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La storia di Italo (di Podcast Italiano), La storia di Italo - Capitolo 2

Ciao a tutti, benvenuti o bentornati su Podcast Italiano. Questo è il secondo capitolo de “La storia di Italo”, una storia di livello principiante per chi impara l’italiano. La storia è scritta e narrata da me, Davide Gemello ed Erika Porreca. La musica è scritta da me. Se non avete sentito il primo episodio sentitelo prima di ascoltare questo. Altrimenti buon ascolto!

Sono italiano, sono nato in Italia. I miei genitori si chiamavano Paola e Carlo, ma non me li ricordo. Ero piccolo quando sono venuto in America. Quando avevo due anni è scoppiata la guerra, la seconda guerra mondiale. Così i miei genitori Paola e Carlo mi hanno mandato in America, da Anna, cugina di mia madre. Lei è morta in un incidente stradale poco dopo il mio arrivo. Così sono cresciuto con i miei genitori adottivi.

Ho deciso di partire per l’Italia per incontrare i miei genitori, se sono ancora vivi. Ho già comprato i biglietti aerei e partirò il 5 agosto. C’è un problema: non so una parola di Italiano, a parte “ciao”, “arrivederci”. Ah, dimenticavo: “pizza” e “pasta”. Mi piace molto la pasta. Forse sono i miei geni italiani. Devo quindi imparare l’italiano e ho sei mesi per farlo. Ho trovato un’insegnante di italiano nella mia città che mi spiega la grammatica e mi parla in italiano. Si chiama Patrizia. Lei sa l’inglese molto male, ma parla un ottimo italiano. Era una professoressa di lettere all’Università di Bologna.

Passano i giorni e le settimane e per me imparare l’italiano è davvero difficile, ho sempre odiato le lingue. Molti anni fa ho imparato il francese a scuola. “Imparato”.. si fa per dire. Non mi ricordo nulla e non ho mai capito il senso di imparare una lingua straniera.

Ma sono molto motivato. Vado da lei tre sere alla settimana, dopo il lavoro. Facciamo tre ore di fila. Avere a che fare con un parlante madrelingua mi motiva. Dopo sei mesi di studio posso dire di capire abbastanza bene l’italiano, anche se non lo parlo ancora come vorrei.

– Oh, bravo Italo! hai fatto un ottimo lavoro. Sei mesi fa sapevi dire “ciao” e poco altro, ora quando parlo capisci tutto. Bravo!

– È perché sono molto motivato. Per me è molto importante trovare i miei genitori e potergli parlare in italiano.

– Beh, direi che sei pronto per il viaggio. Però quando torni voglio che mi racconti tutto. E se ti serviranno altre lezioni, sai dove trovarmi.

– E come no. La ringrazio di cuore, Patrizia. A presto.

È quasi arrivato il momento di partire. Ho preparato le valigie e sto per partire per l’aeroporto. Ma prima devo salutare mia madre.

– Mamma, domani parto per l’Italia. Ho un po' paura..

– Di che hai paura Italo?

– È la prima volta che vado in Europa. Anzi, la prima volta che viaggio fuori dagli Stati Uniti.

– Sono sicura che ti divertirai un sacco. Dicono che l’Italia sia un paese bellissimo, in cui si mangia molto bene.

– E se non li trovo? Se vado lì per niente?

– Farai comunque una bella vacanza.

– Mamma.. Volevo dirti che anche se troverò i miei veri genitori tu e papà sarete sempre i miei genitori per me.

– E tu sei sempre stato un figlio per noi. Sei la cosa più importante per noi.. Quindi vedi di tornare! [ride]

– Tornerò. A presto!

– A presto, Italo. Fai buon viaggio. In bocca al lupo!

– Crepi!

Mi dirigo verso l’aeroporto e finalmente salgo sull’aereo. L’aereo che mi riporterà alle mie origini. Destinazione: Italia.



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Ciao a tutti, benvenuti o bentornati su Podcast Italiano. Questo è il secondo capitolo de “La storia di Italo”, una storia di livello principiante per chi impara l’italiano. La storia è scritta e narrata da me, Davide Gemello ed Erika Porreca. La musica è scritta da me. Se non avete sentito il primo episodio sentitelo prima di ascoltare questo. Altrimenti buon ascolto!

Sono italiano, sono nato in Italia. I miei genitori si chiamavano Paola e Carlo, ma non me li ricordo. Ero piccolo quando sono venuto in America. Quando avevo due anni è scoppiata la guerra, la seconda guerra mondiale. Così i miei genitori Paola e Carlo mi hanno mandato in America, da Anna, cugina di mia madre. Lei è morta in un incidente stradale poco dopo il mio arrivo. Così sono cresciuto con i miei genitori adottivi.

Ho deciso di partire per l’Italia per incontrare i miei genitori, se sono ancora vivi. Ho già comprato i biglietti aerei e partirò il 5 agosto. C’è un problema: non so una parola di Italiano, a parte “ciao”, “arrivederci”. Ah, dimenticavo: “pizza” e “pasta”. Mi piace molto la pasta. Forse sono i miei geni italiani. Devo quindi imparare l’italiano e ho sei mesi per farlo. Ho trovato un’insegnante di italiano nella mia città che mi spiega la grammatica e mi parla in italiano. Si chiama Patrizia. Lei sa l’inglese molto male, ma parla un ottimo italiano. Era una professoressa di lettere all’Università di Bologna.

Passano i giorni e le settimane e per me imparare l’italiano è davvero difficile, ho sempre odiato le lingue. Molti anni fa ho imparato il francese a scuola. “Imparato”.. si fa per dire. Non mi ricordo nulla e non ho mai capito il senso di imparare una lingua straniera.

Ma sono molto motivato. Vado da lei tre sere alla settimana, dopo il lavoro. Facciamo tre ore di fila. Avere a che fare con un parlante madrelingua mi motiva. Dopo sei mesi di studio posso dire di capire abbastanza bene l’italiano, anche se non lo parlo ancora come vorrei.

– Oh, bravo Italo! hai fatto un ottimo lavoro. Sei mesi fa sapevi dire “ciao” e poco altro, ora quando parlo capisci tutto. Bravo!

– È perché sono molto motivato. Per me è molto importante trovare i miei genitori e potergli parlare in italiano.

– Beh, direi che sei pronto per il viaggio. Però quando torni voglio che mi racconti tutto. E se ti serviranno altre lezioni, sai dove trovarmi.

– E come no. La ringrazio di cuore, Patrizia. A presto.

È quasi arrivato il momento di partire. Ho preparato le valigie e sto per partire per l’aeroporto. Ma prima devo salutare mia madre.

– Mamma, domani parto per l’Italia. Ho un po' paura..

– Di che hai paura Italo?

– È la prima volta che vado in Europa. Anzi, la prima volta che viaggio fuori dagli Stati Uniti.

– Sono sicura che ti divertirai un sacco. Dicono che l’Italia sia un paese bellissimo, in cui si mangia molto bene.

– E se non li trovo? Se vado lì per niente?

– Farai comunque una bella vacanza.

– Mamma.. Volevo dirti che anche se troverò i miei veri genitori tu e papà sarete sempre i miei genitori per me.

– E tu sei sempre stato un figlio per noi. Sei la cosa più importante per noi.. Quindi vedi di tornare! [ride]

– Tornerò. A presto!

– A presto, Italo. Fai buon viaggio. In bocca al lupo!

– Crepi!

Mi dirigo verso l’aeroporto e finalmente salgo sull’aereo. L’aereo che mi riporterà alle mie origini. Destinazione: Italia.


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