo nel resto del mondo. Anche la Cina, poi, potrebbe essere investita da una grave crisi economica. Senza contare che Trump potrebbe perdere le elezioni di novembre, e la prossima amministrazione americana potrebbe adottare strumenti diversi per arginare la crescente influenza cinese in giro per il mondo.

Insomma, vedremo quello che ci aspetta. Ma questa è la partita che si sta giocando sul piano internazionale dietro la pandemia da coronavirus. Questa è la prova di forza che alla fine di questa epidemia potrebbe restituirci un mondo dai contorni e dagli equilibri completamente nuovi, com'è accaduto per altri grandi bivi della nostra storia recente, dalla Seconda guerra mondiale alla fine dell'Unione Sovietica. E quindi, comunque vada a finire questa storia, noi cittadini, noi persone curiose del mondo e interessate a quello che ci succede intorno, abbiamo un compito. Quel compito è informarci. Potrebbe sembrarvi strano detto da me, che mi occupo di Stati Uniti, ma se vogliamo capire il mondo in cui abitiamo e quello in cui forse abiteremo, dobbiamo conoscere meglio la Cina. Conosciamo troppo poco un paese che è troppo importante perché sia giustificabile la nostra ignoranza: sulla sua cultura, sulla sua forma di governo, sulla sua storia. Il mio primo consiglio per rimediare è ascoltare Risciò, il podcast di Giada Messetti e Simone Pieranni prodotto da Piano P, che trovate gratis su tutte le piattaforme.[00:00] Messetti ha anche scritto un bel libro sulla Cina, che si intitola “Nella testa del dragone”.[00:00] Ma poi bisognerà anche andarci in Cina, appena sarà possibile.[00:00] Vi lascio con le cose che ha scritto su questo tema sul Post lo storico Lorenzo Ferrari.[00:00] «Se andavi in vacanza in Cina (prima del virus), la domanda che più ti sentivi porre al ritorno era “perché in Cina?” – come se fosse strano decidere di passare un paio di settimane a zonzo nel più grande paese del mondo.[00:00] Nessuno farebbe la stessa domanda al ritorno da un viaggio, che so, a Cuba, in Egitto, o in Vietnam.[00:00] Però invece la Cina fa strano.[00:00] […] Sul volo di ritorno, quello che invece ti chiedi è “perché diavolo non c'ero venuto prima?[00:00] E perché tutti si ostinano a fare le vacanze in Giappone o nel sud-est asiatico, invece di venire qua?”.[00:00] La vera domanda infatti è perché uno non ci dovrebbe andare, in Cina.[00:00] Dove lo trovi un altro paese così vasto, vario, antico, dinamico?[00:00] Un altro stato che ospita le spiagge tropicali ma anche le cime dell'Himalaya, e poi le steppe siberiane e le dune di sabbia con le oasi?[00:00] Un altro impero dalla storia millenaria e dalle decine di minoranze ancora ben visibili, nonostante tutto?[00:00] Un altro mondo che sta cambiando in modo radicale, e che sta cambiando anche noi?[00:00] “C'è voluto COVID-19 per farci conoscere l'esistenza di Wuhan, una delle città più grandi del mondo.[00:00] E almeno questa, conteggiamola tra le conseguenze positive del virus.[00:00] Se andate a vedere l'elenco delle maggiori città del mondo, è probabile che le abbiate sentite nominare quasi tutte, tranne quelle cinesi.[00:00] […] Fa davvero impressione quanto poco conosciamo di quel mondo sterminato e determinante per le nostre società.[00:00] Da turisti, soprattutto davanti ai monumenti, si ha spesso l'impressione di essere privi delle chiavi per capirci qualcosa.[00:00] Ma non è solo un problema di cultura personale, o di mete per le vacanze che ci perdiamo.[00:00] Diventa anche un enorme problema politico ed economico, se ci mancano le coordinate di base per capire una delle superpotenze di questo secolo, in un mondo che non è mai stato tanto interconnesso».


Stagione 4 - Episodio 9 (2) Season 4 - Episode 9 (2) Saison 4 - Épisode 9 (2) Temporada 4 - Episódio 9 (2)

Per settimane il resto del mondo ha osservato con sorpresa e timore quanto accadeva in Cina, convincendosi che il contagio non ne avrebbe oltrepassato i confini in quelle dimensioni e addirittura a volte ipotizzando che l'epidemia potesse essere la fine del grande sviluppo cinese dei vent'anni precedenti, con un riallineamento favorevole agli Stati Uniti e all'Occidente in generale. For weeks the rest of the world observed with surprise and fear what was happening in China, convincing itself that the contagion would not have crossed its borders in that dimension and even sometimes hypothesizing that the epidemic could be the end of the great Chinese development of the twenty previous years, with a realignment favorable to the United States and the West in general.

Quando è successo il contrario, e il virus si è diffuso nel resto del mondo, più o meno da febbraio, una dopo l'altra quasi tutte le nazioni occidentali hanno adottato restrizioni e misure considerate fino a poco tempo prima impensabili, provocando un collasso dell'economia globale le cui dimensioni fanno impallidire la grande crisi del 2008. When the opposite happened, and the virus spread to the rest of the world, more or less since February, one by one almost all Western nations adopted restrictions and measures considered unthinkable until recently, causing a collapse of the global economy whose size dwarfs the great crisis of 2008. Alcune nazioni hanno chiuso le loro economie in risposta a un contagio di cui non si erano accorte, e che era diventato così vasto da portare al collasso del sistema sanitario; altre nazioni lo hanno fatto per evitare di trovarsi in quella situazione. Some nations shut down their economies in response to a contagion they hadn't noticed, and which had become so widespread that it led to the collapse of the health system; other nations have done so to avoid being in that situation. Gli Stati Uniti rientrano purtroppo nella categoria di chi si è mosso in ritardo. Unfortunately, the United States falls into the latecomer category. E quando gli Stati Uniti hanno cominciato a muoversi, in Cina nel frattempo la quarantena dava già i suoi frutti, e le cose iniziavano a migliorare. And when the United States began to move, in China in the meantime the quarantine was already bearing fruit, and things were starting to improve.

Dovendo fare i conti con un'epidemia ormai largamente contenuta mentre gli Stati Uniti affrontavano il momento peggiore, e dovendo riscattare la propria immagine internazionale dopo la problematica – per usare un eufemismo – gestione iniziale del contagio, il governo di Xi Jinping ne ha approfittato per andare all'attacco. Having to deal with a now largely contained epidemic while the United States was facing the worst moment, and having to redeem its international image after the problematic - to put it mildly - initial management of the contagion, Xi Jinping's government took the opportunity to go on the attack. Si calcola che dal primo marzo al quattro aprile la Cina abbia spedito in giro per il mondo circa quattro milioni di mascherine. It is estimated that from March 1 to April 4, China shipped around four million masks around the world. Non passa più un giorno senza che ci siano notizie di carichi di aiuti partiti dalla Cina verso l'Europa, e medici e consulenti cinesi sono stati accolti in tante nazioni portando consigli e istruzioni sul contenimento dell'epidemia. Not a day goes by without news of loads of aid leaving China for Europe, and Chinese doctors and consultants have been welcomed in many countries, bringing advice and instructions on containing the epidemic.

[SFX Cina Italia]

Badate, non sono regali: nella maggior parte dei casi sono prodotti che la Cina vende a prezzo di mercato. Mind you, they are not gifts: in most cases they are products that China sells at market price. E la qualità di queste merci è stato oggetto di critiche e discussioni, in Italia ma non solo. And the quality of these goods has been the subject of criticism and discussion, in Italy but not only. I Paesi Bassi hanno dovuto richiamare 600.000 mascherine ricevute dalla Cina, perché difettose. The Netherlands has had to recall 600,000 masks it received from China because they were defective. I test che la Cina ha inviato in Spagna, in Slovacchia e in Repubblica Ceca erano di pessima qualità. The tests that China sent to Spain, Slovakia and the Czech Republic were of very poor quality. Ma in un momento in cui è difficile reperire questi dispositivi, il loro prezzo si è impennato, e i paesi si tengono strette le loro forniture, la disponibilità cinese è stata vista come un gesto di grande generosità. But at a time when these devices are hard to come by, their prices have soared, and countries are holding on to their supplies, China's readiness has been seen as a gesture of great generosity. Il presidente della Serbia ha accolto gli aiuti personalmente all'aeroporto, ha esposto la bandiera cinese e ha detto che la solidarietà europea in confronto non esiste. The Serbian president personally welcomed the aid at the airport, displayed the Chinese flag and said that European solidarity does not exist in comparison.

[SFX SERBIA]

I media di stato cinesi raccontano queste attività con grande solennità ed entusiasmo, descrivendole come la più grande operazione umanitaria dalla rivoluzione del 1949, e con il megafono di un apparato informativo in inglese nel quale sono stati investiti miliardi di euro. The Chinese state media report these activities with great solemnity and enthusiasm, describing them as the largest humanitarian operation since the 1949 revolution, and with the megaphone of an English-language information apparatus in which billions of euros have been invested. La partenza verso Madrid di un carico da 110.000 mascherine e 800 tute protettive, per un valore di 50.000 euro, è stata descritta dai media cinesi come un “punto di svolta” per la Spagna. The departure to Madrid of a shipment of 110,000 masks and 800 protective suits, worth 50,000 euros, has been described by Chinese media as a "turning point" for Spain. Diplomatici e ambasciatori cinesi in Europa sono diventati ancora più attivi su social network come Facebook e Twitter – irraggiungibili in Cina – per comunicare questi trasferimenti e amplificare il ruolo globale della Cina nel corso di questa epidemia. Chinese diplomats and ambassadors to Europe have become even more active on social networks like Facebook and Twitter — unreachable in China — to communicate these transfers and amplify China's global role amid this epidemic. È chiaro che lo scopo del governo riguarda anche la politica interna: Xi Jinping deve riscattare la sua immagine anche agli occhi dei suoi cittadini. It is clear that the purpose of the government also concerns internal politics: Xi Jinping must also redeem his image in the eyes of his citizens. Ma il vero obiettivo è il soft power: usare questa posizione di vantaggio per correre in soccorso di paesi che hanno grande bisogno d'aiuto, e così facendo costruire rapporti più stretti con quei governi, vincere la diffidenza delle popolazioni europee e aumentare la propria influenza. But the real goal is soft power: to use this advantageous position to rush to the rescue of countries that are in great need of help, and in doing so build closer relationships with those governments, win the distrust of European populations and increase one's influence .

Anche per questo motivo, i media di stato cinesi non criticano mai la gestione dell'epidemia degli altri paesi, o i governanti degli altri paesi. Also for this reason, Chinese state media never criticizes other countries' handling of the epidemic, or other countries' rulers. O meglio: fanno così con tutti tranne che con un paese ben preciso. Or rather: they do this with everyone except a specific country.

Come avete ascoltato in questo servizio del New York Times, gli Stati Uniti sono l'unico paese del mondo che viene regolarmente criticato dai media di stato cinesi per come sta gestendo l'epidemia. As you heard in this New York Times report, the United States is the only country in the world that is regularly criticized by Chinese state media for its handling of the outbreak. E questo ci porta ad affrontare la questione dall'altro lato. And this leads us to address the issue from the other side. [Musica Prize Fight]

Stando ai numeri ufficiali, che come sapete vanno letti con enorme cautela, oggi gli Stati Uniti sono alle prese con l'epidemia più vasta al mondo: hanno il maggior numero di contagiati e il maggior numero di morti. According to official numbers, which as you know must be read with great caution, today the United States is grappling with the largest epidemic in the world: it has the highest number of infected people and the highest number of deaths. L'amministrazione Trump è stata ondivaga e a lungo ha minimizzato la reale minaccia del virus. The Trump administration has been wavering and has long downplayed the real threat of the virus. Ad aprile sia il governo federale che i governi statali sono stati colti fatalmente impreparati. Both the federal and state governments were caught fatally unprepared in April. Gli Stati americani si stanno muovendo in ordine sparso, e di fatto oggi in America non esiste una strategia nazionale ma cinquanta diverse strategie: la decisione di riaprire o non riaprire si basa sulle pressioni politiche di questa o quella parte, e non su una valutazione della diffusione del contagio. The American states are moving in no particular order, and in fact today in America there is no national strategy but fifty different strategies: the decision to reopen or not to reopen is based on political pressure from this or that party, and not on an assessment of the spread of infection.

In tutto questo, Donald Trump vede la sua rielezione in pericolo e quindi è ancora più indisciplinato del solito: e soprattutto è più interessato a spostare la discussione su questioni che non siano la sua gestione dell'emergenza. In all of this, Donald Trump sees his re-election in danger and therefore is even more undisciplined than usual: and above all, he is more interested in shifting the discussion to issues other than his handling of the emergency. Per esempio, appunto, la Cina. For example, in fact, China. Trump ha chiamato a lungo “chinese virus” il coronavirus, ha accusato Joe Biden di essere debole con la Cina e ha addirittura deciso, nel mezzo di una pandemia, di tagliare i finanziamenti americani all'Organizzazione Mondiale della Sanità, accusata di essere condizionata dalla Cina. Trump has long called the coronavirus a "Chinese virus", accused Joe Biden of being weak with China and even decided, in the midst of a pandemic, to cut American funding to the World Health Organization, accused of being conditioned by the China. [SFX Trump chinese virus]

La reazione della Cina è stata, ovviamente, donare all'OMS altri 30 milioni di dollari, una tantum, per generosità. China's reaction was, of course, to give WHO another $30 million, one-off, out of generosity. Si può discutere sul fatto che l'OMS sia o no condizionata dalla Cina, sia chiaro, non è una discussione infondata: ma un governo che volesse contrastare questo fenomeno dovrebbe aumentare il proprio coinvolgimento e il proprio peso, e non ridurlo lasciando campo libero al proprio avversario. We can discuss whether or not the WHO is conditioned by China, mind you, it is not an unfounded discussion: but a government wishing to combat this phenomenon should increase its involvement and influence, and not reduce it, leaving the field free for the own opponent. La politica estera, come la natura, rifiuta il vuoto. Foreign policy, like nature, rejects emptiness.

Un atteggiamento ancora più rivelatore da parte di Trump è arrivato quando si è parlato di aiuti internazionali, lo strumento di soft power per eccellenza. An even more revealing attitude from Trump came when it came to international aid, the soft power tool par excellence. Sentite come Trump ha annunciato la partenza di un carico diretto proprio verso l'Italia. Hear how Trump announced the departure of a shipment directly to Italy.

Quando il 30 marzo Trump ha annunciato la spedizione di un carico di “cose” verso l'Italia, si è premurato di specificare che si trattava di “cose” che agli Stati Uniti non servono, cose che gli sono superflue. When on March 30, Trump announced the shipment of a load of "things" to Italy, he took care to specify that they were "things" that the United States does not need, things that are superfluous to it. È una puntualizzazione anomala per un paese con la storia e la posizione internazionale degli Stati Uniti, e fa il paio con un'altra decisione con cui a marzo gli Stati Uniti hanno cancellato la prevista spedizione in Africa di materiali medico-sanitari, perché quei materiali servivano in patria. It is an anomalous remark for a country with the history and international position of the United States, and it goes hand in hand with another decision in March by which the United States canceled the planned shipment of medical-health materials to Africa, because those materials they served at home. Nel frattempo, proprio in Africa il governo cinese sta approfittando di questa crisi per rafforzare ulteriormente i profondi legami già costruiti in questi anni, per esempio alleviando le condizioni per il pagamento del debito che questi paesi hanno nei confronti della Cina. Meanwhile, precisely in Africa, the Chinese government is taking advantage of this crisis to further strengthen the deep ties already built in recent years, for example by easing the conditions for the payment of the debt that these countries owe China.

Ovviamente non scopriamo oggi che Trump vede tutti i rapporti internazionali come un gioco a somma zero, qualcosa in cui c'è sempre qualcuno che vince e qualcuno che perde, qualcuno che frega e qualcuno che viene fregato. Obviously we don't find out today that Trump sees all international relations as a zero-sum game, something in which there is always someone who wins and someone who loses, someone who cheats and someone who gets cheated. Ormai sappiamo abbastanza della sua politica estera. By now we know enough about his foreign policy. Ma è interessante che Trump abbia cominciato ad adottare la stessa logica anche all'interno degli Stati Uniti, a conferma di un atteggiamento che non riesce a dare valore alla collaborazione e all'aiuto reciproco, nemmeno quando si parla dei suoi concittadini: più volte ha fatto capire di essere disposto ad aiutare solo i governatori che lo trattano bene, e ha parlato delle “nostre” scorte, le scorte del governo, e del fatto che fosse o no il caso di darle a “loro”, cioè i governatori. But it is interesting that Trump has begun to adopt the same logic also within the United States, confirming an attitude that fails to give value to collaboration and mutual aid, not even when it comes to his fellow citizens: several times he hinted that he was only willing to help governors who treat him well, and talked about “our” stocks, the government's stocks, and whether or not we should give them to “them”, i.e. the governors. Trump ha detto persino che se fosse per lui gestirebbe l'epidemia sentendo solo i governatori che lo trattano bene. Trump even said that if it were up to him he would handle the epidemic by hearing only the governors treating him well.

Ricapitoliamo. Let's recap. Da una parte c'è la Cina, che viene da vent'anni di crescita economica travolgente e politica estera molto aggressiva, che è stata investita dall'epidemia prima degli altri ma quindi sembra anche esserne uscita prima degli altri, che stava già vedendo crescere la propria influenza internazionale e ora sta approfittando dell'emergenza globale per rinsaldare i rapporti con i governi di mezzo mondo e migliorare la propria immagine. On the one hand there is China, which comes from twenty years of overwhelming economic growth and very aggressive foreign policy, which was hit by the epidemic before the others but therefore also seems to have come out of it before the others, which was already seeing growth its international influence and is now taking advantage of the global emergency to strengthen relations with governments around the world and improve its image. Una strategia che sembra stia già ottenendo dei risultati, anche in Italia. A strategy that seems to be already achieving results, even in Italy. Secondo un recente sondaggio dell'istituto SWG, il 36 per cento degli intervistati italiani pensa che l'Italia debba guardare alla Cina per sviluppare nuove alleanze, contro un 30 per cento che pensa che bisognerebbe guardare gli Stati Uniti. According to a recent survey by the SWG institute, 36 percent of Italian respondents think that Italy should look to China to develop new alliances, against 30 percent who think it should look to the United States. Il numero di italiani che considera la Cina amica dell'Italia, secondo questo sondaggio sarebbe passato dal 10 per cento di gennaio 2020 al 52 per cento di marzo. According to this survey, the number of Italians who consider China a friend of Italy would have gone from 10 percent in January 2020 to 52 percent in March.

Dall'altra parte ci sono gli Stati Uniti, un paese che è stato colpito da una nuova gravissima crisi economica proprio quando aveva cominciato a riprendersi davvero dalla crisi del 2008, che sta reagendo all'epidemia in modo erratico e senza una risposta comune, il cui governo non riesce a imporre decisioni valide per tutto il paese e con un presidente che non sembra interessato a contenere la crescente influenza cinese: e anzi, da prima che arrivasse l'epidemia perseguiva una politica di disimpegno dallo scenario internazionale. On the other side there is the United States, a country which has been hit by a new very serious economic crisis just when it had really begun to recover from the 2008 crisis, which is reacting to the epidemic in an erratic way and without a common response, the whose government is unable to impose valid decisions for the whole country and with a president who does not seem interested in containing the growing Chinese influence: and indeed, since before the epidemic arrived, he has been pursuing a policy of disengagement from the international scene. Quando sono iniziate a circolare le foto dei primi aerei cinesi che portavano materiale medico-sanitario in Italia e in Europa, i giornalisti americani le hanno commentate dicendo: «Questa cosa qui, una volta, la facevamo noi». When the photos of the first Chinese planes carrying medical supplies to Italy and Europe began to circulate, American journalists commented on them by saying: "Once upon a time, we did this thing here." Ora non più. Now no longer.

Sulla base di questa situazione, molti esperti e analisti pensano che questa crisi possa accelerare cambiamenti che erano già in corso da anni, e che quindi alla fine dell'epidemia – quando arriverà – gli equilibri di potere del nuovo mondo saranno ribaltati: l'America avrà perso centralità in modo irreversibile e la Cina avrà compiuto una volta per tutte la trasformazione da paese in via di sviluppo, da fabbrica del mondo, a grande potenza globale insostituibile, con la quale tutti dovranno fare i conti da una posizione di subalternità, come era stato con gli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale e per gran parte del Novecento. Based on this situation, many experts and analysts think that this crisis could accelerate changes that have already been underway for years, and that therefore at the end of the epidemic - when it arrives - the balance of power of the new world will be upended: America will have irreversibly lost its centrality and China will have completed once and for all the transformation from a developing country, from a factory of the world, to an irreplaceable global power, with which everyone will have to deal with from a position of subordination, as he had been with the United States after World War II and through much of the 20th century. Un mondo a trazione cinese. A world driven by China.

Sentite Bonnie Glaser, politologa esperta di relazioni tra Stati Uniti e Cina e analista di uno dei migliori centri studi al mondo, il Center for Strategic and International Studies. Talk to Bonnie Glaser, a political scientist who is an expert on relations between the United States and China and an analyst at one of the best study centers in the world, the Center for Strategic and International Studies.

Per quanto questo scenario sia sicuramente fondato, ed è uno degli esiti possibili di questa pandemia sul piano geopolitico, dobbiamo tenere presente che non è un destino inesorabile. Although this scenario is certainly founded, and it is one of the possible outcomes of this pandemic on a geopolitical level, we must bear in mind that it is not an inexorable fate. Dobbiamo ricordarci la cosa che vi raccontavo all'inizio di questo episodio: non siamo in grado di guardare ai fatti di questi mesi con gli occhi della storia. We must remember what I told you at the beginning of this episode: we are unable to look at the events of these months with the eyes of history. Ci sono troppe cose che non sappiamo di quello che stiamo vivendo e di quello che ci aspetta, e lo stesso vale per la Cina. There are too many things we don't know about what we are experiencing and what awaits us, and the same goes for China. Il virus sembra destinato a farci compagnia purtroppo per un bel po' di tempo e potrebbe riemergere, in Cina come altrove. Unfortunately, the virus seems destined to keep us company for quite some time and could re-emerge, in China as elsewhere. Quella che oggi sembra una posizione di vantaggio, da parte della Cina, potrebbe non esserlo più tra qualche mese. What appears to be an advantageous position for China today may no longer be so in a few months. Potremmo anche scoprire cose che oggi non sappiamo sull'origine del virus, sulla gestione delle primissime fasi dell'epidemia e sui dati ufficiali cinesi, che sembrano davvero troppo bassi a giudicare da quello che è successo nel resto del mondo. We could also discover things we don't know today about the origin of the virus, the management of the very early stages of the epidemic and the official Chinese data, which seem far too low judging by what has happened in the rest of the world. Anche la Cina, poi, potrebbe essere investita da una grave crisi economica. Even China, then, could be hit by a serious economic crisis. Senza contare che Trump potrebbe perdere le elezioni di novembre, e la prossima amministrazione americana potrebbe adottare strumenti diversi per arginare la crescente influenza cinese in giro per il mondo. Not to mention that Trump could lose the November elections, and the next US administration could adopt different tools to stem the growing Chinese influence around the world.

Insomma, vedremo quello che ci aspetta. In short, we will see what awaits us. Ma questa è la partita che si sta giocando sul piano internazionale dietro la pandemia da coronavirus. But this is the game being played internationally behind the coronavirus pandemic. Questa è la prova di forza che alla fine di questa epidemia potrebbe restituirci un mondo dai contorni e dagli equilibri completamente nuovi, com'è accaduto per altri grandi bivi della nostra storia recente, dalla Seconda guerra mondiale alla fine dell'Unione Sovietica. This is the proof of strength that at the end of this epidemic it could give us back a world with completely new contours and balances, as happened for other great crossroads in our recent history, from the Second World War to the end of the Soviet Union. E quindi, comunque vada a finire questa storia, noi cittadini, noi persone curiose del mondo e interessate a quello che ci succede intorno, abbiamo un compito. And therefore, however this story ends, we citizens, we people who are curious about the world and interested in what is happening around us, have a task. Quel compito è informarci. That job is to inform us. Potrebbe sembrarvi strano detto da me, che mi occupo di Stati Uniti, ma se vogliamo capire il mondo in cui abitiamo e quello in cui forse abiteremo, dobbiamo conoscere meglio la Cina. It might seem strange to you coming from me, who deals with the United States, but if we want to understand the world we live in and the one we will perhaps inhabit, we need to get to know China better. Conosciamo troppo poco un paese che è troppo importante perché sia giustificabile la nostra ignoranza: sulla sua cultura, sulla sua forma di governo, sulla sua storia. Il mio primo consiglio per rimediare è ascoltare Risciò, il podcast di Giada Messetti e Simone Pieranni prodotto da Piano P, che trovate gratis su tutte le piattaforme.[00:00] Messetti ha anche scritto un bel libro sulla Cina, che si intitola “Nella testa del dragone”.[00:00] Ma poi bisognerà anche andarci in Cina, appena sarà possibile.[00:00] Vi lascio con le cose che ha scritto su questo tema sul Post lo storico Lorenzo Ferrari.[00:00] «Se andavi in vacanza in Cina (prima del virus), la domanda che più ti sentivi porre al ritorno era “perché in Cina?” – come se fosse strano decidere di passare un paio di settimane a zonzo nel più grande paese del mondo.[00:00] Nessuno farebbe la stessa domanda al ritorno da un viaggio, che so, a Cuba, in Egitto, o in Vietnam.[00:00] Però invece la Cina fa strano.[00:00] […] Sul volo di ritorno, quello che invece ti chiedi è “perché diavolo non c'ero venuto prima?[00:00] E perché tutti si ostinano a fare le vacanze in Giappone o nel sud-est asiatico, invece di venire qua?”.[00:00] La vera domanda infatti è perché uno non ci dovrebbe andare, in Cina.[00:00] Dove lo trovi un altro paese così vasto, vario, antico, dinamico?[00:00] Un altro stato che ospita le spiagge tropicali ma anche le cime dell'Himalaya, e poi le steppe siberiane e le dune di sabbia con le oasi?[00:00] Un altro impero dalla storia millenaria e dalle decine di minoranze ancora ben visibili, nonostante tutto?[00:00] Un altro mondo che sta cambiando in modo radicale, e che sta cambiando anche noi?[00:00] “C'è voluto COVID-19 per farci conoscere l'esistenza di Wuhan, una delle città più grandi del mondo.[00:00] E almeno questa, conteggiamola tra le conseguenze positive del virus.[00:00] Se andate a vedere l'elenco delle maggiori città del mondo, è probabile che le abbiate sentite nominare quasi tutte, tranne quelle cinesi.[00:00] […] Fa davvero impressione quanto poco conosciamo di quel mondo sterminato e determinante per le nostre società.[00:00] Da turisti, soprattutto davanti ai monumenti, si ha spesso l'impressione di essere privi delle chiavi per capirci qualcosa.[00:00] Ma non è solo un problema di cultura personale, o di mete per le vacanze che ci perdiamo.[00:00] Diventa anche un enorme problema politico ed economico, se ci mancano le coordinate di base per capire una delle superpotenze di questo secolo, in un mondo che non è mai stato tanto interconnesso». We know too little about a country that is too important for our ignorance to be justified: about its culture, its form of government, its history. My first advice to remedy this is to listen to Risciò, the podcast by Giada Messetti and Simone Pieranni produced by Piano P, which you can find for free on all platforms. [00:00] Messetti has also written a good book on China, entitled " In the head of the dragon". [00:00] But then we will also have to go to China, as soon as possible. [00:00] I leave you with the things that the historian Lorenzo Ferrari wrote on this topic in the Post. [00:00 ] «If you went on holiday to China (before the virus), the question you most felt asked upon your return was "why in China?" – as if it were strange to decide to spend a couple of weeks wandering around the greatest country in the world. [00:00] No one would ask the same question when returning from a trip to, say, Cuba, Egypt, or Vietnam. [00:00] But China is strange.[00:00] [...] On the return flight, what you ask yourself instead is "why the hell hadn't I been there before? [00:00] And why is everyone do they insist on taking their holidays in Japan or in South-East Asia, instead of coming here?” [00:00] The real question is, in fact, why one shouldn't go to China. [00:00] Where do you find a another country so vast, varied, ancient, dynamic? [00:00] Another state that hosts tropical beaches but also the peaks of the Himalayas, and then the Siberian steppes and sand dunes with oases? [00:00 ] Another empire with a thousand-year history and dozens of minorities still clearly visible, despite everything?[00:00] Another world that is changing radically, and that we are also changing?[00:00] “There is wanted COVID-19 to make us know the existence of Wuhan, one of the largest cities in the world.[00:00] And at least this one, let's count it among the positive consequences of the virus.[00:00] If you go to see the list of major cities in the world, it is probable that you have heard of almost all of them, except the Chinese ones.[00:00] [...] It is really impressive how little we know about that immense and crucial world for our societies.[00:00] As tourists, especially in front of monuments, one often has the impression of being without the keys to understand something.[00:00] But it's not just a problem of personal culture, or holiday destinations that we get lost.[00:00] It also becomes a huge political and economic problem, if we lack the basic coordinates to understand one of the superpowers of this century, in a world that has never been so interconnected".