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Il linguista: la guida all’apprendimento delle lingue, 34. Una Avventura Linguistica. Opportunità

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34. Una Avventura Linguistica. Opportunità

Durante tutta la nostra vita siamo circondati da opportunità.

Sono solo il senso d'iniziativa e la conoscenza che ci permettono di sfruttarle. Nel mio caso fu la voglia di apprendere le lingue straniere che creò opportunità. Anche se avevo già imparato due lingue oltre all'inglese, il vero punto di svolta della mia vita fu il mio trasferimento in Giappone, e il conseguente apprendimento del Giapponese. Parlando in Giapponese, potei stabilire solidi rapporti personali nel mondo degli affari Giapponese. Per questa ragione fui assunto, in due diverse occasioni, da due delle principali società di esportazione di legname Canadesi per eseguire le loro operazioni di marketing in Asia. Questo mi portò all'avvio della mia propria azienda, che mi garantisce una certa indipendenza economica. Non so che strada avrebbe preso la mia vita se fossi andato a Pechino. Non c'è dubbio che avrei imparato meglio il Cinese. Potrei aver continuato il servizio diplomatico, o intrapreso un percorso accademico, o forse altre opportunità sarebbero sorte. Ma la conoscenza delle lingue mi permise di fare la parte del ragno, catturando nella mia rete opportunità che sarebbero altrimenti sfuggite. Nel 1981 se ne creò una. Come Presidente della MacMillan Bloedel Asia Ltd., con sede a Tokyo, ero di nuovo a Vancouver per un viaggio d'affari. M. Bernard Guillemette, un importante cliente francese, era in visita a Vancouver nello stesso periodo. Io ero l'unico addetto al marketing della MacMillan Bloedel che parlava il francese. Anche se ero il responsabile per l'Estremo Oriente, finii per accompagnare M. Guillemette per un'intera giornata, mostrandogli le nostre segherie. Da quel giorno, instaurammo una amicizia duratura. Molti anni dopo, Guillemette e Cie. diventò il miglior cliente europeo della mia propria società, e lo è tutt'ora. Per di più, nell'ottobre del 1992 partecipai al sessantacinquesimo compleanno di Bernard Guillemette, a Parigi, una cena di gala su una barca che percorreva la Senna. Nel mezzo della cena incontrai un altro ospite, il Sig. Christer Johansson, presidente di Vida Timber, una società Svedese. Diventammo amici e lo siamo tutt'oggi. Dopo circa quattro mesi dall'incontro col signor Johansson, le fluttuazioni delle valute internazionali resero il legname Europeo competitivo in Giappone. Lavorando con Vida, la nostra azienda fu una tra i primi esportatori di legname dalla Svezia al Giappone. Vida crebbe successivamente fino a diventare uno dei maggiori produttori di legname in Svezia, ed è il nostro principale fornitore europeo per il Giappone. Queste relazioni furono in parte il risultato della fortuna, ma non avrebbero potuto stabilirsi senza la mia conoscenza del francese e dello svedese, per non parlare del giapponese. Quando avviai la mia società, la mia idea principale era quella di concentrarmi sulla produzione di legname in formati speciali utilizzati dall'industria Giapponese dei prefabbricati. Forse non era una idea particolarmente brillante, ma per lo meno aveva un senso. Poiché trattai con diversa gente dell'industria silvestre Giapponese, acquisii una buona capacità di analizzare le tendenze del mercato. Ero inoltre convinto del fatto che alcuni dei miei amici e contatti si sarebbero fidati di me nella mia nuova impresa. Furono le relazioni con queste persone, risultato del mio Giapponese, che crearono queste opportunità per me. Anche se la nostra compagnia era una nuova arrivata, senza alcuna prova di adempimento agli impegni, ottenni il sostegno del più grande produttore mondiale di prefabbricati, Sekisui House Limited, per fornire loro elementi d'alloggio. La mia azienda divenne il loro più grande fornitore di legname nei primi anni 90. Allo stesso modo, il mio amico sig. Hiroshi Higuma, presidente di un grossista regionale di medie dimensioni chiamato La Compagnia Bungohama, accettò subito nel corso di un pranzo a base di sushi di non comprare più componenti in legname Giapponese tradizionale, ma quelli della mia società, tutto ciò grazie ad un rispetto reciproco che durava ormai dieci anni. Queste relazioni dipesero dal mio Giapponese e non avrebbero potuto essere stabilite in Inglese. Sono rimaste intatte nel corso degli anni, e sono tra le più grandi ricompense del business internazionale. Anche con i miei fornitori Canadesi, la lingua è un fattore positivo che crea fiducia. I miei due soci Canadesi principali sono linguisti, a modo loro. Mr. Norm Boucher, presidente di Manning Diversified Forest Products Ltd., è un leader dinamico e autonomo del settore silvestre in Alberta. Egli è originario del Quebec e parla il Francese. Anche se conduciamo la maggior parte dei nostri affari in Inglese, la nostra capacità di comunicare in Francese, creò un ulteriore grado di reciproca comprensione e fiducia. Norm crebbe nella rigida Alberta del Nord, a cui è attaccato tutt'oggi. Gli piace raccontare quanto difficile fu la sua infanzia. Da ragazzo, nelle mattinate invernali, era costretto ad andare presso un lago ghiacciato a meno trenta gradi centigradi e fare un buco nel ghiaccio per raccogliere l'acqua per la famiglia. Sulla via del ritorno doveva controllare le trappole per i conigli, altrimenti niente stufato a casa. Una volta, durante una visita in Giappone negli anni 90, eravamo ad una sontuosa cena Giapponese. Norm si stava sforzando di mangiare con le bacchette. Grazie al suo caratteristico senso dell'umorismo, disse ai nostri ospiti giapponesi che nonostante la sua famiglia, al tempo della sua giovinezza, fosse povera e dovesse sopravvivere con carni di coniglio, almeno poteva permettersi una forchetta! Il signor Ben Sawatzky fu il mio partner nello sviluppo del mercato Giapponese. È Presidente della Spruceland Millworks Ltd. ed un uomo d'affari eccezionale. Sa agire in fretta, e fa tutto ciò che intraprende fino alla fine. Iniziò con un solo dipendente e oggi impiega centocinquanta persone in tre stabilimenti. Inoltre, possiede diversi allevamenti ed ha costruito una scuola privata. Ben parla tedesco, spagnolo e inglese. Viaggiammo insieme in Spagna e Germania, e il nostro interesse per le lingue era un fattore d'unione aggiuntivo. Ben sempre volle imparare il Giapponese in modo da poter partecipare alle conversazioni con i nostri clienti Giapponesi. Studiava il Giapponese di tanto in tanto, ma non con metodo. Una volta a Sendai, durante un pasto offerto da clienti Giapponesi, approfittò del fatto che fossi andato in bagno per testare il suo livello di Giapponese. Ben parla sempre con voce stentorea. Voleva dire che il pranzo era "oishikatta", che significa "delizioso", ma confuse il passato con il negativo e disse con convinzione in faccia al nostro ospite che il pranzo era "arimasen oishiku", che significa "non buono". Nelle lingue, le lacune possono essere pericolose! Io, Norm Boucher, Ben Sawatzky e Sekisui House ed altri siamo oggi soci di una segheria in comune in Alberta del Nord.

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