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Storici Subito, Come TV e STAMPA hanno cambiato la GUERRA del VIETNAM | Storia Moderna

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Come TV e STAMPA hanno cambiato la GUERRA del VIETNAM | Storia Moderna

I media Guerra del Vietnam

La guerra del Vietnam viene spesso descritta come la prima guerra visibile in tv.

La copertura mediatica mostrò al pubblico americano la realtà di una guerra all'estero

seperata dalla rappresentazione ottimistica del governo, senza alcuna censura e visibile

direttamente in tv dalla propria abitazione. Negli anni '60, la presenza di apparecchi

televisivi nelle case americane subì un notevole incremento e i nuovi programmi tv diventarono

una fonte di informazione popolare. La tecnologia audiovisiva stava anch'esso

migliorando, e le videocamere e le apparecchiature di registrazione audio portatili e leggere

consentivano ai giornalisti e agli inviati di immortalare in grande quantità, e a distanza

ravvicinata, la guerra. Tutto questo sarebbe stato un problema per

il governo degli Stati Uniti quando doveva ricorrere alla censura.

Gli avvenimenti potevano essere dal vivo o modificati velocemente, con le pellicole inviate

e trasmesse da Tokyo. Nei primi anni della guerra, i media hanno

ritratto un'immagine positiva del conflitto con una chiara vittoria degli Stati Uniti

all'orizzonte. Le notizie si concentrarono in prevalenza

sul comunismo della Guerra Fredda, e il governo degli Stati Uniti permise con piacere ai giornalisti

di accedere ai campi di battaglia delle truppe americane in Vietnam.

I media iniziarono però a orientarsi verso una presa di posizione negativa per via delle

crudeltà commesse dal presidente del Vietnam del sud Ngo Dinh Diem.

Negli Stati Uniti, i movimenti per i diritti civili e le proteste contro la guerra influenzarono

i media nella critica alle politiche statunitensi. Il numero di corrispondenti/inviati aumentò

con l'intensificarsi della guerra. La maggior parte restò a Saigon per riportare

gli eventi, ma alcuni di loro andarono in prima linea, correndo gli stessi rischi dei

soldati. Circa 60 giornalisti furono uccisi durante

la guerra. L'accesso illimitato dato agli inviati fu

dannoso durante l'Offensiva del Tet nel 1968, rappresentata dai notiziari in maniera pessimistica

e come un'inevitabile sconfitta. Il presidente Johnson, visionando il reportage

della CBS realizzato da Walter Cronkite disse "se ho perduto Cronkite, ho perduto l'americano

medio". La polemica sul ruolo dei media nell'eventuale

sconfitta americana nella guerra del Vietnam, derivò dal rapporto sull'offensiva del Tet,

come una schiacciante vittoria comunista, cosa fuorviante per il pubblico.

Tuttavia, alcuni storici sostengono che i notiziari durante la guerra del Vietnam, riflettessero

principalmente sulla realtà della guerra e sostenessero in gran parte lo sforzo degli

Stati Uniti, con l'illusione della vittoria il principale fattore che portò a un numero

crescente di vittime statunitensi.

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