Puntata 12
BLADE RUNNER — CACCIATORE DI ANDROIDI
Dodicesima puntata
ANNUNCIATORE:
Blade Runner, cacciatore di androidi.Dal romanzo di Philip Dick.Di Armando Traverso.Dodicesima puntata.
RESCH:
Deckard, devi sottopormi al test.
Voglio sapere cosa sono.
Accetterò qualunque risposta.
Anche se dovessi scoprire che sono un androide che si illude di essere un uomo.
Ma devo saperlo.Adesso.
DECKARD:
D'accordo, lo farò.
Ma prima devo parlare con il dipartimento.
Ispettore Bryant.
BRYANT:
Deckard!Dove diavolo ti sei cacciato?
Perché hai chiuso il videotelefono?
DECKARD:
Non sono stato io.
Le linee erano truccate.
Ero finito in un gran brutto guaio, Bryant.
Ma ne sono uscito.
Ho ritirato altri due androidi che avevo sulla lista.
BRYANT:
Sputa il rospo!
DECKARD:
Beh…
Ljuba Luft, la cantante.
Mentre cercavo di sottoporla al test mi ha accusato di essere un maniaco sessuale ed è riuscita a farmi arrestare.
Mi hanno portato in un finto palazzo di giustizia dove stavano per farmi la festa.
Un certo Garland, che si spacciava per l'ispettore, mi aveva quasi fregato.
Se non fosse intervenuto un cacciatore di taglie che ora è qui con me.
Phil Resch.
Lo conosci?
BRYANT:
No.
Non so chi sia.
Non l'ho mai sentito nominare.
Appartiene a quel fantomatico palazzo di polizia infestato dagli androidi?
Pensi che sia un umanoide anche lui?
DECKARD:
Non ne ho idea.
Gli farò il test non appena avrò finito di parlare con te.
In ogni caso non è sulla tua lista.
BRYANT:
E Garland e Ljuba Luft?
Sei riuscito a sottoporli al test prima di ritirarli?
DECKARD:
Non me ne hanno dato il tempo.
Comunque avremo la conferma con l'analisi del midollo osseo.
BRYANT:
Beh, complimenti Deckard.
Te la sei cavata egregiamente.
Tre androidi ritirati in meno di una giornata non è roba da poco.
Con i soldi delle taglie potrai comprarti un animale.
Un animale vero.
DECKARD:
Già.
Farò così.
BRYANT:
Che hai Deckard?
Non mi sembri contento.
DECKARD:
Sono stanco, Bryant.
Ho visto la morte da vicino per due volte.
BRYANT:
Non ci pensare.
È il tuo lavoro.
Ti chiamo appena ho notizie degli altri.
Ne rimangono altri tre.
Coraggio.
Sei a metà dell'opera.
RESCH:
Ehi Deckard.
Se scopro di essere un androide, visto che ti piacciono gli animali, posso lasciarti il mio scoiattolino.
Che ne dici?
DECKARD:
E se davvero tu fossi un androide?
Che farai?
Ti ammazzerai da solo?
Farai una strage?
Cercherai di ammazzarmi?
RESCH:
No.
Tratterrò il fiato.
Esatto.
Farò proprio così.
Del resto gli androidi non hanno il passaggio automatico al nervo vago, giusto?
Ma non credo che sarò costretto a farlo.
Forza.
Non perdiamo altro tempo.
Tieni tu la mia pistola laser.
Non si sa mai.
DECKARD:
Va bene.
Facciamo il test.
Prendi il sensore adesivo e attaccalo sulla guancia.
Questa lucetta deve rimanere a fuoco sulla pupilla.
Tieni l'occhio più fermo che puoi.
RESCH:
Fluttuazioni dei riflessi.
Se non sbaglio misuri quella che si chiama reazione di difesa.
Pensi di riuscire a controllarla?
DECKARD:
No.
È fuori dal controllo conscio.
RESCH:
Immagino che se risultassi un androide la tua fede nel genere umano si rafforzerebbe.
Tu pensi che io sia un androide, vero Deckard?
Pensi che io non abbia nulla di umano?
Te lo leggo negli occhi.
DECKARD:
Non ho visto molta umanità nella freddezza con cui hai ucciso Ljuba e Garland.
Ma adesso basta.
Iniziamo il test.
Ricordati che il tempo di reazione alle domande è fondamentale.
Perciò cerca di rispondere il più rapidamente possibile.
BUSTER FRIENDLY (TV):
Le lancette dell'orologio scandiscono inesorabilmente il tempo che ormai è quasi scaduto.
Questione di poche ore e Buster vi farà l'annuncio più sconvolgente che possiate immaginare.
Le vostre certezze vacilleranno.
Il vostro mondo subirà un colpo gravissimo.
Sarà una dichiarazione strabiliante.
Sensazionale.
ISIDOR:
Davvero non vuoi nulla, Pris?
Ho comprato delle pesche, del formaggio.
E ho anche una bottiglia di Chablis.
È un vino molto prezioso.
PRIS:
È roba sprecata per me.
ISIDOR:
Perché dici così?
Ho voglia di festeggiare.
Sono contento che tu sia qui.
E poi ho avuto una buona giornata al lavoro.
Sono stato bravo.
Consegneremo un nuovo gatto sintetico.
PRIS:
È molto carino da parte tua.
Ma davvero non mi va.
Sai…
Non ho voglia di vedere nessuno.
Voglio stare da sola.
ISIDOR:
Mi dispiace.
Ma io lo so perché ti senti così.
PRIS:
Davvero?
ISIDOR:
Sì.
È solo perché non hai amici.
PRIS:
Non è vero.
Io ce li ho gli amici.
O perlomeno li avevo.
Sette amici.
Poi i cacciatori di taglie si sono messi al lavoro.
Probabilmente molti di loro sono morti.
Forse io sono l'ultima.
L'ultima che rimane ancora viva.
ISIDOR:
Che sono i cacciatori di taglie?
PRIS:
Sono dei professionisti a cui vengono consegnati degli elenchi di persone da ammazzare.
O ritirare, come dicono loro.
Vengono pagati per questo.
E credo anche bene.
ISIDOR:
Ne sei sicura?
PRIS:
Certo che ne sono sicura.
Perché?
Pensi che possa sbagliarmi?
ISIDOR:
Ci sono delle volte che io penso delle cose che poi non sono vere.
È la polvere.
Fa così.
Ogni tanto succede.
Come se fosse un cervello di gallina.
PRIS:
Come te, Isidor.
ISIDOR:
Io… no…
Come si chiamano i tuoi amici?
PRIS:
Max.
Ljuba.
Garland.
Roy.
E Irmgard.
Non capisco perché non si facciano vivi.
RESCH:
Allora agente Deckard…
Sono un androide?
DECKARD:
Oppure il cacciatore di taglie Phil Resch che ti ha salvato la vita è un comunissimo essere umano.
Secondo il test Voigt-Kampff sei un umano.
I tuoi tempi di reazione sono in linea.
Avevi ragione tu.
Garland voleva dividerci.
RESCH:
E forse anche Ljuba Luft sperava in un contrasto tra noi.
DECKARD:
C'è però un altro aspetto molto importante.
Tu hai provato empatia per gli androidi.
Ljuba ti piaceva.
Ti piaceva come cantava.
E apprezzavi il fatto che venisse al museo a guardare i quadri.
RESCH:
Non ci sono dubbi.
Quella che hai provato era empatia.
DECKARD:
Per una struttura artificiale.
RESCH:
Il fatto è che Ljuba sembrava vera.
Non una macchina che finge di essere viva.
Ma una persona con emozioni.
Con talento.
Con gusto estetico.
DECKARD:
Ti rendi conto che se includessimo gli androidi nella sfera empatica non riusciremmo più a proteggerci?
Questi nuovi modelli Nexus-6 ci cancellerebbero dalla faccia della Terra.
RESCH:
Gente come me e te, Deckard…
Siamo la difesa dell'umanità.
DECKARD:
Ma che fai?
RESCH:
Pensavo che il test fosse finito.
Voglio fare una domanda a me stesso.
Questa volta sarai tu a controllare le mie reazioni.
DECKARD:
Resch…
Ma che diavolo fai?
RESCH:
Guarda bene i quadranti.
Controlla le oscillazioni degli aghi.
Mi devi dare i valori.
Chiaro?
DECKARD:
Come vuoi.
RESCH:
Sto scendendo in ascensore con un androide che ho appena catturato.
All'improvviso qualcuno lo uccide.
Dammi i valori.
DECKARD:
Sono normali.
2,8 quello di sinistra.
3,3 quello di destra.
RESCH:
L'androide è femmina.
DECKARD:
Sono saliti.
4,6.
È un valore alto.
È una chiara reazione empatica.
RESCH:
Ho pensato a Ljuba.
E a Rachel Rosen.
RESCH:
Ti sei messo in un bel guaio, Deckard.
DECKARD:
Secondo te cosa dovrei fare?
RESCH:
È solo questione di sesso.
DECKARD:
Sesso?
RESCH:
Certo.
Quella cosa era fisicamente attraente.
E tu sei un appassionato di opera lirica.
Lei cantava bene.
È semplice.
Volevi andare a letto con un androide.
DECKARD:
Non devi buttarti giù.
RESCH:
Ci sono passato anche io.
C'è un solo rimedio.
DECKARD:
Quale?
RESCH:
Lo devi fare.
E poi ti passerà.
DECKARD:
Cosa dovrei fare?
RESCH:
Il contrario di quello che ti è appena successo.
Prima andarci a letto.
Poi ammazzarla.
RESCH:
Non pensarci troppo.
Incassa i soldi delle taglie.
E comprati un animale.
Io mi tengo lo scoiattolo.
ISIDOR:
Ma tu stai piangendo!
Quelle sono lacrime, Pris!
PRIS:
Non riesco a non pensarci.
ISIDOR:
Ai tuoi amici?
PRIS:
Sì.
Noi venivamo da Marte.
PRIS:
Roy e Irmgard avevano una farmacia.
Lui era farmacista.
Lei vendeva cosmetici.
Io prendevo molti farmaci.
Marte è un posto tremendo.
ISIDOR:
E la Terra?
PRIS:
Al confronto è fantastica.
La solitudine la senti camminare accanto.
ISIDOR:
Ma Buster dice che su Marte la vita è bella.
PRIS:
Gli androidi soffrono la solitudine.
Anche loro.
PRIS:
Per questo siamo tornati sulla Terra.
ISIDOR:
Che facevi su Marte?
PRIS:
Leggevo libri.
Narrativa precoloniale.
Storie di viaggi spaziali.
Scritti prima dei viaggi spaziali.
ISIDOR:
Come facevate ad averli?
PRIS:
Qualcuno li rubava dalle biblioteche terrestri.
Poi li sparava su Marte con razzi automatici.
Noi li recuperavamo nello spazio.
Era bellissimo.
ISIDOR:
Hanno bussato alla porta.
PRIS:
Non fare rumore.
Rimani immobile.
ROY:
Pris!
Sei lì dentro?
PRIS:
Roy!
Irmgard!
Pensavo di non rivedervi più.
ANNUNCIATORE:
Il romanzo di Philip K. DickDo Androids Dream of Electric Sheepè edito da Sergio Fanucci.