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"Il fu Mattia Pascal" di Luigi Pirandello, VI - Tac tac tac... (Prima parte)

VI - Tac tac tac... (Prima parte)

VI: Tac tac tac... (Prima parte)

Lei sola, là dentro, quella pallottola d'avorio, correndo graziosa nella roulette , in senso inverso al quadrante, pareva giocasse: « Tac tac tac »

Lei sola: - non certo quelli che la guardavano, sospesi nel supplizio che cagionava loro il capriccio di essa, a cui - ecco - sotto, su i quadrati gialli del tavoliere, tante mani avevano recato, come in offerta votiva, oro, oro e oro, tante mani che tremavano adesso nell'attesa angosciosa, palpando inconsciamente altro oro, quello della prossima posta, mentre gli occhi supplici pareva dicessero: « Dove a te piaccia, dove a te piaccia di cadere, graziosa pallottola d'avorio, nostra dea crudele! ».

Ero capitato là, a Montecarlo, per caso.

Dopo una delle solite scene con mia suocera e mia moglie, che ora, oppresso e fiaccato com'ero dalla doppia recente sciagura, mi cagionavano un disgusto intollerabile; non sapendo più resistere alla noja, anzi allo schifo di vivere a quel modo; miserabile, senza né probabilità né speranza di miglioramento, senza più il conforto che mi veniva dalla mia dolce bambina, senza alcun compenso, anche minimo, all'amarezza, allo squallore, all'orribile desolazione in cui ero piombato; per una risoluzione quasi improvvisa, ero fuggito dal paese, a piedi, con le cinquecento lire di Berto in tasca. Avevo pensato, via facendo, di recarmi a Marsiglia, dalla stazione ferroviaria del paese vicino, a cui m'ero diretto: giunto a Marsiglia, mi sarei imbarcato, magari con un biglietto di terza classe, per l'America, così alla ventura. Che avrebbe potuto capitarmi di peggio, alla fin fine, di ciò che avevo sofferto e soffrivo a casa mia? Sarei andato incontro, sì, ad altre catene, ma più gravi di quella che già stavo per strapparmi dal piede non mi sarebbero certo sembrate. E poi avrei veduto altri paesi, altre genti, altra vita, e mi sarei sottratto almeno all'oppressione che mi soffocava e mi schiacciava. Se non che, giunto a Nizza, m'ero sentito cader l'animo. Gl'impeti miei giovanili erano abbattuti da un pezzo: troppo ormai la noja mi aveva tarlato dentro, e svigorito il cordoglio. L'avvilimento maggiore m'era venuto dalla scarsezza del denaro con cui avrei dovuto avventurarmi nel bujo della sorte, così lontano, incontro a una vita affatto ignota, e senz'alcuna preparazione. Ora, sceso a Nizza, non ben risoluto ancora di ritornare a casa, girando per la città, m'era avvenuto di fermarmi innanzi a una grande bottega su l' Avenue de la Gare , che recava questa insegna a grosse lettere dorate: DÉPOT DE ROULETTES DE PRECISION

Ve n'erano esposte d'ogni dimensione, con altri attrezzi del giuoco e varii opuscoli che avevano sulla copertina il disegno della roulette ; Si sa che gl'infelici facilmente diventano superstiziosi, per quanto poi deridano l'altrui credulità e le speranze che a loro stessi la superstizione certe volte fa d'improvviso concepire e che non vengono mai a effetto, s'intende. Ricordo che io, dopo aver letto il titolo d'uno di quegli opuscoli: Méthode pour gagner à la roulette , mi allontanai dalla bottega con un sorriso sdegnoso e di commiserazione. Ma, fatti pochi passi, tornai in- dietro, e (per curiosità, via, non per altro!) con quello stesso sorriso sdegnoso e di commiserazione su le labbra, entrai nella bottega e comprai quell'opuscolo. Non sapevo affatto di che si trattasse, in che consistesse il giuoco e come fosse congegnato. Mi misi a leggere; ma ne compresi ben poco.

« Forse dipende, » pensai, « perché non ne so molto, io, di francese. Nessuno me l'aveva insegnato; avevo imparato da me qualche cosa, così, leggiucchiando nella biblioteca; non ero poi per nulla sicuro della pronunzia e temevo di far ridere, parlando. Questo timore appunto mi rese dapprima perplesso se andare o no; ma poi pensai che m'ero partito per avventurarmi fino in America, sprovvisto di tutto e senza conoscere neppur di vista l'inglese e lo spagnuolo; dunque via, con quel po' di francese di cui potevo disporre e con la guida di quell'opuscolo, fino a Montecarlo, li a due passi, avrei potuto bene avventurarmi. « Né mia suocera né mia moglie, » dicevo fra me, in treno, « sanno di questo po' di denaro, che mi resta in portafogli. Andrò a buttarlo lì, per togliermi ogni tentazione. Spero che potrò conservare tanto da pagarmi il ritorno a casa. E se no... »

Avevo sentito dire che non difettavano alberi - solidi - nel giardino attorno alla bisca. In fin dè conti, magari mi sarei appeso economicamente a qualcuno di essi, con la cintola dei calzoni, e ci avrei fatto anche una bella figura. Avrebbero detto:

« Chi sa quanto avrà perduto questo povero uomo! Mi aspettavo di meglio, dico la verità. L'ingresso, sì, non c'è male; si vede che hanno avuto quasi l'intenzione d'innalzare un tempio alla Fortuna, con quelle otto colonne di marmo. Un portone e due porte laterali. Su queste era scritto Tirez : e fin qui ci arrivavo; arrivai anche al Poussez del portone, che evidentemente voleva dire il contrario; spinsi ed entrai.

Pessimo gusto! E fa dispetto. Potrebbero almeno offrire a tutti coloro che vanno a lasciar lì tanto denaro la soddisfazione di vedersi scorticati in un luogo men sontuoso e più bello. Tutte le grandi città si compiacciono adesso di avere un bel mattatojo per le povere bestie, le quali pure, prive come sono d'ogni educazione, non possono goderne. E vero tuttavia che la maggior parte della gente che va lì ha ben altra voglia che quella di badare al gusto della decorazione di quelle cinque sale, come coloro che seggono su quei divani, giro giro, non sono spesso in condizione di accorgersi della dubbia eleganza dell'imbottitura. Vi seggono, di solito, certi disgraziati, cui la passione del giuoco ha sconvolto il cervello nel modo più singolare: stanno li a studiare il così detto equilibrio delle probabilità, e meditano seriamente i colpi da tentare, tutta un'architettura di giuoco, consultando appunti su le vicende dè numeri: vogliono insomma estrarre la logica dal caso, come dire il sangue dalle pietre; e son sicurissimi che, oggi o domani, vi riusciranno. Ma non bisogna meravigliarsi di nulla.

- Ah, il 12! il 12! - mi diceva un signore di Lugano, pezzo d'omone, la cui vista avrebbe suggerito le più consolanti riflessioni su le resistenti energie della razza umana. - Il 12 è il re dei numeri; ed è il mio numero! Non mi tradisce mai! Si diverte, sì, a farmi dispetti, magari spesso; ma poi, alla fine, mi compensa, mi compensa sempre della mia fedeltà.

Era innamorato del numero 12, quell'omone lì, e non sapeva più parlare d'altro. Mi raccontò che il giorno precedente quel suo numero non aveva voluto sortire neppure una volta; ma lui non s'era dato per vinto: volta per volta, ostinato, la sua posta sul 12; era rimasto su la breccia fino all'ultimo, fino all'ora in cui i croupiers annunziano: - Messieurs, aux trois dernier!

Ebbene, al primo di quei tre ultimi colpi, niente; niente neanche al secondo; al terzo e ultimo, pàffete: il 12.

- M'ha parlato! - concluse, con gli occhi brillanti di gioja - M'ha parlato! È vero che, avendo perduto tutta la giornata, non gli eran restati per quell'ultima posta che pochi scudi; dimodoché, alla fine, non aveva potuto rifarsi di nulla. Ma che gl'importava? Il numero 12 gli aveva parlato!

Sentendo questo discorso, mi vennero a mente quattro versi del povero Pinzone, il cui cartolare dè bisticci col seguito delle sue rime balzane, rinvenuto durante lo sgombero di casa, sta ora in biblioteca; e volli recitarli a quel signore:

Ero già stanco di stare alla bada della Fortuna. La dea capricciosa dovea pure passar per la mia strada.

E passò finalmente. Ma tignosa.

E quel signore allora si prese la testa con tutt'e due le mani e contrasse dolorosamente, a lungo, tutta la faccia. Lo guardai, prima sorpreso, poi costernato.

- Che ha?

- Niente. Rido, - mi rispose.

Rideva così! Gli faceva tanto male, tanto male la testa, che non poteva soffrire lo scotimento del riso.

Andate a innamorarvi del numero 12!

Prima di tentare la sorte - benché senz'alcuna illusione - volli stare un pezzo a osservare, per rendermi conto del modo con cui procedeva il giuoco. Non mi parve affatto complicato, come il mio opuscolo m'aveva lasciato immaginare. In mezzo al tavoliere, sul tappeto verde numerato, era incassata la roulette . Tutt'intorno, i giocatori, uomini e donne, vecchi e giovani, d'ogni paese e d'ogni condizione, parte seduti, parte in piedi, s'affrettavano nervosamente a disporre mucchi e mucchietti di luigi e di scudi e biglietti di banca, su i numeri gialli dei quadrati; quelli che non riuscivano ad accostarsi, o non volevano, dicevano al croupier i numeri e i colori su cui intendevano di giocare, e il croupier , subito, col rastrello disponeva le loro poste secondo l'indicazione, con meravigliosa destrezza; si faceva silenzio, un silenzio strano, angoscioso, quasi vibrante di frenate violenze, rotto di tratto in tratto dalla voce monotona sonnolenta dei croupiers: - Messieurs, faites vos jeux

Mentre di là, presso altri tavolieri, altre voci ugualmente monotone dicevano:

Le jeu est fait! Rien ne va plus!

Alla fine, il croupier lanciava la pallottola sulla roulette

- Tac tac tac...

E tutti gli occhi si volgevano a lei con varia espressione: d'ansia, di sfida, d'angoscia, di terrore. Qualcuno fra quelli rimasti in piedi, dietro coloro che avevano avuto la fortuna di trovare una seggiola, si sospingeva per intravedere ancora la propria posta, prima che i rastrelli dei croupiers si allungassero ad arraffarla.

La boule , alla fine, cadeva sul quadrante, e il croupier ripeteva con la solita voce la formula d'uso e annunziava il numero sortito e il colore. Arrischiai la prima posta di pochi scudi sul tavoliere di sinistra nella prima sala, così, a casaccio, sul venticinque; e stetti anch'io a guardare la perfida pallottola, ma sorridendo, per una specie di vellicazione interna, curiosa, al ventre. Cade la boule sul quadrante, e:

- Vingtcinq! - annunzia il croupier . - Rouge, impair et passe!

Avevo vinto! Allungavo la mano sul mio mucchietto moltiplicato, quanto un signore, altissimo di statura, da le spalle poderose troppo in sù, che reggevano una piccola testa con gli occhiali d'oro sul naso rincagnato, la fronte sfuggente, i capelli lunghi e lisci su la nuca, tra biondi e grigi, come il pizzo e i baffi, me la scostò senza tante cerimonie e si prese lui il mio denaro. Nel mio povero e timidissimo francese, volli fargli notare che aveva sbagliato - oh, certo involontariamente!

Era un tedesco, e parlava il francese peggio di me, ma con un coraggio da leone: mi si scagliò addosso, sostenendo che lo sbaglio invece era mio, e che il denaro era suo.

Mi guardai attorno, stupito: nessuno fiatava, neppure il mio vicino che pur mi aveva veduto posare quei pochi scudi sul venticinque. Guardai i croupiers : immobili, impassibili, come statue. « Ah sì? » dissi tra me e, quietamente, mi tirai su la mano gli altri scudi che avevo posato sul tavolino innanzi a me, e me la filai.

« Ecco un metodo, pour gagner à la roulette , » pensai, « che non è contemplato nel mio opuscolo. E chi sa che non sia l'unico, in fondo! Ma la fortuna, non so per quali suoi fini segreti, volle darmi una solenne e memorabile smentita.

Appressatomi a un altro tavoliere, dove si giocava forte, stetti prima un buon pezzo a squadrar la gente che vi stava attorno: erano per la maggior parte signori in marsina; c'eran parecchie signore; più d'una mi parve equivoca; la vista d'un certo ometto biondo biondo, dagli occhi grossi, ceruli, venati di sangue e contornati da lunghe ciglia quasi bianche, non m'affidò molto, in prima; era in marsina anche lui, ma si vedeva che non era solito di portarla: volli vederlo alla prova: puntò forte: perdette; non si scompose: ripuntò anche forte, al colpo seguente: via! non sarebbe andato appresso ai miei quattrinucci. Benché, di prima colta, avessi avuto quella scottatura, mi vergognai del mio sospetto. C'era tanta gente là che buttava a manate oro e argento, come fossero rena, senza alcun timore, e dovevo temere io per la mia miseriola? Notai, fra gli altri, un giovinetto, pallido come di cera, con un grosso monocolo all'occhio sinistro il quale affettava un'aria di sonnolenta indifferenza; sedeva scompostamente; tirava fuori dalla tasca dei calzoni i suoi luigi; li posava a casaccio su un numero qualunque e, senza guardare, pinzandosi i peli dei baffetti nascenti aspettava che la boule cadesse; domandava allora al suo vicino se aveva perduto. Lo vidi perdere sempre.

Quel suo vicino era un signore magro, elegantissimo, su i quarant'anni; ma aveva il collo troppo lungo e gracile, ed era quasi senza mento, con un pajo d'occhietti neri, vivaci, e bei capelli corvini, abbondanti, rialzati sul capo. Godeva, evidentemente, nel risponder di sì al giovinetto. Egli, qualche volta, vinceva.

Mi posi accanto a un grosso signore, dalla carnagione così bruna, che le occhiaje e le palpebre gli apparivano come affumicate; aveva i capelli grigi, ferruginei, e il pizzo ancor quasi tutto nero e ricciuto; spirava forza e salute; eppure, come se la corsa della pallottola d'avorio gli promovesse l'asma, egli si metteva ogni volta ad arrangolare, forte, irresistibilmente. La gente si voltava a guardarlo; ma raramente egli se n'accorgeva: smetteva allora per un istante, si guardava attorno, con un sorriso nervoso, e tornava ad arrangolare, non potendo farne a meno, finché la boule non cadeva sul quadrante. A poco a poco, guardando, la febbre del giuoco prese anche me. I primi colpi mi andarono male. Poi cominciai a sentirmi come in uno stato d'ebbrezza estrosa curiosissima: agivo quasi automaticamente, per improvvise, incoscienti ispirazioni; puntavo, ogni volta, dopo gli altri, all'ultimo, là! e subito acquistavo la coscienza, la certezza che avrei vinto; e vincevo. Puntavo dapprima poco; poi, man mano, di più, di più, senza contare. Quella specie di lucida ebbrezza cresceva intanto in me, né s'intorbidava per qualche colpo fallito, perché mi pareva d'averlo quasi preveduto; anzi, qualche volta, dicevo tra me: « Ecco, questo lo perderò; debbo perderlo ». Ero come elettrizzato. A un certo punto, ebbi l'ispirazione di arrischiar tutto, là e addio; e vinsi. Gli orecchi mi ronzavano; ero tutto in sudore, e gelato. Mi parve che uno dei croupiers come sorpreso di quella mia tenace fortuna, mi osservasse. Nell'esagitazione in cui mi trovavo, sentii nello sguardo di quell'uomo come una sfida, e arrischiai tutto di nuovo, quel che avevo di mio e quel che avevo vinto, senza pensarci due volte: la mano mi andò su lo stesso numero di prima, il 35; fui per ritrarla; ma no, lì, lì di nuovo, come se qualcuno me l'avesse comandato. Chiusi gli occhi, dovevo essere pallidissimo. Si fece un gran silenzio, e mi parve che si facesse per me solo, come se tutti fossero sospesi nell'ansia mia terribile. La boule girò, girò un'eternità, con una lentezza che esasperava di punto in punto l'insostenibile tortura. Alfine cadde.

M'aspettavo che il croupier , con la solita voce (mi parve lontanissima), dovesse annunziare: - Trentecinq, noir, impair et passe!

Presi il denaro e dovetti allontanarmi, come un ubriaco. Caddi a sedere sul divano, sfinito; appoggiai il capo alla spalliera, per un bisogno improvviso, irresistibile, di dormire, di ristorarmi con un po' di sonno. E già quasi vi cedevo, quando mi sentii addosso un peso, un peso materiale, che subito mi fece riscuotere. Quanto avevo vinto? Aprii gli occhi, ma dovetti richiuderli immediatamente: mi girava la testa. Il caldo, là dentro, era soffocante. Come! Era già sera? Avevo intraveduto i lumi accesi. E quanto tempo avevo dunque giocato? Mi alzai pian piano; uscii.

VI - Tac tac tac... (Prima parte) VI - Tac Tac Tac... (Part 1) VI - Tac Tac Tac... (Primera parte) VI - Tac Tac Tac... (Primeira parte)

VI: Tac tac tac... (Prima parte)

Lei sola, là dentro, quella pallottola d’avorio, correndo graziosa nella roulette , in senso inverso al quadrante, pareva giocasse: She alone, in there, that ivory bullet, running gracefully in the roulette , in the opposite direction of the dial, seemed to be playing: Lei sola, là dentro, quella pallottola d'avorio, correndo graziosa nella roulette , in senso inverso al quadrante, pareva giocasse: 她独自在那里,那颗象牙子弹,优雅地在轮盘上运行,朝着与转盘相反的方向,似乎在玩: « Tac tac tac »

Lei sola: - non certo quelli che la guardavano, sospesi nel supplizio che cagionava loro il capriccio di essa, a cui - ecco - sotto, su i quadrati gialli del tavoliere, tante mani avevano recato, come in offerta votiva, oro, oro e oro, tante mani che tremavano adesso nell’attesa angosciosa, palpando inconsciamente altro oro, quello della prossima posta, mentre gli occhi supplici pareva dicessero: « Dove a te piaccia, dove a te piaccia di cadere, graziosa pallottola d’avorio, nostra dea crudele! She alone: - certainly not those who looked at her, suspended in the torture that her whim caused them, to whom - here - underneath, on the yellow squares of the board, many hands had brought, as in a votive offering, gold, gold and gold, so many hands that now trembled in anguished waiting, unconsciously groping more gold, that of the next post, while the pleading eyes seemed to say: "Where you like it, where you like to fall, pretty ivory bullet, our goddess cruel! ».

Ero capitato là, a Montecarlo, per caso.

Dopo una delle solite scene con mia suocera e mia moglie, che ora, oppresso e fiaccato com’ero dalla doppia recente sciagura, mi cagionavano un disgusto intollerabile; non sapendo più resistere alla noja, anzi allo schifo di vivere a quel modo; miserabile, senza né probabilità né speranza di miglioramento, senza più il conforto che mi veniva dalla mia dolce bambina, senza alcun compenso, anche minimo, all’amarezza, allo squallore, all’orribile desolazione in cui ero piombato; per una risoluzione quasi improvvisa, ero fuggito dal paese, a piedi, con le cinquecento lire di Berto in tasca. After one of the usual scenes with my mother-in-law and my wife, who now, oppressed and weakened as I was by the recent double disaster, caused me an intolerable disgust; not knowing any more how to resist the boredom, or rather the disgust of living like that; miserable, with no probability or hope of improvement, no longer the comfort that came to me from my sweet child, without any compensation, even the slightest, for bitterness, squalor, the horrible desolation into which I had fallen; for an almost sudden resolution, I had fled the village, on foot, with Berto's five hundred liras in his pocket. Avevo pensato, via facendo, di recarmi a Marsiglia, dalla stazione ferroviaria del paese vicino, a cui m’ero diretto: giunto a Marsiglia, mi sarei imbarcato, magari con un biglietto di terza classe, per l’America, così alla ventura. Che avrebbe potuto capitarmi di peggio, alla fin fine, di ciò che avevo sofferto e soffrivo a casa mia? What could have happened to me worse, in the end, than what I had suffered and was suffering at home? Sarei andato incontro, sì, ad altre catene, ma più gravi di quella che già stavo per strapparmi dal piede non mi sarebbero certo sembrate. I would have been facing, yes, more chains, but more serious than the one I was already about to rip off my foot would certainly not have seemed to me. E poi avrei veduto altri paesi, altre genti, altra vita, e mi sarei sottratto almeno all’oppressione che mi soffocava e mi schiacciava. Se non che, giunto a Nizza, m’ero sentito cader l’animo. Except that, having arrived in Nice, I had felt my spirits drop. Gl’impeti miei giovanili erano abbattuti da un pezzo: troppo ormai la noja mi aveva tarlato dentro, e svigorito il cordoglio. My youthful impulses had been torn down for a long time: too much now my annoyance had screwed me inside, and my grief was weakened. L’avvilimento maggiore m’era venuto dalla scarsezza del denaro con cui avrei dovuto avventurarmi nel bujo della sorte, così lontano, incontro a una vita affatto ignota, e senz’alcuna preparazione. The greatest disheartenment had come to me from the paucity of money with which I would have to venture into the dark of fate, so far away, encountering a life completely unknown, and without any preparation. Ora, sceso a Nizza, non ben risoluto ancora di ritornare a casa, girando per la città, m’era avvenuto di fermarmi innanzi a una grande bottega su l' Avenue de la Gare , che recava questa insegna a grosse lettere dorate: Now, having gone down to Nice, not quite resolved yet to return home, wandering around the city, it had occurred to me to stop in front of a large store on the Avenue de la Gare , which bore this sign in large golden letters: DÉPOT DE ROULETTES DE PRECISION DÉPOT DE ROULETTES DE PRECISION

Ve n’erano esposte d’ogni dimensione, con altri attrezzi del giuoco e varii opuscoli che avevano sulla copertina il disegno della roulette ; There were exhibits of all sizes, with other tools of the game and various pamphlets that had a drawing of roulette on the cover ; Si sa che gl’infelici facilmente diventano superstiziosi, per quanto poi deridano l’altrui credulità e le speranze che a loro stessi la superstizione certe volte fa d’improvviso concepire e che non vengono mai a effetto, s’intende. It is known that the unhappy easily become superstitious, however much they then mock the credulity of others and the hopes that superstition sometimes makes them suddenly conceive and which never come to fruition, it is understood. Ricordo che io, dopo aver letto il titolo d’uno di quegli opuscoli: Méthode pour gagner à la roulette , mi allontanai dalla bottega con un sorriso sdegnoso e di commiserazione. I remember that I, after reading the title of one of those pamphlets: Méthode pour gagner à la roulette , walked away from the store with a disdainful smile of commiseration. Ma, fatti pochi passi, tornai in- dietro, e (per curiosità, via, non per altro!) But, having taken a few steps, I went back in- back, and (out of curiosity, go, not anything else!) con quello stesso sorriso sdegnoso e di commiserazione su le labbra, entrai nella bottega e comprai quell’opuscolo. with that same disdainful, pitying smile on my lips, I went into the store and bought that pamphlet. Non sapevo affatto di che si trattasse, in che consistesse il giuoco e come fosse congegnato. I did not know at all what it was about, what the game consisted of and how it was contrived. Mi misi a leggere; ma ne compresi ben poco. I set out to read; but I understood very little.

« Forse dipende, » pensai, « perché non ne so molto, io, di francese. Nessuno me l’aveva insegnato; avevo imparato da me qualche cosa, così, leggiucchiando nella biblioteca; non ero poi per nulla sicuro della pronunzia e temevo di far ridere, parlando. Questo timore appunto mi rese dapprima perplesso se andare o no; ma poi pensai che m’ero partito per avventurarmi fino in America, sprovvisto di tutto e senza conoscere neppur di vista l’inglese e lo spagnuolo; dunque via, con quel po' di francese di cui potevo disporre e con la guida di quell’opuscolo, fino a Montecarlo, li a due passi, avrei potuto bene avventurarmi. This very fear made me at first perplexed as to whether I should go or not; but then I thought that I had set out to venture all the way to America, deprived of everything and without even knowing English or Spanish by sight; so off I went, with what little French I had at my disposal and with the guidance of that pamphlet, as far as Monte Carlo, just a stone's throw away, I could well have ventured. « Né mia suocera né mia moglie, » dicevo fra me, in treno, « sanno di questo po' di denaro, che mi resta in portafogli. "Neither my mother-in-law nor my wife," I said to myself on the train, "know about this little bit of money, which remains in my wallet. Andrò a buttarlo lì, per togliermi ogni tentazione. I'm going to go and throw it out there, to remove all temptation. Spero che potrò conservare tanto da pagarmi il ritorno a casa. I hope I will be able to keep enough to pay my way home. E se no... »

Avevo sentito dire che non difettavano alberi - solidi - nel giardino attorno alla bisca. I had heard that there was no shortage of trees - solid ones - in the garden around the gambling den. In fin dè conti, magari mi sarei appeso economicamente a qualcuno di essi, con la cintola dei calzoni, e ci avrei fatto anche una bella figura. After all, maybe I would have hung economically on some of them, with the waistband of my pants, and I would have looked good in them, too. Avrebbero detto:

« Chi sa quanto avrà perduto questo povero uomo! «Who knows how much this poor man will have lost! Mi aspettavo di meglio, dico la verità. I expected better, to tell the truth. L’ingresso, sì, non c’è male; si vede che hanno avuto quasi l’intenzione d’innalzare un tempio alla Fortuna, con quelle otto colonne di marmo. Un portone e due porte laterali. Su queste era scritto Tirez : e fin qui ci arrivavo; arrivai anche al Poussez del portone, che evidentemente voleva dire il contrario; spinsi ed entrai. On these was written Tirez: and so far I got there; I also arrived at Poussez of the gate, which evidently meant the opposite; I pushed and entered.

Pessimo gusto! E fa dispetto. And it does spite. Potrebbero almeno offrire a tutti coloro che vanno a lasciar lì tanto denaro la soddisfazione di vedersi scorticati in un luogo men sontuoso e più bello. They could at least offer all those who go and leave so much money there the satisfaction of seeing themselves flayed in a less sumptuous and more beautiful place. Tutte le grandi città si compiacciono adesso di avere un bel mattatojo per le povere bestie, le quali pure, prive come sono d’ogni educazione, non possono goderne. All the big cities are now pleased to have a fine slaughterhouse for the poor beasts, who also, deprived as they are of all education, cannot enjoy it. E vero tuttavia che la maggior parte della gente che va lì ha ben altra voglia che quella di badare al gusto della decorazione di quelle cinque sale, come coloro che seggono su quei divani, giro giro, non sono spesso in condizione di accorgersi della dubbia eleganza dell’imbottitura. It is true, however, that most of the people who go there have a very different desire than that of looking after the taste of the decoration of those five rooms, like those who sit on those sofas, around, they are often not in a position to notice the dubious elegance padding. 不过,确实,大多数去那里的人除了关注那五个房间的装修品味之外,还有很大不同的愿望,因为那些坐在那些沙发上,团团转的人往往并不在意那五个房间的装修品味。能够注意到填充物可疑的优雅。 Vi seggono, di solito, certi disgraziati, cui la passione del giuoco ha sconvolto il cervello nel modo più singolare: stanno li a studiare il così detto equilibrio delle probabilità, e meditano seriamente i colpi da tentare, tutta un’architettura di giuoco, consultando appunti su le vicende dè numeri: vogliono insomma estrarre la logica dal caso, come dire il sangue dalle pietre; e son sicurissimi che, oggi o domani, vi riusciranno. Ma non bisogna meravigliarsi di nulla.

- Ah, il 12! - Ah, 12! il 12! - mi diceva un signore di Lugano, pezzo d’omone, la cui vista avrebbe suggerito le più consolanti riflessioni su le resistenti energie della razza umana. - a gentleman from Lugano, piece of a big man, whose sight would suggest the most consoling reflections on the resilient energies of the human race, told me. - Il 12 è il re dei numeri; ed è il mio numero! Non mi tradisce mai! Si diverte, sì, a farmi dispetti, magari spesso; ma poi, alla fine, mi compensa, mi compensa sempre della mia fedeltà. He enjoys, yes, spite, maybe often; but then, in the end, he compensates me, he always compensates me for my loyalty.

Era innamorato del numero 12, quell’omone lì, e non sapeva più parlare d’altro. He was in love with number 12, that big man there, and that's all he could talk about anymore. Mi raccontò che il giorno precedente quel suo numero non aveva voluto sortire neppure una volta; ma lui non s’era dato per vinto: volta per volta, ostinato, la sua posta sul 12; era rimasto su la breccia fino all’ultimo, fino all’ora in cui i croupiers annunziano: He told me that on the previous day that number of his had not wanted to rise even once; but he had not given himself up: time after time, stubbornly, his stake on 12; he had remained on the breach until the very last, until the hour when the croupiers announce: - Messieurs, aux trois dernier! - Messieurs, aux trois dernier!

Ebbene, al primo di quei tre ultimi colpi, niente; niente neanche al secondo; al terzo e ultimo, pàffete: il 12.

- M’ha parlato! - concluse, con gli occhi brillanti di gioja - M’ha parlato! È vero che, avendo perduto tutta la giornata, non gli eran restati per quell’ultima posta che pochi scudi; dimodoché, alla fine, non aveva potuto rifarsi di nulla. It is true that, having lost the whole day, he had only a few scudi left for that last stake; so that, in the end, he had not been able to make up for anything. Ma che gl’importava? Il numero 12 gli aveva parlato!

Sentendo questo discorso, mi vennero a mente quattro versi del povero Pinzone, il cui cartolare dè bisticci col seguito delle sue rime balzane, rinvenuto durante lo sgombero di casa, sta ora in biblioteca; e volli recitarli a quel signore: Hearing this speech, I was reminded of four verses by poor Pinzone, whose cartolare dè bisticci con seguito delle sue rime balzane, found during the clearing out of the house, now stands in the library; and I wanted to recite them to that gentleman:

Ero già stanco di stare alla bada  della Fortuna. I was already tired of being at Fortune's bada. La dea capricciosa  dovea pure passar per la mia strada.

E passò finalmente. Ma tignosa.

E quel signore allora si prese la testa con tutt’e due le mani e contrasse dolorosamente, a lungo, tutta la faccia. Lo guardai, prima sorpreso, poi costernato.

- Che ha?

- Niente. Rido, - mi rispose.

Rideva così! Gli faceva tanto male, tanto male la testa, che non poteva soffrire lo scotimento del riso.

Andate a innamorarvi del numero 12!

Prima di tentare la sorte - benché senz’alcuna illusione - volli stare un pezzo a osservare, per rendermi conto del modo con cui procedeva il giuoco. Before trying my luck-although without any illusions-I wanted to stay a while and observe, to realize the way the game was proceeding. Non mi parve affatto complicato, come il mio opuscolo m’aveva lasciato immaginare. It did not seem at all complicated, as my pamphlet had let me imagine. In mezzo al tavoliere, sul tappeto verde numerato, era incassata la roulette . In the middle of the table, on the numbered green carpet, was cashed roulette . Tutt’intorno, i giocatori, uomini e donne, vecchi e giovani, d’ogni paese e d’ogni condizione, parte seduti, parte in piedi, s’affrettavano nervosamente a disporre mucchi e mucchietti di luigi e di scudi e biglietti di banca, su i numeri gialli dei quadrati; quelli che non riuscivano ad accostarsi, o non volevano, dicevano al croupier i numeri e i colori su cui intendevano di giocare, e il croupier , subito, col rastrello disponeva le loro poste secondo l’indicazione, con meravigliosa destrezza; si faceva silenzio, un silenzio strano, angoscioso, quasi vibrante di frenate violenze, rotto di tratto in tratto dalla voce monotona sonnolenta dei croupiers: All around, the players, men and women, old and young, of every country and every condition, partly sitting, partly standing, were nervously hurrying to arrange piles and piles of louis and shields and bank notes, on the yellow numbers of the squares; those who could not approach, or did not want to, told the croupier the numbers and colors on which they intended to play, and the croupier , at once, with the rake arranged their stakes according to the indication, with marvelous dexterity; there was silence, a strange, anguished silence, almost vibrant with braking violence, broken from time to time by the drowsy monotone voice of the croupiers: - Messieurs, faites vos jeux - Messieurs, faites vos jeux

Mentre di là, presso altri tavolieri, altre voci ugualmente monotone dicevano: While over there, at other tables, other equally monotonous voices said:

Le jeu est fait! Rien ne va plus! Rien ne va plus!

Alla fine, il croupier lanciava la pallottola sulla roulette In the end, the croupier would throw the bullet on the roulette wheel. Alla fine, il croupier lanciava la pallottola sulla roulette

- Tac tac tac...

E tutti gli occhi si volgevano a lei con varia espressione: d’ansia, di sfida, d’angoscia, di terrore. And all eyes turned to her with various expressions: of anxiety, of defiance, of anguish, of terror. Qualcuno fra quelli rimasti in piedi, dietro coloro che avevano avuto la fortuna di trovare una seggiola, si sospingeva per intravedere ancora la propria posta, prima che i rastrelli dei croupiers si allungassero ad arraffarla.

La boule , alla fine, cadeva sul quadrante, e il croupier ripeteva con la solita voce la formula d’uso e annunziava il numero sortito e il colore. The boule , eventually, would fall on the dial, and the croupier would repeat in the usual voice the customary formula and announce the number drawn and the color. Arrischiai la prima posta di pochi scudi sul tavoliere di sinistra nella prima sala, così, a casaccio, sul venticinque; e stetti anch’io a guardare la perfida pallottola, ma sorridendo, per una specie di vellicazione interna, curiosa, al ventre. I risked the first stake of a few shields on the left table in the first room, thus, haphazardly, on the twenty-five; and I too stood looking at the treacherous bullet, but smiling, because of a kind of internal, curious velvety feeling in my belly. Cade la boule sul quadrante, e:

- Vingtcinq! - annunzia il croupier . - Rouge, impair et passe!

Avevo vinto! Allungavo la mano sul mio mucchietto moltiplicato, quanto un signore, altissimo di statura, da le spalle poderose troppo in sù, che reggevano una piccola testa con gli occhiali d’oro sul naso rincagnato, la fronte sfuggente, i capelli lunghi e lisci su la nuca, tra biondi e grigi, come il pizzo e i baffi, me la scostò senza tante cerimonie e si prese lui il mio denaro. I stretched out my hand over my multiplied pile, how tall a gentleman, very tall in stature, from the mighty shoulders too far up, holding a small head with gold spectacles on the recoiled nose, the receding forehead, the long, straight hair up the nape of the neck, between blond and gray, like lace and mustache, unceremoniously shook it off and he took my money. Allungavo la mano sul mio mucchietto moltiplicato, quanto un signore, altissimo di statura, da le spalle poderose troppo in sù, che reggevano una piccola testa con gli occhiali d'oro sul naso rincagnato, la fronte sfuggente, i capelli lunghi e lisci su la nuca, tra biondi e grigi, come il pizzo e i baffi, me la scostò senza tante cerimonie e si prese lui il mio denaro. Nel mio povero e timidissimo francese, volli fargli notare che aveva sbagliato - oh, certo involontariamente! In my poor and very timid French, I wanted to point out to him that he had made a mistake - oh, certainly unintentionally!

Era un tedesco, e parlava il francese peggio di me, ma con un coraggio da leone: mi si scagliò addosso, sostenendo che lo sbaglio invece era mio, e che il denaro era suo. He was a German, and he spoke French worse than I did, but with lion-like courage: he hurled himself at me, claiming that the mistake was mine instead, and that the money was his.

Mi guardai attorno, stupito: nessuno fiatava, neppure il mio vicino che pur mi aveva veduto posare quei pochi scudi sul venticinque. Guardai i croupiers : immobili, impassibili, come statue. I looked at the croupiers : motionless, impassive, like statues. « Ah sì? » dissi tra me e, quietamente, mi tirai su la mano gli altri scudi che avevo posato sul tavolino innanzi a me, e me la filai.

« Ecco un metodo, pour gagner à la roulette , » pensai, « che non è contemplato nel mio opuscolo. E chi sa che non sia l’unico, in fondo! Ma la fortuna, non so per quali suoi fini segreti, volle darmi una solenne e memorabile smentita. But fortune, I don't know for what its secret purposes, wanted to give me a solemn and memorable denial.

Appressatomi a un altro tavoliere, dove si giocava forte, stetti prima un buon pezzo a squadrar la gente che vi stava attorno: erano per la maggior parte signori in marsina; c’eran parecchie signore; più d’una mi parve equivoca; la vista d’un certo ometto biondo biondo, dagli occhi grossi, ceruli, venati di sangue e contornati da lunghe ciglia quasi bianche, non m’affidò molto, in prima; era in marsina anche lui, ma si vedeva che non era solito di portarla: volli vederlo alla prova: puntò forte: perdette; non si scompose: ripuntò anche forte, al colpo seguente: via! Approaching another board, where the game was being played hard, I stood first a good while squaring the people around it: They were for the most part gentlemen in tailcoats; there were several ladies; more than one seemed equivocal to me; the sight of a certain little blond-haired man, with big, waxy eyes, veined with blood and surrounded by long, almost white eyelashes, did not entrust me with much, at first; he was in a tailcoat too, but I could tell he was not used to wearing it: I wanted to see him at the test: he aimed hard: he lost; he did not flinch: he aimed hard too, at the next shot: go! non sarebbe andato appresso ai miei quattrinucci. he would not go after my little money. Benché, di prima colta, avessi avuto quella scottatura, mi vergognai del mio sospetto. Although I had had that burn at first, I was ashamed of my suspicion. C’era tanta gente là che buttava a manate oro e argento, come fossero rena, senza alcun timore, e dovevo temere io per la mia miseriola? There were so many people there who threw gold and silver, as if they were sand, without fear, and I had to fear for my misery? Notai, fra gli altri, un giovinetto, pallido come di cera, con un grosso monocolo all’occhio sinistro il quale affettava un’aria di sonnolenta indifferenza; sedeva scompostamente; tirava fuori dalla tasca dei calzoni i suoi luigi; li posava a casaccio su un numero qualunque e, senza guardare, pinzandosi i peli dei baffetti nascenti aspettava che la boule cadesse; domandava allora al suo vicino se aveva perduto. I noticed, among others, a young man, pale as from wax, with a big monocle in his left eye who was suffering an air of sleepy indifference; sat sprawled; he took his louis out of his trouser pocket; he laid them at random on any number and, without looking, pinching the hair of his nascent mustache, waited for the boule to fall; he then asked his neighbor if he had lost. Lo vidi perdere sempre.

Quel suo vicino era un signore magro, elegantissimo, su i quarant’anni; ma aveva il collo troppo lungo e gracile, ed era quasi senza mento, con un pajo d’occhietti neri, vivaci, e bei capelli corvini, abbondanti, rialzati sul capo. That neighbor of his was a lean, very elegant gentleman in his early forties; but his neck was too long and puny, and he had almost no chin, with a pair of lively, black eyes and beautiful, abundant, raven hair raised on his head. Godeva, evidentemente, nel risponder di sì al giovinetto. He was evidently enjoying answering yes to the young man. Egli, qualche volta, vinceva.

Mi posi accanto a un grosso signore, dalla carnagione così bruna, che le occhiaje e le palpebre gli apparivano come affumicate; aveva i capelli grigi, ferruginei, e il pizzo ancor quasi tutto nero e ricciuto; spirava forza e salute; eppure, come se la corsa della pallottola d’avorio gli promovesse l’asma, egli si metteva ogni volta ad arrangolare, forte, irresistibilmente. I stood beside a large gentleman, his complexion so brown, that his eyes and eyelids appeared as if smoky; his hair was gray, ferruginous, and his lace still almost all black and curly; he exhaled strength and health; yet, as if the rush of the ivory bullet promoted his asthma, he would every time start to arrrange, loudly, irresistibly. La gente si voltava a guardarlo; ma raramente egli se n’accorgeva: smetteva allora per un istante, si guardava attorno, con un sorriso nervoso, e tornava ad arrangolare, non potendo farne a meno, finché la boule non cadeva sul quadrante. People turned to look at him; but rarely did he notice: he stopped then for a moment, looked around with a nervous smile, and went back to arranging, being unable to do without it, until the boule fell on the dial. A poco a poco, guardando, la febbre del giuoco prese anche me. Gradually, as I watched, the fever of the game took me too. I primi colpi mi andarono male. The first few shots went badly for me. Poi cominciai a sentirmi come in uno stato d’ebbrezza estrosa curiosissima: agivo quasi automaticamente, per improvvise, incoscienti ispirazioni; puntavo, ogni volta, dopo gli altri, all’ultimo, là! Then I began to feel like I was in a state of curious whimsical intoxication: I acted almost automatically, for sudden, unconscious inspirations; every time, after the others, I aimed at the last one, there! e subito acquistavo la coscienza, la certezza che avrei vinto; e vincevo. And immediately I gained the consciousness, the certainty that I would win; and I won. Puntavo dapprima poco; poi, man mano, di più, di più, senza contare. I was aiming at first a little; then, more and more, without counting. Quella specie di lucida ebbrezza cresceva intanto in me, né s’intorbidava per qualche colpo fallito, perché mi pareva d’averlo quasi preveduto; anzi, qualche volta, dicevo tra me: « Ecco, questo lo perderò; debbo perderlo ». Meanwhile, that sort of lucid intoxication grew in me, nor did it become turbid by some failed blow, because it seemed to me that I had almost foreseen it; indeed, sometimes, I said to myself: "Here, I will lose this; I must lose it. " Ero come elettrizzato. A un certo punto, ebbi l’ispirazione di arrischiar tutto, là e addio; e vinsi. At one point, I was inspired to risk it all, there and goodbye; and I won. Gli orecchi mi ronzavano; ero tutto in sudore, e gelato. My ears buzzed; I was all in sweat, and ice cream. Mi parve che uno dei croupiers come sorpreso di quella mia tenace fortuna, mi osservasse. It seemed to me that one of the croupiers as if surprised at that tenacious luck of mine was watching me. Nell’esagitazione in cui mi trovavo, sentii nello sguardo di quell’uomo come una sfida, e arrischiai tutto di nuovo, quel che avevo di mio e quel che avevo vinto, senza pensarci due volte: la mano mi andò su lo stesso numero di prima, il 35; fui per ritrarla; ma no, lì, lì di nuovo, come se qualcuno me l’avesse comandato. In the excitement I was in, I felt like a challenge in that man's gaze, and I risked it all again, what I had of mine and what I had won, without thinking twice: the hand went to me on the same number of first, 35; I was about to retract it; but no, there, there again, as if someone had commanded me. Chiusi gli occhi, dovevo essere pallidissimo. Si fece un gran silenzio, e mi parve che si facesse per me solo, come se tutti fossero sospesi nell’ansia mia terribile. There was a great silence, and it seemed to me that it was done for me alone, as if everyone was suspended in my terrible anxiety. La boule girò, girò un’eternità, con una lentezza che esasperava di punto in punto l’insostenibile tortura. The boule spun, spun an eternity, with a slowness that exacerbated the unbearable torture from point to point. Alfine cadde.

M’aspettavo che il croupier , con la solita voce (mi parve lontanissima), dovesse annunziare: - Trentecinq, noir, impair et passe! - Trentecinq, noir, impair et passe!

Presi il denaro e dovetti allontanarmi, come un ubriaco. I took the money and had to get away, like a drunk. Caddi a sedere sul divano, sfinito; appoggiai il capo alla spalliera, per un bisogno improvviso, irresistibile, di dormire, di ristorarmi con un po' di sonno. I fell to sit on the sofa, exhausted; I leaned my head against the backrest, out of a sudden, irresistible need to sleep, to refresh myself with some sleep. E già quasi vi cedevo, quando mi sentii addosso un peso, un peso materiale, che subito mi fece riscuotere. Quanto avevo vinto? Aprii gli occhi, ma dovetti richiuderli immediatamente: mi girava la testa. Il caldo, là dentro, era soffocante. The heat in there was stifling. Come! Era già sera? Was it already evening? Avevo intraveduto i lumi accesi. I had caught a glimpse of the burning lamps. E quanto tempo avevo dunque giocato? And how long had I therefore been playing? Mi alzai pian piano; uscii.