×

우리는 LingQ를 개선하기 위해서 쿠키를 사용합니다. 사이트를 방문함으로써 당신은 동의합니다 쿠키 정책.

Al Dente Podcast, 028 - Incontri, Boccaccio e cibo in pol... – Text to read

Al Dente Podcast, 028 - Incontri, Boccaccio e cibo in polvere (25 ottobre 2013)

중급 1 이탈리아어의 lesson to practice reading

지금 본 레슨 학습 시작

028 - Incontri, Boccaccio e cibo in polvere (25 ottobre 2013)

Buongiorno a tutti! Eccomi qua, sono Francesca e questo è il podcast “Al dente”. Oggi è il 25 ottobre e prima di tutto vorrei darvi la soluzione al quiz della scorsa settimana: la città del mistero è Milano! Infatti è il cuore finanziario d'Italia e anche la città di Sant'Ambrogio. Inoltre ancora oggi, purtroppo, c'è spesso la nebbia… Bravissimi tutti quelli che hanno indovinato! Invece oggi vi parlerò di un incontro che ho fatto mentre stavo per prendere il treno. Poi vi racconterò una novella medievale e per finire vi parlerò di cibo in polvere. Buon ascolto!

*

L'altra mattina esco di casa e m'incammino verso la stazioncina dove ferma il treno che prendo ogni martedì per andare al lavoro. Mentre scendo le scale del sottopassaggio, vedo Siri, la mia vicina thailandese, che mi saluta, mentre sta facendo il biglietto al distributore automatico. Ricambio il saluto e continuo a camminare per ricomparire poi al binario 2, da dove passa il mio treno. Ma Siri, dall'altra parte non c'è più. ”Strano“, penso, “eppure il treno nella direzione opposta non è ancora passato. Forse è andata via.“ Dopo pochi secondi, insieme al mio treno vedo arrivare una ragazza orientale, che non è Siri, ma le assomiglia. «Ciao!» mi dice in inglese «Sono Jean, la cugina di Siri!» «Ciao!» le rispondo. Ha un'aria [1] simpatica. «Tu parli inglese?» mi chiede. «Ehm… un pochino…» le dico imbarazzata. «Senti, io devo prendere questo treno, ma non sono sicura su dove scendere; mi puoi aiutare?» «Certo», le dico, saliamo e cerchiamo un posto a sedere. E cominciamo a parlare. In inglese. «Erano dieci anni che non vedevo Siri» mi dice poi, «anche perché io abito da otto anni a Sidney, in Australia.» «E sei venuta adesso qui in Svizzera a trovarla?» «Beh, sì, in parte sì… sai, sto facendo un viaggio in Europa, da sola, e sono arrivata qui venerdì scorso, dopo essere stata in Spagna, Francia, Inghilterra...» «Wow» le dico ammirata «e da quanto tempo sei in giro?» «Due mesi» fa lei. "Questo venerdì però riparto, mi fermo qualche giorno a Bangkok e poi torno a Sidney. Il mio capo è un po’ impaziente…!» «E, beh, lo credo, dopo due mesi!» «Ah, per fortuna che qui in Svizzera quasi tutti parlano inglese… in altre parti d'Europa a volte è stato difficile… però ci siamo capiti benissimo con i gesti!» «Ah, ma allora devi andare in Italia! Noi italiani siamo dei maestri con i gesti!» «Sei italiana?» mi chiede sorpresa. «Sì» le rispondo. «Oh! Che coincidenza [2]! Anche il mio capo è italiano! Viene da… da un'isola del Sud… come si chiama…» «La Sicilia?» «Sì, esatto! Lui è nato in Australia, ma sua madre è venuta direttamente dall'Italia. È una donna così gentile … E quando mi vede mi abbraccia sempre! Voi italiani siete così caldi… E poi mhh cucina così bene!» Mhh… mi fa piacere sentirlo! «Ma tu Jean, a proposito, che lavoro fai?» le chiedo. E m'immagino, chissà perché, che lavori in un'azienda multinazionale. «I'm… barista!» mi risponde. «Sono barista, faccio il caffè italiano, vero espresso!» Incredibile! Chissà perché pensavo che i thailandesi bevessero il thè! «E… ti piace il caffè?» «Ma certo!» dice lei e socchiude gli occhi. «Ma finora, nel mio giro in Europa, il caffè non era gran che… Ed era caro…!» «Ehi, ma allora devi proprio fare un viaggio in Italia!» «Sì, hai ragione. Il prossimo anno voglio stare almeno un mese in Italia… Ci sono troppe cose da vedere!» Intanto il mio treno sta per arrivare a destinazione, saluto in tutta fretta Jean e mi dico, ancora una volta, che il mondo è proprio piccolo e che noi esseri umani siamo tutti connessi gli uni con gli altri…

*

Sono da poco cominciati i festeggiamenti per l'anniversario della nascita di uno dei maggiori scrittori italiani: 700 anni fa, nel 1313 nasceva a Firenze Giovanni Boccaccio. Avete già sentito parlare di questo scrittore? È famoso soprattutto per la sua opera principale, il Decameron, una raccolta di cento novelle molto belle e divertenti. Boccaccio immagina che nel 1348, l'anno della terribile peste nera, sette ragazze e tre ragazzi s'incontrano e decidono di lasciare Firenze per sfuggire alla malattia. Vanno in una villa di campagna e qui ogni giorno si raccontano a turno [3] delle storie, per passare il tempo. Sono novelle bellissime, che danno un'immagine viva della vita medievale ma sono ancora oggi molto divertenti. Vorrei allora raccontarvi, brevemente, una di queste. A Certaldo, un piccolo paese vicino a Firenze, ogni anno viene mandato un frate della confraternita di Sant'Antonio a ricevere le offerte del popolo. Questa volta arriva un certo Frate Cipolla, che annuncia ai contadini che alla messa della sera mostrerà una reliquia eccezionale: una piuma dell'arcangelo Gabriele, quello che aveva annunciato alla Madonna la prossima nascita di Gesù. Così, naturalmente, spera di ottenere elemosine consistenti. Tra gli ascoltatori ci sono però anche Giovanni e Biagio, due giovani certaldesi che conoscono bene il frate come uno che racconta un sacco di frottole [4] e decidono di fargli uno scherzo. Vanno nella locanda dove alloggia il frate ed entrano nella camera quando lui è assente: cercano nella sua borsa e che cosa vi trovano dentro, ben protetta in una cassettina? Una penna di pappagallo dagli sgargianti [5] colori! Naturalmente a quell'epoca molte persone semplici, che non sapevano né leggere né scrivere, non conoscevano cose esotiche come i pappagalli e credevano a tutto quello che gli si raccontava. I giovani, ridendo, prendono la penna e lasciano al suo posto alcuni pezzi di carbone. Alla sera c'è tantissima gente in chiesa, in attesa di vedere l'incredibile reliquia. Allora il frate prende la sua borsa, tira fuori la cassettina e vi potete immaginare la faccia che fa quando vede che la piuma è sparita e al suo posto ci sono dei carboni. Chiude un attimo gli occhi, capisce di essere stato preso in giro. Ma conserva il suo sangue freddo e comincia a parlare ai fedeli. Racconta una storia fantastica e assurda, un viaggio nel quale un certo patriarca di Gerusalemme gli aveva mostrato le reliquie più incredibili e preziose. «Tra tutte queste, io ho portato in Italia la penna dell'arcangelo Gabriele e i carboni con cui è stato arrostito San Lorenzo [6]. Le conservo in due cassettine quasi identiche e oggi – miracolo! che cos'è successo? Ho preso per sbaglio quella che contiene i carboni di San Lorenzo! Ed è veramente la volontà di Dio, dato che la festa di questo santo è fra due giorni! E perciò, figlioli, venite a vedere questo doppio miracolo!» I semplici abitanti di Certaldo allora vanno tutti ad ammirare i carboni e Frate Cipolla comincia a disegnare delle croci con i carboni stessi sui loro vestiti: «Grazie a queste croci, per un anno intero sarete protetti dal fuoco: che non vi brucerà senza che lo sentiate [7].» E così i certaldesi creduloni, felicissimi, danno ancora più soldi in elemosina al frate. Durante la predica, i due giovani Biagio e Giovanni avevano riso tantissimo. Ammirando l'intelligenza del frate, dopo che tutta la gente ha lasciato la chiesa, vanno da lui, si congratulano per la sua bravura e gli rendono la penna di pappagallo, che potrà usare l'anno prossimo. *

Qualche tempo fa ho letto una notizia curiosa che forse potrà interessare a quanti pensano che cucinare sia una perdita di tempo, energia e denaro. Infatti un giovane programmatore americano di software, Robert Rhinehart, ha inventato un cocktail di polveri in grado di sostituire pasta, verdure, uova, carne, insomma tutti i cibi. Un miscuglio senza odore che, secondo lui, potrebbe un giorno nutrire l'umanità intera, evitando l'obesità e la denutrizione al tempo stesso. Ma che cosa contiene? Vitamine, sali minerali, aminoacidi, carboidrati, fibre, poche calorie. Per trovare la giusta formula Robert ha studiato libri di biologia e chimica, ha trasformato la sua cucina in un piccolo laboratorio. Lui beve questa polvere con acqua ogni giorno e fa solo due pasti “tradizionali” alla settimana. A suo giudizio, si sente benissimo, è pieno di energia e le sue analisi sono buone. «Non dovermi preoccupare del cibo è meraviglioso: niente supermercato, niente piatti da lavare, ho un sacco di tempo in più!» Di parere diverso invece molti esperti di nutrizione, secondo i quali evitare di mangiare frutta e verdura può portare a malattie serie. E che dire della gioia di preparare il cibo con le proprie mani e di stare a tavola insieme? E infatti anche Robert ammette che in futuro potrebbe tornare a mangiare in modo normale: «Beh… se avrò più soldi… o una ragazza!» Mah! Chissà se davvero questi preparati avranno un futuro nel nostro mondo sempre più inquinato [8]. A breve termine però, mi sento di dare un consiglio al giovane informatico. Ehi, Robert, ascolta: è vero che nella vita non c'è solo il cibo, e a nessuno piace lavare pentole e piatti sporchi. Ma in quanto alla ragazza… Senti, le ragazze di oggi sanno sempre meno cucinare. Io ti do un consiglio: se vuoi trovare una ragazza, iscriviti a un corso e impara a cucinare tu! Vedrai che successo avrai con le donne! *

Bene, cari amici, anche per oggi è tutto. Vi auguro una bella giornata e spero di rivedervi tra due settimane qui su www.podclub.ch. Vi parlerò di previsioni sbagliate. Curiosi? Allora non mancate! Un caro saluto e a presto!

[1] un'aria: un aspetto, un modo di fare [2] che coincidenza: che strano caso [3] a turno: ogni persona racconta una novella al giorno [4] frottole: cose false [5] sgargianti: forti, vivaci [6] San Lorenzo: martire cristiano bruciato vivo sopra una specie di griglia il 10 agosto 258 d.C. [7] non vi brucerà senza che lo sentiate: il fuoco vi brucerà la pelle solo se lo sentirete: ma è una cosa logica, normale, il fuoco sulla pelle brucia sempre! [8] inquinato: ecosistema contaminato a causa dell'intervento umano

Learn languages from TV shows, movies, news, articles and more! Try LingQ for FREE