Episodio 2 - La casa di via Abba Motto 19 (2)
La famiglia Galliera nel frattempo vive nella casa di campagna che ha trovato grazie a Don Giorgio, il parroco che li ha sempre seguiti e aiutati.
E' in una palazzina gialla in mezzo alla campagna. La stessa casa dov'è cominciata questa puntata, in Via Abba Motto 19, a Massa Finalese.
Ora, tra le due famiglie non corre buon sangue. E se ci pensate è anche abbastanza comprensibile.
Immaginatevi se vostro figlio fosse portato a vivere da un'altra famiglia contro la vostra volontà, a prescindere dalle vostre colpe. Se chiamasse mamma un'altra donna, e papà un altro uomo. Una famiglia che può dargli cose che voi non potete… probabilmente vivreste col rimpianto e il senso di colpa di non aver fatto di più per lui, e forse anche con un po' di astio nei confronti di chi la sera gli rimbocca le coperte.
Dall'altro lato, cosa può pensare di voi una famiglia che cresce vostro figlio? Che siete degli incapaci. Degli irresponsabili. Che non siete dei buoni genitori.
E soprattutto come si deve sentire un bambino piccolo come Dario, che ha già cambiato 3 case in 5 anni, e che si ritrova sballottato in una guerra a tre fra i Servizi Sociali, la famiglia naturale e quella affidataria?
Ancora Barbara, la sorella naturale di Dario:
Live Barbara: Eh, si sentiva un po' scombussolato, perché giustamente, cioè… stai da una famiglia, poi dopo vai dalla tua famiglia naturale, ci stai quei due giorni, poi dopo alle 6 di sera ti vengono a prendere così… Io mi ricordo che lui si attaccava alle tende della cucina perché non se ne voleva andare e noi dovevamo - come si dice - strattonarlo per farlo andare con loro perché te lo venivano a prendere. Lui diceva mamma, mamma, mamma, ma perché devo andare con quelli lì? Perché non posso rimanere qua?
Questa situazione va avanti per due anni, col piccolo Dario che continua a fare la spola tra le due famiglie. Poi, dal febbraio del 1997, i suoi rientri presso la famiglia naturale vengono interrotti bruscamente. Romano Galliera, sua moglie Adriana e i figli Igor e Barbara, non capiscono cosa sia accaduto. Fino alla mattina del 17 maggio, quando i carabinieri si presentano a casa loro con un mandato d'arresto.
Dario li ha accusati di molestie sessuali e di averlo venduto a più riprese a un giro di pedofili tra Massa Finalese e Mirandola.
Se in ogni epidemia c'è un paziente zero, Dario è il bambino zero dalle cui rivelazioni parte il contagio. A parlare, dopo di lui, ci saranno altri bambini di altre famiglie della zona, che daranno il via ad un complesso caso giudiziario, che si protrarrà per quasi 18 anni.
Cosa è successo? Come è successo?
Se ci fate caso, molti eventi storici, non importa quanto grandi, sono nati da piccoli episodi, magari all'apparenza totalmente insignificanti, come una frase di poche parole all'interno di una banale discussione. E' un po' il concetto che sta dietro all' effetto farfalla coniato dal padre della Teoria del Caos Edward Lorenz, quando negli anni '70, studiando il modello matematico delle precipitazioni meteo, si accorse che bastavano delle minime variazioni nei parametri iniziali per produrre dei cambiamenti enormi. E' sua la famosa domanda: “Può il batter d'ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?”.
Beh. A quanto pare sì.
Anche perché, dopo mesi di ricerche su questo tornado che si è abbattuto vent'anni fa nel cuore dell'Emilia, siamo riusciti a risalire al battito d'ali che lo ha generato.
Seguitemi. Ci ricordiamo i personaggi, giusto?
Dario Galliera, figlio di Romano e della moglie Adriana, affidato temporaneamente alle cure dei vicini Oddina e Silvio, e poi al Cenacolo Francescano, viene infine assegnato alla famiglia Tonini, marito moglie e due figli. Ok?
Pochi mesi prima dell'arresto dei Galliera, la famiglia Tonini - gli affidatari di Dario - avevano iscritto il bambino alla scuola elementare del loro paese. Per i primi mesi sembra andare tutto bene e Dario rientrava dalla famiglia naturale due weekend al mese.
Ma un giorno la maestra, nel corso di un colloquio, aveva fatto notare alla signora Tonini che il bambino le aveva raccontato una cosa un po' strana: durante i rientri presso la famiglia naturale, il fratello maggiore Igor faceva degli “scherzi sotto alle coperte” alla sorella Barbara.
Siamo riusciti a trovare la maestra, che a vent'anni di distanza si ricorda si ancora perfettamente di quell'episodio e di quelle parole.
Live Pablo: Ma così, cioè, era venuto fuori durante una conversazione…?
Live Maestra: Durante una conversazione, durante una conversazione, mentre stavo correggendo a lui alcune cose, che aveva il quaderno lì.
Live Pablo: Se n'è uscito con questa frase.
Live Maestra: Sì.
Live Pablo: Ok
La signora Tonini dunque si era preoccupata e aveva avvisato subito la psicologa dei Servizi Sociali di Mirandola che da tempo seguiva Dario. Si chiama Valeria Donati. E' un nome che dovrete tenere a mente, perché la sentirete citare molto spesso nel corso di questa serie.
La mamma affidataria era stata immediatamente sentita dalle forze dell'ordine. Ho qui il suo verbale.
La donna aveva raccontato che in quel periodo Dario sembrava molto in difficoltà, quando tornava dai weekend presso la famiglia naturale. Balbettava, non mangiava, guardava fuori dalla finestra senza dire nulla, ed era calato nel rendimento scolastico.
“Fui io a un certo punto ”, aveva detto la Tonini, “a chiedergli se quelle cose fatte a Barbara, erano state afflitte anche a lui da Igor. Dario mi disse di sì.”
La mamma affidataria di Dario aveva insistito molto col bambino per farsi raccontare tutto e dopo qualche mese, il piccolo si era finalmente aperto. Le aveva raccontato che Igor abusava di lui.
E qualche giorno dopo le aveva detto che anche il padre Romano gli faceva le stesse cose, e che gli aveva intimato di non dire niente a nessuno, altrimenti gli avrebbe fatto ancora più male.
“I racconti sono finiti in quel momento” , ha dichiarato la Tonini nel verbale, “e Dario ha incominciato a stare un po' meglio.”
Il bambino era stato portato da un medico legale per cercare segni di abusi. Non ce n'erano. L'esito era negativo.
Poi era stato sottoposto ad un esame diagnostico psicologico, nel quale era emerso che non aveva capito bene cosa fosse accaduto - è normale, aveva solo 6 anni – ma secondo la psicologa dei Servizi Sociali Valeria Donati, i suoi racconti era carichi di angoscia e di paura della morte.
Dario però non aveva fatto riferimento solo al padre Romano e al fratello Igor, ma anche alla madre Adriana. L'unica a restare fuori dalle sue accuse era sua sorella Barbara. Anzi.
Nella relazione che i Servizi Sociali avevano fatto al tribunale appariva preoccupato per la sorella, e aveva chiesto alla psicologa di aiutare anche lei, perché Igor le faceva “degli scherzi che le fanno male”. E' accaduto davvero? L'ho chiesto a Barbara.
Live Barbara: Allora, intanto mio fratello non m'ha mai fatto del male, assolutamente. Se c'è stato un attimo magari che può aver visto che mio fratello m'ha preso contro al seno perché stavamo giocando, ma non è mai successo che lui abusasse di me, assolutamente no.
Live Pablo: Dario ad un certo punto comincia proprio ad accusare tuo fratello, no? A parlare di vederlo nudo, “mi faceva toccare”, “mi chiedeva di toccarsi”, fino proprio a parlare di veri e propri abusi che poi ad un certo punto hanno coinvolto anche tuo papà e tua mamma…
Live Barbara: Qualcuno gli avrà fatto qualcosa, però non noi. Cioè noi della sua famiglia naturale no.
Ma dopo l'arresto Igor, messo alle strette dagli inquirenti, racconta una versione diversa da quella di Barbara. Ecco cosa dice a verbale:
“Effettivamente alcune delle cose riferite da Dario sul mio conto sono in parte vere... E' che io e Dario ci siamo toccati reciprocamente, ma è stato lo stesso Dario a chiedermelo.”
Poi prosegue:
“E' vero che nel letto ho allungato le mani verso mia sorella Barbara, ma ho smesso subito di farlo, poiché mia madre mi ha rimproverato. Per quanto riguarda possibili abusi di mio padre verso Dario, non ne ho conoscenza diretta. Ho solo il ricordo del seguente episodio: una notte, quando io già dormivo da un po' di tempo, e Dario era in camera da letto con i miei genitori, ho sentito lo stesso Dario che si lamentava, e pregava mio padre di “lasciarlo dormire”.
Sembra che qualcuno in questa famiglia stia mentendo. Ma chi? Barbara? O suo fratello Igor?
I genitori Romano e Adriana, entrambi in carcere, negano tutto. Ma ormai il dubbio si è insinuato anche nel paese e tra le persone vicine ai Galliera. Come Giulia, la figlia di Silvio e Oddina.
Live Giulia: Non sapevo più cosa pensare perché avevo già improntato una mia idea su di loro che a quel punto era crollata… Mi è venuto il dubbio che Dario sia stato veramente abusato dalla famiglia...
Chi su questa vicenda aveva sempre avuto parecchi dubbi era un certo Don Ettore Rovatti, un prete di Finale Emilia che negli anni ha conservato nel suo archivio personale tutti i documenti riguardanti la storia che vi stiamo raccontando.
Sto parlando di anni di inchieste giudiziarie, di perizie, interrogatori, arringhe difensive, sentenze di condanna e di assoluzione. Il caso per lui era diventato un'ossessione, anche perché conosceva molti degli imputati e si era convinto che in questa storia non ci fosse nulla di vero, e che i bambini si fossero inventati tutte le accuse ai propri familiari.
Don Ettore è morto nel 2015. Ma grazie ad Antonella, una sua parrocchiana, siamo riusciti ad avere accesso al suo archivio.
Live Pablo: Siamo con Antonella e stiamo adesso per entrare… in un convento?
Live Antonella: No, no, è la canonica.
Pablo: Ok… a cercare l'archivio di Don Ettore.
Live Antonella: Esatto.
Entriamo
Live Antonella: Eccoci, salve, io sono Antonella, lui è Pablo…
Live Pablo: Buongiorno…
Live Antonella: Abbiamo il permesso di Don Daniele di recuperare documenti qui e nell'archivio di Don Ettore.
Live Prete: Va bene
Live Antonella e Pablo: Grazie.
Raggiungiamo una stanzetta al secondo piano. Ci sono un vecchio letto di legno e un grosso armadio a muro
Live Pablo:...apriamo un po ' le finestre perché non c'è luce...
Antonella apre le ante dell'armadio…
Live Antonella: Allora… Sposto questo… Qua dentro ci sono i faldoni….
Live Pablo: Urca… tutta sta roba?
Live Antonella: Ce n'è...
Davanti a noi ci sono migliaia di pagine contenute in grossi faldoni impolverati, conservati nell'armadio di Don Ettore. I documenti sono così tanti, che gli scaffali di legno si sono imbarcati sotto il loro peso.
Live Antonella: Allora, questa è la sentenza di primo appello a Bologna più i giornali… Tutti procedimenti penali a carico dei Galliera… Ecco vedi qua ci sono tutto bene organizzato, le foto, le testimonianze...
Live Pablo: Secondo te come stanno la mamma e il papà da quando vi hanno allontanato? E' vero che pian pianino dopo ti sei ricordato che gli zii ti picchiavano anche? A quali croci eravate legati? Tu di notte piangi o ridi?
Live Antonella: Questo è un documento dove dice: “Dato per certo che gli episodi di pedofilia e di violenza sui bambini sono realmente avvenuti... ci sono stati riscontri oggettivi che non ammettono equivoci.”
Iniziamo a fotocopiare. Ci vorrà un bel po'.
Ora, torniamo di nuovo nella primavera del 1997. Dario, dopo le accuse alla sua famiglia, rivela dei nuovi particolari alla madre affidataria, che preoccupata riporta a verbale: “Nei giorni scorsi ha ricominciato a peggiorare nel suo umore, e a mia domanda se ci fosse ancora qualcosa da raccontare, mi ha riferito episodi riguardanti una certa signora Rosa.”
Ecco che in questa storia entra in scena un nuovo personaggio.
La Rosa di cui parla Dario è un'amica del padre che vive in una casa di campagna fuori Massa Finalese. Romano lo porta spesso da lei, e Dario è costretto a soddisfare le sue perversioni sadomaso. Infatti racconta che questa donna lo obbliga a picchiarla con un bastone, un attizzatoio e degli oggetti di cuoio. E che in casa con lei, mentre avvengono gli abusi, c'è anche un uomo che scatta delle Polaroid.