Episodio 2 - La casa di via Abba Motto 19 (3)
Quando hanno finito, Rosa dà dei soldi al padre Romano, come pagamento della prestazione.
C'è un problema però. Il bambino è troppo piccolo per ricordarsi i loro cognomi o dove abitino esattamente, e quindi il PM gli mostra delle fotografie, tra le quali Dario riconosce quella di un pregiudicato: si chiama Alfredo, conosciuto a Massa Finalese come Alfredone, un grande amico di Romano Galliera. Non è ben visto dagli abitanti del paese
Live Giulia: Giocava a carte anche lui, era diciamo amicone di Galliera, nel senso che insieme andavano a organizzare dei piccoli furtarelli per fare giornata e so che è stato in prigione diverse volte nel corso della sua vita e mio padre lo conosceva perché in paese tutti lo conoscevano e non ne parlavano di certo bene perché non era un bravo ragazzo...
Live Silvio: Eh… una brutta persona
Live Pablo: Perché?
Live Silvio: Era un piccolo delinquente. Da bambino a cinque o sei anni o sette pelava i gatti vivi. Poi da grande ha incominciato… ha picchiato anche suo padre… la madre perché non gli dava soldi… è stato in galera... ha fatto tante cose…
E indovinate come si chiama la sua compagna? Rosa. Abitano in una casa in campagna, appena fuori Massa Finalese ed effettivamente nella loro abitazione viene ritrovata una Polaroid, priva delle batterie. Ma nessuna foto pedopornografica. Rosa e Alfredo negano ogni tipo di accusa nei loro confronti.
Silvio, il marito di Oddina, la vicina che aveva ospitato Dario, qualche dubbio però lo aveva. Ha un ricordo molto netto
Live Silvio: ‘ dai che andiamo a fare le foto dalla Rosa… per tre, quattro volte che il bambino è venuto qua, capito? La domenica dopo, verso le 3, così, andavano a far le foto là, da ‘sta Rosa. Perché ci sono i cani grossi, andiamo a fare le foto… Che ca… cosa vai a fare là? Cos'è che devi fotografare? Non c'è niente. Qua a tre chilometri c'è una casa in mezzo alla valle, non c'è neanche un albero…
E poi, sì… si dicevano tante cose… Galliera era sottomesso da ‘Fredo', perché quello che diceva lui Galliera doveva fare.
Il paese mormora. La polizia di Mirandola indaga.
La procura di Modena inizia a seguire la pista di un traffico di materiale pedopornografico. E sta per scoprire che quelli che inizialmente sembravano i crimini commessi all'interno di una povera famiglia disagiata, ora sembrano il modus operandi di un'organizzazione vasta e senza scrupoli.
Sono tornato più volte nella casa di Via Abba Motto, l'edificio abbandonato dove un tempo viveva la famiglia Galliera. Quella stessa casa in cui Dario ha raccontato di essere stato abusato.
I suoi genitori, Romano e Adriana, sono morti dopo anni di carcere. Sua sorella Barbara dice di non aver mai visto né sentito nulla. Dario è l'unico a conoscere il segreto di quella casa. Oggi dovrebbe avere 27 anni, ma di lui si sono perse completamente le tracce.
Dov'è finito? Chissà cosa gli è rimasto di quel segreto dopo tutti questi anni.
C'è solo un'altra persona che lo conosce ed è sempre suo fratello. Igor.
Ho provato a contattarlo più volte assieme ad Alessia, la co-autrice di Veleno. Ci ha sempre detto di no. Lui questa storia se la vuole solo dimenticare.
Poi un giorno, finalmente, ha deciso di raccontarci cos'è successo.
Live Igor: Mai successo niente tra me e mio fratello. E lo confermo. Io a mia sorella feci il solletico. Poi se lui si è immaginato roba magari vista... magari sulla tv... perché noi guardavamo molta tv. Magari metti caso che abbia visto una scena particolare e magari si è immagazzinata in testa, magari quella cosa lì gli è nata da quello, ma io con mia sorella mai.Quando mi hanno arrestato ho letto sopra al foglio dove ti prendono le impronte digitali il perché, e ho letto quella parola lì... ma io di quella parola lì, la parola “pedofilia”, non sapevo cos'era il significato. Me l'hanno detto quando sono stato lì dentro. L'avvocato mi disse “per me tu sei colpevole”. E io giustamente continuai a dire: “Ma io non ho violentato nessuno, io non ho toccato nessuno. Continuai a dirlo ripetutamente. E piangevo, mi ricordo.
Live Pablo: E gli inquirenti che ti hanno interrogato cosa ti hanno detto?
Live Igor: Allora… che mi davano tipo dieci anni, sette anni... però in quell'attimo lì presi paura e tirai fuori la prima cavolata che mi venne in mente... io mi diedi una colpa di una cosa che non ho mai fatto. Avevo paura e volevo farmi poco carcere. A 22 anni sei ancora un ragazzino. Non capivo cos'era il carcere, non capivo cos'erano gli anni, non capivo niente a quell'età.
Live Pablo: Si ma, e che fai, però? Ti auto-accusi di aver abusato di tuo fratello? Se uno è innocente lo dice fino alla fine…
Live Igor: Non è stata la scelta migliore, ma per non star dentro per me è stata una scelta. Io e Dario avevamo un bel rapporto anche perché lui stava abbastanza con me. Non facevamo niente di che.
Live Pablo: Tu hai mai toccato tuo fratello nelle parti intime?
Live Igor: Per lavarlo… Se uno lo lava giustamente è normale che… cioè lo devi lavare un bambino, no?
Live Pablo: Igor però perdonami. Un bambino di sei anni ha raccontato che hai abusato di lui. Perché avrebbe dovuto farlo, fammi capire?
Live Igor: Non lo so. Non avrei mai fatto certe cose davanti a lui. E addirittura sono talmente timido che non mi spoglio neanche davanti a un mio amico dalla vergogna.
Live Pablo: E' possibile che qualcun altro della tua famiglia gli abbia fatto quelle cose? Per esempio i tuoi genitori?
Live Igor: Non credo. Perché mio padre e mia madre non erano i tipi da fare certe cose. Perché sennò le avrebbero fatte anche a me fin da piccolo. E invece non è mai successo niente.
Live Pablo: Come ti spieghi però che un bambino di nemmeno 7 anni conosca dei dettagli così precisi sul sesso?
Live Igor: Beh, mio padre aveva un po' di giornaletti pornografici. Ti dico, quando avevo l'età di lui, a 7 anni, cominciai a leggerli. E… non riuscivo a capire subito, però sai, pian piano guardare le figure, guarda una figura oggi, guarda una figura domani, qualcosa impari un po' nella testa. Può darsi che abbia visto qualche giornaletto... però non c'è solamente lo zampino di un giornaletto. Lì c'è lo zampino di qualcuno.
Ma non sono io...