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Un Giorno Diverso (Graded Reader), 2. Giorno nuovo, vita nuova

2. Giorno nuovo, vita nuova

È ora di andare al lavoro,

ma Pietro è ancora a letto:

ha deciso davvero di cambiare la sua vita,

e vuole cominciare proprio con la cosa che ha sempre desiderato fare:

restare a letto invece di andare in ufficio!

Si alza solo dopo mezz'ora,

guarda un po' di televisione

e poi telefona in ufficio:

– Pronto, ciao Paolo, sono Pietro...

– Ciao Pietro, dove sei?

Sei in ritardo, lo sai? È successo qualcosa?

– No, niente, è che...

Senti, posso parlare con il direttore, per favore?

– Sì, ma... cosa è successo Pietro,

non stai bene? Hai una voce strana!

– No, no, non ti preoccupare, Paolo,

voglio solo parlare con il direttore.

– Va bene, un momento... – clic!, un'altra linea...

la voce del direttore:

– Pronto!

– Direttore, sono Renzi...

– Sì, lo so che è Lei, Renzi:

allora, cosa è successo, perché non è ancora in ufficio?

– Oggi non potrò venire, direttore, mi dispiace.

– Ah! Ci sarà un motivo, immagino!

– Veramente, un motivo vero no,

diciamo che sono stanco, non ho voglia di lavorare...

Per un momento il direttore non risponde.

Ma poi Pietro sente di nuovo la sua voce:

– Renzi, se oggi vuole scherzare non è il giorno giusto:

abbiamo un sacco di cose da fare, lo sa bene,

siamo alla fine del mese e come sempre siamo pieni di lavoro...

Che cos'è questa storia che non ha voglia, è impazzito?

Il tono della voce del direttore è sempre più alto e arrabbiato.

– No, non credo di essere impazzito.

Sono stufo, ecco tutto. Chiedo un periodo di ferie e...

– Renzi, Lei oggi deve essere diventato matto o non so cosa...

– Sì, forse sono impazzito, ma mi deve credere, direttore,

non mi sono mai sentito così bene in vita mia.

E ora la saluto, ho molte cose da fare anch'io, sa,

è la prima volta che decido di non venire a lavorare,

sicuramente troverò molte cose più interessanti da fare che lavorare!

– Ma... Renzi, Ren... – clic, Pietro ha già chiuso il telefono

prima di sentire il direttore gridare davvero.

"Allora, adesso prima di tutto dormirò ancora un po',

sono solo le otto e mezzo, che vado a fare fuori a quest'ora?"

pensa Pietro a voce alta.

Poi però cambia idea:

"Ma no, perché non passeggiare un po' per la città e divertirsi a vedere

tutti gli altri che vanno a lavorare mentre io cammino tranquillo senza

avere niente da fare?"

Allora, come ogni giorno, ma con un umore molto diverso,

anche oggi Pietro si alza, si lava, si fa la barba e si veste.

– Colazione al bar! – grida poi allo specchio,

che come sempre ripete tutto quello che lui dice e fa.

Piero esce di casa e guarda la città come un turista

che la vede per la prima volta:

Roma è bella anche con il traffico, pensa mentre cammina

senza fretta per le strade piene di macchine, autobus,

tutta gente che ha fretta, corre per qualche motivo.

Pietro no, oggi è un giorno diverso per lui:

va a comprare il giornale all'edicola sotto casa;

il giornalaio, abituato a vedere Pietro sempre prima delle 8, si stupisce:

– Dotto', che è? Oggi fa vacanza?

– Proprio così, Nando, perché, non si può?

– Eeeh, magari sempre, dotto'! Dove va di bello?

– Per adesso vado solo a fare una passeggiata in centro!

Nando il giornalaio ride e dà a Pietro il solito giornale,

ma Pietro non lo prende.

– No, Nando, oggi non voglio il solito giornale,

voglio qualcosa di nuovo.

– Ah, ma allora cambiamo proprio vita! – dice Nando,

che fa sempre la solita vita ogni giorno, come Pietro.

– Perché no? Vita nuova! – ride Pietro,

e prende un giornale che di solito non legge.

Così, tanto per cambiare.

Il bar è poco lontano dal giornalaio,

Pietro attraversa la strada con il giornale sottobraccio

e già pensa alla sua bella colazione al bar:

da quanto tempo non fa colazione al bar? Dai tempi dell'università.

Ma Pietro non sa cosa lo aspetta al bar...

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