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Furore del drago by Jacques Béziers, È lui il migliore

È lui il migliore

Torniamo al 1967.

A nemmeno 27 anni Bruce ha già messo a punto un'idea di arte marziale innovativa e addirittura rivoluzionaria, talmente potente da coinvolgere la concezione stessa della vita. Pronta per essere applicata a tutti gli aspetti del vivere quotidiano, anche in ciò che apparentemente non ha niente a che vedere con lo scontro fisico. Il 1967 è un anno molto particolare per Bruce: gli amici lo descrivono come presuntuoso, persino arrogante, incredibilmente sicuro di sé.

Il guaio è che, come per esempio afferma Silliphant, lui era “veramente il migliore”. Non c'era nulla che Bruce non vedesse, apprendesse al volo, e ripetesse subito dopo in maniera eccelsa, anzi ineguagliabile. Bruce era uno di quegli autentici fenomeni della natura che hanno avuto accesso a una sorta di benedizione. Solo che, nel suo caso, questa benedizione se l'era conquistata un giorno dopo l'altro, sudando come pochi altri. Ed Parker, che, come abbiamo già detto, di arti marziali se ne intendeva, non esitava a dire: “Bruce era uno su due milioni.

Bruce aveva tutti i talenti”. Aggiungo che li aveva perché se li era conquistati un grammo dopo l'altro. Non dovrebbe stupire troppo, pertanto, questo smodato orgoglio che già dava fastidio a tanti. Un caso abbastanza eclatante di questo suo inarginabile senso di superiorità si verificò a Hong Kong, negli studi televisivi di un canale cinese, nel corso di un programma piuttosto popolare.

Bruce era stato invitato insieme ad altri importanti maestri, esponenti delle varie tradizioni. Si sentiva un po' un pesce fuor d'acqua, era visto come una specie di eretico, un parvenu, sebbene in fondo fosse rispettato da tutti perché il Jeet Kune Do aveva già mostrato la sua brutale efficacia. A un certo punto accadde che uno tra i più anziani maestri presenti si alzò, si mise in posizione con grande cura e un fare quasi ieratico e sfidò ciascun esponente delle varie scuole a spostarlo da lì.

Sembrava davvero una di quelle stampe cinesi che ritraggono antichi maestri in posa. Lee guardò gli altri maestri fallire, uno dopo l'altro. Tutti provavano a spingere l'anziano combattente rispettato e quasi venerato, ma nessuno ci riusciva. Bruce si presentò per ultimo.

Il vecchio lo invitò con aria di sfida, certo che la montagna anziana e saccente del suo corpo non sarebbe crollata neppure di fronte a questo giovane sfacciato. Lee si avvicinò con quella sua andatura leggermente spocchiosa, da bulletto di Hong Kong cresciuto dando calci per le strade, lo sguardo del vittorioso arrogante già dipinto in volto. Era il suo turno, ma anziché spingerlo, come avevano fatto tutti gli altri, gli assestò un tremendo pugno in faccia. L'anziano maestro vacillò, quindi stramazzò a terra, travolto dallo sconcerto. Era accaduto qualcosa di inaudito. Lo studio televisivo sembrò venir giù. Bruce, alle domande inquiete sul perché si fosse comportato a questo modo, disse con tutta la boria di cui era capace che lui non spingeva, ma tirava pugni.

E se ne andò, seguito dal biasimo generale. Questo atteggiamento che, comprensibilmente, gli procurò l'antipatia di molti, lo ritroviamo sul finire degli anni Sessanta a Hong Kong come negli Stati Uniti.

In Oriente la sfida era forse più bruciante, perché Bruce si poneva realmente come un eretico. Ma dissidi simili li ebbe anche negli Stati Uniti, dove le comunità cinesi – persino più conservatrici di quelle della madrepatria – si guardavano bene dall'insegnare al nemico dalla pelle bianca i segreti di un'arte millenaria. Un patto fortissimo correva tra tutti i dojo, e nessuno, fino a che non era arrivato Bruce, aveva osato violarlo. Per affermare il suo diritto di insegnare a bianchi, neri e gente di ogni razza i segreti del kung fu e in particolare del Jeet Kune Do, Bruce dovette confrontarsi, anche aspramente, più di una volta.

Alcuni incontri furono sofferti, altri rapidi e vittoriosi al limite dell'aneddoto. Ma sempre una cosa apparve chiara: Bruce era il migliore di tutti. Tra i vari episodi che Bruce stesso amava citare ce n'era uno, accaduto già nel 1964, in cui gli venne lanciato un ultimatum circa la sua volontà di insegnare ai bianchi.

La sfida però non ebbe subito luogo perché l'avversario se la diede a gambe. Il tizio era un buon corridore, e Bruce dovette faticare per acciuffarlo. Fu per questo motivo che lo ribattezzò “runner”, alludendo a Road Runner, il celebre “struzzo” inseguito da Wile Coyote nel cartone animato della Warner Bros. Alla fine riuscì ad agguantarlo e a batterlo con pochi colpi. Tuttavia, dopo quell'incontro, Bruce si sentì stremato, e realizzò che la sua forma fisica non era ancora quella che avrebbe voluto.

Da quel momento il suo allenamento divenne quell'incredibile tour de force che conosciamo, uno stato di continuo super-allenamento. Anche questo episodio è dunque significativo per illustrare il carattere e la tenacia senza uguali di Bruce.

Egli desiderava ardentemente migliorarsi, per giungere a un livello superiore a quello di chiunque altro. Una persona qualsiasi, persino un grande combattente, si sarebbe compiaciuto della vittoria e dello sforzo estremo necessario per ottenerla. Lui no, lui capì che c'era da lavorare ancora, molto di più di quanto avesse fatto fino a quel momento. Nel gennaio del 1969 Bruce era comunque orgoglioso di sé, e poteva scrivere di essere “soddisfattissimo di ciò che ho raggiunto nel campo delle arti marziali”.

Il fatto che il termine “arte marziale cinese” stesse pian piano liberandosi di un'accezione unicamente dispregiativa proprio grazie al suo lavoro tenace, gli permetteva di stilare un bilancio parzialmente positivo. Inoltre, il fatto che tutti e tre i campioni americani di free style, ossia Joe Lewis, Mike Stone e il grande Chuck Norris, fossero suoi allievi, gli sembrava una prova irrefutabile del suo successo nel campo dell'insegnamento.

La vita cominciava a dirgli che era il migliore.

È lui il migliore Er ist der Beste He is the best Es el mejor Il est le meilleur Ele é o melhor Han är den bästa

Torniamo al 1967.

A nemmeno 27 anni Bruce ha già messo a punto un’idea di arte marziale innovativa e addirittura rivoluzionaria, talmente potente da coinvolgere la concezione stessa della vita. Mit nicht einmal 27 Jahren hatte Bruce bereits eine innovative und sogar revolutionäre Kampfkunstidee entwickelt, die so stark war, dass sie das Konzept des Lebens selbst beeinflusste. Pronta per essere applicata a tutti gli aspetti del vivere quotidiano, anche in ciò che apparentemente non ha niente a che vedere con lo scontro fisico. Il 1967 è un anno molto particolare per Bruce: gli amici lo descrivono come presuntuoso, persino arrogante, incredibilmente sicuro di sé. 1967 ist für Bruce ein ganz besonderes Jahr: Seine Freunde beschreiben ihn als großspurig, sogar arrogant, unglaublich selbstbewusst.

Il guaio è che, come per esempio afferma Silliphant, lui era “veramente il migliore”. Non c’era nulla che Bruce non vedesse, apprendesse al volo, e ripetesse subito dopo in maniera eccelsa, anzi ineguagliabile. Es gab nichts, was Bruce nicht gesehen, im Handumdrehen gelernt und unmittelbar danach in hervorragender, ja unvergleichlicher Weise wiederholt hätte. Bruce era uno di quegli autentici fenomeni della natura che hanno avuto accesso a una sorta di benedizione. Bruce war eine echte Laune der Natur, der eine Art Segen zuteil wurde. Solo che, nel suo caso, questa benedizione se l’era conquistata un giorno dopo l’altro, sudando come pochi altri. Aber in seinem Fall hatte er sich diesen Segen Tag für Tag verdient und dabei geschwitzt wie kaum ein anderer. Ed Parker, che, come abbiamo già detto, di arti marziali se ne intendeva, non esitava a dire: “Bruce era uno su due milioni. Ed Parker, der, wie bereits erwähnt, viel über Kampfsportarten wusste, zögerte nicht, zu sagen: "Bruce war einer von zwei Millionen.

Bruce aveva tutti i talenti”. Bruce hatte alle Talente". Aggiungo che li aveva perché se li era conquistati un grammo dopo l’altro. Ich möchte hinzufügen, dass er sie hatte, weil er sie sich ein Gramm nach dem anderen verdient hatte. Non dovrebbe stupire troppo, pertanto, questo smodato orgoglio che già dava fastidio a tanti. Es sollte daher nicht allzu sehr überraschen, dass dieser übermäßige Stolz schon so viele verärgert hat. Un caso abbastanza eclatante di questo suo inarginabile senso di superiorità si verificò a Hong Kong, negli studi televisivi di un canale cinese, nel corso di un programma piuttosto popolare.

Bruce era stato invitato insieme ad altri importanti maestri, esponenti delle varie tradizioni. Bruce war zusammen mit anderen wichtigen Meistern, Vertretern der verschiedenen Traditionen, eingeladen worden. Si sentiva un po' un pesce fuor d’acqua, era visto come una specie di eretico, un parvenu, sebbene in fondo fosse rispettato da tutti perché il Jeet Kune Do aveva già mostrato la sua brutale efficacia. A un certo punto accadde che uno tra i più anziani maestri presenti si alzò, si mise in posizione con grande cura e un fare quasi ieratico e sfidò ciascun esponente delle varie scuole a spostarlo da lì.

Sembrava davvero una di quelle stampe cinesi che ritraggono antichi maestri in posa. Es sah wirklich aus wie einer dieser chinesischen Drucke, auf denen alte Meister posieren. It really looked like one of those Chinese prints that portray ancient masters posing. Lee guardò gli altri maestri fallire, uno dopo l’altro. Lee sah zu, wie die anderen Meister einer nach dem anderen versagten. Lee watched the other masters fail, one after another. Tutti provavano a spingere l’anziano combattente rispettato e quasi venerato, ma nessuno ci riusciva. Jeder versuchte, den geachteten und fast schon verehrten älteren Kämpfer zu schubsen, aber es gelang niemandem. Everyone tried to push the respected and almost revered elderly fighter, but nobody could. Bruce si presentò per ultimo. Bruce kam als Letzter.

Il vecchio lo invitò con aria di sfida, certo che la montagna anziana e saccente del suo corpo non sarebbe crollata neppure di fronte a questo giovane sfacciato. Der alte Mann winkte ihm trotzig zu, denn er war sich sicher, dass sein betagter, zuckersüßer Körper auch angesichts dieses forschen jungen Mannes nicht zusammenbrechen würde. The old man invited him defiantly, certain that the old and knowledgeable mountain of his body would not collapse even in front of this brash young man. Lee si avvicinò con quella sua andatura leggermente spocchiosa, da bulletto di Hong Kong cresciuto dando calci per le strade, lo sguardo del vittorioso arrogante già dipinto in volto. Lee came up with that slightly snooty gait from a Hong Kong bully who grew up kicking the streets, the gaze of the victorious arrogant already painted in his face. Era il suo turno, ma anziché spingerlo, come avevano fatto tutti gli altri, gli assestò un tremendo pugno in faccia. Er war an der Reihe, aber anstatt ihn zu schubsen, wie es alle anderen getan hatten, verpasste er ihm einen kräftigen Schlag ins Gesicht. It was his turn, but instead of pushing it, as everyone else had done, he gave him a tremendous punch in the face. L’anziano maestro vacillò, quindi stramazzò a terra, travolto dallo sconcerto. The elderly master faltered, then fell to the ground, overwhelmed by bewilderment. Era accaduto qualcosa di inaudito. Etwas noch nie Dagewesenes war geschehen. Something unheard of had happened. Lo studio televisivo sembrò venir giù. Das Fernsehstudio schien zusammenzubrechen. The television studio seemed to come down. Bruce, alle domande inquiete sul perché si fosse comportato a questo modo, disse con tutta la boria di cui era capace che lui non spingeva, ma tirava pugni. Bruce, to the restless questions about why he had behaved this way, said with all the arrogance he was capable of that he didn't push, but he threw punches.

E se ne andò, seguito dal biasimo generale. Und er ging, gefolgt von allgemeinen Vorwürfen. And he left, followed by the general blame. Questo atteggiamento che, comprensibilmente, gli procurò l’antipatia di molti, lo ritroviamo sul finire degli anni Sessanta a Hong Kong come negli Stati Uniti. Diese Haltung, die ihm verständlicherweise die Abneigung vieler Menschen einbrachte, ist Ende der 1960er Jahre sowohl in Hongkong als auch in den Vereinigten Staaten zu finden.

In Oriente la sfida era forse più bruciante, perché Bruce si poneva realmente come un eretico. Im Osten war die Herausforderung vielleicht noch brisanter, weil Bruce wirklich als Ketzer auftrat. In the East the challenge was perhaps more burning, because Bruce really posed himself as a heretic. Ma dissidi simili li ebbe anche negli Stati Uniti, dove le comunità cinesi – persino più conservatrici di quelle della madrepatria – si guardavano bene dall’insegnare al nemico dalla pelle bianca i segreti di un’arte millenaria. Un patto fortissimo correva tra tutti i dojo, e nessuno, fino a che non era arrivato Bruce, aveva osato violarlo. Zwischen allen Dojos bestand ein starker Pakt, und bis Bruce kam, hatte es niemand gewagt, ihn zu verletzen. A very strong pact ran between all the dojos, and no one, until Bruce arrived, had dared to violate it. Per affermare il suo diritto di insegnare a bianchi, neri e gente di ogni razza i segreti del kung fu e in particolare del Jeet Kune Do, Bruce dovette confrontarsi, anche aspramente, più di una volta. To affirm his right to teach whites, blacks and people of every race the secrets of kung fu and in particular of Jeet Kune Do, Bruce had to confront, even harshly, more than once.

Alcuni incontri furono sofferti, altri rapidi e vittoriosi al limite dell’aneddoto. Einige Begegnungen waren schmerzhaft, andere schnell und siegreich und grenzen an eine Anekdote. Ma sempre una cosa apparve chiara: Bruce era il migliore di tutti. Aber eines wurde immer klar: Bruce war der Beste von allen. Tra i vari episodi che Bruce stesso amava citare ce n’era uno, accaduto già nel 1964, in cui gli venne lanciato un ultimatum circa la sua volontà di insegnare ai bianchi. Zu den verschiedenen Vorfällen, die Bruce selbst gerne erwähnte, gehörte ein Vorfall aus dem Jahr 1964, bei dem ihm ein Ultimatum gestellt wurde, ob er bereit sei, weiße Menschen zu unterrichten.

La sfida però non ebbe subito luogo perché l’avversario se la diede a gambe. Die Herausforderung fand jedoch nicht sofort statt, weil der Gegner weglief. The challenge, however, did not take place immediately because the opponent gave it to him. Il tizio era un buon corridore, e Bruce dovette faticare per acciuffarlo. Der Kerl war ein guter Läufer, und Bruce musste hart arbeiten, um ihn einzuholen. Fu per questo motivo che lo ribattezzò “runner”, alludendo a Road Runner, il celebre “struzzo” inseguito da Wile Coyote nel cartone animato della Warner Bros. Aus diesem Grund benannte er ihn in "Runner" um, in Anspielung auf Road Runner, den berühmten "Strauß", der von Wile Coyote in dem Zeichentrickfilm von Warner Bros. gejagt wird. Alla fine riuscì ad agguantarlo e a batterlo con pochi colpi. Schließlich gelang es ihm, ihn zu fangen und ihn mit ein paar Schlägen zu treffen. Tuttavia, dopo quell’incontro, Bruce si sentì stremato, e realizzò che la sua forma fisica non era ancora quella che avrebbe voluto. Nach dieser Begegnung fühlte sich Bruce jedoch erschöpft und erkannte, dass seine Fitness immer noch nicht das war, was er wollte.

Da quel momento il suo allenamento divenne quell’incredibile tour de force che conosciamo, uno stato di continuo super-allenamento. Von diesem Moment an wurde sein Training zu dem unglaublichen Kraftakt, den wir kennen, zu einem Zustand des ständigen Supertrainings. Anche questo episodio è dunque significativo per illustrare il carattere e la tenacia senza uguali di Bruce. Diese Episode ist daher auch wichtig, um Bruce' unvergleichlichen Charakter und seine Hartnäckigkeit zu veranschaulichen.

Egli desiderava ardentemente migliorarsi, per giungere a un livello superiore a quello di chiunque altro. Er sehnte sich danach, sich selbst zu verbessern und ein höheres Niveau als alle anderen zu erreichen. Una persona qualsiasi, persino un grande combattente, si sarebbe compiaciuto della vittoria e dello sforzo estremo necessario per ottenerla. Jeder, selbst ein großer Kämpfer, wäre mit dem Sieg und der extremen Anstrengung, die dafür erforderlich war, zufrieden gewesen. Lui no, lui capì che c’era da lavorare ancora, molto di più di quanto avesse fatto fino a quel momento. Ihm war klar, dass es noch mehr zu tun gab, viel mehr als er bisher getan hatte. Nel gennaio del 1969 Bruce era comunque orgoglioso di sé, e poteva scrivere di essere “soddisfattissimo di ciò che ho raggiunto nel campo delle arti marziali”. Im Januar 1969 war Bruce dennoch stolz auf sich und konnte schreiben, dass er "äußerst zufrieden mit dem ist, was ich auf dem Gebiet der Kampfkünste erreicht habe".

Il fatto che il termine “arte marziale cinese” stesse pian piano liberandosi di un’accezione unicamente dispregiativa proprio grazie al suo lavoro tenace, gli permetteva di stilare un bilancio parzialmente positivo. Inoltre, il fatto che tutti e tre i campioni americani di free style, ossia Joe Lewis, Mike Stone e il grande Chuck Norris, fossero suoi allievi, gli sembrava una prova irrefutabile del suo successo nel campo dell’insegnamento.

La vita cominciava a dirgli che era il migliore. Das Leben begann ihm zu sagen, dass er der Beste war.