LA COSA: la STORIA di come i russi intercettavano gli americani prima di Internet
The Thing "La cosa" Guerra fredda
Il 4 luglio 1945 un gruppo di studenti russi dell'Organizzazione dei pionieri di tutta
l'Unione "Vladimir Lenin" regalò una replica in legno dello stemma degli Stati Uniti d'America
all'ambasciatore statunitense presente nell'Unione Sovietica Averell Harriman.
Egli pensava che si trattasse di un semplice gesto di amicizia dei sovietici, essendo stati
i due paesi alleati nella seconda guerra mondiale.
Lo stemma fu appeso con orgoglio sul muro dello studio presso la residenza dell'ambasciatore
a Mosca.
Quello che gli americani non sapevano, è che il dono nascondeva un segreto.
Non era un qualcosa di esclusivamente decorativo, ma conteneva una microspia radio ad alta frequenza
inserita dai sovietici.
Questa cimice, soprannominata The Thing "la cosa" permise ai sovietici di intercettare
le conversazioni riservate dell'ambasciatore statunitense.
Sorprendentemente, il dispositivo funzionava senza batterie o circuiti elettrici,
al contrario, si avviava automaticamente grazie a un segnale radio proveniente da un furgone
parcheggiato all'esterno dell'edificio.
Le onde sonore generate dalle conversazioni interne all'ufficio, facevano vibrare la membrana
interna alla scultura, la quale inviava il segnale alle spie.
La semplicità di tale congegno, gli permetteva una durata pressoché illimitata e faceva
sì che fosse difficile da scoprire.
Restò esposto per sette anni fino a quando fu scoperto nel 1952.
Nel 1951, un operatore radio britannico, captò accidentalmente il segnale con le conversazioni
americane, mentre i sovietici utilizzavano la microspia.
L'ufficio fu perquisito senza però trovare nulla di anomalo.
Infatti, ogni volta che venivano effettuati degli interventi di manutenzione degli uffici,
le pareti venivano accuratamente ispezionate per scovare la presenza di eventuali cimici.
Lo stemma veniva ogni volta portato via per essere esaminato, ma senza trovare nulla e
rimettendolo al suo posto.
Una seconda perquisizione, nel 1952, provocata da un'altra accidentale intercettazione di
un segnale radio proveniente dall'ufficio dell'ambasciatore, trovò la microspia nella
scultura del Grande Sigillo Statunitense.
In un primo momento, gli americani erano confusi e non capivano se si trattasse di una cimice,
data la sua semplicità.
Ma alla fine, dopo un'attenta analisi, le indagini ricondussero a una versione britannica
del congegno.
Gli statunitensi tennero in segreto la scoperta, fino alla crisi degli U-2, negli anni 60,
quando i sovietici accusarono gli Stati Uniti di spionaggio nei loro confronti.
Questo per dimostrare che, col Grande Sigillo, entrambe le parti erano coinvolte e la notizia
della microspia all'interno della scultura venne resa pubblica durante l'incontro tenutosi
con l'ambasciatore statunitense Henry Cabot Lodge jr.