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Complete Course in Italian, 126 – Text to read

Complete Course in Italian, 126

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Oggi pomeriggio avrà luogo la sfilata di moda dello stilista più discusso del momento, spesso in prima pagina di rotocalchi e riviste.

Le sue collezioni hanno sempre fatto scalpore e si è spesso tirato addosso le critiche di tutti i colleghi, ma in realtà, se continua dopo anni, ad essere sulla cresta dell'onda

è perchè ha sempre capito da che parte tirava vento, nelle tendenze e nel gusto del suo tempo.

Questo avvenimento, che coincide con la ricorrenza del trentesimo anniversario della nascita della casa di moda l'aris, è anche un'occasione per tirare le somme sull'evoluzione della moda in Italia.

Infatti, se anni fa i modisti italiani si sentivano complessati rispetto ai loro colleghi d'oltralpe, soprattutto francesi, si è assistito ad un'inversione di tendenza a partire circa dal periodo sullo scorso degli anni settanta.

Inizia degli anni 80 del secolo scorso.

È vero che già nel 1949 l'attrice americana Linda Cristian era venuta a Roma per scegliere il vestito per il suo matrimonio con Tyrone Power, mostrando al mondo che l'Italia era al contempo il paese del bello, dell'arte e dell'amore.

Ciò, nonostante si trattava ancora della celebrazione di un lusso per pochi.

Come le sfilate organizzate nei palazzi fiorentini dal Conte Giorgini avevano confermato fin dai primi anni 50.

Soltanto principesse e blasonate sembravano sapere per educazione, tradizione e cultura, come indossare gli abiti presentati negli spazi aulici delle loro case patrizie.

Solo dopo il terremoto degli anni 60, con la conseguente democratizzazione del gusto e dei costumi, si è giunti all'affermazione internazionale del made in Italy

con il trionfante preta porte confezionato in serie che veste con eleganza e a poco prezzo donne emancipate

e attive nel mondo professionale.

Polo di attrazione per la moda, diventa Milano.

Dove lo sforzo estetico, soprattutto su linee e materiali, tessuti, maglieria, pelli, è andato di pari passo con il fiorire in altri campi del cosiddetto design.

Abbiamo chiesto al noto stilista di illustrare a grandi linee i caratteri della sua collezione autunno inverno esposta oggi.

Per la donna ci sono sia capi con grinta larghi, giubbotti in pelle, anticata o nero lavagna o di piumino, tute in felpa in velluto con lunga zip al centro e tasconi tagliati.

Sia un ritorno agli intramontabili capi romantici.

Un po retrò, lunghe gonne plissettate con spacco, scollature vertiginose, contrappuntate da sciarpe di seta, camicie di pizzo con colletto e polsini ricamati da portare con completi tipo smoking o con giacca.

Risvolti di raggio.

Per l'uomo c'è lo stile miniera con camicione di Flanella, maglioni a collo aperto, casacche sfoderate di panno con inserti di lana da portare con le maniche tirate su e Coppola, uno stile giovane e scanzonato.

Oppure c'è lo stile classico, manageriale, sempre di moda, che che se ne dica con spiegati e rigati, a doppio petto, più raramente spezzati il tutto e stoffa morbida e confortevole drappo grisaia.

Insomma, un'abile dosaggio di classico e tirato via che punta soprattutto al comfort da portare ovunque in tutte le occasioni.

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