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Storici Subito, I mestieri peggiori della STORIA: i CACCIATORI delle FOGNE

I mestieri peggiori della STORIA: i CACCIATORI delle FOGNE

I lavori più disgustosi della storia: Il cacciatore delle fogne.

I cacciatori delle fogne, chiamati Tosher, erano delle persone che si avventuravano nelle

fogne, alla ricerca di oggetti di valore come monete

di rame oppure oro da vendere.

La Londra vittoriana stava diventando un'affollatissima metropoli,

e la rete fognaria era messa a dura prova per eliminare gli scarichi prodotti dalla

popolazione in continua crescita.

Questo disgustoso lavoro comportava molti pericoli:

le buie gallerie spesso cadevano a pezzi, col rischio di rimanere seppelliti vivi.

C'era la possibilità di perdersi nel complesso labirinto delle fognature londinesi.

E si poteva soffocare per la presenza di fumi tossici o aria viziata.

A volte, quando le chiuse fognarie venivano sollevate, un consistente flusso d'acqua entrava

nelle fogne, col pericolo di affogare negli escrementi.

E la minaccia più temuta, i ratti.

Erano presenti colonie di ratti che si nascondevano nell'oscurità, pronti ad attaccare.

I roditori erano infestanti nelle città vittoriane, e portavano malattie.

Un torturatore disse "quando un ratto fa un brutto morso, la ferita s'imputridisce, diventa

parecchio dolente e forma una specie di crosta dura.

Questa è grande l'occhio di un pesce lesso" Testimonianze parlano di colonie di ratti

che opprimono i cacciatori di fogne, facendoli letteralmente a pezzi, per poi essere

ritrovati dai loro colleghi il giorno dopo sulle rive del Tamigi.

Questo è il motivo per cui un Tosher preferiva trasferirsi nei canali di scolo in gruppi

di tre o quattro persone, guidate da un esperto.

Il cacciatore delle fogne utilizzava diversi di strumenti per il suo lavoro, come ad esempio

una lanterna per illuminare le gallerie e un setaccio per separare gli oggetti di valore

dalle acque di scarico, oltre a portarsi a presso un bastone alto

circa 2 metri con una grossa zappa di ferro all'estremità.

Questo strumento vitale era di fondamentale importanza per un Tosher, qualora fosse affondato

nel fango, permettendogli di attaccarsi a qualcosa di

solido per tirarsi fuori.

Poteva anche essere impiegato per scavare nei liquami e trovare beni preziosi.

Il cacciatore delle fogne indossava un lungo cappotto con grandi tasche per contenere gli

oggetti che raccoglieva, dei pantaloni di tela e delle vecchie scarpe.

Indossava anche un grembiule in tela e un borsello a tracolla.

A partire dal 1840 fu vietato l'ingresso nelle fogne di Londra senza permesso, per via dei

numerosi pericoli.

Per chi infrangeva tale divieto erano previste multe salate e persino il carcere; e venivano

assunti degli informatori, pagati profumatamente.

E così i cacciatori di fogne, iniziarono a lavorare di notte.

Sebbene fosse un mestiere decisamente non invidiabile, i Tosher erano al di sopra dei

cosiddetti "mudlark", ossia i cercatori di vecchi legni o corde sul Tamigi.

E dato che potevano ambire a oggetti di grande valore, come oro o argento, venivano considerati

l'élite degli spazzini.

Inoltre vivevano abbastanza bene guadagnando circa sei scellini al giorno, posizionandosi

così tra i salari più alti della classe operaia della Londra vittoriana.

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