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Learn Italian with Lucrezia 2019, Ausiliari con verbi servili e infinito | Learn Italian with Lucrezia

Ausiliari con verbi servili e infinito | Learn Italian with Lucrezia

Ciao a tutti e bentornati sul mio canale! Oggi parliamo

di come scegliere l'ausiliare dei verbi servili, però dobbiamo

spiegare che cosa sono i verbi servili in italiano e quali sono!

Allora, i verbi servili in italiano sono

dovere potere volere sapere. Si chiamano

servili perché

servono al verbo che segue. Danno un significato preciso

hanno quindi la funzione di modulare il

significato del verbo all'infinito che segue. Che cosa significa questo?

Vediamo un esempio.

Prendiamo il verbo "nuotare", coniughiamolo al presente indicativo," io nuoto".

Perfetto. L''azione di nuotare, io nuoto. Se aggiungo i verbi servili, io nuoto o l'azione di nuotare

acquisisce delle sfumature di significato

diverse. Se io dico: io posso nuotare, io devo

nuotare, io voglio

nuotare. io so nuotare,

ognuna di queste quattro frasi esprime un significato diverso.

Quello della possibilità con il verbo potere.

Quello dell'obbligo con il verbo dovere. Quello della volontà con il verbo

volere e quello dell'abilità con il verbo sapere.

Possiamo usare i verbi servili anche da soli, quindi io posso dire:

io posso io voglio io devo io so. Però sono più frequentemente

utilizzati in combinazione

con un verbo all'infinito.

Al tempo presente e in generale, i verbi servili non pongono alcun problema, li coniughiamo

come dei verbi normali. Il problema, "il problema"

sorge quando

invece

utilizziamo questi verbi servili nei tempi composti, perché? Perché con i tempi composti

entrano in gioco gli ausiliari

Essere e avere. E quindi la domanda è: quale devo scegliere? Per scegliere

l'ausiliare in un tempo composto in cui è presente un verbo servile,

Io non devo guardare il verbo servile, devo guardare il verbo all'infinito.

Perché il verbo all'infinito è la chiave per capire

quale ausiliare utilizzare. Se io dico "sono potuta andare",

perché uso

Essere come ausiliare? Perché il verbo all'infinito è "andare", "andare" è un verbo

intransitivo di movimento ed è buona norma

utilizzare quindi

"essere" come ausiliare. Facciamo adesso

un esempio con

"guardare", che di norma vuole "avere". "Ho dovuto

guardare". L'Accademia della Crusca ci aiuta in questo perché, che cosa dice l'Accademia della Crusca?

Allora cito testualmente,

leggo l'articolo

di cui vi lascio il link

nella descrizione del video. Se si sceglie l'ausiliare del verbo retto dal servile,

non si sbaglia mai.

Esempio: ha dovuto mangiare, come ha mangiato; è dovuto partire,

come è partito. Quindi,

se scegliamo

L'ausiliare in base al verbo all'infinito, non sbagliamo mai.

Ok, quindi se c'è un verbo

intransitivo che vuole "essere",

Utilizziamo "essere". Se c'è un verbo transitivo che vuole "avere", utilizziamo "avere". L'unica eccezione

è il verbo "essere".

Se il verbo all'infinito è "essere",

siamo obbligati ad utilizzare il verbo "avere" come ausiliare. Vi faccio degli esempi: "ho voluto essere

gentile", "ho saputo essere gentile" quando il verbo "essere" è il verbo all'infinito,

come ausiliare dobbiamo obbligatoriamente utilizzare

"avere". Nella lingua parlata

sentirete delle

costruzioni non corrispondono alla regola che noi abbiamo appena spiegato,

perché potreste sentire qualcuno dire "ho potuto andare" invece di

"sono potuto o sono potuta andare"; è una costruzione

accettata, ma il fatto che sia accettata non significa che sia corretta.

L'Accademia della Crusca dice anche che,

appunto, "ho potuto andare" è accettato ma non è del tutto corretto, come vi dicevo prima.

Seguite sempre la regola, seguite il ragionamento

verbo intransitivo-essere, verbo transitivo-avere

e non sbaglierete mai! Allora io vi lascio il link

Nella descrizione del video perché così potete andare a leggere questo

commento dell'Accademia della

Crusca e se andrete a leggere questo commento noterete che si parla anche

Di un altro elemento importante.

Quello in cui si presenta una forma pronominale nella costruzione. Se il pronome

viene prima del verbo servile, allora utilizziamo l'ausiliare "essere", per esempio:

"Non mi sono potuto

assentare", "non mi sono potuto

Assentare". Se invece il pronome si mette dopo il verbo servile, allora

utilizziamo "avere" come ausiliare: "non ho potuto

Assentarmi". Ovviamente stiamo parlando di verbi riflessivi, ok?

"Assentarsi" è un verbo riflessivo,

È per questo motivo che abbiamo una forma pronominale nella costruzione. Facciamo un altro esempio:

"Svegliarsi", che forse lo conoscete meglio questo verbo. "Mi sono voluto

svegliare presto", il pronome riflessivo viene prima del verbo servile. "Ho voluto svegliarmi presto",

il pronome riflessivo l'ho messo dopo il verbo servile.

Io personalmente preferisco utilizzare la frase con "essere"

come ausiliare, proprio perché i verbi riflessivi nei tempi composti vogliono "essere" come ausiliare.

Ok, questa è una cosa su cui

riflettere, ma non voglio mettere troppa carne al fuoco.

Perciò mi fermo qui per oggi. E ovviamente, se avete delle domande, lasciatele sempre nei commenti qui sotto.

Spero che la mia spiegazione sia abbastanza chiara. E io vi ringrazio per aver

Guardato questo video e noi ci vediamo nel prossimo. A presto, ciao!

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