Italian vs Spanish: pronunciation and orthography, part 1 (B, V, D)
Bienvenidos a un nuevo video de Podcast Español. ¡Qué es broma, no te preocupes! Este video
va a ser en italiano, pero como voy a hablar sobre las diferencias entre español e italiano
creo que podría resultar interesante tanto a los hispanohablantes que aprendan italiano,
como a los que no sepan absolutamente nada de italiano. Por eso hay subtítulos en italiano
y en español: pincha al botoncito y se activarán.
Qualche tempo fa vi ho parlato delle principali differenze grammaticali (intese come sintassi
e morfologia) tra italiano e spagnolo. Dato che quel video vi è piaciuto ho pensato di
continuare la serie “Italiano vs spagnolo”. Oggi parliamo di differenze nella pronuncia,
uno dei miei argomenti preferiti. Userò a volte il termine tecnico, “fonologia”
(ovvero sistema di suoni, o “fonemi”, in una lingua). Parlerò però della fonologia
partendo sempre dall'ortografia italiana e spagnola, cioè da come si scrivono le parole
usando le lettere dell'alfabeto tradizionale, latino. Sapete, le lettere dell'alfabeto
spesso indicano suoni diversi in lingue diverse. Con questo video voglio quindi mostrarvi allo
stesso tempo le differenze principali tra italiano e spagnolo nell'ortografia e nella
fonologia. Perciò in questo video farò uso di simboli
presi dall'Alfabeto Fonetico Internazionale, o IPA in inglese, un modo più scientifico
e univoco di rappresentare graficamente i suoni di una lingua. Li vedrete sullo schermo,
questi simboli, e nei sottotitoli (che vi consiglio di attivare, a proposito).
Ma è importante conoscere l'IPA? Beh, secondo me è una buona idea provare ad abituarsi
a questi strani simboli e associarli ai suoni che rappresentano. Conoscere l'alfabeto
fonetico è davvero utile se volete imparare la fonologia di una lingua in maniera, diciamo,
“scientifica” e non “a sentimento”. Magari ne parlerò in un altro video, se vi
interessa. Vi ricordo che farò un approfondimento a
questo video, come a tutti, nel mio podcast esclusivo Tre Parole sul mio Club, che un
luogo per le persone che stanno imparando l'italiano attraverso i miei contenuti e
vogliono contenuti extra. Il Club vi dà anche accesso ad altri bonus interessanti, come
la trascrizione PDF per questo e per tutti i video, dirette esclusive, vi permette di
unirvi un gruppo Telegram e a un server Discord per chiacchierare esclusivamente in italiano.
Se vi interessa, andate dare un'occhiata.
Un'ultima cosa prima di iniziare: la mia pronuncia spagnola non sarà perfetta, inevitabilmente,
quindi non mi giudicate troppo duramente. Seconda cosa, devo fare per forza delle semplificazioni:
lo spagnolo non è un monolite, ma è composto da tantissime varietà diverse e di conseguenza
pronunce diverse, così come anche l'italiano. Non posso entrare troppo nel dettaglio per
non fare un video di 12 ore. Io userò una pronuncia più iberica, perché è quella
che conosco meglio. Detto questo, andiamo.
Le lettere V e B
Queste due lettere causano un po' di confusione. Soprattutto per colpa dello spagnolo, detto
francamente. Quindi vediamo prima la situazione italiana, che è più semplice.
In italiano: Sì, perché in italiano V e B hanno due suoni
(cioè fonemi) ben distinti; in spagnolo non è così, ma lo vedremo dopo.
- La lettera V si pronuncia sempre /v/ (come “very” in inglese).
Quindi “vivere” [ˈvivere], “avere” [aˈvere], “verità” [veriˈta], “invincibile”
[invinˈʧibile]. Sempre /v/.
- La lettera B, invece, si pronuncia sempre /b/, in ogni posizione. Quindi “abito”
[ˈabito] e “bambino” [bamˈbino]; anche tra due parole, quindi “va bene” [vabˈbɛne],
“a Bologna” [a bˈboloɲɲa] (ah, sapete perché c'è una doppia /b/ in “va[b]bene”
e “a[b]Bologna”? Ho spiegato il motivo in questo video).
Se prendiamo una parola che ha entrambe le lettere possiamo osservare la pronuncia ben
diversa dei due suoni. Se lo spagnolo è la vostra madrelingua e state imparando l'italiano
non sarà facile per voi pronunciare bene queste parole, ma provateci.
“Bevanda” [beˈvanda], “Viterbo” [viˈtɛrbo], “verbale” [verˈbale], “breve” [ˈbrɛve],
abile [ˈabile], avido [ˈavido]. Ma perché avete queste difficoltà?
In spagnolo:
Perché in spagnolo è più complessa, meno lineare. Innanzitutto, in spagnolo queste
due lettere sono ridondanti, è come se fossero la stessa “lettera”; in linea puramente
teorica non servirebbero due simboli diversi. Se si usano due simboli distinti è solo per
ragioni etimologiche, ossia perché in latino c'erano già due lettere (e suoni) ben diversi
e chi ha inventato l'ortografia spagnola moderna voleva omaggiare il latino. Se la
parola latina che ha originato quella spagnola aveva già la B si tiene la B, come in “Bueno”;
se aveva la V, si tiene la V (come “Venir”). Ma scrivere B o V da un punto di vista fonetico
non fa alcuna differenza. Entrambe le lettere si comportano allo stesso modo, e corrispondono
entrambe a due suoni possibili; realizzeremo l'uno o l'altro in base alla posizione;
la posizione determina in maniera infallibile e obbligatoria la pronuncia, non possiamo
fare come vogliamo. Bene. Ho detto che questo fonema si può realizzare
in due modi in base alla posizione: [b] (come in italiano “barca” o in inglese “boat”)
o / β̞/, un suono un po' diverso, simile a una /b/ prodotta senza chiudere completamente
le labbra, come in “invencible” [imbenˈθiβ̞le].
Vediamo quando incontriamo l'uno o l'altro. Seguitemi con attenzione; se stai leggendo
i commenti torna su, perché è un po' complicato.
Avremo il suono [b] (di “boat”) in tre casi:
- all'inizio di una frase, quindi dopo una pausa, un silenzio. In altre parole: se la
prima parola che diciamo quando apriamo la bocca è scritta con una lettera V o B in
prima posizione la pronuncia di quella lettera sarà sempre [b]. Quindi “vamos” [ˈbamos],
“bonito” [ˈbonito], “ventana” [bentˈana], base [ˈbase];
-poi, il suono /b/ si ha anche dopo /m/: embuste [emˈbuste] e “ambición” [ambiˈθjon]
- ma abbiamo /b/ anche dopo /n/: “invencible” [imbenˈθiβ̞le]. E notate che /n/ in questo
caso diventa /m/, ma questa è un'altra storia.
SOLO in queste posizioni si pronuncia la B come in “boat”. In tutte le altre posizioni
invece abbiamo il suono tipicamente spagnolo /β̞/, di cui vi parlavo prima. Per esempio
nelle parole “haber” [aˈβ̞er], “uva” [ˈuβ̞a], “hablar” [aˈβ̞lar]; ma
anche tra due parole, e questo è molto importante! Quindi avremo “a ver” [aˈβ̞er] , “de
verdad” [de β̞erˈð̞aθ], “muy bien” [mui ˈβ̞jen].
Ripeto di nuovo, perché è fondamentale che voi capiate questo concetto: non è la lettera,
B o V, a determinare la differenza tra [b] e [β̞] ma la posizione in cui B o V si trovano.
Tutto chiaro? Vediamo ancora alcune parole che contengono entrambi i suoni, per esercitarci
un po'. Prendiamo la parola “vivir” [biβ̞ir].
La prima “v” si pronuncia /b/ perché è all'inizio di una frase, dopo una pausa;
la seconda non si trova né all'inizio di frase, né dopo /m/ e /b/, quindi si pronuncia
/ β̞/. Ora ti faccio una domanda. Che succederebbe se mettessimo una parola prima di “vivir”,
come in questa frase? (“quiero vivir”)? Pensaci un secondo. Hai pensato? Bene, la
soluzione è questa: avremmo in questo caso due / β̞/ nella parola “vivir”, “quiero
vivir” [ˈkjero β̞iˈβ̞ir].
Lo stesso succede con “beber”: la prima “b” (se iniziamo la frase proprio con
questa parola) si pronuncia /b/, la seconda si trova tra due vocali e si pronuncia dunque
/ β̞/. Ma se metto un'altra parola prima di “beber”,
come nella frase “quiero beber” avremo allora due / β̞/. Ma attenzione anche a
questo: se ho /n/ o /m/ prima di “beber” avremo di nuovo /b/. Quindi “Ellos quieren
beber” [ejos kjerem' be β̞er].
Fiuuu. Ce l'abbiamo fatta. Non è stato facile. Esercitiamoci ancora paragonando ancora
queste parole e frasi in spagnolo e italiano: “vive” [ˈbiβ̞e] – “vive” [vive]
“el vive” [el β̞iβ̞e] – “lui vive” [lui ˈvive]
“bebe” [ˈbeβ̞e] – “beve” [ˈbeve] “el bebe” [el β̞eβ̞e] – lui beve”
[ˈlui ˈbeve] “bien” [ˈbjen] – “bene” IT [ˈbɛne]
“¿estás bien? ” [esˈtaz ˈβ̞jen] – “tutto bene?” [ˈtutto ˈbɛne]
A proposito, tutto bene? Siete ancora vivi? Se il vostro cervello non è ancora esploso,
direi che possiamo proseguire. Forza e coraggio.
La lettera D
In italiano: Partiamo di nuovo dall'italiano, che è
più semplice. Anche la D ha sempre lo stesso suono. Aaaah, com'è facile a volte l'italiano!
Il suono è… so che vi sorprenderò, [d], in tutte le posizioni. Dente [dɛnˈte], coda
[ˈkoda], caldo [ˈkaldo], perdo [ˈpɛrdo]. Se parlate spagnolo, fate attenzione a pronunciare
il mio nome “Davide” (con due [d]; e già che ci siamo anche una [v] bella forte; quindi
non [ˈdaβ̞ið̞e] ma [ˈdavide]). Ok?
In spagnolo: Così come ci sono due modi di pronunciare
le lettere D e B in base alla posizione, in spagnolo ci sono anche due modi per pronunciare
la lettera D.
Avremo il suono [d] (come in italiano “dente” o in inglese “doctor”) in tre posizioni:
- all'inizio di una frase (quindi dopo una pausa). Diente [ˈdjente], derecha [deˈretʃa],
debil [ˈdeβ̞il]
- dopo /n/, quindi: “andar” [anˈdar], “abandonar” [aβ̞andoˈnar]. Anche tra
due parole: “Con Diego” [kon ˈdjeɣo]
- dopo /l/, dunque: “aldea” [alˈdea], “sueldo” [ˈsweldo]. Anche tra due parole:
“el diente” [el ˈdjente]
Ma la lettera D in spagnolo ha anche un'altra possibile pronuncia, che è [ð̞], che si
realizza mettendo la lingua tra i denti. Un po' come il suono inglese della parola “this”,
anche se in spagnolo di solito è meno forte di “this”. Sentite la parola “puedo”
[ˈpweð̞o] nella fonetica si parla di suono “approssimante”, non pronunciato con una
frizione netta. E avremo quindi [ð̞] in tutti gli altri
casi. Per esempio: “comida” [koˈmið̞a], “lado” [ˈlað̞o], “tarde” [ˈtarð̞e],
“perder” [perˈð̞er].
Vediamo alcune parole o frasi che hanno entrambi i suoni:
“el dedo” [el deð̞o] “mi dedo” [mi ð̞eð̞o]
“he andado” [e andað̞o] “redondo” [reˈð̞ondo]
“soldado” [solˈdað̞o] “Las dos” [laz ˈð̞os]
“Ir de vacaciones” [ir ð̞e vacaˈθjones]
Torniamo ora all'italiano. Vediamo qualche frase con /d/, /b/ e /v/ per fare il punto
della situazione finora. Pronunciate queste frasi dopo di me e esercitatevi a fare le
/d/, le /b/ e le /v/ correttamente (se siete stranieri, se siete italiani credo siate capaci…).
Quindi ignorate le regole più complicate dello spagnolo e cercate di dire /d/ se c'è
una D, /b/ se c'è una B e v se c'è una /v/.
- Io devo diventare bravo da subito. - Ho dodici bevande da bere
- Ma Bernardo va a vivere a Bergamo con Debora?
Bene, per oggi concludiamo qui. Ho tante altre cose da dirvi sulle consonanti, ma per oggi
vi ho già annoiato abbastanza, credo. Qualche domanda. Conoscevate queste differenze fonologiche?
Quali suoni o combinazioni di suoni sono difficili per voi? Ditemi anche da che paese venite.
Infine: vi interessano questi video? Vi piacciono? Fatemi sapere, così decido se vale la pena
di farne altri.Voglio ringraziare di cuore il mio amico Raphael Turrigiano, esperto di
fonetica e fonologia, che mi ha aiutato immensamente nella preparazione di questo video. Grazie
di cuore per la tua immensa conoscenza, che condividi con noi comuni mortali!
Grazie anche ad Erika che ultimamente mi sta aiutando a scrivere meglio i video.Infine,
voglio ringraziare tutte le persone che vedete scorrere qui ai lati. Sono i membri del Podcast
Italiano Club, che sostengono il progetto e ottengono bonus in cambio, come vi ho detto
prima. È grazie a voi se posso cimentarmi in video più ambiziosi come questo. Un grazie
di cuore a tutti. Ci vediamo nella seconda parte. Probabilmente farò un altro video
prima, in realtà…. vabbè