Capitolo 5. "Sabato sera"
I ragazzi sono di nuovo nell'appartamento di Giacomo.
– Allora, cosa ne pensi? – chiede Simona.
– Il più sospetto è senz'altro il signor Moreno.
– E cosa mi dici della signora Bianchi. Ha certi occhi da pazza!
– A me sembrano più che altro da... gatta. Così grandi e verdi.
– No, no, no, proprio da pazza. Il fatto è che voi uomini non lo notate perché è una bella donna.
Giacomo vorrebbe dire: "Anche tu sei molto bella", ma, come sempre, non ne ha il coraggio e tace. Continua invece a parlare del delitto:
– Escludo dalla lista il dottor Martino. Era in ospedale ieri sera. Lo ha detto anche alla polizia. Inoltre mi sembra un tipo molto tranquillo. Quindi rimangono: i signori Moreno e la signora Bianchi.
– Sono d'accordo.
– Comunque queste sono solo supposizioni. Non abbiamo ancora finito il nostro lavoro.
– E cosa possiamo fare?
– Io scendo in giardino e sto lì tutto il tempo necessario. Controllo la gente che entra ed esce. In giardino è buio. Nessuno mi vedrà. In caso mi apposto dietro a un albero.
– Cosa pensi di vedere?
– Qualcuno che porta via l'arma del delitto. La polizia non l'ha trovata. Deve essere ancora nel palazzo.
– Capisco. Quanto tempo hai intenzione di restare lì?
– Tutta la notte, se è necessario.
– Ma sarà... noioso!
– Lo so, ma bisogna farlo. Cosa credi? Il lavoro dell'investigatore non è certo divertente. Anzi, è proprio così, ore e ore seduto ad aspettare, a... spiare...
– Io, se vuoi, posso...
– No, tu no! È noioso, ma anche pericoloso.
– Va bene, come vuoi. Ma, per favore, stai attento!
Simona prende la mano di Giacomo e la stringe tra le sue. E lui si sente dentro una strana sensazione, forte e dolce nello stesso tempo. Vorrebbe darle un bacio, ma una vocina gli dice: "Non ancora, Giacomo, non è ancora il momento". E Giacomo non fa niente.
– Vengo in giardino appena posso – dice Simona e se ne va.
Giacomo è in giardino da due ore. Sta seduto al buio, con gli occhi fissi sul portone. Sono quasi le nove e mezza quando: ecco Simona! Al buio non riesce a vederlo. La chiama lui da dietro al grosso albero del giardino:
– Sono qui, Simona.
– Allora, qualche novità? – chiede lei.
– Sì, qualcosa di... sorprendente.
– Mezz'ora fa sai chi è venuto in giardino? Due persone che conosciamo: la signora Bianchi e il signor Moreno. Erano qui, insieme, che si abbracciavano.
– Non ci posso credere... Sono amanti quindi.
– Penso di sì. Sono stati in giardino almeno quindici minuti. Hanno parlato, ma a bassa voce, e io ho sentito soltanto qualche parola qua e là.
– Adesso devo andare. I miei genitori non sanno neppure che sono uscita. Tu cosa hai detto ai tuoi?
– Ho detto che andavo da un amico a studiare e rimanevo lì a dormire.
– Ah, ciao e... stai attento!
Lui rimane sotto l'albero nel silenzio del giardino e guarda l'orologio: sono le dieci.
"Sarà una lunga notte," dice tra sé e sé.