×

우리는 LingQ를 개선하기 위해서 쿠키를 사용합니다. 사이트를 방문함으로써 당신은 동의합니다 쿠키 정책.

image

Learn Italian with Lucrezia 2018, 10 espressioni italiane colloquiali utili in conversazione (italiano per stranieri B1)

10 espressioni italiane colloquiali utili in conversazione (italiano per stranieri B1)

Ciao a tutti e bentornati sul mio canale!

Oggi parliamo di 10 espressioni colloquiali che sono molto usate in italiano.

Ripeto, si tratta di espressioni colloquiali, perciò fate attenzione al contesto in cui

le usate!

Cominciamo!

Quando siete stufi di qualcosa, potete usare una di queste due espressioni, "che pizza"

oppure "che palle".

La seconda è leggermente più forte della prima.

Per esempio, "che pizza!"

lo possono dire i bambini, ma se io fossi una una mamma, non vorrei che mio figlio dicesse

“che palle!”.

Alcuni considerano questa espressione un po' quasi come una parolaccia.

Potete usare questa espressione quando dovete fare qualcosa che non vi va di fare, ma è

davvero necessario che voi facciate!

Come ad esempio, pagare le bollette; è una cosa che non ci piace fare, ma che dobbiamo

fare, è necessario fare.

Un esempio con questa espressione potrebbe essere: Oggi mi tocca andare all'ufficio

postale per pagare l'ultima bolletta.

Quindi l'espressione "mi tocca" è equivalente per significato al verbo “dovere”.

Abbiamo già parlato di questa espressione in un video in passato, ma ho pensato che

fosse utile includerla in questa lista, perché è molto usata nella lingua parlata.

Quando volete ricordare qualcosa a qualcuno, o volete che qualcuno faccia qualcosa, seguendo

il vostro consiglio, potete usare questa espressione, utilizzandola all'inizio della vostra frase.

Mi raccomando, ricordati di pagare la bolletta dell'acqua!

Mi raccomando, spegni il cellulare quando vai a dormire!

Quindi chi parla reputa il consiglio o la raccomandazione come molto importante.

Usate questa espressione quando volete che qualcuno smetta di fare quello che sta facendo,

come ad esempio parlare, piangere, discutere, dare fastidio più in generale.

Come potete capire quindi, questa espressione è usata maggiormente in un contesto di discussione,

di litigio.

Quindi chi dice questa espressione probabilmente è arrabbiato o infastidito da qualcuno, nello

specifico.

Il fatto che i verbi delle espressioni siano coniugati al modo imperativo, ci fa capire

che si tratta di un comando e quindi questo rende l'azione abbastanza forte come significato.

Questa espressione si usa in risposta a qualcosa che non crediamo sia vero.

Anche qui il contesto è di litigio o discussione, se qualcuno durante un litigio racconta la

sua versione dei fatti e noi non siamo d'accordo con questa versione dei fatti, allora possiamo

usare questa espressione.

"Ma fammi il favore!”.

Possiamo pensare questa espressione come la versione abbreviata della frase “Fammi il

favore di tacere" O “fammi il favore di fare silenzio!”.

Quindi si ordina alla persona di stare in silenzio.

Questa espressione è invece più positiva, perché speriamo che una situazione vada per

il meglio oppure speriamo che qualcosa che desideriamo accada o che qualcosa che non

desideriamo non accada.

Questa espressione ha lo stesso significato di “incrociamo le dita!”, per augurarci

che accada il meglio.

Questa espressione può essere utilizzata in molti contesti, in riferimento al cibo,

ad un luogo, ad un film, ad un libro, ad una persona.

Si tratta di un'espressione di apprezzamento nella media, quindi voi non vi sbilanciate

nel vostro giudizio.

Per esempio, "il film che ho visto ieri non era male".

Non era un brutto film, ma probabilmente non lo riguarderei.

Possiamo usare questa espressione quando sentiamo una notizia che non pensiamo possa essere

vera.

Ad esempio: -"Beatrice mi ha detto che Luca sarebbe partito da solo."

- "Ma figurati!

Luca non va neanche al supermercato da solo."

Quindi chi risponde reputa l'informazione impossibile.

Perché questa persona, Luca, non è neanche in grado di andare al supermercato da solo,

quindi è improbabile che parta per un viaggio da solo.

Ma figurati!

Questa è la vostra espressione preferita, lo so!

Quando non sappiamo la risposta ad una domanda, possiamo dire “boh!”, che significa “non

lo so!”

Questa ultima espressione la utilizziamo come negazione, con il significato di “Ma no!”.

In origine abbiamo due parole separate, "ma" e "che", che possiamo supporre fossero l'inizio

di una domanda, del tipo “ma che stai dicendo?”.

In seguito, con l'uso, abbiamo ottenuto una sola parola, dall'abbreviazione della

domanda, “macché”, usata per negare qualcosa viene detto.

Questo è tutto per oggi!

Spero che questo video vi sia utile.

E noi ci vediamo nel prossimo!

Ciao!

Learn languages from TV shows, movies, news, articles and more! Try LingQ for FREE