I discuss the problem of romanticized mafia
Ciao a tutti e bentornati sul mio canale! Allora, oggi voglio parlare con voi di un
problema che reputo molto importante, un problema di cui si dovrebbe parlare di più, che è
quello della romanticizzazione della mafia nei film all'estero. Ho preparato degli appunti, è un argomento abbastanza complesso, quindi se avrete la
pazienza di ascoltarmi, capirete il punto di questo video.
Allora, perché questo video? Tutto è partito l'altro giorno quando ho avuto la sfortuna di guardare l'ennesimo film straniero in cui viene romanticizzata la mafia. Forse avrete
anche già capito il film di cui sto parlando e sarete d'accordo con me nel dire che quel film è problematico da ogni punto di vista. Per due motivi principali in realtà, perché
legittima e rappresenta come positiva e voluta la violenza sulle donne, e perché perpetua
lo stereotipo secondo il quale un italiano è per forza di cose mafioso, sottintendendo
che la mafia è accettata dalla società. La leggerezza con cui quel film tratta questi
argomenti è agghiacciante. E, per quanto riguarda l'argomento della mafia, succede quasi sempre nei film stranieri. E per questo motivo ho voluto parlarne in questo video,
per farvi capire un attimo il mio punto di vista di persona italiana che vive in Italia,
che conosce il problema, e per questo motivo forse posso aiutarvi ad avere una visione
più reale della situazione. Facciamo un passo indietro e diciamo che cos'è la mafia.
Per rispondere a questa domanda, che non è una domanda semplice, mi aiuterò
leggendo delle parti di questo libro. "La mafia spiegata ai ragazzi" di Antonio Nicaso, se volete leggere un libro in italiano semplice e diretto che parla proprio del problema,
vi consiglio di leggere questo libro. Poi alla fine del video vi consiglierò altre
risorse, altri libri da leggere e altri film da guardare per capire bene.
"La mafia non è semplicemente una forma di criminalità, ma una cosa molto più potente, organizzata e pericolosa. Il suo obiettivo è quello di ottenere denaro e potere, per
i quali usa la violenza e uccide, se occorre. Per definirla bastano solo tre parole: delirio
di onnipotenza. La mafia non ha valori positivi, chi crede che i mafiosi siano uomini d'onore sbaglia. Quale onore può avere uno che uccide donne e bambini e che sfrutta la fatica di
chi lavora onestamente?". Bene, questa definizione è solo un'introduzione al problema. Io aggiungerei che la mafia non è glamour, non è cool, la mafia è il cancro
della nostra società. Quindi capirete quando io vi dico che sono stanca di vedere all'estero la mafia rappresentata come una cosa romantica. Perché non lo è.
La rappresentazione romantizzata e idealizzata ha come conseguenza la banalizzazione del
problema, la sua minimizzazione, dà risalto e importanza a questi individui che sono dei
criminali, ed è un insulto a chi lotta contro la mafia e a chi è morto a causa di essa.
Voglio dire molto chiaramente che a noi italiani non fa affatto piacere avere la mafia nel
nostro Paese. Non è una cosa di cui andiamo fieri. Quindi vi immaginate come noi ci possiamo
sentire quando vediamo queste rappresentazioni all'estero, che sono totalmente lontane dalla realtà. Anche il fatto di rappresentare i mafiosi come dei bellocci nei film, come se
il fatto di essere belli possa in qualche modo giustificare le loro azioni, mi fa capire
che chi fa quei film non ha mai visto in faccia un mafioso. Sono tutt'altro che belli. Quindi voi vi chiederete, si può parlare della mafia nei film? Certo, se ne deve parlare!
Ma bisogna fare attenzione a come se ne parla, perché se se ne parla, bisogna farlo denunciandola,
e non per esaltandola. Bisogna parlarne per mostrare la cruda realtà, non per raccontare
delle favole. I film hanno un potere enorme, contribuiscono a fissare nell'immaginario comune delle idee, delle immagini. Quindi i film devono essere fatti bene, perché possono
essere degli strumenti fondamentali per denunciare delle situazioni e anche per contestualizzare
delle situazioni. Perché, ovviamente, se io guardo un film del genere, mi rendo conto
che quel film è pura fantasia, e quindi riesco a giudicarlo negativamente. Ma chi guarda
un film romantico all'estero sulla mafia, non conoscendola, non avendo mai vissuto il problema da vicino, secondo voi, come reagirà al film? Penserà "ah ma che bello, allora i mafiosi sono belli, romantici, passionali, allora, non è così pericolosa la mafia". Perché vi dico questo? Perché purtroppo all'estero ci sono tanti esempi di esaltazione della mafia in qualche modo. Per farvi capire quanto all'estero questa immagine sia distorta e quanto davvero le persone non sappiano niente di questo problema,
vi faccio un esempio: nel 2018 (quindi due anni fa solamente) dopo una denuncia da parte
dell'Italia, il Tribunale Europeo ha annullato il marchio “La Mafia se sienta a la mesa”, una catena di ristoranti in Spagna, con le seguenti motivazioni: “dà un'immagine complessivamente positiva delle azioni della mafia e banalizza la percezione delle attività
criminali di tale organizzazione”. Ovviamente questo è uno dei tanti esempi
che si potrebbero fare e l'ho voluto menzionare perché sono stati presi dei provvedimenti. In questo caso specifico, il tema della mafia viene trattato come se fosse un tema divertente
da parco giochi, immaginatevi Disneyland a tema mafioso. Io non penso che voi vorreste
veramente sedervi a tavola con gente che ha sciolto dei bambini nell'acido, no? Quindi
perché fare un ristorante che esalta questo stile di vita?
Allora, se uno si informasse, leggesse, capisse veramente il danno che azioni di marketing
del genere fanno alla società, forse queste cose non accadrebbero più. Però mi rendo
anche conto che dietro molte cose ormai c'è la totale assenza di valori e c'è solo una mera ricerca del denaro e del guadagno, a discapito di tutto e di tutti.
Voglio sottolineare che non mi interessa il danno d'immagine, non mi preoccupa il danno d'immagine, mi preoccupa il danno che tutto questo arreca alla lotta contro la mafia. Perché esiste la mafia ed esiste anche la lotta contro la mafia.
Per capire veramente il dramma della vita di persone che combattono tutti i giorni contro
la mafia, dovete guardare dei film italiani che trattano l'argomento, come ad esempio il film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana del 2000, che racconta la storia
di Peppino Impastato, che ha dato la vita per la battaglia contro la mafia.
Oppure guardate un film più recente, che sintitola “A mano disarmata”, che racconta la storia vera della giornalista Federica Angeli, che vive sotto scorta dal 2013, perché
è attivamente impegnata a combattere, con articoli e inchieste, l'organizzazione mafiosa che è presente a Ostia. La sua vita non è bella, non è romantica, non è passionale,
non è glamour, la sua vita è costantemente caratterizzata da minacce di morte, a lei
e ai suoi figli.
Questi sono solo due esempi che vi faccio in questo video, ma sono comunque esempi importanti,
perché è grazie a persone come loro che negli anni sono stati fatti dei passi in avanti
e questo significa che le cose si possono cambiare.
Quindi capite quanto è offensivo nei confronti delle persone che dedicano la loro vita a
lottare contro questa criminalità rappresentare la mafia come qualcosa di affascinante?
Queste persone lottano in prima persona per la nostra libertà.
Quindi, lo voglio ripetere, perché è importante: la rappresentazione romantizzata e passionale
dei mafiosi porta alla banalizzazione e alla minimizzazione dei crimini e del problema
che affligge la nostra società. Ho deciso di fare questo video, perché ci sono ancora
troppe persone che pensano che sia tutto una finzione cinematografica. Avendone parlato
su instagram, mi rendo conto che ci sono troppe persone ancora oggi nel 2020 che all'estero pensano che la mafia non esista più e che appunto pensano sia solo un problema di sceneggiatura
dei film. Perché ho ricevuto dei messaggi in cui mi si chiedeva “ah ma la mafia ancora
esiste da voi?” oppure altri commenti del tipo “Ah ma dai, è solo un film!”. No,
non è solo un film. La mafia prospera con la superficialità e l'ignoranza e si può solo combattere con l'arma della conoscenza. La mafia non ha mai interrotto la sua attività,
e neanche chi la combatte ha mai smesso di farlo.
Vorrei chiudere questo video consigliandovi dei film da guardare e dei libri da leggere.
Per quanto riguarda i film, ho già menzionato "I cento passi" di Marco Tullio Giordana (2000) "A mano disarmata" di Claudio Bonivento (2019) ma potete anche vedere "La mafia uccide solo d'estate" di Pif (2013) "Il Divo" di Paolo Sorrentino (2008) "Alla luce del sole" di Roberto Faenza (2005) "Gli angeli di Borsellino" di Rocco Cesareo (2003) "Giovanni Falcone" di Andrea e Antonio Frazzi (2006) Per quanto riguarda i libri, potete leggere "La mafia spiegata ai ragazzi" di Antonio Nicaso; "Cosa Nostra" di John Dickie (disponibile in italiano e in inglese); "Mafia Republic" di John Dickie (disponibile in italiano e in inglese); "Cose di cosa nostra" di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani; "È così lieve il tuo bacio sulla fronte" di Caterina Chinnici, la figlia del Giudice Rocco Chinnici, che è stato ucciso dalla mafia.
Lei nel libro ci racconta del padre e dei suoi insegnamenti;
E infine "Padrini e Padroni" di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso. Non è un video facile da pubblicare su YouTube, però lo farò lo stesso.
Grazie per avermi ascoltato, ci vediamo nel prossimo video, a presto, ciao!