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Al Dente Podcast, 002 - Al dente! 2: Vacanze, rimedi anti-crisi, «al dente» (14 settembre 2012)

002 - Al dente! 2: Vacanze, rimedi anti-crisi, «al dente» (14 settembre 2012)

Ciao a tutti, un caldo benvenuto da Francesca alla seconda puntata del Podcast "Al dente". Prima di tutto, grazie di cuore dei vostri simpatici commenti, mi hanno fatto molto piacere! Oggi, 14 settembre, vi parlerò delle mie vacanze sulle Dolomiti, di rimedi anti-crisi e dell'espressione "Al dente" che dà il nome a questo podcast. Buon ascolto!

Eh sì, cari ascoltatori, le ferie per la maggior parte di noi sono finite da un pezzo, purtroppo… In Italia invece le vacanze estive durano più a lungo che in Svizzera, ma l'apertura delle scuole varia da regione a regione. I primi a ricominciare sono stati i ragazzi della provincia di Bolzano, all'inizio di settembre.

Una settimana dopo è stato il turno di altre regioni del Nord e del Centro. In molte altre regioni, tra cui il Piemonte, la Toscana e la Sicilia le lezioni sono invece riprese proprio questa settimana. I ragazzi più fortunati però sono quelli di Calabria, Liguria, Abruzzo, Puglia e Sardegna, che ricominceranno lunedì prossimo. Beati loro! E voi avete trascorso delle buone vacanze? Io ho passato una settimana in un agriturismo sulle Dolomiti, nell'Alto Adige [1]. In vacanza con noi sono venuti anche la mia amica Lisa e Alessandro, l'amico del cuore di mio figlio Luca. Loro sono arrivati in Svizzera il giorno prima e la mattina successiva siamo partiti tutti insieme. La macchina era strapiena, considerato che, con Giada, il nostro cane, eravamo in sei! Lisa aveva dovuto perfino sistemare un borsone tra le gambe. I due ragazzi poi avevano con loro due zaini [2] pieni zeppi di fumetti, CD, iPod, giochi, insomma… c'era proprio una bella confusione. Arrivati all'agriturismo, scarichiamo la macchina e mettiamo tutto a posto. L'appartamento è grande, i ragazzi contentissimi di avere una stanza tutta per loro. La sera Lisa, preoccupata, mi fa: «Francesca, cosa mi sono dimenticata...» La guardo preoccupata e le chiedo: «Dei medicinali? o…il cellulare?» «Ho lasciato a casa la mia trousse dei trucchi [3].» «Oh, mamma mia, se è solo per questo... Puoi usare i miei!» le dico. «Scherzi? Tu hai gli occhi castani, i miei sono verdi. Come faccio senza la mia matita nera, l'ombretto [4] oro, quello oliva... Tu non hai questi colori!» «Ma Lisa, siamo in montagna, chi vuoi che si accorga di come ti trucchi... Gli stambecchi?» Mi guarda come se avessi detto un'enorme sciocchezza. «Io, io lo vedo! Ah, ci sarà almeno una buona profumeria nei dintorni?» E così andiamo subito a cercarne una nel paese vicino... Niente. E neppure nel paesino accanto. Per quel giorno Lisa si deve accontentare della mia matita marrone e di un ombretto rosa. Poi alla sera la vedo entrare nella stanza dei ragazzi... «Che cosa cercherà?», mi chiedo. Dopo qualche minuto esce con aria trionfante: ha in mano la scatola dei pastelli Caran D'Ache di Luca. «No, dimmi che non è quello che penso...», dico tra me e me. «Ecco qua la soluzione!» E sparisce in bagno. Così ogni giorno sul suo viso compaiono sfumature azzurre, oro, verde acqua... Bello, a dire la verità. «Ma saranno mica velenose [5], queste matite?» le chiedo. «Ma scherzi? Sono per bambini!» fa lei sicura. Mah, speriamo bene. Un po' bambina lo è anche lei! Insomma, la vacanza è stata bella, e il tempo è passato in un baleno [6] tra passeggiate, feste, mercati. Sabato mattina arriva il momento di ripartire per la Svizzera; qui i nostri due ospiti passeranno ancora una settimana da noi prima di tornare in Italia. Prepariamo le valige, il mio compagno le carica in macchina... Ma a un certo punto lo sento ridere come un matto. Vedo Lisa che lo raggiunge... «Ma guarda che cosa ho trovato sotto il sedile di Lisa!» fa lui «La sua trousse dei trucchi! Lisa, dai, confessa: l'avevi nascosta per giocare con le matite dei ragazzi, eh!» Lisa lo guarda e poi scoppia a ridere pure lei. No, non credo proprio che l'abbia fatto apposta [7]. I suoi trucchi preziosi, figuriamoci! Ma sono sicura che si è divertita molto a sperimentare ogni giorno un nuovo make up.

* * *

E adesso passiamo a una notizia che riguarda la crisi economica che ha investito l'Europa. In un momento come questo, in cui molte persone hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, si riscopre una cosa ovvia[8] e antica: riparare, riusare e riciclare le cose vecchie. Non solo per necessità, ma anche per una visione diversa della vita, per combattere gli sprechi [9] inutili. Seguendo un'idea nata ad Amsterdam e ormai diffusa in tutta Europa, anche in Italia finalmente si stanno diffondendo centri dove è possibile portare a riparare un oggetto rotto invece di buttarlo via. Davvero una buona notizia per Giuliano, mio fratello, che è un vero disastro a riparare le cose. Sua moglie è quasi disperata… Quando in casa si rompe qualcosa, Giuliano ci mette tutta la buona volontà. Prende il cacciavite [10], smonta [11] con cura l'apparecchio per cercare di aggiustarlo [12]… e poi la maggior parte delle volte non riesce più a rimontarlo! Quindi, spesso, l'apparecchio è da buttare. Ma da quando ha scoperto un centro riparazioni vicino a dove abita, in casa sua la "musica" è cambiata [13]. Adesso funziona proprio tutto: l'aspirapolvere, il ventilatore, perfino il tostapane! Davvero niente male, questi centri: pensate che, solo in Italia, si calcola un risparmio di circa 11 miliardi di euro all'anno. E Giuliano mi ha detto che oltretutto non si spende molto e che, a differenza di lui, sono bravi e veloci. Oltre ai negozi che riparano gli elettrodomestici [14], poi, ci sono quelli specializzati nel "restyling" di vestiti: potete portare un abito che non vi piace più e loro ne fanno un capo [15] nuovo, originale, alla moda. Finalmente, dovremmo dire! Ma ci voleva la crisi per capirlo? Chissà se anche in Svizzera ci sarà un cambiamento di mentalità a questo proposito. L'anno scorso ho comprato un nuovo ferro da stiro con la caldaia separata. Dopo poco tempo purtroppo mi è caduto per terra e si è rotto un pezzettino di plastica. L'ho portato nel negozio dove l'avevo comprato, ma mi hanno detto che non lo riparavano. Dovevano sostituire tutto il pezzo per la modica cifra di … 156 franchi! Così mi sono tenuta il ferro com'è. Un po' meno bello, ma funziona normalmente. Però, che rabbia…

* * *

Bene, care ascoltatrici e cari ascoltatori, adesso vorrei spiegarvi l'origine dell'espressione "Al dente" che dà il nome al nostro podcast. Come molti di voi certamente sanno, si riferisce alla cottura della pasta: che non deve essere né cruda né troppo cotta, ma risultare consistente tra i denti quando si mastica. È un termine nato all'inizio del Novecento. Per noi italiani è impossibile mangiare la pasta scotta [16]. Infatti la pasta per noi è sacra. Per secoli ci hanno preso in giro francesi, americani, inglesi... finché non hanno capito anche loro quant'è buona! E se è al dente, oltretutto, non fa ingrassare. «Ma cosa dici, Francesca! La pasta non fa ingrassare? !», mi chiederete. Certo, cari amici, la pasta cotta al dente ha meno zuccheri rispetto a quella troppo cotta. Lo stomaco poi impiega più tempo a digerirla. Quindi non viene subito fame, come succede invece se si mangia un panino. Però, naturalmente, bisogna condirla con un sugo leggero. In estate per esempio a me piace molto condita con pomodorini freschi, mozzarella di bufala, basilico, olive, capperi, sale e pepe. E naturalmente un filo d'olio extravergine d'oliva toscano! Eh, sì, la pasta è una vera delizia... Il nostro modo di gustarla però non è ovvio per tutti. Infatti Michelle, una mia conoscente, l'altro giorno mi chiede: «Francesca, che cosa fai con la pasta che avanza dopo averla cotta?» «In che senso, scusa?» chiedo io. «Sì, che ricette usi per la pasta avanzata?» «Mah, francamente non saprei dirtelo. Da noi non avanza mai nemmeno uno spaghetto!» E lei: «Ma come, cucini solo lo stretto necessario ogni volta?» «Lo stretto necessario? Ma... cuocio quella che serve e la mangiamo immediatamente, non un minuto dopo!» «Ah sì? Io invece ne faccio almeno un pacco da mezzo chilo per volta. Poi la mangio durante la settimana. È comodo per me, è sempre pronta in frigo o nel congelatore! La riscaldo velocemente con il microonde e... Volevo sapere se magari tu hai qualche ricetta originale.» Sono rimasta senza parole. Mah, che vi devo dire... fate un po' come volete: cuocete la pasta come preferite, ma... se non sapete farla al dente, non cucinatela quando invitate italiani a cena! A questo proposito, sapete per quale scopo [17] viene usato maggiormente il telefonino in Italia? Per comunicare alla moglie o al marito l'ora precisa del rientro a casa. Un messaggino [18] tipico? «Cara, sono in autobus, arrivo fra cinque minuti. Butta la pasta [19]!» Allora, cari ascoltatori: in questo podcast cercherò di scrivere per voi delle cose interessanti e attuali … insomma, al dente, proprio come la buona pasta italiana!

*

Ed eccoci arrivati alla fine di questa seconda puntata di "Al dente". Io vi do appuntamento fra due settimane. Parleremo di tempo libero, di sincerità e del primo amore. Naturalmente aspetto i vostri commenti sul sito www.podclub.ch. Ciao e alla prossima!

1 Alto Adige: nome italiano del Sud Tirolo 2 zaini: sacchi che si portano sulle spalle 3 la trousse dei trucchi: l'astuccio con il necessario per il make up 4 ombretto: polvere colorata per truccare gli occhi 5 velenose: tossiche 6 in un baleno: molto rapidamente 7 apposta: volontariamente 8 ovvia: logica, naturale 9 sprechi: uso, consumo eccessivo e inutile di qualcosa 10 cacciavite: attrezzo per togliere o mettere le viti 11 smonta: apre 12 aggiustarlo: ripararlo 13 la musica è cambiata: la situazione è totalmente diversa 14 elettrodomestici: apparecchi elettrici per la casa (frigoriferi, aspirapolvere, tostapane...) 15 capo (di abbigliamento): vestito 16 scotta: troppo cotta 17 per quale scopo: per quale obiettivo, perché 18 messaggino: sms 19 butta la pasta: metti la pasta a cuocere nell'acqua bollente

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