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Al Dente Podcast, 005 - Al dente! 5: Duomo di Siena, colori, radio e TV (26 ottobre 2012)

005 - Al dente! 5: Duomo di Siena, colori, radio e TV (26 ottobre 2012)

Ciao a tutti da Francesca e benvenuti alla quinta puntata del Podcast "Al dente". Oggi, 26 ottobre, vi parlerò della mia recente visita al Duomo di Siena. Poi proseguiremo parlando dell'importanza che i colori hanno nella nostra vita e infine vi racconterò qualcosa di due mezzi d'informazione presenti in quasi tutte le case: la radio e la TV. Buon ascolto!

Care ascoltatrici e cari ascoltatori, la scorsa puntata vi avevo anticipato che vi avrei parlato del pavimento del Duomo di Siena. Allora, sono andata a Siena proprio pochi giorni fa e ho potuto rivederlo. È stato bellissimo! Prima di tutto dovete sapere che il Duomo di Siena è stato costruito tra il Duecento [1] e il Trecento. I Senesi volevano costruire una cattedrale grandissima, la più grande di tutta la cristianità. Da questo potete capire la mentalità dei miei concittadini...! Purtroppo però non fu possibile: nel 1348 anche a Siena arrivò la terribile peste e i lavori furono interrotti. La peste nera è stata una delle più grandi catastrofi per l'Europa medievale. Pensate che all'epoca Siena era una città grande, aveva cinquantamila abitanti; dopo la peste erano rimasti appena in diecimila. Fu l'inizio della decadenza della città, con il fallimento di alcune banche e una grave crisi economica. Il sogno del Duomo più grande del mondo fu abbandonato del tutto. La cattedrale attuale è molto più piccola di come indicava il progetto. Ma è comunque bellissima, ed è affascinante la parte non finita che si può vedere ancora oggi nella piazza accanto.

All'interno conserva numerosi capolavori di arte. Io ci sono andata tante, tante volte, per respirare l'aria dei secoli, all'ombra delle meravigliose colonne bianche e nere. Il pavimento è appunto uno di questi capolavori. È fatto in marmo e comprende 60 scene, create prevalentemente da autori senesi a partire dal Trecento fino all'Ottocento. I temi sono vari: una parte di essi è legata al mondo classico greco e latino, altri invece sono di tipo religioso. Normalmente il pavimento è in gran parte coperto da grandi cartoni per non essere rovinato dal passaggio delle persone. Da agosto a ottobre è invece possibile ammirarlo in modo completo. Erano tantissimi anni che non entravo in Duomo. E per Luca era la prima volta: chissà che cosa avrebbe pensato di quella foresta di colonne, di quell'atmosfera magica e incredibile. Gli sarebbe piaciuta come piaceva a me alla sua età? Siamo entrati, io lo guardavo con la coda dell'occhio, senza parlare. Lo vedevo guardare con occhi sbarrati, a bocca aperta. "Mamma, ma... erano così ricchi e potenti, questi senesi?" "Sì, Luca, Siena era una della città più importanti del Medioevo. C'era una scuola di artisti di grande valore: scultori come Jacopo della Quercia, pittori come Duccio di Boninsegna, Simone Martini, e tantissimi altri artisti." Luca si è guardato in giro, ma soprattutto è rimasto incantato da quell'aria magica, speciale. A un certo punto mi ha detto: "Wow! E pensare che siamo senesi anche noi..." Vi confesso che mi sono sentita davvero emozionata... * * *

Adesso, cari amici, per restare in tema di cose belle... Avete visto che meraviglia i colori dell'autunno? In Toscana le foglie degli alberi erano gialle, rosse, marroni... I colori erano caldi, bellissimi, veniva voglia di andare nel bosco a fare lunghe passeggiate, a cercare funghi porcini e castagne! Per me i colori sono importantissimi. E per voi? Che parte hanno nella vostra vita? Preferite quelli della primavera o quelli dell'autunno? E... vivete in una casa con molti colori oppure preferite un ambiente in bianco e nero? Lo stesso vale per i vestiti. Spesso decidiamo il colore di un abito in base all'umore del momento, o a seconda dell'occasione. Ci sono vari studi che ci mostrano anche il significato delle nostre preferenze o l'effetto che i colori hanno su di noi. I miei colori preferiti sono il giallo e l'azzurro in tutte le sue tonalità: celeste, blu, turchese... L'altro giorno però, facendo un giro in un grande magazzino, mi sono chiesta: come mai quasi tutti i prodotti destinati alle bambine sono rosa? Fateci caso anche voi: vestiti, giocattoli, quaderni... E alle bambine sembrano piacere molto: perché?

In Italia c'è una vecchia tradizione: quando nasce una bambina si appende fuori della porta di casa un fiocco rosa, celeste invece se nasce un maschio. Beh, quindi non è una novità... Però oggi mi sembra che si stia esagerando. La figlia di una mia amica non esce di casa se non ha tutti i vestiti e gli accessori rosa. Perfino la bicicletta! Ma sarà una tendenza naturale oppure è stata indotta dalla moda e dalla pubblicità? Trovare un vestito da bambine o un giocattolo che non sia rosa a volte può essere molto difficile. A questo proposito in Inghilterra qualche anno fa è nata un'organizzazione per boicottare tutti i prodotti rosa destinati alle bambine. L'associazione si chiama, non a caso, "Pinkstinks": secondo loro riempire le bambine di oggetti di colore rosa trasmette una serie di stereotipi dannosi. Perché il colore rosa rappresenta la dolcezza, l'arrendevolezza [2], la passività. I giocattoli rosa sono praticamente destinati solo alle bambine e si tratta per lo più di giochi tradizionalmente femminili, come bambole, pentoline e simili. Questo potrebbe influenzare la mentalità e il carattere delle piccole. Può far passare un messaggio del tipo: il tuo ruolo principale è stare a casa a cucinare, e devi farti bella per trovare un principe, un marito. Beh, forse quelli di "Pinkstinks" esagerano un po'... Voi che ne pensate? Beh, il rischio di comunicare un messaggio stereotipizzato rispetto ai ruoli di genere esiste realmente. Comunque ci sono molte bambine a cui piace l'azzurro e maschietti che amano il rosa. Bambini che amano giocare con le bambole e bambine a cui piacciono invece i giochi "da maschi". Per fortuna!

*

E ora, cari ascoltatori, mentre il tempo si mette al brutto e invita a passare più tempo in casa, voi che fate la sera? Guardate la televisione o ascoltate la radio? E in generale, quale dei due mezzi preferite e per quanto tempo al giorno li ascoltate o guardate? Io sono un tipo da radio. Mi piace tantissimo ascoltare la musica. Ma ancora di più mi piacciono i programmi in cui intervengono degli esperti a discutere su vari temi: società, costume [3], curiosità, psicologia e tanti altri. Prima ascoltavo sempre Rete 1, la radio che trasmette dal Ticino. Poi mi sono fatta un regalo: ho comprato una radio Internet con cui posso ricevere dall'Italia e da tutto il mondo. Ho subito memorizzato Rai 3, la radio culturale, poi una radio svedese che trasmette solamente musica rinascimentale e barocca. Quindi una radio inglese di musica rilassante e una americana di musica jazz. Così vario a seconda dei momenti della giornata: al mattino, colazione con musica rilassante o classica, poi le notizie dalla Svizzera e dal mondo con Rete 1. Alla sera i programmi culturali di Rai 3 oppure un po' di jazz. TV, quasi niente. Per un'italiana suona strano, vero? Eh, ma non è stato sempre così. Quando abitavo in Italia, infatti, la guardavo spessissimo: le notizie al telegiornale, i telefilm americani, i talk show della sera, i film... Ma non ero proprio teledipendente [4] come Lisa, la mia amica che abita vicino a Siena. Lei una volta mi ha raccontato che, a 20 anni, stava alla televisione già al mattino, prima di andare all'università. Guardava sempre i vecchi telefilm di Lassie che a quell'ora trasmettevano per i bambini. Poi dopo pranzo era la volta di una soap opera e la sera, dopo i notiziari, un film. Se non poteva vedere la puntata di "Beautiful", la sua soap opera preferita, diventava matta. Una volta ha fatto diversi chilometri per andare da un'amica a vederlo, dato che un temporale aveva provocato un black out di elettricità nel suo quartiere. E allora, vi chiederete voi, come ha fatto a smettere? È stata una cosa abbastanza improvvisa: un bel giorno le si è rotto il televisore! Allora ha ricominciato ad uscire la sera. Poco tempo dopo ha conosciuto un bel ragazzo che le ha fatto dimenticare le storie d'amore inventate [5] per la TV.

Bene, anche stavolta siamo arrivati alla fine della nostra puntata. Aspetto con gioia i vostri commenti sul sito www.podclub.ch. Ah, dimenticavo: fra qualche giorno verrà a stare da noi per due settimane Abby, la border collie dei nostri vicini di casa svedesi. Loro andranno in vacanza negli Stati Uniti e così, visto che è la migliore amica di Giada, sono ben contenta di tenerla con noi per qualche tempo. Naturalmente la prossima volta vi racconterò com'è andata! A risentirci fra due settimane!

1 Duecento: il secolo che va dal 1200 al 1299. 2 arrendevolezza: mancanza di combattività 3 costume: modo di vivere, abitudini 4 teledipendente: dipendente dalla televisione 5 inventate: create

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