×

Utilizziamo i cookies per contribuire a migliorare LingQ. Visitando il sito, acconsenti alla nostra politica dei cookie.


image

Da Costa a Costa - Season 4, Stagione 4 - Episodio 6 (2)

Stagione 4 - Episodio 6 (2)

AUDIO

I due ebbero una figlia, Ashley, nel 1981, e a quel punto Biden in Senato era già diventato qualcuno. Era stato rieletto nel 1978 senza alcuna fatica, come sarebbe successo da lì in poi tutte le volte: Joe Biden nella sua intera carriera non ha mai perso un'elezione. E aveva cominciato a lavorare a progetti di legge importanti, a trattare da pari i suoi colleghi senatori, a sviluppare con loro relazioni spesso umane prima che politiche. Biden lavorò a molte leggi sulla lotta alla criminalità e contro la droga, rafforzò le scuole delle zone più povere del paese, contribuì a mettere fuori legge farmaci pericolosi, e durante le audizioni del Senato mise sotto torchio imprenditori, manager e leader politici locali. Soprattutto, però, Biden si fece notare per come la sua abilità politica sapeva fondersi con le sue qualità umane, per come sapeva costruire contatti e legami proficui con le persone anche solo con una stretta di mano.

Joe Biden è sempre stato un politico da strada. Un venditore, dicono i suoi detrattori; una persona norale, dicono i suoi ammiratori. Di sicuro, per almeno trent'anni in America non ci sono stati politici più abili di Joe Biden nel lavoro più artigianale della politica: stare in mezzo alle persone, ascoltare i loro problemi, ricordarsi i loro nomi e anche i nomi dei loro figli, farle sorridere con una battuta. Convincerle, soprattutto, con tutta una serie di espressioni che negli anni gli sono state associate: “Here's the deal”, “Not a joke”, “I really mean this”, “Folks!”. Biden è sempre rimasto una persona comune, ruspante, alla buona, nonostante il suo prestigio crescente al Senato anno dopo anno: ed è sempre rimasto anche uno dei parlamentari americani più poveri, decidendo di non investire e di non arrotondare con altre attività, come fanno invece molti dei suoi colleghi. Biden è sempre stato anche un politico molto loquace, nonostante la sua balbuzie giovanile, e negli anni si è costruito anche la reputazione di politico simpatico ma che va spesso fuori tema e che dice cose che non dovrebbe dire.

AUDIO

Queste qualità umane Biden le ha mantenute, nel tempo. Per esempio, è noto che a Biden capiti di dare il suo numero di telefono personale ad alcune delle persone che incontra quando viaggia per gli Stati Uniti, che vanno ai suoi incontri e ai suoi comizi. A volte sono persone che balbettano, e lui gli dice: questo è il mio numero, chiamami, ti do qualche consiglio, ce la puoi fare anche tu. A volte sono persone che hanno affrontato un lutto molto grave e cercano conforto da qualcuno che possa capirli. Le persone poi lo chiamano veramente. E lui risponde al telefono e ci parla, veramente.

AUDIO

Nel 1987 Joe Biden fece la cosa che uno come lui, giovane com'era, popolare com'era, famoso e amato com'era in tutto il paese, per ragioni politiche ma anche per ragioni personali, avrebbe dovuto fare. Si candidò alla presidenza degli Stati Uniti, e partecipò alle primarie del Partito Democratico.

AUDIO

Biden annunciò la sua candidatura dalla stazione ferroviaria di Wilmington, non a caso, e all'inizio era considerato tra i favoriti. Era interprete già allora dei sentimenti della pancia del partito, progressista ma pragmatico, abile in campagna elettorale e anche nella raccolta fondi. Se fosse stato eletto, sarebbe diventato presidente a 45 anni: eppure faceva parte del Senato da quando ne aveva 30, era diventato presidente della commissione Giustizia. Era giovane, ma certo non si poteva definire inesperto. Eppure la sua campagna non decollò. Se per essere eletto in Delaware infatti poteva bastargli uno staff composto dai suoi amici più fidati e dai suoi parenti, una campagna presidenziale è tutta un'altra partita. La sua strategia non era chiara, e altri candidati più attrezzati di lui si dimostrarono molto competitivi.

Inoltre, a settembre del 1987 Biden fu accusato di aver plagiato un suo discorso dal discorso dell'allora segretario del Partito Laburista britannico, Neil Kinnock.

AUDIO

L'accusa era fondata, come avete ascoltato. Imbeccati da questa storia, i giornali accusarono poi Biden di aver plagiato qualche passaggio della sua tesi di laurea: un'accusa da cui poi sarebbe stato scagionato, ma che fece crescere le critiche e alla fine lo portò al ritiro, prima ancora che le primarie cominciassero. Forse vi sembrerà esagerato, ma sì: a quei tempi bastava una cosa del genere per far fallire una candidatura. Col senno di poi, però, Biden fu fortunato. A febbraio del 1988, infatti, dopo aver avuto uno strano e perdurante mal di testa per molti giorni, Biden fu portato d'urgenza in ospedale e operato per un aneurisma al cervello. Tre mesi dopo fu operato di nuovo per un altro aneurisma. Nel frattempo aveva avuto un'embolia polmonare. La sua situazione dopo la seconda operazione era così grave che a un certo punto un prete gli diede l'estrema unzione. In tutto restò per sette mesi in ospedale. Sia lui che sua moglie Jill hanno detto più volte che se Biden fosse rimasto in corsa in quelle primarie, difficilmente si sarebbe fermato per farsi visitare dopo quello strano mal di testa. Lui invece si riprese, e anche molto bene: non ha più avuto simili problemi di salute. Qualche anno fa il suo chirurgo, oggi in pensione, disse: “Joe Biden è l'unico politico con un cervello! Posso dirlo con certezza, perché l'ho visto”.

Biden restò quindi in Senato, dove la sua anzianità gli permetteva di scegliere gli incarichi più importanti e prestigiosi, e lo metteva al centro di qualsiasi negoziato su qualsiasi legge. Biden diventò uno dei parlamentari più importanti, ma percorrere questo tipo di carriera avrebbe avuto un costo sulle sue successive ambizioni, comprese quelle che sta coltivando in questi giorni, in questa campagna elettorale. Non è un caso se bisogna tornare a Gerald Ford, quindi a una persona che diventò presidente praticamente per caso e negli anni Settanta, per trovare un presidente degli Stati Uniti con alle spalle una lunghissima carriera al Congresso. Passare tanti anni in Parlamento, infatti, comporta votare su tantissime leggi diverse, prendere posizione su un sacco di questioni, mettere la faccia su accordi e compromessi che magari in quel momento possono sembrare i migliori possibili, ma sui quali il giudizio non può che cambiare con il passare degli anni.

Oggi Biden si ritrova a candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti dovendo difendere le scelte prese durante quarant'anni di carriera al Senato, nonostante in questi quarant'anni le cose siano cambiate moltissimo. Negli anni Ottanta, per esempio, Biden gestì il passaggio di una legge contro la criminalità che all'epoca fu salutata come un grosso passo avanti, ma che oggi viene giudicata diversamente nel modo in cui comportò l'incarcerazione di molte persone afroamericane. Il fatto che negli anni Novanta disse che per contenere il debito pubblico bisognava contenere anche la spesa per la previdenza sociale gli viene rinfacciato ancora oggi, così come il suo voto a favore della guerra in Iraq. Il modo superficiale con cui nel 1991 trattò le accuse di Anita Hill, una donna che sosteneva di essere molestata dal giudice della Corte Suprema Clarence Thomas, lo ha portato a chiedere scusa ancora pochi mesi fa. Queste zavorre, questi problemi politici, finirono per condizionare anche la sua seconda candidatura alle primarie: quelle del 2008.

Forse non ve lo ricordate, ma Joe Biden si candidò alle primarie del 2008, quelle di Hillary Clinton e Barack Obama. Non si fece notare molto. Commise le sue solite due o tre gaffe. Pagò il suo non essere affatto nuovo, contro un candidato come Obama; e pagò anche il suo non avere risorse economiche, contro una candidata come Hillary Clinton. Arrivò soltanto quinto ai caucus dell'Iowa, e si ritirò. Durante la campagna elettorale però sviluppò un ottimo rapporto con Barack Obama, che vinte le primarie lo scelse come suo vice. Obama era giovane e inesperto: aveva bisogno di un vice che potesse guidarlo nei rapporti col Congresso e che desse al paese una sensazione di tranquillità, sicurezza e competenza. Biden era perfetto. Le doti di politico da strada di Biden, poi, tornarono molti utili al comitato Obama, che infatti lo mandava a fare campagna elettorale nelle zone più rurali del paese e in quelle con una forte classe operaia: i posti in cui Biden è sempre andato per la maggiore. La loro alchimia funzionò benissimo, e ne nacque notoriamente una grande amicizia. Obama ha detto più volte che scegliere Joe Biden come vice è stata la prima e migliore decisione che abbia preso da candidato e poi da presidente degli Stati Uniti.

AUDIO

Non è che il rapporto tra lui e Obama fosse sempre rose e fiori, eh. E i due impiegarono un po' a conoscersi e capirsi. Ma Obama affidò da subito a Biden le questioni più delicate: dal pacchetto di aiuti per uscire dalla crisi alla guerra in Afghanistan, dalla questione ucraina a quella irachena. E Biden ottenne da Obama di essere l'ultima persona con cui consultarsi prima di prendere una decisione importante. Per otto anni Biden ha interpretato il ruolo del soldato, lui che era abituato a essere un leader del Congresso; ha fatto gioco di squadra, ha incalzato Obama e lo ha aiutato. Il suo ruolo è stato molto commentato: ci sono esperti che considerano Joe Biden uno dei più efficaci e influenti vicepresidenti della storia americana. Ma c'è un episodio del 2012 che permette di dare un po' di sostanza a questa affermazione.

Era maggio, l'elezione era distante sei mesi, e in tutto il paese diventavano sempre più forti i movimenti per chiedere che anche le persone omosessuali potessero sposarsi, come tutte le altre. La posizione ufficiale di Obama e Biden era la posizione del partito: le persone omosessuali non devono essere discriminate dal governo, le unioni civili devono essere aperte tutti, ma il matrimonio è quello tra uomo e donna. Gli esperti davano per scontato che Obama si sarebbe dichiarato favorevole ai matrimoni gay soltanto dopo le elezioni, per evitare che un tema così delicato potesse diventare argomento di campagna elettorale. Ma non avevano tenuto conto di Joe Biden. In aprile, durante un incontro di raccolta fondi a porte chiuse, un uomo gli chiese perché secondo lui non dovesse poter sposare suo marito. La risposta di Biden spiazzò tutti. Biden raccontò di come avesse cambiato idea, nel corso del tempo; di come i suoi nipoti non vedessero niente di sbagliato nel matrimonio tra due persone dello stesso sesso, di come lui stesso non ci vedesse più niente di sbagliato. Due settimane dopo, senza essersi messo d'accordo con il comitato Obama, che nonsi aspettava niente e fu colto completamente di sorpresa, Biden disse la stessa cosa in diretta televisiva.

AUDIO

Era una grossa notizia: non si era mai visto un vicepresidente superare il proprio presidente su un tema così importante e delicato, peraltro in campagna elettorale. A quel punto la domanda che tutti si facevano era una sola: Obama la pensa come Biden o no? Non fosse altro che per limitare i danni, la risposta di Obama a quel punto non poteva che essere una. L'intuizione di Biden era giusta: serviva uno strattone, e quello strattone non sarebbe stato un problema in campagna elettorale.

AUDIO

L'amicizia tra Obama e Biden si consolidò anche attraverso la sofferenza. Durante il 2014, infatti, il figlio maggiore di Joe Biden, Beau, scoprì di avere un tumore al cervello. Fu una notizia sconvolgente per l'intera famiglia e naturalmente per lo stesso Joe Biden, che doveva affrontare la grave malattia di suo figlio mentre cercava di fare non un lavoro qualsiasi, ma il lavoro di vicepresidente. Joe Biden ha raccontato più volte di come Obama fosse l'unica persona all'infuori della sua famiglia a essere informato su tutto, durante quei mesi, nonché quella che mise a disposizione l'aiuto più concreto. I Biden non sono mai stati ricchi, e i politici in America non guadagnano tanti soldi. Biden raccontò a Obama che Beau avrebbe dovuto lasciare il suo incarico di procuratore generale in Delaware, e quindi lui e Jill avrebbero venduto la loro casa di famiglia per permettere a suo figlio di curarsi senza pensieri. Obama lo interruppe e gli disse: Non vendere la casa. Te li do io i soldi, ho guadagnato tanto con i libri. Ma non vendere la casa. AUDIO Beau Biden morì a maggio del 2015, a 45 anni. L'intera famiglia Biden passò un anno e mezzo terribile, che Biden ha raccontato nel suo ultimo libro, di cui ho avuto il piacere di tradurre l'edizione italiana. Quel libro si intitola “Papà, fammi una promessa”, e racconta tra le altre cose che prima di morire Beau chiese a suo padre di non lasciarsi andare, di continuare a fare il suo lavoro, e dato che voleva candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti nel 2016, gli chiese di non rinunciare, di candidarsi. Papà, fammi una promessa, gli disse. Joe Biden non mantenne la promessa, nel 2016: dopo mesi di retroscena disse che soffriva ancora troppo per suo figlio, e non era in grado di concentrarsi sulla campagna elettorale. La sua avventura in politica sembrava essersi conclusa con la fine del secondo mandato di Obama, quando ricevette a sorpresa la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti, la medaglia della libertà, e con “distinction”, un'ulteriore onorificenza riservata in passato a personaggi del calibro di Ronald Reagan e Giovanni Paolo II. Obama lo definì “Il miglior vicepresidente che l'America abbia mai avuto”. Solo che poi è arrivato Trump. AUDIO Joe Biden ha deciso di candidarsi ancora alla presidenza degli Stati Uniti, per la terza volta, a 77 anni. Nonostante con l'età abbia perso smalto, e non sia più il brillante oratore di prima. Nonostante la zavorra delle tantissime scelte politiche del passato che deve difendere. Nonostante venga descritto come un moderato, quando se non ci fossero Bernie Sanders ed Elizabeth Warren sarebbe il candidato con il programma più progressista della storia recente del Partito Democratico. Nonostante la sua intera filosofia politica, evidentemente figlia della sua carriera, si basi sulla possibilità di ripristinare un antico spirito dell'America ormai perduto, una politica condotta con dignità, onore, razionalità e pragmatismo. Una convinzione secondo molti superata dai tempi, che hanno bisogno invece di politici più aggressivi, più radicali, che trattino i Repubblicani come nemici. Ora, è difficile, ma mettetevi per un attimo nei panni di Joe Biden. Ha avuto una vita che ne contiene quattro. È stato uno dei parlamentari più importanti del paese e vicepresidente per quattro anni. Evidentemente non è guidato dall'ambizione personale, cosa che si può dire anche per il suo principale avversario nel partito, Bernie Sanders. Ha 77 anni, sarebbe anche andato finalmente in pensione, ma nel 2016, nell'anno in cui lui non ha voluto candidarsi nonostante quello che gli aveva chiesto suo figlio, la persona che è diventata presidente si chiama Donald Trump. Un uomo che rappresenta tutto il contrario di quello che ha fatto e ha detto Joe Biden per cinquant'anni di carriera, ma non solo: un uomo che – nell'idea di Biden – minaccia di cambiare radicalmente, di distruggere il paese che lui ha contribuito a costruire per così tanto tempo. Di demolire la riforma sanitaria e l'accordo sul clima, le alleanze internazionali e i diritti delle persone. Ecco: questo è il punto in cui la storia personale di Joe Biden si incastra con la sua candidatura e anche con il momento che attraversano gli Stati Uniti. Questo è il punto in cui capiamo perché questa è la battaglia della vita di Joe Biden. Non sappiamo se funzionerà, dal punto di vista elettorale, ma questo è il messaggio e non potrebbe essere più coerente con il personaggio. Può capitare un grande ostacolo nella tua vita, come la balbuzie o la perdita di una persona cara, di una moglie, di un figlio, di due figli. Ma bisogna ricominciare. Può capitare un grande guaio alla tua carriera, un grande fallimento, ma bisogna rimettersi in pista. Può capitare una grande delusione anche alla tua campagna elettorale, che può cominciare malissimo com'è cominciata questa campagna elettorale di Biden, ma bisogna sapersela mettere alle spalle. Può capitare un incidente come la vittoria di Donald Trump, ma bisogna rimediare. Può capitare di cadere, ma bisogna rialzarsi.


Stagione 4 - Episodio 6 (2) Season 4 - Episode 6 (2) Temporada 4 - Episodio 6 (2) Saison 4 - Épisode 6 (2) Temporada 4 - Episódio 6 (2)

AUDIO

I due ebbero una figlia, Ashley, nel 1981, e a quel punto Biden in Senato era già diventato qualcuno. The two had a daughter, Ashley, in 1981, and by then Biden had already become someone in the Senate. Era stato rieletto nel 1978 senza alcuna fatica, come sarebbe successo da lì in poi tutte le volte: Joe Biden nella sua intera carriera non ha mai perso un'elezione. Il a été réélu en 1978 sans difficulté, comme ce fut le cas à chaque fois à partir de cette date : Joe Biden n'a jamais perdu une élection au cours de sa carrière. E aveva cominciato a lavorare a progetti di legge importanti, a trattare da pari i suoi colleghi senatori, a sviluppare con loro relazioni spesso umane prima che politiche. Et il avait commencé à travailler sur des projets de loi importants, à traiter ses collègues sénateurs d'égal à égal, à développer avec eux des relations souvent plus humaines que politiques. Biden lavorò a molte leggi sulla lotta alla criminalità e contro la droga, rafforzò le scuole delle zone più povere del paese, contribuì a mettere fuori legge farmaci pericolosi, e durante le audizioni del Senato mise sotto torchio imprenditori, manager e leader politici locali. Biden a travaillé sur de nombreuses lois contre la criminalité et la drogue, a renforcé les écoles dans les régions les plus pauvres du pays, a contribué à rendre illégales les drogues dangereuses et, lors d'auditions au Sénat, a mis à l'épreuve des hommes d'affaires, des gestionnaires et des dirigeants politiques locaux. Soprattutto, però, Biden si fece notare per come la sua abilità politica sapeva fondersi con le sue qualità umane, per come sapeva costruire contatti e legami proficui con le persone anche solo con una stretta di mano. Mais surtout, Biden a été remarqué pour la manière dont ses compétences politiques pouvaient se fondre dans ses qualités humaines, pour la manière dont il savait établir des contacts et des liens fructueux avec les gens, ne serait-ce que par une poignée de main.

Joe Biden è sempre stato un politico da strada. Joe Biden a toujours été un politicien de rue. Un venditore, dicono i suoi detrattori; una persona norale, dicono i suoi ammiratori. A seller, say his detractors; a Noral person, say his admirers. Un vendeur, disent ses détracteurs ; une personne normale, disent ses admirateurs. Di sicuro, per almeno trent'anni in America non ci sono stati politici più abili di Joe Biden nel lavoro più artigianale della politica: stare in mezzo alle persone, ascoltare i loro problemi, ricordarsi i loro nomi e anche i nomi dei loro figli, farle sorridere con una battuta. Convincerle, soprattutto, con tutta una serie di espressioni che negli anni gli sono state associate: “Here's the deal”, “Not a joke”, “I really mean this”, “Folks!”. Convaincre surtout par toute une série d'expressions qui lui ont été associées au fil des ans : "Voilà le truc", "Ce n'est pas une blague", "Je le pense vraiment", "Les amis ! Biden è sempre rimasto una persona comune, ruspante, alla buona, nonostante il suo prestigio crescente al Senato anno dopo anno: ed è sempre rimasto anche uno dei parlamentari americani più poveri, decidendo di non investire e di non arrotondare con altre attività, come fanno invece molti dei suoi colleghi. Biden est toujours resté une personne ordinaire, terre-à-terre et simple, malgré son prestige croissant au Sénat année après année. Il est également toujours resté l'un des parlementaires américains les plus pauvres, décidant de ne pas investir et de ne pas compléter ses revenus par d'autres activités, comme le font bon nombre de ses collègues. Biden è sempre stato anche un politico molto loquace, nonostante la sua balbuzie giovanile, e negli anni si è costruito anche la reputazione di politico simpatico ma che va spesso fuori tema e che dice cose che non dovrebbe dire. Biden a également toujours été un homme politique très bavard, malgré son bégaiement de jeunesse, et au fil des ans, il s'est également forgé une réputation d'homme politique sympathique, mais qui s'écarte souvent du sujet et dit des choses qu'il ne devrait pas dire.

AUDIO

Queste qualità umane Biden le ha mantenute, nel tempo. Per esempio, è noto che a Biden capiti di dare il suo numero di telefono personale ad alcune delle persone che incontra quando viaggia per gli Stati Uniti, che vanno ai suoi incontri e ai suoi comizi. Par exemple, Biden est connu pour donner son numéro de téléphone personnel à certaines des personnes qu'il rencontre lors de ses déplacements aux États-Unis, qui se rendent à ses réunions et à ses rassemblements. A volte sono persone che balbettano, e lui gli dice: questo è il mio numero, chiamami, ti do qualche consiglio, ce la puoi fare anche tu. A volte sono persone che hanno affrontato un lutto molto grave e cercano conforto da qualcuno che possa capirli. Le persone poi lo chiamano veramente. E lui risponde al telefono e ci parla, veramente.

AUDIO

Nel 1987 Joe Biden fece la cosa che uno come lui, giovane com'era, popolare com'era, famoso e amato com'era in tutto il paese, per ragioni politiche ma anche per ragioni personali, avrebbe dovuto fare. Si candidò alla presidenza degli Stati Uniti, e partecipò alle primarie del Partito Democratico.

AUDIO

Biden annunciò la sua candidatura dalla stazione ferroviaria di Wilmington, non a caso, e all'inizio era considerato tra i favoriti. Biden a annoncé sa candidature depuis la gare de Wilmington, ce qui n'est pas surprenant, et était initialement considéré comme un favori. Era interprete già allora dei sentimenti della pancia del partito, progressista ma pragmatico, abile in campagna elettorale e anche nella raccolta fondi. Il était déjà à l'époque un interprète des sentiments du ventre du parti, progressiste mais pragmatique, adepte de la campagne et de la collecte de fonds. Se fosse stato eletto, sarebbe diventato presidente a 45 anni: eppure faceva parte del Senato da quando ne aveva 30, era diventato presidente della commissione Giustizia. Era giovane, ma certo non si poteva definire inesperto. Eppure la sua campagna non decollò. Se per essere eletto in Delaware infatti poteva bastargli uno staff composto dai suoi amici più fidati e dai suoi parenti, una campagna presidenziale è tutta un'altra partita. Si une équipe composée de ses amis et parents les plus fidèles a pu suffire à le faire élire dans le Delaware, une campagne présidentielle est une tout autre paire de manches. La sua strategia non era chiara, e altri candidati più attrezzati di lui si dimostrarono molto competitivi.

Inoltre, a settembre del 1987 Biden fu accusato di aver plagiato un suo discorso dal discorso dell'allora segretario del Partito Laburista britannico, Neil Kinnock.

AUDIO

L'accusa era fondata, come avete ascoltato. Imbeccati da questa storia, i giornali accusarono poi Biden di aver plagiato qualche passaggio della sua tesi di laurea: un'accusa da cui poi sarebbe stato scagionato, ma che fece crescere le critiche e alla fine lo portò al ritiro, prima ancora che le primarie cominciassero. Les journaux accusent alors Biden d'avoir plagié certains passages de sa thèse, accusation dont il sera disculpé par la suite, mais qui accroît les critiques et conduit finalement à son retrait avant même le début des primaires. Forse vi sembrerà esagerato, ma sì: a quei tempi bastava una cosa del genere per far fallire una candidatura. Col senno di poi, però, Biden fu fortunato. Rétrospectivement, Biden a eu de la chance. A febbraio del 1988, infatti, dopo aver avuto uno strano e perdurante mal di testa per molti giorni, Biden fu portato d'urgenza in ospedale e operato per un aneurisma al cervello. En février 1988, après avoir eu un mal de tête étrange et persistant pendant plusieurs jours, Biden a été transporté d'urgence à l'hôpital et opéré d'un anévrisme cérébral. Tre mesi dopo fu operato di nuovo per un altro aneurisma. Nel frattempo aveva avuto un'embolia polmonare. La sua situazione dopo la seconda operazione era così grave che a un certo punto un prete gli diede l'estrema unzione. In tutto restò per sette mesi in ospedale. Sia lui che sua moglie Jill hanno detto più volte che se Biden fosse rimasto in corsa in quelle primarie, difficilmente si sarebbe fermato per farsi visitare dopo quello strano mal di testa. Lui et sa femme Jill ont répété à maintes reprises que si Joe Biden était resté dans la course lors de cette primaire, il ne se serait guère arrêté pour un check-up après cet étrange mal de tête. Lui invece si riprese, e anche molto bene: non ha più avuto simili problemi di salute. Qualche anno fa il suo chirurgo, oggi in pensione, disse: “Joe Biden è l'unico politico con un cervello! Posso dirlo con certezza, perché l'ho visto”.

Biden restò quindi in Senato, dove la sua anzianità gli permetteva di scegliere gli incarichi più importanti e prestigiosi, e lo metteva al centro di qualsiasi negoziato su qualsiasi legge. Biden est donc resté au Sénat, où son ancienneté lui permettait de choisir les postes les plus importants et les plus prestigieux, et le plaçait au centre de toute négociation sur une législation. Biden diventò uno dei parlamentari più importanti, ma percorrere questo tipo di carriera avrebbe avuto un costo sulle sue successive ambizioni, comprese quelle che sta coltivando in questi giorni, in questa campagna elettorale. M. Biden est devenu l'un des parlementaires les plus importants, mais la poursuite d'une telle carrière aurait nui à ses ambitions ultérieures, y compris celles qu'il cultive ces jours-ci, dans le cadre de cette campagne électorale. Non è un caso se bisogna tornare a Gerald Ford, quindi a una persona che diventò presidente praticamente per caso e negli anni Settanta, per trovare un presidente degli Stati Uniti con alle spalle una lunghissima carriera al Congresso. Ce n'est pas un hasard s'il faut remonter à Gerald Ford, devenu président pratiquement par hasard et dans les années 1970, pour trouver un président américain ayant derrière lui une très longue carrière au Congrès. Passare tanti anni in Parlamento, infatti, comporta votare su tantissime leggi diverse, prendere posizione su un sacco di questioni, mettere la faccia su accordi e compromessi che magari in quel momento possono sembrare i migliori possibili, ma sui quali il giudizio non può che cambiare con il passare degli anni. En effet, passer tant d'années au Parlement implique de voter tant de lois différentes, de prendre position sur tant de sujets, de donner son visage à des accords et des compromis qui peuvent sembler les meilleurs possibles sur le moment, mais sur lesquels le jugement ne peut qu'évoluer au fil des années.

Oggi Biden si ritrova a candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti dovendo difendere le scelte prese durante quarant'anni di carriera al Senato, nonostante in questi quarant'anni le cose siano cambiate moltissimo. Negli anni Ottanta, per esempio, Biden gestì il passaggio di una legge contro la criminalità che all'epoca fu salutata come un grosso passo avanti, ma che oggi viene giudicata diversamente nel modo in cui comportò l'incarcerazione di molte persone afroamericane. Dans les années 1980, par exemple, M. Biden a fait adopter une loi contre la criminalité qui a été saluée comme un grand pas en avant à l'époque, mais qui est aujourd'hui jugée différemment en raison de la façon dont elle a entraîné l'incarcération de nombreux Afro-Américains. Il fatto che negli anni Novanta disse che per contenere il debito pubblico bisognava contenere anche la spesa per la previdenza sociale gli viene rinfacciato ancora oggi, così come il suo voto a favore della guerra in Iraq. Le fait qu'il ait déclaré dans les années 1990 que pour contenir la dette nationale, il fallait également limiter les dépenses de sécurité sociale lui est encore reproché aujourd'hui, tout comme son vote en faveur de la guerre en Irak. Il modo superficiale con cui nel 1991 trattò le accuse di Anita Hill, una donna che sosteneva di essere molestata dal giudice della Corte Suprema Clarence Thomas, lo ha portato a chiedere scusa ancora pochi mesi fa. La manière superficielle dont il a traité les allégations d'Anita Hill, une femme qui affirmait avoir été harcelée par le juge de la Cour suprême Clarence Thomas, en 1991, l'a amené à présenter à nouveau des excuses il y a quelques mois. Queste zavorre, questi problemi politici, finirono per condizionare anche la sua seconda candidatura alle primarie: quelle del 2008. These ballasts, these political problems, also conditioned his second candidacy in the primaries: those of 2008. Ces boulets, ces problèmes politiques, ont également fini par affecter sa deuxième candidature aux primaires : celles de 2008.

Forse non ve lo ricordate, ma Joe Biden si candidò alle primarie del 2008, quelle di Hillary Clinton e Barack Obama. Non si fece notare molto. Il ne s'est pas fait remarquer. Commise le sue solite due o tre gaffe. Pagò il suo non essere affatto nuovo, contro un candidato come Obama; e pagò anche il suo non avere risorse economiche, contro una candidata come Hillary Clinton. Il a payé le fait de ne pas être nouveau du tout, face à un candidat comme Obama ; et il a également payé le fait de ne pas avoir de ressources économiques, face à une candidate comme Hillary Clinton. Arrivò soltanto quinto ai caucus dell'Iowa, e si ritirò. Il n'a terminé que cinquième lors des caucus de l'Iowa et s'est retiré. Durante la campagna elettorale però sviluppò un ottimo rapporto con Barack Obama, che vinte le primarie lo scelse come suo vice. Obama era giovane e inesperto: aveva bisogno di un vice che potesse guidarlo nei rapporti col Congresso e che desse al paese una sensazione di tranquillità, sicurezza e competenza. Obama était jeune et inexpérimenté : il avait besoin d'un adjoint qui puisse le guider dans ses relations avec le Congrès et donner au pays un sentiment de calme, de sécurité et de compétence. Biden era perfetto. Le doti di politico da strada di Biden, poi, tornarono molti utili al comitato Obama, che infatti lo mandava a fare campagna elettorale nelle zone più rurali del paese e in quelle con una forte classe operaia: i posti in cui Biden è sempre andato per la maggiore. Les compétences de Biden en tant que politicien de rue ont été très utiles au comité Obama, qui l'a envoyé faire campagne dans les régions les plus rurales du pays et dans celles où la classe ouvrière est très présente : les endroits où Biden a toujours été présent. La loro alchimia funzionò benissimo, e ne nacque notoriamente una grande amicizia. Leur alchimie a très bien fonctionné et une grande amitié s'en est suivie. Obama ha detto più volte che scegliere Joe Biden come vice è stata la prima e migliore decisione che abbia preso da candidato e poi da presidente degli Stati Uniti.

AUDIO

Non è che il rapporto tra lui e Obama fosse sempre rose e fiori, eh. E i due impiegarono un po' a conoscersi e capirsi. Il leur a fallu du temps pour apprendre à se connaître et à se comprendre. Ma Obama affidò da subito a Biden le questioni più delicate: dal pacchetto di aiuti per uscire dalla crisi alla guerra in Afghanistan, dalla questione ucraina a quella irachena. Mais Obama a immédiatement confié à Biden les dossiers les plus sensibles : du plan d'aide pour sortir de la crise à la guerre en Afghanistan, de la question ukrainienne à la question irakienne. E Biden ottenne da Obama di essere l'ultima persona con cui consultarsi prima di prendere una decisione importante. Per otto anni Biden ha interpretato il ruolo del soldato, lui che era abituato a essere un leader del Congresso; ha fatto gioco di squadra, ha incalzato Obama e lo ha aiutato. Pendant huit ans, Biden a joué le rôle du soldat, lui qui était habitué à être un leader du Congrès ; il a joué en équipe, il a poussé Obama et l'a aidé. Il suo ruolo è stato molto commentato: ci sono esperti che considerano Joe Biden uno dei più efficaci e influenti vicepresidenti della storia americana. Ma c'è un episodio del 2012 che permette di dare un po' di sostanza a questa affermazione.

Era maggio, l'elezione era distante sei mesi, e in tutto il paese diventavano sempre più forti i movimenti per chiedere che anche le persone omosessuali potessero sposarsi, come tutte le altre. La posizione ufficiale di Obama e Biden era la posizione del partito: le persone omosessuali non devono essere discriminate dal governo, le unioni civili devono essere aperte tutti, ma il matrimonio è quello tra uomo e donna. Gli esperti davano per scontato che Obama si sarebbe dichiarato favorevole ai matrimoni gay soltanto dopo le elezioni, per evitare che un tema così delicato potesse diventare argomento di campagna elettorale. Les experts ont tenu pour acquis qu'Obama ne se prononcerait en faveur du mariage gay qu'après les élections, afin d'éviter qu'un sujet aussi sensible ne devienne un enjeu de campagne. Ma non avevano tenuto conto di Joe Biden. In aprile, durante un incontro di raccolta fondi a porte chiuse, un uomo gli chiese perché secondo lui non dovesse poter sposare suo marito. La risposta di Biden spiazzò tutti. Biden's response stunned everyone. La réponse de M. Biden a stupéfié tout le monde. Biden raccontò di come avesse cambiato idea, nel corso del tempo; di come i suoi nipoti non vedessero niente di sbagliato nel matrimonio tra due persone dello stesso sesso, di come lui stesso non ci vedesse più niente di sbagliato. M. Biden a expliqué qu'il avait changé d'avis au fil du temps, que ses petits-enfants ne voyaient rien de mal au mariage homosexuel et que lui-même n'y voyait rien de mal. Due settimane dopo, senza essersi messo d'accordo con il comitato Obama, che nonsi aspettava niente e fu colto completamente di sorpresa, Biden disse la stessa cosa in diretta televisiva. Two weeks later, without agreeing with the Obama committee, that he expected nothing and was completely taken by surprise, Biden said the same thing on live television.

AUDIO

Era una grossa notizia: non si era mai visto un vicepresidente superare il proprio presidente su un tema così importante e delicato, peraltro in campagna elettorale. A quel punto la domanda che tutti si facevano era una sola: Obama la pensa come Biden o no? Non fosse altro che per limitare i danni, la risposta di Obama a quel punto non poteva che essere una. L'intuizione di Biden era giusta: serviva uno strattone, e quello strattone non sarebbe stato un problema in campagna elettorale. Biden's intuition was correct: a jerk was needed, and that jerk would not have been a problem in the election campaign. L'intuition de M. Biden était la bonne : il fallait tirer sur la corde, et cette corde ne serait pas un enjeu de la campagne électorale.

AUDIO

L'amicizia tra Obama e Biden si consolidò anche attraverso la sofferenza. Durante il 2014, infatti, il figlio maggiore di Joe Biden, Beau, scoprì di avere un tumore al cervello. Fu una notizia sconvolgente per l'intera famiglia e naturalmente per lo stesso Joe Biden, che doveva affrontare la grave malattia di suo figlio mentre cercava di fare non un lavoro qualsiasi, ma il lavoro di vicepresidente. Joe Biden ha raccontato più volte di come Obama fosse l'unica persona all'infuori della sua famiglia a essere informato su tutto, durante quei mesi, nonché quella che mise a disposizione l'aiuto più concreto. Joe Biden a raconté à plusieurs reprises que M. Obama était la seule personne, en dehors de sa famille, à avoir été informée de tout ce qui se passait pendant ces mois, et qu'il était celui qui apportait l'aide la plus concrète. I Biden non sono mai stati ricchi, e i politici in America non guadagnano tanti soldi. Biden raccontò a Obama che Beau avrebbe dovuto lasciare il suo incarico di procuratore generale in Delaware, e quindi lui e Jill avrebbero venduto la loro casa di famiglia per permettere a suo figlio di curarsi senza pensieri. Obama lo interruppe e gli disse: Non vendere la casa. Te li do io i soldi, ho guadagnato tanto con i libri. Je vous donnerai l'argent, j'ai beaucoup gagné avec les livres. Ma non vendere la casa. AUDIO Beau Biden morì a maggio del 2015, a 45 anni. L'intera famiglia Biden passò un anno e mezzo terribile, che Biden ha raccontato nel suo ultimo libro, di cui ho avuto il piacere di tradurre l'edizione italiana. Quel libro si intitola “Papà, fammi una promessa”, e racconta tra le altre cose che prima di morire Beau chiese a suo padre di non lasciarsi andare, di continuare a fare il suo lavoro, e dato che voleva candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti nel 2016, gli chiese di non rinunciare, di candidarsi. Papà, fammi una promessa, gli disse. Joe Biden non mantenne la promessa, nel 2016: dopo mesi di retroscena disse che soffriva ancora troppo per suo figlio, e non era in grado di concentrarsi sulla campagna elettorale. La sua avventura in politica sembrava essersi conclusa con la fine del secondo mandato di Obama, quando ricevette a sorpresa la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti, la medaglia della libertà, e con “distinction”, un'ulteriore onorificenza riservata in passato a personaggi del calibro di Ronald Reagan e Giovanni Paolo II. Obama lo definì “Il miglior vicepresidente che l'America abbia mai avuto”.   Solo che poi è arrivato Trump.   AUDIO   Joe Biden ha deciso di candidarsi ancora alla presidenza degli Stati Uniti, per la terza volta, a 77 anni. Nonostante con l'età abbia perso smalto, e non sia più il brillante oratore di prima. Nonostante la zavorra delle tantissime scelte politiche del passato che deve difendere. Nonostante venga descritto come un moderato, quando se non ci fossero Bernie Sanders ed Elizabeth Warren sarebbe il candidato con il programma più progressista della storia recente del Partito Democratico. Nonostante la sua intera filosofia politica, evidentemente figlia della sua carriera, si basi sulla possibilità di ripristinare un antico spirito dell'America ormai perduto, una politica condotta con dignità, onore, razionalità e pragmatismo. Una convinzione secondo molti superata dai tempi, che hanno bisogno invece di politici più aggressivi, più radicali, che trattino i Repubblicani come nemici.   Ora, è difficile, ma mettetevi per un attimo nei panni di Joe Biden. Ha avuto una vita che ne contiene quattro. È stato uno dei parlamentari più importanti del paese e vicepresidente per quattro anni. Evidentemente non è guidato dall'ambizione personale, cosa che si può dire anche per il suo principale avversario nel partito, Bernie Sanders. Ha 77 anni, sarebbe anche andato finalmente in pensione, ma nel 2016, nell'anno in cui lui non ha voluto candidarsi nonostante quello che gli aveva chiesto suo figlio, la persona che è diventata presidente si chiama Donald Trump. Un uomo che rappresenta tutto il contrario di quello che ha fatto e ha detto Joe Biden per cinquant'anni di carriera, ma non solo: un uomo che – nell'idea di Biden – minaccia di cambiare radicalmente, di distruggere il paese che lui ha contribuito a costruire per così tanto tempo. Di demolire la riforma sanitaria e l'accordo sul clima, le alleanze internazionali e i diritti delle persone.   Ecco: questo è il punto in cui la storia personale di Joe Biden si incastra con la sua candidatura e anche con il momento che attraversano gli Stati Uniti. Questo è il punto in cui capiamo perché questa è la battaglia della vita di Joe Biden. Non sappiamo se funzionerà, dal punto di vista elettorale, ma questo è il messaggio e non potrebbe essere più coerente con il personaggio. Può capitare un grande ostacolo nella tua vita, come la balbuzie o la perdita di una persona cara, di una moglie, di un figlio, di due figli. Ma bisogna ricominciare. Può capitare un grande guaio alla tua carriera, un grande fallimento, ma bisogna rimettersi in pista. Può capitare una grande delusione anche alla tua campagna elettorale, che può cominciare malissimo com'è cominciata questa campagna elettorale di Biden, ma bisogna sapersela mettere alle spalle. Può capitare un incidente come la vittoria di Donald Trump, ma bisogna rimediare. Può capitare di cadere, ma bisogna rialzarsi.