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Italian LingQ Podcast 2.0, \#10: Arte su tappi di sughero! \[2\]

#10: Arte su tappi di sughero! [2]

Perché ho visto... forse hai fatto qualche reel che è andato benissimo.

Forse uno in particolare, credo.

Dove hai paragonato un video

dove c'è un ragazzo che colora un quadratino.

E tu hai detto che c'è qualcuno che fa qualcosa di meglio.

Che ha qualcosa da dire, da offrire.

Perché ci sono ingiustizie nei social.

Secondo me con questo video sei arrivata...

BEATRICE: A 1,8 milioni. MICHELE: Eh, cavolo!

MICHELE: Secondo me lì... BEATRICE: Non mi aspettavo.

Non mi aspettavo perché lì dicevo proprio:

"Chi colora un quadratino ha 1 milione di visual e chi scolpisce tappi di sughero no".

BEATRICE: Alla fine l'ho superato. MICHELE: L'hai ottenuto.

MICHELE: Hai avuto la tua rivincita.

BEATRICE: C'era gente che commentava dicendo:

"Ma come. il milione lo hai pure tu!".

MICHELE: E ma inizialmente non te lo aspettavi.

BEATRICE: No, esatto. MICHELE: Esatto.

BEATRICE: In realtà lì non era un confronto su chi sa fare di meglio,

era un confronto sull'originalità.

Spesso noi cerchiamo intrattenimento nei social

ma non ci soffermiamo a primo impatto

su determinati contenuti che magari, arrivando fino alla fine, possono stupirti.

Non si tratta solo di arte, ma di qualunque contenuto, no?

Perché siamo sempre di fretta, non abbiamo mai tempo...

il primo impatto ti deve per forza colpire, altrimenti hai perso la partita.

MICHELE: Poi uno deve essere bravo a vendere quello che fa.

E tu secondo me sei stata molto brava.

Il fatto che hai menzionato prima, il montaggio.

Sai, al giorno d'oggi nei social questo è molto importante.

E tu sei riuscita a coniugare tutto.

La tua bravura come artista e anche il saper promuovere quello che fai.

Non è facile.

Nel mondo dei social oggi è difficile emergere

e creare qualcosa che possa essere interessante.

Hai sfruttato la tua conoscenza dell'editing, del montaggio

con il far vedere quello che fai.

Poi se una cosa è fatta bene

i seguaci arrivano, l'interesse cresce.

BEATRICE: Sì, credo che alla base ci sia il voler colpire le emozioni della gente.

MICHELE: Certo, è importante.

BEATRICE: Perché un po' tutti ci sentiamo sottovalutati con quello che sappiamo fare.

Quindi il discorso è anche generalizzato.

Direi che hai centrato nel segno.

MICHELE: Puoi mostrarci qualche scultura dal vivo?

Hai qualcosa di vicino?

Ti devo fare spostare o hai qualcosa lì davanti a te?

BEATRICE: Sì, qualcosina... MICHELE: Giusto per...

MICHELE: Wow.

BEATRICE: Qualcosa di già pronto.

MICHELE: Questo mi sa che lo hai messo in un video, o è nuovo?

BEATRICE: No, è sempre lui.

Poi c'è il mio gatto, lo avrò fatto in 1000 versioni.

MICHELE: Pazzesco.

BEATRICE: Quello da cui ho cominciato.

Da qualche parte dovrei avere il primo prototipo che era uno sgorbietto.

BEATRICE: Però va beh. MICHELE: Va beh, certo.

BEATRICE: poi ci sono quelli a cui sto lavorando

che sono in versione rustica.

Tutti da dipingere.

MICHELE: È una bozza, come quando facciamo un disegno.

Esatto, sì.

BEATRICE: Esatto, sì.

Ma la silhouette verrà poi rifinita.

MICHELE: Quanti ne hai in giro?

BEATRICE: Non so se la qualità è tale che si riescano a vedere.

MICHELE: No, ma si vede benissimo.

Quanti ne hai in casa, in camera?

BEATRICE: In realtà non tanti.

Non riuscirei neanche ad aprire un banchetto per fare un mercatino.

Poi essendo piccoli non riuscirei nemmeno a coprire bene.

Però sì, tu hai visto personaggi, vip...

personaggi dei cartoni, del mondo dello spettacolo.

Ma diciamo che mi sto specializzando molto sugli animali

perché sono il soggetto che prediligo, ma anche quello che mi richiedono di più.

Soprattutto pet memorial.

Quindi statuine di animali che con ci sono più.

MICHELE: Ho visto qualche video, sì.

BEATRICE: Sì, ricevo tantissime richieste di persone che hanno urne...

Con il tempo, ora sto per dire una cosa un po' pesante,

si tende, forse per autodifesa, a dimenticare il volto di chi abbiamo perso.

MICHELE: È vero, sì assolutamente.

BEATRICE: Quindi molte persone mi contattano,

a me fa molto piacere, mi lusinga, mi raccontano la loro storia,

riesco ad entrare in empatia con loro

e so che spesso il lutto di un animale viene sottovalutato.

Mi lusinga tantissimo il fatto che

si affidino a me per creare la statuina del loro amico a quattro zampe.

MICHELE: Ma fai anche portachiavi? Ho visto che fai anche...

BEATRICE: Sì, possono essere sia statuine, memoriali come dicevo prima,

o portachiavi.

I portachiavi subiscono una lavorazione in più

perché vengono ripassati con la resina che li impermeabilizza,

in maniera tale da essere resistenti agli urti.

MICHELE: Ok. BEATRICE: Sono tutte tecniche

che sperimentando sono arrivata...

a una maturità.

So come gestire il materiale.

MICHELE: E crei anche de packaging?

Hai delle confezioni...

BEATRICE: Sì, tendo a personalizzare anche il packaging

disegnando la silhouette, con il nome

che chiedo sempre in modo tale da renderlo più personalizzato possibile.

Molti mi richiedono un'espressione particolare del loro animale.

Quella con cui vogliono ricordarlo.

Che sia con la lingua fuori, sorridente.

O magari alcune caratteristiche.

Ricordo che una ragazza di fargli il suo gattino che aveva subito un incidente

e non aveva il viso proprio perfetto.

Mi aveva chiesto se potesse essere un problema, ma assolutamente no.

Il fatto a mano è proprio questo.

Altrimenti sarebbero pezzi industriali.

L'unicità del pezzo secondo me

è una cosa importante e soddisfa anche il committente.

MICHELE: Sì, perché è un prodotto unico, è fatto per lui/lei.

È una cosa che solo loro hanno.

È una cosa unica, è normale.

La parola si descrive bene, è una cosa unica.

Funziona bene.

Quali sono i tuoi obbiettivi invece...

perché adesso stai crescendo sui social,

mi hai raccontato che vuoi aprire un tuo negozio online,

hai altri obbiettivi?

Cambiare qualcosa che stai facendo, migliorare qualcosa in particolare,

implementare qualcosa in più?

BEATRICE: In realtà al momento non ho tanto tempo per pensare a cosa cambiare.

Il fatto di essere l'unica, almeno in Italia, a fare una roba del genere...

non mi permette di fare pensieri su eventuali cambiamenti.

Mi piacerebbe, però...

sensibilizzare di più...

nei confronti dell'ecosostenibilità,

perché io tendo sempre a puntare, anche nei miei post,

velatamente

a questo concetto qui.

Al quale ho notato che le nuove generazioni sono molto vicine.

Perché sono nate in un'era di cambiamento climatico, no?

MICHELE: Eh sì.

BEATRICE: Quindi si impegnano anche attivamente a vivere in modo sostenibile.

Però sono molto attenti al digitale,

perché sono nativi digitali, nascono quasi con lo smartphone in mano.

Quindi riuscire a sfruttare le tecnologie digitali

per arrivare a divulgare questo concetto.

Anche perché, è vero il riciclo creativo

ma lo stesso sughero è un materiale naturale.

Io ho voluto evitare di usare

altri tipi di materiali, come le paste sintetiche,

proprio per puntare...

Diciamo che ho maturato il concetto nel corso del tempo.

Punto tantissimo su questo.

Molte persone si complimentano di questa scelta.

MICHELE: Sì, non è semplice trovare il prodotto adatto sul quale lavorare.

Però hai mai pensato di provare altri prodotti oltre al sughero?

In futuro o magari prima di iniziare a lavorare con...

BEATRICE: Sì, prima avevo cominciato anche con i legnetti trovati sulla spiaggia,

plastica,

gli stessi tappi da birra, che sono quelli...

oddio non mi viene il materiale...

Alluminio! MICHELE: Ok, sì.

BEATRICE: Avevo cominciato decorando quelli.

Però alla fine...

Non so...

Come dicevo è stata una crescita.

Sia di pensiero sia di sperimentazione manuale.

Per cui adesso ho trovato una sorta di stabilità.

Però non escludo un domani di continuare a...

sull'onda della sperimentazione...

MICHELE: Ma sì, certo.

BEATRICE: A fare qualcosa di diverso, assolutamente.

MICHELE: Sì, perché magari dopo un po' di anni, lavorare sempre sullo stesso materiale...

poi può essere che...

BEATRICE: Ti stufa.

MICHELE: Eh, può succedere.

Diventa più monotona come cosa? BEATRICE: Oddio, prima...

MICHELE: Dopo, con il tempo.

BEATRICE: Probabilmente, però per il momento...

MICHELE: Adesso hai appena iniziato ad aumentare anche il carico di lavoro.

BEATRICE: Sì, poi devo prima finire di lavorare tutti i tappi di sughero che ho.

Perché ne ho un bel po'. MICHELE: E poi valuterai.

MICHELE: Ma quante richieste ricevi al giorno?

Perché con i social penso che avrai aumentato tanto.

BEATRICE: Tantissime, infatti ho dovuto chiudere gli ordini per il 2023.

MICHELE: Per il 2023? Tutto l'anno?

BEATRICE: Perché altrimenti non ce la si fa.

MICHELE: Mamma mia.

BEATRICE: Sembrerebbe esagerato, ma per un'artigiana non lo è.

MICHELE: Perché lavori da sola, sei tu che fai il lavoro.

BEATRICE: Esatto, ma poi lavorare...

Chi fa il mio mestiere mi capirà.

Oltre il lavoro manuale, come dicevi prima, mi hai trovata grazie ai social.

MICHELE: Certo.

BEATRICE: Quello è un altro lavoro, è un doppio lavoro.

Il pensare come potermi promuovere,

le foto, i video, il montaggio,

il rispondere ai messaggi,

pensare a una caption per i social,

che sia attrattiva.

Lo studiare anche, perché di mese in mese cambia l'algoritmo.

Bisogna mettersi in gioco, ecco.

MICHELE: Certo, è vero.

Parlo da creatore di contenuti.

Non è facile, ho avuto momenti di boom di visualizzazioni

e poi momenti di down. BEATRICE: Assolutamente.

MICHELE: Però una cosa so che funziona sempre.

La costanza.

Paga sempre.

Nei social paga sempre la costanza.

E comunque creare qualcosa di interessante per il pubblico che hai, la nicchia che hai.

Non è facile.

Però dà tante soddisfazioni se ci metti dell'impegno

e vedi dei risultati come nel tuo caso.

BEATRICE: Sì, ho notato che anche l'entrare in empatia...

ma anche la semplicità stessa ripaga molto.

Perché molto spesso mi è capitato di voler creare

contenuti di un certo tipo,

pensati e ripensati e che non sono andati bene.

Mentre la semplicità di accostare

il quadratino colorato a quello che so fare io

c'è stato il boom che non mi sarei mai aspettata.

MICHELE: Sì, perché viviamo in un'epoca dove tutto è "più facile".

Una volta, quando volevamo guardare un video, andavi su YouTube.

I video erano di altissima qualità, montati da dio.

Adesso è tutto più facile: tutti possono prendere un telefono e fare un reel,

uno short, qualsivoglia.

Quindi insomma, è tutto più semplice.

E la gente che si ritrova a guardare un contenuto,

vuole anche un qualcosa di veloce, semplice,

immediato.

Viviamo in un'epoca in cui l'immediatezza è fondamentale.

È un peccato.

Però dai, tu hai coniugato l'immediatezza,

il fatto di essere così veloce,

a un lavoro come il tuo che è l'artigianato dove ci vuole molta pazienza.

No?

BEATRICE: Sì, una certa tempistica, lentezza, studio.

Sì, è il giusto compromesso diciamo.

Magari è un modo per avvicinare le persone

perché io non mi aspettavo una richiesta di questo tipo,

soprattutto da italiani.

All'inizio ho arrancato un po',

ho avuto tantissimi fallimenti.

Saranno più di cinque anni che provo a farmi conoscere sui social,

ma solo adesso sto avendo un minimo di riscontro.

Sono stata fino ad oggi a tentare di capire dove sbagliavo

e a pensare che le persone non fossero interessate a quello che facevo.

Magari perché la mia arte fosse troppo strana,

o che l'artigianato non andasse più di moda, non venisse più apprezzato.

Invece probabilmente i miei contenuti venivano mostrati

a quella nicchia di persone che non era interessata.

Era una questione di incanalarsi verso il giusto pubblico.

MICHELE: Sì, sei comunque un ottimo esempio di persona che si è impegnata,

ha fallito, perché nella vita non tutto è facile. BEATRICE: Assolutamente.

MICHELE: Lo sappiamo.

Le cose difficili sono quelle che danno più soddisfazione.

Il fatto di provare, di tentare, non hai mollato ed eccoti qui oggi

a lavorare e a fare quello che ti piace.

E questa è una cosa molto bella.

BEATRICE: Eh sì, ci dicono tutti che... soprattutto la mia generazione

che è un po' penalizzata dal punto di vista professionale.

Non si è più tanto giovani, ma non si è neanche troppo vecchi.

Quindi spesso sento dire che il lavoro bisogna crearselo da soli.

E ci ho provato. MICHELE: Eh, dai.

Ci hai provato, ma sì dai.

Alla fine sei una piccola imprenditrice.

Hai la tua piccola azienda, il tuo piccolo...

BEATRICE: Anche se non mi sento molto imprenditrice

penso che chi crea non è tanto portato a sapersi vendere.

\#10: Arte su tappi di sughero! \[2\] \#10: Kunst auf Korken! \[2\] \#10: Art on corks! \[2\] \#10: ¡Arte en corchos! \[2\] \N- 10 : De l'art sur des bouchons ! \[2\] \#10: コルクにアートを!\[2\] \#10: Kunst op kurken! \[2\] #10: Sztuka na korkach! \[2\] \#10: Arte em rolhas! \[2\] \\#10: Искусство на пробках! \[2\] \#10: Konst på korkar! \[2\] \#10:软木塞上的艺术! \[2\]

Perché ho visto... forse hai fatto qualche reel che è andato benissimo.

Forse uno in particolare, credo.

Dove hai paragonato un video

dove c'è un ragazzo che colora un quadratino.

E tu hai detto che c'è qualcuno che fa qualcosa di meglio.

Che ha qualcosa da dire, da offrire.

Perché ci sono ingiustizie nei social.

Secondo me con questo video sei arrivata...

BEATRICE: A 1,8 milioni. MICHELE: Eh, cavolo!

MICHELE: Secondo me lì... BEATRICE: Non mi aspettavo.

Non mi aspettavo perché lì dicevo proprio:

"Chi colora un quadratino ha 1 milione di visual e chi scolpisce tappi di sughero no".

BEATRICE: Alla fine l'ho superato. MICHELE: L'hai ottenuto.

MICHELE: Hai avuto la tua rivincita.

BEATRICE: C'era gente che commentava dicendo:

"Ma come. il milione lo hai pure tu!".

MICHELE: E ma inizialmente non te lo aspettavi.

BEATRICE: No, esatto. MICHELE: Esatto.

BEATRICE: In realtà lì non era un confronto su chi sa fare di meglio,

era un confronto sull'originalità.

Spesso noi cerchiamo intrattenimento nei social

ma non ci soffermiamo a primo impatto

su determinati contenuti che magari, arrivando fino alla fine, possono stupirti.

Non si tratta solo di arte, ma di qualunque contenuto, no?

Perché siamo sempre di fretta, non abbiamo mai tempo...

il primo impatto ti deve per forza colpire, altrimenti hai perso la partita.

MICHELE: Poi uno deve essere bravo a vendere quello che fa.

E tu secondo me sei stata molto brava.

Il fatto che hai menzionato prima, il montaggio.

Sai, al giorno d'oggi nei social questo è molto importante.

E tu sei riuscita a coniugare tutto.

La tua bravura come artista e anche il saper promuovere quello che fai.

Non è facile.

Nel mondo dei social oggi è difficile emergere

e creare qualcosa che possa essere interessante.

Hai sfruttato la tua conoscenza dell'editing, del montaggio

con il far vedere quello che fai.

Poi se una cosa è fatta bene

i seguaci arrivano, l'interesse cresce.

BEATRICE: Sì, credo che alla base ci sia il voler colpire le emozioni della gente.

MICHELE: Certo, è importante.

BEATRICE: Perché un po' tutti ci sentiamo sottovalutati con quello che sappiamo fare.

Quindi il discorso è anche generalizzato.

Direi che hai centrato nel segno.

MICHELE: Puoi mostrarci qualche scultura dal vivo?

Hai qualcosa di vicino?

Ti devo fare spostare o hai qualcosa lì davanti a te?

BEATRICE: Sì, qualcosina... MICHELE: Giusto per...

MICHELE: Wow.

BEATRICE: Qualcosa di già pronto.

MICHELE: Questo mi sa che lo hai messo in un video, o è nuovo?

BEATRICE: No, è sempre lui.

Poi c'è il mio gatto, lo avrò fatto in 1000 versioni.

MICHELE: Pazzesco.

BEATRICE: Quello da cui ho cominciato.

Da qualche parte dovrei avere il primo prototipo che era uno sgorbietto.

BEATRICE: Però va beh. MICHELE: Va beh, certo.

BEATRICE: poi ci sono quelli a cui sto lavorando

che sono in versione rustica.

Tutti da dipingere.

MICHELE: È una bozza, come quando facciamo un disegno.

Esatto, sì.

BEATRICE: Esatto, sì.

Ma la silhouette verrà poi rifinita.

MICHELE: Quanti ne hai in giro?

BEATRICE: Non so se la qualità è tale che si riescano a vedere.

MICHELE: No, ma si vede benissimo.

Quanti ne hai in casa, in camera?

BEATRICE: In realtà non tanti.

Non riuscirei neanche ad aprire un banchetto per fare un mercatino.

Poi essendo piccoli non riuscirei nemmeno a coprire bene.

Però sì, tu hai visto personaggi, vip...

personaggi dei cartoni, del mondo dello spettacolo.

Ma diciamo che mi sto specializzando molto sugli animali

perché sono il soggetto che prediligo, ma anche quello che mi richiedono di più.

Soprattutto pet memorial.

Quindi statuine di animali che con ci sono più.

MICHELE: Ho visto qualche video, sì.

BEATRICE: Sì, ricevo tantissime richieste di persone che hanno urne...

Con il tempo, ora sto per dire una cosa un po' pesante,

si tende, forse per autodifesa, a dimenticare il volto di chi abbiamo perso.

MICHELE: È vero, sì assolutamente.

BEATRICE: Quindi molte persone mi contattano,

a me fa molto piacere, mi lusinga, mi raccontano la loro storia,

riesco ad entrare in empatia con loro

e so che spesso il lutto di un animale viene sottovalutato.

Mi lusinga tantissimo il fatto che

si affidino a me per creare la statuina del loro amico a quattro zampe.

MICHELE: Ma fai anche portachiavi? Ho visto che fai anche...

BEATRICE: Sì, possono essere sia statuine, memoriali come dicevo prima,

o portachiavi.

I portachiavi subiscono una lavorazione in più

perché vengono ripassati con la resina che li impermeabilizza,

in maniera tale da essere resistenti agli urti.

MICHELE: Ok. BEATRICE: Sono tutte tecniche

che sperimentando sono arrivata...

a una maturità.

So come gestire il materiale.

MICHELE: E crei anche de packaging?

Hai delle confezioni...

BEATRICE: Sì, tendo a personalizzare anche il packaging

disegnando la silhouette, con il nome

che chiedo sempre in modo tale da renderlo più personalizzato possibile.

Molti mi richiedono un'espressione particolare del loro animale.

Quella con cui vogliono ricordarlo.

Che sia con la lingua fuori, sorridente.

O magari alcune caratteristiche.

Ricordo che una ragazza di fargli il suo gattino che aveva subito un incidente

e non aveva il viso proprio perfetto.

Mi aveva chiesto se potesse essere un problema, ma assolutamente no.

Il fatto a mano è proprio questo.

Altrimenti sarebbero pezzi industriali.

L'unicità del pezzo secondo me

è una cosa importante e soddisfa anche il committente.

MICHELE: Sì, perché è un prodotto unico, è fatto per lui/lei.

È una cosa che solo loro hanno.

È una cosa unica, è normale.

La parola si descrive bene, è una cosa unica.

Funziona bene.

Quali sono i tuoi obbiettivi invece...

perché adesso stai crescendo sui social,

mi hai raccontato che vuoi aprire un tuo negozio online,

hai altri obbiettivi?

Cambiare qualcosa che stai facendo, migliorare qualcosa in particolare,

implementare qualcosa in più?

BEATRICE: In realtà al momento non ho tanto tempo per pensare a cosa cambiare.

Il fatto di essere l'unica, almeno in Italia, a fare una roba del genere...

non mi permette di fare pensieri su eventuali cambiamenti.

Mi piacerebbe, però...

sensibilizzare di più...

nei confronti dell'ecosostenibilità,

perché io tendo sempre a puntare, anche nei miei post,

velatamente veladamente

a questo concetto qui.

Al quale ho notato che le nuove generazioni sono molto vicine.

Perché sono nate in un'era di cambiamento climatico, no?

MICHELE: Eh sì.

BEATRICE: Quindi si impegnano anche attivamente a vivere in modo sostenibile.

Però sono molto attenti al digitale,

perché sono nativi digitali, nascono quasi con lo smartphone in mano.

Quindi riuscire a sfruttare le tecnologie digitali

per arrivare a divulgare questo concetto.

Anche perché, è vero il riciclo creativo

ma lo stesso sughero è un materiale naturale.

Io ho voluto evitare di usare

altri tipi di materiali, come le paste sintetiche,

proprio per puntare...

Diciamo che ho maturato il concetto nel corso del tempo.

Punto tantissimo su questo.

Molte persone si complimentano di questa scelta.

MICHELE: Sì, non è semplice trovare il prodotto adatto sul quale lavorare.

Però hai mai pensato di provare altri prodotti oltre al sughero?

In futuro o magari prima di iniziare a lavorare con...

BEATRICE: Sì, prima avevo cominciato anche con i legnetti trovati sulla spiaggia,

plastica,

gli stessi tappi da birra, che sono quelli...

oddio non mi viene il materiale...

Alluminio! MICHELE: Ok, sì.

BEATRICE: Avevo cominciato decorando quelli.

Però alla fine...

Non so...

Come dicevo è stata una crescita.

Sia di pensiero sia di sperimentazione manuale.

Per cui adesso ho trovato una sorta di stabilità.

Però non escludo un domani di continuare a...

sull'onda della sperimentazione...

MICHELE: Ma sì, certo.

BEATRICE: A fare qualcosa di diverso, assolutamente.

MICHELE: Sì, perché magari dopo un po' di anni, lavorare sempre sullo stesso materiale...

poi può essere che...

BEATRICE: Ti stufa.

MICHELE: Eh, può succedere.

Diventa più monotona come cosa? BEATRICE: Oddio, prima...

MICHELE: Dopo, con il tempo.

BEATRICE: Probabilmente, però per il momento...

MICHELE: Adesso hai appena iniziato ad aumentare anche il carico di lavoro.

BEATRICE: Sì, poi devo prima finire di lavorare tutti i tappi di sughero che ho.

Perché ne ho un bel po'. MICHELE: E poi valuterai.

MICHELE: Ma quante richieste ricevi al giorno?

Perché con i social penso che avrai aumentato tanto.

BEATRICE: Tantissime, infatti ho dovuto chiudere gli ordini per il 2023.

MICHELE: Per il 2023? Tutto l'anno?

BEATRICE: Perché altrimenti non ce la si fa.

MICHELE: Mamma mia.

BEATRICE: Sembrerebbe esagerato, ma per un'artigiana non lo è.

MICHELE: Perché lavori da sola, sei tu che fai il lavoro.

BEATRICE: Esatto, ma poi lavorare...

Chi fa il mio mestiere mi capirà.

Oltre il lavoro manuale, come dicevi prima, mi hai trovata grazie ai social.

MICHELE: Certo.

BEATRICE: Quello è un altro lavoro, è un doppio lavoro.

Il pensare come potermi promuovere,

le foto, i video, il montaggio,

il rispondere ai messaggi,

pensare a una caption per i social,

che sia attrattiva.

Lo studiare anche, perché di mese in mese cambia l'algoritmo.

Bisogna mettersi in gioco, ecco.

MICHELE: Certo, è vero.

Parlo da creatore di contenuti.

Non è facile, ho avuto momenti di boom di visualizzazioni

e poi momenti di down. BEATRICE: Assolutamente.

MICHELE: Però una cosa so che funziona sempre.

La costanza.

Paga sempre.

Nei social paga sempre la costanza.

E comunque creare qualcosa di interessante per il pubblico che hai, la nicchia che hai.

Non è facile.

Però dà tante soddisfazioni se ci metti dell'impegno

e vedi dei risultati come nel tuo caso.

BEATRICE: Sì, ho notato che anche l'entrare in empatia...

ma anche la semplicità stessa ripaga molto.

Perché molto spesso mi è capitato di voler creare

contenuti di un certo tipo,

pensati e ripensati e che non sono andati bene.

Mentre la semplicità di accostare

il quadratino colorato a quello che so fare io

c'è stato il boom che non mi sarei mai aspettata.

MICHELE: Sì, perché viviamo in un'epoca dove tutto è "più facile".

Una volta, quando volevamo guardare un video, andavi su YouTube.

I video erano di altissima qualità, montati da dio.

Adesso è tutto più facile: tutti possono prendere un telefono e fare un reel,

uno short, qualsivoglia.

Quindi insomma, è tutto più semplice.

E la gente che si ritrova a guardare un contenuto,

vuole anche un qualcosa di veloce, semplice,

immediato.

Viviamo in un'epoca in cui l'immediatezza è fondamentale.

È un peccato.

Però dai, tu hai coniugato l'immediatezza,

il fatto di essere così veloce,

a un lavoro come il tuo che è l'artigianato dove ci vuole molta pazienza.

No?

BEATRICE: Sì, una certa tempistica, lentezza, studio.

Sì, è il giusto compromesso diciamo.

Magari è un modo per avvicinare le persone

perché io non mi aspettavo una richiesta di questo tipo,

soprattutto da italiani.

All'inizio ho arrancato un po',

ho avuto tantissimi fallimenti.

Saranno più di cinque anni che provo a farmi conoscere sui social,

ma solo adesso sto avendo un minimo di riscontro.

Sono stata fino ad oggi a tentare di capire dove sbagliavo

e a pensare che le persone non fossero interessate a quello che facevo.

Magari perché la mia arte fosse troppo strana,

o che l'artigianato non andasse più di moda, non venisse più apprezzato.

Invece probabilmente i miei contenuti venivano mostrati

a quella nicchia di persone che non era interessata.

Era una questione di incanalarsi verso il giusto pubblico.

MICHELE: Sì, sei comunque un ottimo esempio di persona che si è impegnata,

ha fallito, perché nella vita non tutto è facile. BEATRICE: Assolutamente.

MICHELE: Lo sappiamo.

Le cose difficili sono quelle che danno più soddisfazione.

Il fatto di provare, di tentare, non hai mollato ed eccoti qui oggi

a lavorare e a fare quello che ti piace.

E questa è una cosa molto bella.

BEATRICE: Eh sì, ci dicono tutti che... soprattutto la mia generazione

che è un po' penalizzata dal punto di vista professionale.

Non si è più tanto giovani, ma non si è neanche troppo vecchi.

Quindi spesso sento dire che il lavoro bisogna crearselo da soli.

E ci ho provato. MICHELE: Eh, dai.

Ci hai provato, ma sì dai.

Alla fine sei una piccola imprenditrice.

Hai la tua piccola azienda, il tuo piccolo...

BEATRICE: Anche se non mi sento molto imprenditrice

penso che chi crea non è tanto portato a sapersi vendere.