L'orribile STORIA delle PUNIZIONI MEDIEVALI
Punizioni e torture medievali Il medioevo è stato caratterizzato da sanguinolente,
brutali e violente punizioni per i criminali. Dal furto all'omicidio, la legge non aveva
regole fisse. Ma vediamo alcuni degli strumenti e metodi
impiegati per torturare e punire infliggendo dolore.
La gogna La gogna era una forma di umiliazione pubblica.
Il prigioniero avrebbe posizionato il collo e i polsi nelle fessure di un'asse di legno
chiusa a cerniera, che lo avrebbe immobilizzato in un luogo pubblico.
I passanti poi avrebbero deriso il criminale, sputandogli addosso, gettandogli verdure marce
o escrementi animali. C'era anche il pericolo che egli potesse essere
ucciso dalla folla se questa diventava troppo violenta, gettando pietre o mattoni.
Viti schiaccia pollici Questo arnese avrebbe provocato del dolore
alla vittima schiacciando i pollici con una vite metallica.
Non appena le dita della vittima venivano lentamente pressate, si otteneva la confessione.
La cremagliera La cremagliera era una grande struttura rettangolare
in legno con un rullo posto alle estremità. Il colpevole aveva le caviglie legate da una
parte e polsi dall'alta. Il boia girava una maniglia per allungare
la vittima durante l'interrogazione, provocando un dolore atroce generato dallo
tensione degli arti. Più avanti andava il torturatore e più vi
era la possibilità di slogare muscoli e legamenti e udire forti schiocchi
e se questo non serviva a ottenere la confessione, si proseguiva fino allo strappo degli arti
fuori dal corpo
Supplizio della ruota Qui la vittima aveva gli arti legati ai raggi
della ruota, e ruotava mentre il torturatore la colpiva
con un martello di ferro, schiacciando braccia, gambe e spezzando le
ossa. Le vittime venivano poi lasciati al sole in
pasto ai corvi.
Bruciati sul rogo Una raccapricciante forma di esecuzione per
bestemmiatori, ladri e streghe li avrebbe visti bruciati sul rogo.
In genere i condannati morivano soffocati prima che le fiamme iniziassero a bruciare
la carne. La sofferenza dei condannati poteva essere
prolungata dal carnefice, abbassando l'intensità delle fiamma, provocando
ferite e colpi di calore.
La sedia di ferro Questo strumento di tortura era ricoperto
di punte acuminate sul dorso e sui braccioli, sulla quale la vittima veniva costretta a
sedersi. Gli spuntoni penetravano la carne provocando
un dolore atroce. Il sangue fuoriusciva una volta che il torturato
si alzava dalla sedia.