Gli EFFETTI degli ALLUGINOGENI sul CERVELLO (LSD o ACIDO)
L'LSD, conosciuto anche come acido, è una sostanza psichedelica famosa per alterare
la percezione e provocare allucinazioni. Ma come funziona per davvero e quali effetti
ha sul nostro corpo e soprattutto sul nostro cervello?
La dietilammide-25 dell'acido lisergico fu sintetizzata per la prima volta nel 1938,
da un fungo che cresce sulla segale. Nel 1943, l'inventore Albert Hofmann, toccò
accidentalmente della sostanza che gli finì successivamente in bocca ed ebbe allucinazioni,
diventando così la prima persona al mondo a conoscere le proprietà psichedeliche dell'LSD.
Le ricerche su tale sostanza cominciarono tra gli anni 50 e 60, ma non appena iniziò
a spopolarne l'uso ricreativo, essa fu dichiarata illegale negli Stati Uniti e i programmi di
ricerca furono fermati. Mentre le altre droghe vengono dosate in grammi,
una singola dose di LSD è misurata in cento millesimi di grammo, il quale corrisponde
a un decimo della massa di un granello di sabbia.
L'LSD agisce su numerosi recettori del cervello, come quelli dopaminergici,
adrenergici, glutammatergici. Ma la maggioranza delle ricerche è incentrata
sul recettore stimolante della serotonina 5H2TA.
L'LSD colpisce il recettore in modo inaspettato, facendolo ripiegare su se stesso e creando
una sorta di tappo. La sostanza viene così intrappolata all'interno
del recettore, facendolo attivare in continuazione provocando così le allucinazioni.
Il corpo reagisce risucchiando il recettore 5TH2A nella cellula con l'obiettivo di deteriorare
l'LSD, ma possono volerci più di 12 ore per far si che che questo avvenga, ed è il motivo
per cui le allucinazioni possono durare così a lungo.
Di recente, sono stare riprese le ricerche sull'LSD, e tramite le tecnologie di imaging
moderne, i ricercatori hanno scoperto che questa sostanza fa comunicare il cervello
in una maniera del tutto unica, in particolare nella corteccia visiva, potenzialmente dando
una spiegazione sulle intense e complesse allucinazioni.
C'è anche una riduzione del flusso sanguigno nella rete neurale detta default mode network,
che genera forti cambiamenti nella coscienza, caratterizzando una dissoluzione dell'ego,
descritta come una sensazione in cui sparisce il confine che ci separa da ciò che ci circonda.
Molte persone segnalano che questa sensazione porta un senso di ri-connessione con se stessi,
con gli altri, e con la natura.
Infatti, da uno studio effettuato su 20 volontari in salute che ricevettero 75 microgrammi di
LSD, emerse che, dopo 2 settimane, essi diventarono più ottimisti e aperti mentalmente, con una
maggiore creatività e immaginazione. Questo portò i ricercatori a considerare
l'LSD come una terapia per pazienti che soffrono di ansia della morte e malattie potenzialmente
mortali.
I ricercatori hanno scoperto che, 12 mesi dopo il trattamento, i pazienti hanno riportato
una riduzione dell'ansia e una migliore qualità di vita, dato che tale sostanza li ha aiutati
a ristabilire le loro abitudini e la loro visione del mondo.
E questo spiega il perché sta aumentando la tendenza di utilizzare delle microdosi,
dove una persona prenderebbe un 1/10 della dose ricreativa di LSD, nel tentativo di evitare
le allucinazioni e di sperimentare invece una maggiore attenzione, energia e creatività.
Nonostante l'LSD non crei dipendenza e i ricercatori l'abbiano catalogata come meno pericolosa
rispetto ad altre droghe come la cocaina e l'eroina,
gli studi scientifici non sono stati ancora in grado di spiegare la diffusa tendenza di
utilizzare le microdosi, oltre al fatto che i consumatori spesso sperimentano dei brutti
viaggi mentali che provocano paure irrazionali, paranoia e attacchi di panico.
L'LSD può anche provocare flashback, dove, a distanza di mesi dal suo consumo, può far
sentire come se si stessero riprovando nuovamente gli effetti dello sballo.
In alcuni casi estremi, si è sviluppato il Disturbo Persistente della Percezione da allucinogeni,
che è come un trip senza fine.
Il fatto che l'LSD possa portare a psicosi e al suicidio è sovrastimato.
Il 14% dei partecipanti di un indagine nazionale statunitense, che ha consumato sostanze psichedeliche
nel corso della propria vita, non ha aumentato il rischio di sviluppare psicosi, depressione,
o tentati suicidi, ma le nuove ricerche sui potenziali effetti positivi dell'LSD sono
allo stesso tempo ancora troppo indietro. Forse è un trip che preferiresti evitare.