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I nomi fanno il mondo - Gian Luca Favetto, 38. PAPA’

38. PAPA’

“Tu non sai tutto mamma”, dice la piccola Augusta, disegnando con un dito sul finestrino.

“So qualcosa”, risponde la mamma senza voltarsi. È andata a prendere la figlia all'asilo. Stanno tornando a casa.

“Solo qualcosa?”, s'incuriosisce la piccola Augusta –un nome sproporzionato per il suo visino da topo, le gambe stecchine, il corpo come mollica bagnata e una testa tonda simile a un pallone da spiaggia. “Beh, è già abbastanza”, risponde la madre.

“Non sei una sapientona, il sapientone è un altro”

“Chi?”

“Dio, lui sa tutto di tutti”

“Eh”, sospira la madre.

“Ma tanto non esiste”, scuote la testa la piccola.

“Come?”. La madre fissa sorpresa la figlia nello specchietto retrovisore.

“Non si fa vedere, non ascolta, per me non esiste”.

“Ma sì, tesoro, si fa vedere in modi che tu non ti rendi conto, non ha una faccia particolare!”

“Almeno ce l'ha le orecchie?” “Sì”, sorride la donna.

“E allora perché non ascolta? Se ha le orecchie può ascoltare. Se non ascolta, vuol dire che non esiste”

“Esiste, amore, esiste. Puoi chiamarlo, quando ne hai bisogno”

“E lui viene?”

“Sì, è come un papà”

“Come papà Angelo?”

“Sì, come il tuo papà”

“E io lo chiamo come chiamo il mio papà?”

“Sì, amore mio”

“E tutti lo chiamano come papà?”

“Augusta, cosa dici?”

È che la piccola pensava a suo papà e a Dio, che si chiama come suo papà, che tutti chiamano come suo papà, solo il nome diverso, ma il cognome uguale, lo chiamano dottore, suo papà, è il medico condotto, il dottor Mortofelice, Angelo Mortofelice, papà di Augusta Mortofelice. Anche Dio, se è come papà, è Mortofelice.


38. PAPA’ 38. DAD.

“Tu non sai tutto mamma”, dice la piccola Augusta, disegnando con un dito sul finestrino.

“So qualcosa”, risponde la mamma senza voltarsi. È andata a prendere la figlia all'asilo. Stanno tornando a casa.

“Solo qualcosa?”, s'incuriosisce la piccola Augusta –un nome sproporzionato per il suo visino da topo, le gambe stecchine, il corpo come mollica bagnata e una testa tonda simile a un pallone da spiaggia. “Beh, è già abbastanza”, risponde la madre.

“Non sei una sapientona, il sapientone è un altro”

“Chi?”

“Dio, lui sa tutto di tutti”

“Eh”, sospira la madre.

“Ma tanto non esiste”, scuote la testa la piccola.

“Come?”. La madre fissa sorpresa la figlia nello specchietto retrovisore.

“Non si fa vedere, non ascolta, per me non esiste”.

“Ma sì, tesoro, si fa vedere in modi che tu non ti rendi conto, non ha una faccia particolare!”

“Almeno ce l'ha le orecchie?” “Sì”, sorride la donna.

“E allora perché non ascolta? Se ha le orecchie può ascoltare. Se non ascolta, vuol dire che non esiste”

“Esiste, amore, esiste. Puoi chiamarlo, quando ne hai bisogno”

“E lui viene?”

“Sì, è come un papà”

“Come papà Angelo?”

“Sì, come il tuo papà”

“E io lo chiamo come chiamo il mio papà?”

“Sì, amore mio”

“E tutti lo chiamano come papà?”

“Augusta, cosa dici?”

È che la piccola pensava a suo papà e a Dio, che si chiama come suo papà, che tutti chiamano come suo papà, solo il nome diverso, ma il cognome uguale, lo chiamano dottore, suo papà, è il medico condotto, il dottor Mortofelice, Angelo Mortofelice, papà di Augusta Mortofelice. Anche Dio, se è come papà, è Mortofelice.