Stazione Majakovskaja, Stagni del Patriarca, casa-museo Čechov
Va in onda il programma “Girando Mosca in metropolitana” …
Sergej:… con Laura Venniro …
Laura:… e Sergej Tikhonov.
Laura:La Radio “La Voce della Russia” continua il ciclo di trasmissioni sulle bellezze architettoniche e artistiche della metropolitana di Mosca e sulle attrazioni turistiche della capitale russa.
Sergej:La fermata della metropolitana dove scenderemo oggi si chiama Majakovskaja, da qui usciremo per vedere i c.d. Stagni del Patriarca e per visitare la casa-museo Čechov .
Laura: La stazione Majakovskaja venne aperta al pubblico nel settembre 1938. Può a buon diritto essere considerata la più bella stazione della metropolitana di Mosca, è straordinaria sia per la bellezza artistica, sia per le particolari soluzioni architettonico-costruttive scelte per realizzarla.
Sergej:Infatti è la prima stazione della metropolitana al mondo nella quale, pur essendo situata ad una considerevole profondità, sono state adottate delle snelle colonne d'acciaio invece che dei massicci pilatri per reggere la volta. Laura:Le tecniche di costruzione di questa stazione furono veramente innovative. Accertatisi della stabilità del terreno, i progettisti decisero di usare un sistema di snelli sostegni in metallo per sostenere l'altissima volta al posto degli usuali pilastri. In questo modo si voleva rendere ancora più spaziosa la sala della stazione. Ma quando i lavori furono terminati, i progettisti si accorsero di aver sopravvalutato la stabilità del terreno e come conseguenza la volta della sala presentava delle crepe. Per salvare la situazione si pensò di abbassare di qualche metro l'altezza della volta così si poté realizzare il progetto originale e grazie all'uso delle nuove tecnologie dell'ingegneria aeronautica si riuscì a garantire la resistenza necessaria delle colonne in acciaio. Sergej:In questo modo la stazione assunse il suo aspetto attuale: tre volte a botte, una centrale sulla sala principale e due laterali sui binari, poggiano su due file di colonne d'acciaio e marmo. Nella volta centrale, in ogni sezione delimitata da arcate, si aprono delle cupole ovali su cui sono stati sistemati dei mosaici. Il passeggero quando arriva nella sala principale è accolto da un lungo susseguirsi di arcate che si perdono in lontananza.
Laura:Le cupole e i relativi mosaici della sala principale della stazione Majakovskaja sono in tutto 34. Nei mosaici viene rappresentata la vita dei cittadini di quello che all'epoca era il giovane stato sovietico. I soggetti spaziano dal marinaio segnalatore al paracadutista, dal lavoro agricolo a quello industriale, dalle immagini della rigogliosa natura a varie figure sportive. In tutti i mosaici viene rappresentato il cielo così i passeggeri non hanno quasi la percezione di trovarsi a molti metri sottoterra.
Sergej:Alla base delle cupole ci sono le lampade che illuminano direttamente i mosaici e di luce riflessa l'intera sala. I costoloni delle colonne sono decorati da terra fino ad altezza d'uomo con marmo. Le pareti adiacenti ai binari sono rivestite di marmo grigio con inserti scuri e rossicci alla base.
Laura:Il pavimento è realizzato in marmo e non fu mai sostituito con il granito come è accaduto nelle altre stazioni della metropolitana perché, essendo la stazione Majakovskaja inserita nella lista del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, non è possibile apporre alcun tipo di cambiamento. Il disegno della pavimentazione è semplice: sullo sfondo chiaro ci sono dei quadrati rossi bordati di scuro lungo il perimetro. Lungo l'asse longitudinale della stazione degli inserti di marmo rosso e nero formano una linea rossa e due nere. Sergej:La magnificenza di questa stazione fu subito evidente a tutti e nella esposizione internazione del 1938 a New York, il progetto vinse il Gran Premio. Ancora oggi la stazione Majakovskaja è considerata una fra le più belle in tutto il mondo.
Laura: La stazione Majakovskaja prende il nome dalla piazza soprastante che nel 1935 era stata ribattezzata in onore del poeta Vladimir Majakovskij. Prima del 1935 la piazza si chiamava Piazza della Vecchia Porta Trionfale perché anticamente qui si trovava la porta della città che dava in direzione di Tver'. Nel 1992 la piazza cambiò nuovamente nome e fu chiamata Piazza di Trionfo, ma il nome della stazione della metropolitana rimase invariato.
Sergej:Una stazione della metropolitana dedicata a Majakovskij doveva necessariamente avere qualcosa che ricordasse il poeta. Questa esigenza venne soddisfatta alla fine degli anni '50 quando all'estremità ovest della sala principale venne posto un busto di Majakovskij. Laura:Nel 1993 ci si accorse che le scale mobili dell'unica uscita della stazione dovevano essere sostituite perché non reggevano più il flusso ormai enormemente cresciuto dei passeggeri. Per non chiudere la stazione si decise di aprire un'altra uscita che fu inaugurata nel 2005. Durante i lavori di costruzione fu portata allo scoperto la 34esima cupola con relativo mosaico che negli anni passati era rimasta nascosta dietro un muro.
Sergej:La nuova uscita, dove ha trovato nuova ubicazione il busto di Majakovskij, è decorata alle pareti con marmo di tonalità scure, nel soffitto c'è un mosaico che riprende il tema della raffigurazione del cielo come nei mosaici posti nella sala principale con in aggiunta frasi tratte dalle opere di Majakovskij. La vecchia uscita è stata riaperta al pubblico nel 2007 dopo un accurato lavoro di restauro.
Laura: Uscendo dalla stazione Majakovskaja ci si ritrova su Piazza di Trionfo nella cui parte centrale si erge il monumento a Vladimir Majakovskij. Dalla piazza si dipartono ad angolo retto due strade: la via Tverskaja, la principale arteria stradale della città, e poi la via Bol'šaja Sadovaja che continua con la via Sadovaja-Kudrinskaja nelle cui vicinanze ci sono alcuni luoghi di particolare significato per la storia della letteratura russa anche se forse poco noti ai turisti che ogni anno affollano le vie di Mosca. Sergej:Uno dei luoghi più originali di Mosca è costituito dai c.d. Stagni del Patriarca chiamati così perché erano la riserva di pesca del patriarca di Mosca, massima carica ecclesiastica della Chiesa Ortodossa Russa.
Laura:Gran parte degli stagni sono stati prosciugati ed è rimasto solo un laghetto al centro di uno spiazzale alberato. Il luogo è divenuto famoso perché qui è ambientata la scena iniziale del bellissimo romanzo di Mihail Bulgakov intitolato "Il maestro e Margherita". Probabilmente fu naturale per lo scrittore scegliere questo luogo dal momento che dal 1921 al 1924 Bulgakov abitò in questa zona, in via Bol'šaja Sadovaja. Il romanzo fu iniziato nel 1928 e venne ultimato solo nel 1940 poco prima della morte dello scrittore. Per ragioni politiche fu pubblicato solo dal 1966.
Sergej:Infatti il romanzo, considerato uno dei capolavori della letteratura russa del ‘900, è una satira della società sovietica. La trama è incentrata sulle persecuzioni politiche di uno scrittore, denominato il maestro, da parte delle autorità sovietiche degli anni '30 e sul suo amore per Margherita. Laura:Bulgakov non fu mai perseguitato anche se le sue opere schernivano il regime, però non gli fu mai permesso di andare all'estero come desiderava e molti dei suoi capolavori circolavano solo in clandestinità. Sergej:Un altro luogo caro agli estimatori della letteratura russa del ‘900 è la casa-museo Čechov, che si trova lungo la via Sadovaja-Kudrinskaja.
Laura:Anton Čechov divenne famoso all'inizio della carriera come scrittore umoristico, in seguito fu autore di drammi che coniugavano bene l'introspezione psicologica dei personaggi con l'analisi della società dell'epoca. Sergej:In questa casa a due piani lo scrittore visse tra il 1886 e il 1890. Erano gli anni in cui Čechov, che era medico, esercitava ancora la professione, come attesta la targa posta sulla porta d'ingresso. Laura:Divideva la casa con i genitori e i fratelli. In quel periodo aveva poco tempo per scrivere perché la sua priorità era mantenere la famiglia, ciò nonostante fu qui che scrisse molti dei suoi racconti. La casa venne trasformata in museo dopo un attento lavoro di restauro e fu aperta al pubblico nel 1954. Il cuore del museo è naturalmente lo studio dello scrittore che era anche ambulatorio medico, tra gli oggetti esposti c'è anche la sua borsa da medico oltre ai suoi numerosi manoscritti e le numerose fotografie. Si sono conservati gli arredamenti originali e gli oggetti personali appartenuti ai vari membri della famiglia dello scrittore. Il museo ospita anche un'esposizione che illustra la carriera di Čechov come drammaturgo e che comprende le locandine dei suoi drammi e le prime edizioni delle sue opere. Sergej:Siamo giunti, così, al termine della nostra rubrica.
Laura:Vi aspettiamo, come sempre, fra due settimane.
Sergej:Salutandovi vi ringraziamo per la vostra cortese attenzione.
Laura:Con voi sono stati ...
Sergej:… Laura Venniro …
Laura:… e Sergej Tikhonov.