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Ieri mio figlio ha invitato tutti i suoi compagni di scuola al suo compleanno e con mia grande sorpresa, la metà di loro erano stranieri.
Eh sì, nonostante sia più recente che in altri paesi europei, l'immigrazione è da trent'anni il fenomeno più rilevante della demografia italiana.
Figurati che negli anni 90, periodo in cui il tasso di natalità in Italia era tra i più bassi del mondo, l'arrivo di extracomunitari fu il principale responsabile della crescita della popolazione italiana.
Da questo punto di vista, meno male che ci furono gli immigrati, sennò l'Italia si sarebbe spopolata.
Si, come si era spopolata per circa un secolo, quando prima di essere meta di immigrazione fu un paese di emigrazione.
Tra il 1876 e il 1976 partirono oltre 24 milioni di italiani, con una punta massima nel 1913
con quasi 900.000 partenze.
Soltanto negli anni 60, a causa del cosiddetto miracolo economico del dopoguerra, l'immigrazione cominciò ad affievolirsi per cessare del tutto con un saldo migratorio addirittura positivo all'inizio degli anni 70.
101 ingressi ogni 100 espatri.
Quando gli emigranti italiani cominciarono a rientrare in patria.
Quando vedo certi italiani razzisti nei confronti degli immigrati, mi chiedo se si rendano conto che magari i loro bisnonni un secolo fa erano al posto degli extracomunitari di oggi.
Quando facevano la fame qui in Italia e partivano per l'America, ammassati a bordo di navi stracariche di povera gente che sperava di poter sbarcare il lunario al di là dell'oceano, se non proprio di far soldi.
I problemi cominciarono di fatto negli anni 90, con il primo fenomeno di immigrazione di massa dall'Albania, in parte risolta con accordi bilaterali tra i due paesi.
Da allora sono state emanate diverse leggi miranti alla regolarizzazione degli immigrati e alla regolamentazione dei flussi di ingresso, con lo scopo sia di integrare spesso tramite sanatoria chi già si trova sul territorio italiano
sia di scoraggiare l'immigrazione clandestina.
Tina.
Si, ma il compleanno di mio figlio
non erano tutti extracomunitari, c'erano moldavi e ucraini, ma anche rumeni e polacchi.
In effetti le cose si sono un po complicate, con l'allargamento della Comunità europea dopo il 2000 e la conseguente libera circolazione dei suoi popoli.
Sono proprio le comunità provenienti dai paesi entrati
di recente in Europa che hanno conosciuto l'incremento più notevole come quella rumena.
Che dal 2005 al 2010 è aumentata di più del 200%, oggi è oggi la più rappresentata sul nostro territorio, superando di gran lunga la popolazione nord africana e quella cinese.
Un tempo maggioritarie.
In ogni caso, le differenze di origine geografica e culturale non sono un problema per i bambini.
Hanno giocato tutto il pomeriggio come matti e il compleanno è davvero riuscito bene.