Drago o Fenice?
Quando si ama o si ammira qualcuno si vuole sapere tutto di lui. Bruce Lee è uno dei personaggi più amati di sempre, persino venerato, e non solo nel campo delle arti marziali. Ciò che ha realizzato nel corso dei suoi trentadue anni di vita lo hanno reso un punto di riferimento per atleti, attori di film d'azione, cultori di arti marziali e di discipline orientali così come per semplici spettatori e gente comune.
I primi anni di Bruce, quelli che dalla nascita a San Francisco arrivano alla sua prima maturità, sono però ben diversi da quelli di un modello ideale. Bruce Lee fu anzi un adolescente fondamentalmente violento e rissoso, che già da piccolissimo possedeva un'innata tendenza a mettersi nei guai. Hong Kong, la città in cui crebbe, non era un luogo per niente facile dove vivere, e il giovane Bruce era il tipico ragazzino sveglio e pronto a venire alle mani a ogni buona occasione si presentasse tra i meandri dell'affollata città orientale.
Ma procediamo con ordine, e cominciamo dal giorno del suo primo vagito. Bruce Lee nacque il 27 novembre 1940, al Chinese Hospital, sito nella Chinatown di San Francisco. È possibile che gli astri volessero dire la loro, indicando nel neonato un predestinato: anno e ora della nascita, secondo lo zodiaco cinese, facevano di Bruce un nato doppiamente nel segno del Dragone, una specie di drago al quadrato.
Pare d'altronde che i draghi nella famiglia Lee si trovassero a loro agio: quando nacque suo figlio Brandon, 25 anni dopo, era il primo di febbraio, ossia l'ultimo giorno dell'anno del Drago secondo il calendario cinese. Forse un po' troppo per parlare di coincidenze.
Ma torniamo a Bruce: cosa ci faceva a San Francisco? Per capirlo bisogna sapere che il padre, Lee Hoi-chuen (in cinese il nome di battesimo segue il cognome), cinese purosangue, era un famoso attore di varietà cantonesi, uno dei divi più richiesti, specie oltreoceano. Un uomo con lo spettacolo nel sangue e un carattere piuttosto istrionico. A chiamarlo in America erano le numerose comunità cinesi, che avrebbero fatto carte false perché il bravo Lee mettesse radici nel nuovo continente. Ma Hoi-chuen non si fece mai convincere e preferì sempre fare la spola da un lato all'altro del Pacifico. Che Bruce fosse quindi nato in America era semplicemente dovuto al fatto che Lee padre e la moglie Grace Ho in quel mese di novembre si trovavano in California per una acclamata tournée.
Qualcuno forse penserà che Grace era un nome piuttosto strano per una cinese purosangue. Non sbaglia. In effetti Occidente e Oriente convivevano non solo nel passaporto di Bruce, ma nel suo stesso DNA. La bella Grace era discendente di un importante uomo d'affari di Hong Kong di origini caucasiche, cosa che contribuì leggermente ai lineamenti del ragazzo e che a Hong Kong avrebbe creato più di un problema all'adolescente Bruce.
Terminata la tournée, il padre di Bruce, quando il piccolo aveva solo tre mesi, decise di tornare a Hong Kong, dove di lì a poco avrebbe dovuto subire la terribile occupazione giapponese. Le cose andarono molto meglio dopo la guerra, quando Hoi-chuen riprese la propria carriera, e negli anni della ricostruzione divenne popolarissimo.
Lee padre ebbe sempre una specie di venerazione per il modello culturale americano, che aumentò con gli anni: basti rammentare i nomi dei fratelli di Bruce per rendersi conto di quanto questo fosse vero. Avevano i nomi di Agnes, Phoebe, Peter e Robert.
Per quanto riguarda invece il nome del futuro Drago d'Acciaio, si tratta di uno degli argomenti preferiti da parte dei biografi di Bruce, dal momento che è molto più complicato del semplice – e azzeccatissimo – Bruce noto alle masse. Pare che in effetti “Bruce” gli fosse stato dato da un'ostetrica al momento della sua nascita, mentre il nome di battesimo voluto dalla madre Grace era Jun Fan, omofono in cantonese di un'espressione che significa “torna di nuovo”. Si trattava di un chiaro riferimento all'auspicio di tornare negli Stati Uniti, augurio che la madre serbò a lungo nel proprio cuore e che ebbe la gioia di vedere infine realizzato.
Per via però di un cattivo auspicio che si era rivelato al padre, uomo non poco superstizioso, in casa il piccolo veniva chiamato con un nome femminile, ossia Sai Fon, che significa “piccola fenice”. Un nome da bambina che serviva per sviare i demoni i quali, a dire del papà, intendevano rapirlo. Infine, giusto per complicare ancora un po' la faccenda, nelle pellicole in cui apparve a Hong Kong, Bruce veniva chiamato Li Xiaolong (o Shiu Loong), che significava Li “Il Piccolo Drago”.
Il nome Bruce divenne “effettivo” solo verso i dodici anni, quando il ragazzo cominciò a frequentare a Hong Kong una scuola in cui si parlava inglese.