La STORIA dei SOLDATI TEDESCHI nella Seconda Guerra Mondiale
L'esercito tedesco seconda guerra mondiale
Il trattato di Versailles dichiarò che la Germania,
allora Repubblica di Weimar, poteva avere un esercito di soli 100.000 uomini.
Questo per prevenire future aggressioni.
Hitler ignorò il trattato permettendo alle SA - le squadre d'assalto,
un'unità paramilitare del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori,
di espandersi rapidamente.
La crescita delle violente SA preoccupò l'esercito tedesco,
il quale temeva di essere sostituito da loro e dal suo leader Ernst Rohm.
Questi timori furono placati quando Hitler diede luogo alla Notte dei lunghi coltelli,
per eliminare i leader delle SA e ridurne il potere.
Al loro posto, sorsero le SS: la forza paramilitare fedelissima al partito nazista.
Nel 1935, Hitler,
Fuhrer della Germania nazista, violò il trattato di Versailles ridando forza
all'esercito tedesco, tramite la reintroduzione della leva militare e il riarmo.
Le forze armate tedesche, nel loro insieme, precedentemente conosciute come Reichswehr,
ora divennero la Wehrmacht.
Costituita dall'Heer, l'armata terrestre.
La Kriegsmarine, la Marina.
E la Luftwaffe, la forza aerea.
La Wehrmacht assorbì la maggior parte del personale in servizio per le squadre d'assalto.
Furono anche istituite le Waffen-SS, che erano dei reparti militari ben preparati,
ben equipaggiati e ben addestrati delle SS, al servizio dell'esercito regolare.
Nel 1939, l'esercito tedesco invase la Polonia.
L'operazione, nota come Operazione Fall Weiss, coinvolse una forza di 1,5 milioni di uomini
e 9 divisioni Panzer.
Essi sconfissero l'esercito polacco poche settimane dopo l'invasione.
sfruttando una tattica militare con attacchi a tenaglia e accerchiamenti del nemico, più
tardi nota come "blitzkrieg".
Curiosamente la maggior parte dell'esercito tedesco non sarebbe stato motorizzato come
la propaganda l'avrebbe rappresentato.
Dipendeva invece dal trasporto ferroviario o tramite carri trainati da cavalli.
Nel 1940, la Norvegia, la Danimarca, il Belgio, i Paesi Bassi caddero nelle mani dei tedeschi.
E un'altra rapida vittoria per l'esercito tedesco, con l'invasione della Francia, arrivò
con le operazioni Fall Gelb e Fall Rot.
L'esercito francese mobilitò più uomini dei tedeschi, ma furono mal guidati e disorganizzati.
Nonostante i francesi fossero ben armati e con diverse fortificazioni sul fronte, la
linea di difesa fu spezzata dall'esercito tedesco nel suo punto debole sulle Ardenne.
All'inizio del 1941, le truppe tedesche conosciute come Afrika Corps, guidate da Erwin Rommel,
furono inviate in Nord Africa per potenziare le forze italiane che erano in difficoltà
contro gli Alleati.
Anche la Jugoslavia e la Grecia sarebbero cadute sotto le mani dell'esercito tedesco
nel 1941, e nel mese di giugno dello stesso anno, 3 milioni di tedeschi erano pronti per
l'operazione Barbarossa contro l'Unione Sovietica, in aggiunta a 850.000 uomini provenienti da
altri paesi dell'Asse.
L'esercito tedesco non riuscì a sconfiggere l'Armata Rossa sul fronte orientale e subì
pesanti perdite.
Battaglie come quella di Stalingrado, diedero fine al mito dell'invincibilità dell'esercito
tedesco.
Le forze alleate in Francia, dopo gli sbarchi del D-Day,
spinsero le forze tedesche sul fronte occidentale.
L'esercito aveva ancora più di un centinaio di divisioni di fanteria, e venticinque divisioni
Panzer nel gennaio 1945.
In un ultimo disperato tentativo da parte del Volksstrum,
l'esercito tedesco fu sconfitto nella battaglia di Berlino l'8 maggio 1945,
ma alcune unità continuarono a combattere per alcuni giorni in piccoli gruppi di resistenza
contro i sovietici sul fronte orientale.
Circa 13 milioni di tedeschi prestarono servizio nell'esercito durante la seconda guerra mondiale.
Con una stima di 5,2 milioni morti o dispersi in azione.