1. Un lavoro per Kiho
Domani, domani... un gran giorno domani! - dice tra sé e sé Kiho,
china sulla tastiera del suo computer.
Kiho è una ragazza fortunata. Quest'anno lavora per due mesi presso
la Biblioteca Vaticana come assistente. Non è facile per una ragazza di
17 anni trovare lavoro part-time in un posto così prestigioso! La Vaticana
è, infatti, una delle biblioteche più importanti del mondo perché
contiene manoscritti rarissimi ed ha una storia molto antica.
La mamma di Kiho è di Tokyo, mentre il suo papà è nato a Roma. Kiho
parla perfettamente sia l'italiano che il giapponese, e ama leggere libri
in tutte e due le lingue. Le lingue, in verità, sono la sua passione: a
scuola studia l'inglese e il francese e sta imparando il tedesco, privatamente,
con la signora Brecht.
È stata proprio la sua insegnante di tedesco a proporre alla ragazza,
tre mesi fa, di lavorare part-time presso la famosa Biblioteca. Kiho è
davvero entusiasta del suo nuovo lavoro e la sua famiglia è fiera di lei.
– Non vedo l'ora che venga domani!
Domani è venerdì 9 dicembre! È un giorno importante perché arriva
da Firenze un manoscritto di grande valore. Kiho sa che molti studiosi
verranno ad esaminarlo ed è veramente curiosa di sapere chi ne è
l'autore.
In Biblioteca, la ragazza si occupa di sistemare i nuovi libri e catalogarli
con attenzione al computer. Insieme a lei, sempre come assistenti,
lavorano Antonello Lentini, uno studente di architettura, e Laurence
Brancourt, una ragazza francese che vive a Roma da due anni.
Ad aiutare i ragazzi c'è poi Armando Cortesi, uno dei bibliotecari responsabili
che da parecchi anni si occupa dell'organizzazione della Biblioteca.
È un anziano signore molto distinto, un tipo metodico che
ama leggere e porta sempre degli occhiali da vista con lenti molto spesse.
Kiho ha già conosciuto molte persone con il suo lavoro: soprattutto
studenti di Teologia e molti ricercatori.
– Domani dovresti venire un'ora prima – le ha detto il signor Cortesi
– arriva un manoscritto e abbiamo molto da fare!
– Va bene – ha risposto lei entusiasta.
Sono le dieci di sera: Kiho è già a letto ma è così eccitata all'idea del
manoscritto che non riesce a prendere sonno. Poi, alla fine, si addormenta.
La mattina dopo, Kiho si alza presto e verso le 7:15 prende la metropolitana.
Di solito, preferisce andare a piedi al lavoro anche se è una
lunga passeggiata, ma oggi vuole arrivare il prima possibile in Biblioteca.
Sale alla fermata Barberini e scende ad Ottaviano.
– Buongiorno Kiho! – la salutano Laurence e Antonello.
– Buongiorno! Allora? Il manoscritto è già arrivato?
– Sì, è appena arrivato, sembra veramente un testo prezioso – dice
Laurence con il suo inconfondibile accento francese.
Due guardie giurate sistemano con cura il manoscritto in una teca di
vetro predisposta con tutte le norme di sicurezza per l'occasione.
– Fate attenzione, vi raccomando! – li avverte il bibliotecario.
Nel frattempo, Kiho, Laurence e Antonello mettono in ordine il materiale
informativo da esporre, riguardante il manoscritto. C'è di tutto:
cartoline, cataloghi monografici, riproduzioni del manoscritto in diversi
formati.
– Armando, chi è l'autore del manoscritto? – chiede Kiho.
– È Giotto, uno dei più grandi pittori italiani del 1300! – risponde il
signor Cortesi.
– Un pittore? E cosa c'entra con il manoscritto? – domanda Kiho.
– È un trattato di pittura! Secondo gli studiosi, Giotto rivela nel manoscritto
le sue tecniche pittoriche segrete e descrive nei
minimi dettagli un suo affresco che non è stato ancora scoperto!
– conclude Armando.
– Accidenti! – esclama Kiho – Allora deve valere milioni di euro!
Il bibliotecario sorride – Non c'è prezzo per queste opere!
Un'ora dopo, la Biblioteca è già piena di gente. Tutti vogliono osservare
il manoscritto e tanti sono gli studiosi che vorrebbero una riproduzione
per esaminarlo con attenzione.
– È bellissimo – dice una ragazza osservando l'opera dentro la teca – è
proprio come lo immaginavo!
– Sei un'appassionata d'arte? – domanda Kiho sottovoce per non disturbare
gli altri ospiti della Biblioteca.
– Certamente! La studio all'università! A proposito io sono Cristina e tu?
– Io mi chiamo Kiho! Lavoro in questa Biblioteca come assistente.
– Sei giapponese?
– Mia madre è di Tokyo, ma mio padre è italiano.
– Ah, che fortuna! – esclama Cristina – allora parli il giapponese benissimo?
– In effetti... sì. E tu studi qui a Roma? – domanda Kiho.
– Per favore, un po' di silenzio! – dice qualcuno seduto ad uno dei
grandi tavoli della Biblioteca.
Armando guarda negli occhi Kiho che è diventata rossa dalla vergogna.
Poi si avvicina alle ragazze e dice – Per favore, perché non andate
al bar qua vicino a prendermi un espresso?
Kiho e Cristina escono dalla Biblioteca.