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"Il giornalino di Gian Burrasca" di Vamba, 5 dicembre

5 dicembre

Oggi è tornato il babbo, la mamma e l'Ada, tutti di cattivissimo umore. È inutile dire che si sono sfogati tutti contro di me, ripetendo che sono un pessimo soggetto, un ragazzaccio incorreggibile, e tutte le solite cose che oramai so a mente da un pezzo.

Il babbo per l'affare del fantoccio mi ha fatto una predica d'un'ora, dicendo che è stata un'azione degna di uno sciagurato senza cervello e senza cuore come sono io. Anche questo è un complimento vecchio, oramai, e mi piacerebbe che si rimettesse un po' a nuovo. Non mi si potrebbe chiamare qualche volta, tanto per cambiare, uno sciagurato senza fegato e senza milza, o uno sciagurato senza ventricolo e senza coratella?...

Ma oggi era destino che fosse la mia beneficiata, la beneficiata di questo infelice Gian Burrasca - come mi chiamano tutti i miei persecutori apposta perché sanno di farmi dispetto - e le disgrazie mi capitano a due a due come le ciliege, con la differenza che le ciliege si ha piacere che capitino così, mentre le disgrazie sarebbe bene che venissero a una per volta, altrimenti non ci si resiste.

Il fatto è che il babbo non aveva ancora finita la predica per lo spavento avuto da Virginia, quando è arrivata una lettera di quel caro signor Prèside il quale ha voluto fare il suo bravo rapporto per una sciocchezza accaduta ieri in scuola, una cosa alla quale si è voluto dare una grande importanza, non si sa perché.

Ecco come sta il fatto.

Ieri avevo portato a scuola una boccettina d'inchiostro rosso che avevo trovato sulla scrivania del babbo... e in questo mi pare non ci sia nulla di male. Io ho sempre detto che sono un gran disgraziato, e lo ripeto. Infatti guardate: io porto a scuola una bottiglietta d'inchiostro rosso proprio nel giorno in cui alla mamma del Betti viene in mente di mettergli una golettona inamidata di due metri; e lei mette al suo figliuolo quella golettona proprio nel giorno che mi viene il capriccio di portare a scuola una bottiglia d'inchiostro rosso. Basta. Non so come mi è venuta l'idea di utilizzare la goletta del Betti, la quale era così grande, così bianca, così luccicante... e intinta la penna dalla parte del manico nell'inchiostro rosso, piano piano perché il Betti non sentisse, gli ho scritto sulla goletta questi versi: Tutti fermi! tutti zitti,Ché se vi vede Muscolo Siete tutti fritti!

Poco dopo il professor Muscolo ha chiamato il Betti alla lavagna, e tutti leggendo su quella bella goletta bianca scritti questi tre versi in un bel color rosso, hanno dato in una grande risata.

Da principio Muscolo non capiva, e non capiva nulla neppure il Betti, proprio come l'altra volta quando gli messi la pece sotto i calzoni che gli rimasero attaccati sulla panca. Ma poi il professore lesse i versi e diventò una tigre.

Andò subito dal Prèside il quale, al solito, venne a fare un'inchiesta. Io nel frattempo avevo fatto sparire la boccettina dell'inchiostro rosso nascondendola sotto la base di legno del banco; ma il Prèside volle far la rivista delle cartelle di tutti noi, che stavamo di posto dietro al Betti (cosa insopportabile perché l'andare a frugare nella roba degli altri è proprio un modo di procedere degno della Russia) e nella mia trovò la penna col cannello tinto di rosso. - Lo sapevo che era stato lei! - mi disse il Prèside - come fu lei a metter la pece sotto i calzoni dello stesso Betti... Va bene! Tanto va la gatta al lardo...

E per questa cosa mi ha fatto rapporto.

- Lo vedi? - ha gridato il babbo mettendomi la lettera del Prèside sotto il naso. - Lo vedi? Non si finisce di rimproverarti di una birbonata che ne vien fuori un'altra peggio!... È verissimo, ne convengo. Ma è colpa mia, se è venuta la lettera del Prèside proprio nel momento in cui il babbo mi rimproverava per l'affare del fantoccio?

5 dicembre

Oggi è tornato il babbo, la mamma e l'Ada, tutti di cattivissimo umore. È inutile dire che si sono sfogati tutti contro di me, ripetendo che sono un pessimo soggetto, un ragazzaccio incorreggibile, e tutte le solite cose che oramai so a mente da un pezzo. Il va sans dire qu'ils se sont tous défoulés contre moi, répétant que je suis un mauvais sujet, un incorrigible bad boy, et toutes les choses habituelles que j'ai en tête depuis longtemps.

Il babbo per l'affare del fantoccio mi ha fatto una predica d'un'ora, dicendo che è stata un'azione degna di uno sciagurato senza cervello e senza cuore come sono io. Mon père m'a fait une conférence d'une heure sur l'affaire des marionnettes, disant que c'était une action digne d'un misérable sans cervelle et sans cœur comme moi. Anche questo è un complimento vecchio, oramai, e mi piacerebbe che si rimettesse un po' a nuovo. C'est aussi un vieux compliment maintenant, et j'aimerais qu'il soit un peu frais. Non mi si potrebbe chiamare qualche volta, tanto per cambiare, uno sciagurato senza fegato e senza milza, o uno sciagurato senza ventricolo e senza coratella?... Could one not be called sometimes, for a change, a wretch without a liver and without a spleen, or a wretch without a ventricle and coratella? ... Ne pourrait-on pas m'appeler quelquefois, pour changer, un misérable sans foie et sans rate, ou un misérable sans ventricule et sans coratelle ?...

Ma oggi era destino che fosse la mia beneficiata, la beneficiata di questo infelice Gian Burrasca - come mi chiamano tutti i miei persecutori apposta perché sanno di farmi dispetto - e le disgrazie mi capitano a due a due come le ciliege, con la differenza che le ciliege si ha piacere che capitino così, mentre le disgrazie sarebbe bene che venissero a una per volta, altrimenti non ci si resiste. But today it was destined that she was my beneficiary, the beneficiary of this unhappy Gian Burrasca - as all my persecutors call me on purpose because they know they make me spite - and misfortunes happen to me two by two like cherries, with the difference that the cherries are pleased that they happen like this, while misfortunes would be good if they came one at a time, otherwise you won't resist. Mais aujourd'hui il était destiné qu'elle soit ma bénéficiaire, la bénéficiaire de ce malheureux Gian Burrasca - comme tous mes persécuteurs m'appellent exprès car ils savent qu'ils me contrarie - et les malheurs m'arrivent deux à deux comme des cerises, à la différence que les cerises on se réjouit qu'ils se passent comme ça, alors que les malheurs seraient bien s'ils arrivaient un à la fois, sinon il n'y a pas de résistance.

Il fatto è che il babbo non aveva ancora finita la predica per lo spavento avuto da Virginia, quando è arrivata una lettera di quel caro signor Prèside il quale ha voluto fare il suo bravo rapporto per una sciocchezza accaduta ieri in scuola, una cosa alla quale si è voluto dare una grande importanza, non si sa perché.

Ecco come sta il fatto.

Ieri avevo portato a scuola una boccettina d'inchiostro rosso che avevo trovato sulla scrivania del babbo... e in questo mi pare non ci sia nulla di male. Io ho sempre detto che sono un gran disgraziato, e lo ripeto. Infatti guardate: io porto a scuola una bottiglietta d'inchiostro rosso proprio nel giorno in cui alla mamma del Betti viene in mente di mettergli una golettona inamidata di due metri; e lei mette al suo figliuolo quella golettona proprio nel giorno che mi viene il capriccio di portare a scuola una bottiglia d'inchiostro rosso. In fact, look: I bring a bottle of red ink to school just on the day when Betti's mother thinks of putting a starched two-meter gulet on him; and she puts that schooner to her son on the very day that I have the whim to bring a bottle of red ink to school. En fait, regardez : j'emporte une bouteille d'encre rouge à l'école le jour où la mère de Betti pense lui mettre une goélette amidonnée de deux mètres ; et elle donne cette goélette à son fils le jour même où j'ai le caprice d'apporter une bouteille d'encre rouge à l'école. Basta. Non so come mi è venuta l'idea di utilizzare la goletta del Betti, la quale era così grande, così bianca, così luccicante... e intinta la penna dalla parte del manico nell'inchiostro rosso, piano piano perché il Betti non sentisse, gli ho scritto sulla goletta questi versi: Tutti fermi! tutti zitti,Ché se vi vede Muscolo Siete tutti fritti! everyone shut up, What if Muscle sees you You're all fried!

Poco dopo il professor Muscolo ha chiamato il Betti alla lavagna, e tutti leggendo su quella bella goletta bianca scritti questi tre versi in un bel color rosso, hanno dato in una grande risata.

Da principio Muscolo non capiva, e non capiva nulla neppure il Betti, proprio come l'altra volta quando gli messi la pece sotto i calzoni che gli rimasero attaccati sulla panca. At first Muscolo didn't understand, and even Betti didn't understand anything, just like the other time when he put the pitch under his trousers that were stuck on the bench. Ma poi il professore lesse i versi e diventò una tigre.

Andò subito dal Prèside il quale, al solito, venne a fare un'inchiesta. Io nel frattempo avevo fatto sparire la boccettina dell'inchiostro rosso nascondendola sotto la base di legno del banco; ma il Prèside volle far la rivista delle cartelle di tutti noi, che stavamo di posto dietro al Betti (cosa insopportabile perché l'andare a frugare nella roba degli altri è proprio un modo di procedere degno della Russia) e nella mia trovò la penna col cannello tinto di rosso. Entre-temps, j'avais fait disparaître le petit flacon d'encre rouge en le cachant sous le socle en bois du comptoir ; mais Prèside a voulu revoir les dossiers de nous tous qui sommes restés derrière Betti (ce qui est insupportable car aller fouiller dans les affaires des autres n'est qu'une façon de procéder digne de la Russie) et dans le mien il a trouvé le stylo à la torche teint en rouge . - Lo sapevo che era stato lei! - mi disse il Prèside - come fu lei a metter la pece sotto i calzoni dello stesso Betti... Va bene! - said the Prèside - as she put the pitch under Betti's trousers ... Okay! Tanto va la gatta al lardo... So much goes the cat with lard ... Ainsi va le chat au saindoux...

E per questa cosa mi ha fatto rapporto.

- Lo vedi? - ha gridato il babbo mettendomi la lettera del Prèside sotto il naso. - Lo vedi? Non si finisce di rimproverarti di una birbonata che ne vien fuori un'altra peggio!... You never stop reproaching yourself for a scoundrel that turns out another worse! ... On ne cesse de se reprocher un mal qui en sort un autre pire !... È verissimo, ne convengo. Ma è colpa mia, se è venuta la lettera del Prèside proprio nel momento in cui il babbo mi rimproverava per l'affare del fantoccio? But is it my fault if the letter from the Prèside came just when Father scolded me for the puppet deal?