image

La storia di Italo (di Podcast Italiano), La storia di Italo - Capitolo 5

Ciao a tutti. Benvenuti o bentornati su Podcast Italiano. Questo è il quinto e ultimo episodio  de “La Storia di Italo”, una storia di livello principiante per chi impara l'italiano. La storia è scritta e narrata da me, Davide Gemello, ed Erika Porreca. La musica è scritta da me. Se non avete sentito il primo, il secondo, il terzo ed il quarto episodio, ascoltateli prima di ascoltare questo. Leggete anche la trascrizione e la traduzione di questo episodio in inglese su podcastitaliano.com. Buon ascolto!

Esco dal negozio di sartoria con la testa piena di pensieri e domande. La più importante è: troverò mai mio padre? Non so nemmeno se vive ancora a Torino. Non so nemmeno se è vivo. Forse ho sbagliato tutto.

Ho perso un po' del mio entusiasmo, ma non voglio mollare. Prima di uscire dalla sartoria, Marta mi ha consigliato di cercare il nome Carlo Rastrelli sulla “guida telefonica”.

Entro in un bar, ordino un cappuccino – “un cappuccino per favore” – e chiedo se hanno una guida telefonica. Mi danno un librone che contiene nomi, numeri e indirizzi di tutti gli abitanti di Torino in ordine alfabetico.

Apro la pagina della lettera R, cerco il nome Rastrelli: ci sono tre persone di nome Carlo Rastrelli che vivono a Torino. Copio su un foglio i numeri e gli indirizzi.

Improvvisamente, mi sento molto stanco. Voglio chiamare questi numeri, ma lo farò domani. Un po' per paura di ricevere altri no, un po' perché la giornata di oggi è stata già molto difficile.

Torno in albergo e, senza cenare, mi sdraio sul letto, sfinito. Quando mi sveglio, il giorno dopo, piove.

Torino è coperta da un cielo grigio e cupo, e questo peggiora il mio umore. Guardo i numeri e gli indirizzi che ho copiato dalla guida telefonica. Coraggio, mi dico.

Dal telefono dell'albergo chiamo il primo numero della lista. Squilla, il mio cuore batte forte. Squilla ancora e il mio cuore batte ancora più forte. Nessuna risposta. Impreco.

Chiamo il secondo numero. Risponde una voce femminile: “Si, pronto?” “Pronto, buongiorno, sto cercando il signor Carlo Rastrelli”

La voce della donna cambia tono, sembra preoccupata.

“No… non c'è in questo momento. Mi spiace, arrivederci”

“No, aspetti!” la prego. “E' importante”

Inizio a spiegare la mia storia, che ormai so dire a memoria.

“Si, effettivamente Carlo ha lavorato alla Fiat per molti anni” mi conferma.

“Allora potrebbe essere lui!” dico felicissimo. “Quando posso richiamarlo?”

“Guardi.. forse sarebbe meglio parlarne di persona. Venga a casa, le offro un tè” mi risponde la donna, che ha detto di essere la seconda moglie di Carlo, quindi non mia madre.

La sua voce è tremante.

“Posso venire anche subito” dico.

Un'ora dopo, arrivo all'indirizzo che avevo trovato sulla guida. A Torino piove fortissimo. Suono il campanello. Mi apre una donna bionda, di circa 60 anni.

“Claudia, piacere”, dalla sua voce capisco che è con lei che ho parlato al telefono prima.

“Piacere, Italo”.

Ci stringiamo la mano, mi siedo sul divano e la donna mi offre del tè.

Poi, con franchezza, mi dice: “Carlo è scomparso”

Non posso crederci, chiedo spiegazioni.

Mi porge un biglietto, dove leggo una scritta in corsivo: “Perdonami. Carlo”

Sono sconvolto. Come è possibile?

“Dobbiamo cercarlo” dico, e Claudia è d'accordo con me.

“C'è una persona che voglio avvisare e che può aiutarci” mi dice poi.

“Chi?”

“L'ex moglie di Carlo. Siamo in buoni rapporti, ho il suo numero e il suo indirizzo.”

“Come… come si chiama?” subito penso che se si chiama Paola, potrebbe essere mia madre.

“Paola”

Il mio cuore inizia a battere fortissimo. Sono emozionatissimo. Non voglio illudermi, ma ci sono tanti indizi a mio favore. Claudia chiama subito Paola, che ci invita a casa sua. Abita poco lontano. Con la macchina di Claudia arriviamo in fretta davanti al suo palazzo. Prima di suonare il campanello, faccio un bel respiro. Poi un altro.

Paola apre il portone, saliamo le scale fino al terzo piano. Paola ci sente arrivare, apre la porta e la vedo. Non so spiegare in che modo, ma mi somiglia, mi somiglia moltissimo. Mi somiglia troppo. Sarà il naso all'insù, saranno gli occhi azzurrissimi e così simili ai miei.

Anche lei è colpita nel vedermi.

“Sono… sono Italo” le dico. Sente il mio accento straniero, sente il mio nome, vede il mio viso.

Scoppia in lacrime e mi abbraccia.

Non c'è bisogno di spiegazioni, non c'è bisogno di parole. Ci stringiamo fortissimo, anche io inizio a piangere.

“Non ci credo, non ci credo…” dice Paola, anzi mia madre, tra i singhiozzi. “Ti ho aspettato, ti ho aspettato per così tanti anni… mi sei mancato tanto, tanto!”

Non ho mai provato così tanta felicità nella mia vita. Anche il sole fuori è tornato a splendere Piango ancora e rido come un bambino.

Sono così contento di averla ritrovata, di aver ritrovato mia madre.

“Ti ho trovata, mamma”

“Sei ritornato, figlio mio”

Sono così contento che lei sia altrettanto felice. Non ci sono dubbi: è lei. Ci siamo riconosciuti immediatamente, e io ho sentito qualcosa scaldarsi dentro il petto. Anche lei, scommetto. La gioia di questo istante non si può descrivere a parole.

Dopo questo abbraccio, però, so che ci sarà un problema serio da affrontare: mio padre è scomparso, non sappiamo dove e non sappiamo perché.

Ma per un attimo, nell'attimo di questo abbraccio, ogni problema smette di esistere. Mi sento solo felice e completamente al sicuro… il suo profumo e la sua pelle mi riportano improvvisamente alla mente abbracci dimenticati di quasi trent'anni fa. E, per un attimo, sembra che quel tempo non sia mai trascorso.

D. Siamo dunque arrivati alla fine de ‘La storia di Italo' e sono in compagnia di Erika. Se questo fosse un film questi sarebbero i titoli di coda, uno schermo nero con tutti i nomi che  hanno partecipato alla produzione. In realtà siamo solamente due (tre se aggiungiamo Elisa che ha partecipato e che voglio anche ringraziare). Voglio ringraziare voi ascoltatori che avete ci avete sostenuto nella creazione di questo progetto molto ambizioso, comunque creativo e originale per noi. Volevo ringraziare Erika che ha scritto la maggior parte della della storia. Volevo chiederti la tua esperienza, com'è stato per te cimentarsi in questo progetto?

E. Sicuramente molto divertente. Innanzitutto  scrivere la storia, che è una cosa che mi è piaciuto tantissimo fare, perché comunque bisognava inventarla da zero e bisognava creare i personaggi, bisognava scrivere in un italiano semplice (o almeno ci abbiamo provato).. insomma, bisognava fare tante cose che non avevo mai fatto, quindi è stato molto divertente. È stato anche divertente poi fare le varie voci, con più o meno successo, ma è stato è stato simpatico .

D. Scriveteci il vostro parere sulla storia, come vi è sembrata, sulla difficoltà dell'italiano, sulla nostra interpretazione, sulla musica, sugli effetti sonori, perché ci interessa per migliorare in futuro e adattarci alle vostre esigenze. Condividete questa storia con chi sta imparando l'italiano. Questo è molto importante per noi, perché personalmente questo il progetto di cui sono maggiormente orgoglioso. Vorrei anche chiedervi di lasciare delle recensioni su iTunes, perché queste ci aiutano molto. Menzionate ‘la storia di Italo', scrivete che se volete imparare l'italiano e siete principianti potete farlo su Podcast Italiano.

E. E soprattutto ringraziate Davide per il lavoro enorme che ha fatto con la musica e gli effetti sonori. Ah, ragazzi ancora una cosa..

D. Ci stavamo dimenticando, Erika. Ci vediamo nella seconda stagione della storia di Italo. Ciao!



Want to learn a language?


Learn from this text and thousands like it on LingQ.

  • A vast library of audio lessons, all with matching text
  • Revolutionary learning tools
  • A global, interactive learning community.

Imparare le lingue online @ LingQ

Ciao a tutti. Benvenuti o bentornati su Podcast Italiano. Questo è il quinto e ultimo episodio  de “La Storia di Italo”, una storia di livello principiante per chi impara l'italiano. La storia è scritta e narrata da me, Davide Gemello, ed Erika Porreca. La musica è scritta da me. Se non avete sentito il primo, il secondo, il terzo ed il quarto episodio, ascoltateli prima di ascoltare questo. Leggete anche la trascrizione e la traduzione di questo episodio in inglese su podcastitaliano.com. Buon ascolto!

Esco dal negozio di sartoria con la testa piena di pensieri e domande. La più importante è: troverò mai mio padre? Non so nemmeno se vive ancora a Torino. Non so nemmeno se è vivo. Forse ho sbagliato tutto.

Ho perso un po' del mio entusiasmo, ma non voglio mollare. Prima di uscire dalla sartoria, Marta mi ha consigliato di cercare il nome Carlo Rastrelli sulla “guida telefonica”.

Entro in un bar, ordino un cappuccino – “un cappuccino per favore” – e chiedo se hanno una guida telefonica. Mi danno un librone che contiene nomi, numeri e indirizzi di tutti gli abitanti di Torino in ordine alfabetico.

Apro la pagina della lettera R, cerco il nome Rastrelli: ci sono tre persone di nome Carlo Rastrelli che vivono a Torino. Copio su un foglio i numeri e gli indirizzi.

Improvvisamente, mi sento molto stanco. Voglio chiamare questi numeri, ma lo farò domani. Un po' per paura di ricevere altri no, un po' perché la giornata di oggi è stata già molto difficile.

Torno in albergo e, senza cenare, mi sdraio sul letto, sfinito. Quando mi sveglio, il giorno dopo, piove.

Torino è coperta da un cielo grigio e cupo, e questo peggiora il mio umore. Guardo i numeri e gli indirizzi che ho copiato dalla guida telefonica. Coraggio, mi dico.

Dal telefono dell'albergo chiamo il primo numero della lista. Squilla, il mio cuore batte forte. Squilla ancora e il mio cuore batte ancora più forte. Nessuna risposta. Impreco.

Chiamo il secondo numero. Risponde una voce femminile: “Si, pronto?” “Pronto, buongiorno, sto cercando il signor Carlo Rastrelli”

La voce della donna cambia tono, sembra preoccupata.

“No… non c'è in questo momento. Mi spiace, arrivederci”

“No, aspetti!” la prego. “E' importante”

Inizio a spiegare la mia storia, che ormai so dire a memoria.

“Si, effettivamente Carlo ha lavorato alla Fiat per molti anni” mi conferma.

“Allora potrebbe essere lui!” dico felicissimo. “Quando posso richiamarlo?”

“Guardi.. forse sarebbe meglio parlarne di persona. Venga a casa, le offro un tè” mi risponde la donna, che ha detto di essere la seconda moglie di Carlo, quindi non mia madre.

La sua voce è tremante.

“Posso venire anche subito” dico.

Un'ora dopo, arrivo all'indirizzo che avevo trovato sulla guida. A Torino piove fortissimo. Suono il campanello. Mi apre una donna bionda, di circa 60 anni.

“Claudia, piacere”, dalla sua voce capisco che è con lei che ho parlato al telefono prima.

“Piacere, Italo”.

Ci stringiamo la mano, mi siedo sul divano e la donna mi offre del tè.

Poi, con franchezza, mi dice: “Carlo è scomparso”

Non posso crederci, chiedo spiegazioni.

Mi porge un biglietto, dove leggo una scritta in corsivo: “Perdonami. Carlo”

Sono sconvolto. Come è possibile?

“Dobbiamo cercarlo” dico, e Claudia è d'accordo con me.

“C'è una persona che voglio avvisare e che può aiutarci” mi dice poi.

“Chi?”

“L'ex moglie di Carlo. Siamo in buoni rapporti, ho il suo numero e il suo indirizzo.”

“Come… come si chiama?” subito penso che se si chiama Paola, potrebbe essere mia madre.

“Paola”

Il mio cuore inizia a battere fortissimo. Sono emozionatissimo. Non voglio illudermi, ma ci sono tanti indizi a mio favore. Claudia chiama subito Paola, che ci invita a casa sua. Abita poco lontano. Con la macchina di Claudia arriviamo in fretta davanti al suo palazzo. Prima di suonare il campanello, faccio un bel respiro. Poi un altro.

Paola apre il portone, saliamo le scale fino al terzo piano. Paola ci sente arrivare, apre la porta e la vedo. Non so spiegare in che modo, ma mi somiglia, mi somiglia moltissimo. Mi somiglia troppo. Sarà il naso all'insù, saranno gli occhi azzurrissimi e così simili ai miei.

Anche lei è colpita nel vedermi.

“Sono… sono Italo” le dico. Sente il mio accento straniero, sente il mio nome, vede il mio viso.

Scoppia in lacrime e mi abbraccia.

Non c'è bisogno di spiegazioni, non c'è bisogno di parole. Ci stringiamo fortissimo, anche io inizio a piangere.

“Non ci credo, non ci credo…” dice Paola, anzi mia madre, tra i singhiozzi. “Ti ho aspettato, ti ho aspettato per così tanti anni… mi sei mancato tanto, tanto!”

Non ho mai provato così tanta felicità nella mia vita. Anche il sole fuori è tornato a splendere Piango ancora e rido come un bambino.

Sono così contento di averla ritrovata, di aver ritrovato mia madre.

“Ti ho trovata, mamma”

“Sei ritornato, figlio mio”

Sono così contento che lei sia altrettanto felice. Non ci sono dubbi: è lei. Ci siamo riconosciuti immediatamente, e io ho sentito qualcosa scaldarsi dentro il petto. Anche lei, scommetto. La gioia di questo istante non si può descrivere a parole.

Dopo questo abbraccio, però, so che ci sarà un problema serio da affrontare: mio padre è scomparso, non sappiamo dove e non sappiamo perché.

Ma per un attimo, nell'attimo di questo abbraccio, ogni problema smette di esistere. Mi sento solo felice e completamente al sicuro… il suo profumo e la sua pelle mi riportano improvvisamente alla mente abbracci dimenticati di quasi trent'anni fa. E, per un attimo, sembra che quel tempo non sia mai trascorso.

D. Siamo dunque arrivati alla fine de ‘La storia di Italo' e sono in compagnia di Erika. Se questo fosse un film questi sarebbero i titoli di coda, uno schermo nero con tutti i nomi che  hanno partecipato alla produzione. In realtà siamo solamente due (tre se aggiungiamo Elisa che ha partecipato e che voglio anche ringraziare). Voglio ringraziare voi ascoltatori che avete ci avete sostenuto nella creazione di questo progetto molto ambizioso, comunque creativo e originale per noi. Volevo ringraziare Erika che ha scritto la maggior parte della della storia. Volevo chiederti la tua esperienza, com'è stato per te cimentarsi in questo progetto?

E. Sicuramente molto divertente. Innanzitutto  scrivere la storia, che è una cosa che mi è piaciuto tantissimo fare, perché comunque bisognava inventarla da zero e bisognava creare i personaggi, bisognava scrivere in un italiano semplice (o almeno ci abbiamo provato).. insomma, bisognava fare tante cose che non avevo mai fatto, quindi è stato molto divertente. È stato anche divertente poi fare le varie voci, con più o meno successo, ma è stato è stato simpatico .

D. Scriveteci il vostro parere sulla storia, come vi è sembrata, sulla difficoltà dell'italiano, sulla nostra interpretazione, sulla musica, sugli effetti sonori, perché ci interessa per migliorare in futuro e adattarci alle vostre esigenze. Condividete questa storia con chi sta imparando l'italiano. Questo è molto importante per noi, perché personalmente questo il progetto di cui sono maggiormente orgoglioso. Vorrei anche chiedervi di lasciare delle recensioni su iTunes, perché queste ci aiutano molto. Menzionate ‘la storia di Italo', scrivete che se volete imparare l'italiano e siete principianti potete farlo su Podcast Italiano.

E. E soprattutto ringraziate Davide per il lavoro enorme che ha fatto con la musica e gli effetti sonori. Ah, ragazzi ancora una cosa..

D. Ci stavamo dimenticando, Erika. Ci vediamo nella seconda stagione della storia di Italo. Ciao!


×

We use cookies to help make LingQ better. By visiting the site, you agree to our cookie policy.