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Al Dente Podcast, 051 - Odori buoni e non, viaggiare in treno con un cane e cognomi italiani

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051 - Odori buoni e non, viaggiare in treno con un cane e cognomi italiani

Ciao a tutti da Francesca che vi parla sul podcast “Al dente”. È il 24 ottobre e oggi vi presenterò questi temi: cominceremo parlando di odori piacevoli e non, poi vi racconterò del mio ultimo viaggio in Italia con cane al seguito e infine vi dirò qualcosa a proposito dei cognomi italiani. Allora, come sempre vi auguro un buon ascolto!

*

Cari amici, avete un buon naso? Voglio dire: siete bravi a sentire gli odori, a cogliere le sottili [1] differenze tra un aroma e l'altro? Beh, la lista degli odori è infinita… C'è l'aroma fresco del limone o della menta, quello forte del caffè, o quello aromatico dell'erba… del mare… Sapete che siamo in grado di percepire circa mille miliardi di odori diversi? Un numero così grande che non riesco nemmeno a immaginarlo. E quindi, si capisce bene, il nostro olfatto [2] è davvero ben sviluppato, anche se non come quello dei nostri amici cani… Pensate che Giada, il mio cane, quando torniamo a casa da una passeggiata, semplicemente annusando [3] l'aria davanti alla porta, prima ancora di entrare è capace di sentire se qualcuno è tornato a casa prima di noi! E vi posso assicurare che non sbaglia mai! Beh, io non sono brava come lei, però me la cavo abbastanza bene [4]. Anzi, veramente devo dire che sono contenta di non avere il fiuto [5] di un cane, perché ad essere sincera gli odori sgradevoli o i profumi troppo forti mi disturbano molto. Tra gli odori meno amati da tutti noi, a dire la verità, ci sono quelli del corpo. Potete immaginare com'erano le cose cento o duecento anni fa, quando la gente non si lavava spesso e non esistevano i deodoranti? Perché dovete pensare, cari ascoltatori, che sul nostro corpo c'è un vero zoo di batteri (si parla di oltre 10.000)! Una parte di questi è, sì, utilissima, ma ce ne sono anche altri che producono certi odorini… beh, ci siamo capiti! Lo sa benissimo chi di voi viaggia spesso, come me, sui mezzi pubblici. Però, d'altra parte, ci sono anche odori che normalmente non sono gradevoli, eppure possono risvegliare ricordi molto piacevoli. Ad esempio per il mio amico Giuliano l'odore dei gas di scarico che vengono dai motorini è meraviglioso: gli ricorda i suoi 15 anni e il suo amato Ciao [6]! Beh, io… diciamo che preferisco il profumo delle rose o quello del pane fresco… Ma a questo punto sono diventata curiosa e vorrei chiedere a tutti voi qual è il vostro odore preferito, quello che vi dà una sensazione di benessere o vi fa tornare alla mente un bel ricordo… Scrivetemi!

*

Cari ascoltatori, ultimamente ho fatto un'esperienza... diciamo speciale e un po' complicata. Ve la racconto perché forse vi potrà essere utile, se un giorno deciderete di viaggiare in treno, in Italia, con un cane di taglia media o grande. L'ultimo viaggio, infatti, l'abbiamo fatto proprio in treno! Prima di tutto, dovete sapere che Giada ha una paura matta di questo mezzo di trasporto, quindi io ero già abbastanza nervosa... Ma il problema non è stato questo, anzi: Giada si è comportata benissimo. Ma sentite un po' che cosa è successo.

Alcuni giorni prima della partenza, vado alla stazione della mia città, in Svizzera, e dopo dieci minuti di ricerche mi dicono che il biglietto per il cane sui treni internazionali non si può fare in anticipo, ma si deve fare sul treno stesso. «Ce l'ha il passaporto, il cane, vero?» mi chiede l'impiegato. «Certo» rispondo io «e tutte le vaccinazioni sono in regola». «E la museruola [7]?» «Ehm... la museruola? Ma il mio cane non morde neppure un insetto!» ribatto io. «Beh, guardi, sui treni italiani bisogna avere con sé la museruola...» Okay, non c'è problema, mi dico, tanto non servirà! E ne compro un modello in nylon ultraleggero che metto in borsa per mostrarlo, se necessario. Dopo alcuni giorni ci mettiamo in viaggio: passaporto, museruola, gocce di valeriana [8] calmanti... In treno facciamo il primo biglietto, fino a Milano: costa soltanto 10 euro, perfetto. A Milano prendiamo un bellissimo Frecciarossa e per la prima volta viaggiamo a 300 all'ora! Qui la capotreno mi fa il biglietto del cane per la tratta [9] fino a Firenze: 25 euro. Poi le domando come dobbiamo fare per il ritorno, se potremo comprare il biglietto ancora in treno. «No» risponde lei, «lo deve fare in stazione. Se non ha tempo, in alternativa può comprare un biglietto per ragazzo anche online, dato che il prezzo è lo stesso.» Allora, un giorno prima di ripartire per la Svizzera, vado alla stazione di una piccola città toscana, e lì scopro che le cose non sono facili come sembravano. «Vorrei un biglietto per il mio cane per il Frecciarossa di domani, a mezzogiorno, da Firenze a Milano» dico all'impiegata. «E il suo biglietto dov'è?» «Oh, non l'ho qui con me... L'ho lasciato in albergo, perchè?... Ma scusi, dov'è il problema, lei deve fare solo il biglietto per il cane...» «Non posso.» «E perché, scusi?» «Perché il cane non può viaggiare da solo.» «Ma non viaggia da solo, viaggia con me!» E lì ci mettiamo a discutere per dieci minuti... Io le spiego che purtroppo il mio albergo è lontano e che il giorno dopo ho poco tempo a Firenze, non voglio rischiare di perdere il treno. Le chiedo di farmi un biglietto per ragazzo, che costa ugualmente 25 euro. Lei me lo fa controvoglia. Bene, pensate che la storia sia finita? No. Sentite il resto. Stazione di Firenze, ore 10.55, manca un'ora alla partenza del Frecciarossa. Fila chilometrica di viaggiatori che aspettano il loro turno per fare il biglietto. Dei 7 sportelli della biglietteria, solo tre sono in funzione. Chiedo allo sportello informazioni se il mio biglietto va bene, ma mi dicono di no: devo assolutamente cambiarlo! Prendo un numerino e comincio a fare la fila. Stanno servendo il 354 e io ho il numero 438! Aspetto un quarto d'ora, mezz'ora... sono le 11.45 e chiamano il viaggiatore n.405! Allora prendo coraggio e vado davanti a uno sportello dove l'impiegata non ha ancora chiamato il prossimo cliente. «Signora, devo cambiare questo biglietto per il mio cane, altrimenti perderò il treno!» «Eh, che modi, non si stressi! Ha ancora un quarto d'ora di tempo!» E scrive a mano sul biglietto questa frase: "Si autorizza per cambio biglietto in appoggio a titolo di viaggio acquistato rete estera. " Capito? No?! Allora, tradottoin lingua normale significa:"Adesso questo biglietto vale per un cane". Grazie!!! Alle 11.55, con il biglietto in mano e Giada al guinzaglio, corriamo come frecce al binario... anche noi ad alta velocità! Bene, allora adesso siete avvisati: se viaggiate con un cane in Italia, sapete cosa fare o non fare!

*

Molte persone, qui in Svizzera, mi chiedono spesso: «Ma come funziona la storia del cognome in Italia? Una donna che si sposa prende il cognome del marito?» «No» rispondo io «con il matrimonio la donna conserva il proprio cognome; può aggiungere quello del marito, ma questo non ha valore e non viene scritto in nessun documento ufficiale (carta d'identità, passaporto, ecc.). «Che strano!» sento dire. Beh, non so se è strano, per noi italiani è normale. «E i figli? Quale cognome prendono?» mi chiede l'altro giorno Ruth, una mia conoscente. «I figli» rispondo io «se sono legittimi, cioè se i genitori sono sposati, prendono il cognome del padre.» «Ah, ecco.» «Ma tra poco dovrebbe cambiare la legge: i genitori potranno decidere se dare il cognome del padre, quello della madre oppure tutti e due, come in Spagna, in Francia o in Germania.» «Ma senti, a proposito, la moglie può lasciare il proprio cognome di nascita e prendere quello del marito, se vuole?» mi chiede ancora Ruth. «Mhh… No, in genere no. La cosa non è semplice, c'è una procedura burocratica abbastanza costosa. Ma c'è un caso eccezionale in cui si può cambiare il nome o il cognome in modo più semplice.» «E cioè?» «Eh, se il nome o il cognome sono… come dire… se sono molto brutti, ridicoli [10] o vergognosi [11], è possibile chiedere di cambiarli.» «Ah sì? Per esempio?» «Mah, non lo so… se sono delle parolacce [12]… o se contengono doppi sensi… Ti immagini che situazione spiacevole dare la mano a qualcuno e dire, non so… “Piacere, Antonio Perfido”, oppure “Ciao, sono Anna Droga”… Eh, magari non fa proprio piacere…» «Eh, no, davvero…» «E poi la sai un'altra curiosità? In Campania ci sono i cognomi più lunghi d'Italia.» «Davvero? E come sono?» «Fortissimi, senti un po': Ammazzalamorte, Passacantando, Senzaquattrini [13], Boccadifuoco…» «Che buffi, sono proprio fuori dal comune… Eh, capisco che se ti chiami “Senzaquattrini” e vuoi lavorare in banca, può essere un handicap…! «Esatto!» commento io. «E se tu potessi cambiare il tuo cognome, Francesca, quale prenderesti?» Mmh… bella domanda. Confesso che sul momento non ho saputo rispondere. Ma adesso che ci penso, credo che ne sceglierei uno dal significato positivo, benaugurante… E che parli di libertà.

*

Cari amici, anche per oggi è tutto. Io vi do appuntamento fra due settimane qui su www.podclub.ch e aspetto i vostri commenti a proposito del vostro odore preferito! Vi annuncio anche che la prossima volta avremo qui con noi un'ospite speciale: Laura, un'amica che vi parlerà un po' di sé e della sua regione, la Puglia. Bene, allora non mancate, mi raccomando! Un saluto da Francesca e a presto!

[1] sottili: piccole

[2] olfatto: senso con cui sentiamo gli odori

[3] annusando: sentendo con il naso

[4] me la cavo abbastanza bene: sono abbastanza brava

[5] fiuto: olfatto

[6] Ciao: famoso ciclomotore della Piaggio, prodotto dal 1967 al 2006

[7] museruola: oggetto che si mette al muso del cane per impedirgli di mordere

[8] valeriana: erba calmante

[9] tratta: percorso

[10] ridicoli: che fanno ridere

[11] vergognosi: che provocano vergogna

[12] parolacce: parole volgari

[13] quattrini: soldi

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