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Al Dente Podcast, 026 - Noia, nomi per bambini e un dessert molto famoso (27 settembre 2013)

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026 - Noia, nomi per bambini e un dessert molto famoso (27 settembre 2013)

Ciao a tutti e benvenuti da Francesca al podcast “Al dente”. Oggi è il 27 settembre e io ho un sacco di cose da raccontarvi. Primo: la noia [1] e come sconfiggerla [2]. Secondo: i nomi più in voga per i bambini. E come dessert: ho scoperto l'origine di uno dei dolci italiani più famosi nel mondo. Buon ascolto!

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Carissimi ascoltatori, oggi vorrei parlarvi di un tema a me particolarmente caro: la noia. Cioè, un momento: non perché mi piace la noia, anzi, al contrario! Avete mai pensato a che cos'è, da dove nasce e perché è così fastidiosa? Beh, in un certo senso ci annoiamo perché siamo abituati a ricevere piacere da una serie abbastanza limitata di cose. Per esempio, non so… guardare un film, mangiare un certo tipo di cibi, giocare, uscire con gli amici, e così via. Quando facciamo qualcosa che ci piace, perciò, ci sentiamo bene. Ma nel momento in cui smettiamo di praticare quell'attività particolarmente piacevole, nella nostra mente succede qualcosa. Una vocina comincia a dirci cose del tipo: “Uffa! Che noia, non mi va di mettere in ordine la scrivania!“ oppure: “Uffa! Non ho voglia di alzarmi alle 6 domani!“ Così troviamo mille motivazioni per annoiarci ancora prima di cominciare a fare quella cosa. E qui, nella tensione tra quello che dobbiamo fare e quello che invece amiamo fare, nasce la noia. E allora? Come possiamo vincerla, come si fa ad essere positivi senza farsi vincere dalla routine? La cosa migliore, come sempre, è guardarsi intorno e cercare stimoli positivi. Io ho trovato subito un buon esempio. Sara, una mia amica, è sempre di buon umore, beata lei [3]. Ogni attività (anche la più noiosa) la fa con naturalezza, con gioia. E forse, proprio per questo suo atteggiamento [4], ha un lavoro che le piace molto e vive un appartamento luminoso, colorato, ordinato, dove appena entri avverti una sensazione di benessere. Allora, curiosissima, le ho chiesto qual è il suo segreto. Sapete che cosa mi ha risposto? «Cara Francesca, il modo più semplice di combattere la noia è farsi piacere (o meglio ancora, riuscire ad amare) ogni cosa che si fa. Anche la più fastidiosa. Visto che in ogni caso si deve fare, è inutile lamentarsi: è meglio, invece, trovare il lato positivo. » «Ah, – le ho detto – ma come fai, scusa, a trovare interessanti cose ripetitive come andare a buttare la spazzatura [5] o lavare i piatti?» «Sì, lo so, può sembrare difficile e a volte lo è… Sai che faccio io? Cerco di spezzare la routine [6], facendo le cose ripetitive in un modo diverso. Per esempio, se posso aspetto il momento in cui ho voglia di farle. Oppure le associo a qualcosa che mi piace. Ad esempio, c'è un programma alla radio che ascolto molto volentieri. Invece, stirare i vestiti non è che mi piaccia tanto. Allora che faccio? Stiro quando trasmettono questo programma, così mi diverto e non mi annoio! Oppure, quando sono in fila con l'auto, mi metto a immaginare delle storie sulle persone che sono in fila con me. Non so, dove stanno andando, che tipo di biancheria intima portano, con chi abitano e roba del genere. Ti assicuro che può essere molto divertente!» Eh… ma ora che ci penso, questo è il sistema che si usa con i cani! Quando si vuole insegnare loro una cosa, infatti, si deve associare il comando a uno stimolo positivo. Per esempio il mio cane Giada ha imparato a mettersi seduta con l'aiuto di un biscottino. Vediamo un po’, forse è proprio vero, questo metodo può funzionare bene anche per noi… E se vi piacciono i miei podcast… forse vi possono aiutare a far diventare meno noiose le attività ripetitive… Beh, allora che aspettate? Forza! E abbasso [7] la noia!

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Ogni tanto, chissà perché, vengono pubblicate le classifiche dei nomi scelti dai genitori per i loro bambini. In questi giorni ho letto che i nomi più in voga in Italia sono molto classici: Sofia e Giulia per le bambine, Francesco e Alessandro per i maschietti. Sofia, tra l'altro, è molto popolare anche nella Svizzera italiana, in Germania e in altre nazioni. Nella Svizzera tedesca invece abbiamo ai primi posti Mia, Alina, Noah e Luca. E in generale i nomi preferiti sono brevissimi [8], di una o due sillabe: Laura, Julia, Nico, Tim, Ben... Più breve non si può! Forse perché prima o poi i nomi lunghi vengono abbreviati [9], in modo che Alessandro diventa ”Ale“, Beatrice “Bea“, Elisabetta “Eli” e così via? Bene, vi avverto: non fatelo con me, eh! Non provate neppure a chiamarmi “Franci“ o roba del genere perché io non lo sopporto! Ma... per tornare ai nostri nomi, negli Stati Uniti vari genitori hanno avuto un accesso [10] di fantasia: sicuramente amanti dei computer, in molti hanno chiamato i loro figli…pensate: Mac e Apple! Ma in giro per il mondo esistono anche altri casi di poveri bambini chiamati “Facebook“ , “Twitter“ e “Like“ ( cioè ”mi piace“). Ma che originalità! Però, se da una parte abbiamo sempre più nomi stravaganti per i bambini, dall'altra invece un esercito di animali domestici vengono chiamati con nomi adatti a persone. Vicino a noi, per esempio, abita una signora che ha chiamato il suo jack russel “Alessio”. Il bassotto di una mia amica invece si chiama Sofia. E sapete qual è il nome del labrador dei vicini? Chiara...! Ma… che cosa sta succedendo? Diamo nomi da cani [11] ai bambini e nomi da bambini ai cani?! Mah, chissà che vuol dire… Voi che ne pensate? E… a proposito, come si chiamano i vostri animali?

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Cari ascoltatori, secondo voi qual è il dolce italiano famosissimo di cui sto per parlarvi oggi? Pensateci un po’: è fatto con biscotti, caffè, brandy, uova… mascarpone…cacao… Indovinato? Eh sì, è proprio il tiramisù! E qualcuno di voi sa quando e dove è nato? No? Vi confesso che non lo sapevo nemmeno io. Finché non ho letto proprio l'altro giorno un articolo sul giornale. Il nostro tiramisù è nato a Treviso, la bella città veneta, negli anni Settanta del secolo scorso, quindi si tratta di un dolce relativamente nuovo. E l'idea sarebbe venuta a una donna, proprietaria di un ristorante di Treviso. Tutto è accaduto, sembra, nel periodo in cui la signora Ada stava allattando [12] il suo primo bambino e aveva perciò bisogno di un'energia speciale. Insieme al giovane cuoco del suo ristorante ha quindi creato questo dolce, che è una vera e propria bomba di energia: e infatti tira davvero su [13]. La regione Veneto oggi vuole ottenere il marchio di tipicità per proteggere la creazione da tutte le imitazioni. Eh, sì, da allora ne ha avuto di successo questo dolce! E ne esistono anche tantissime varianti, alcune deliziose (come quello alle fragole). Oddio, però, ora che ci penso… adesso mi viene in mente il peggiore tiramisù che ho mangiato in vita mia! Allora, dovete sapere che ero in Francia, diversi anni fa, e Antoine, un nostro amico, aveva voluto preparare un vero tiramisù per noi, suoi amici italiani, che eravamo andati a trovarlo. Alla fine di una cena veramente squisita, Antoine porta in tavola il dolce. «Ma che meraviglia… Bravissimo!» gli diciamo. Il suo tiramisù ha un aspetto delizioso… Solo che quando cominciamo a mangiarlo, restiamo un po’ perplessi. Qualcosa non va. «Strano» dice Antoine per primo «ha un sapore… un po’… come dire…» «Di … muffa [14]?» suggerisco io. «Sì, esatto» dice lui «Sembra proprio muffa… Ma com'è possibile? Ho comprato gli ingredienti più freschi…» «Fammi vedere un po’, dove li hai comprati?» gli dico. «In questo negozio» e mi mostra le scatole dei biscotti, il cacao, il caffè… e la confezione del mascarpone. E qui sta il bello. Che cosa aveva comprato il distratto [15] Antoine? Una confezione di mascarpone e gorgonzola! Siamo scoppiati a ridere… e logicamente quella sera abbiamo saltato il dolce [16]!

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Okay, per oggi è tutto. Ma prima di lasciarvi, ho un'informazione importante da darvi: prossimamente sarà possibile leggere e ascoltare i podcast con una nuova funzione di riproduzione interattiva. Naturalmente vi terrò informati! Bene, allora, io vi do appuntamento tra due settimane, qui su www.podclub.ch e vi racconterò qualcosa a proposito della creatività. Allora, vi aspetto, non mancate! Un abbraccio a tutti e a presto!

[1] noia: sensazione di malinconia e fastidio, dovuta spesso a insoddisfazione a causa della monotonia e della mancanza d'interesse [2] sconfiggerla: vincerla [3] beata lei: che fortunata! [4] atteggiamento: modo di essere e di comportarsi [5] la spazzatura: i rifiuti [6] spezzare la routine: interrompere la routine [7] abbasso: modo di dire per esprimere disaccordo o ostilità verso qualcosa (contrario a “(ev)viva“). Es. : “viva l'amore, abbasso la guerra“ [8] brevissimi: molto brevi, cortissimi [9] abbreviati: resi più corti [10] accesso: impulso [11] da cani: “adatti ai cani“, ma anche “terribili“ [12] stava allattando: dava il suo latte [13] tira su: dà forza, energia, coraggio [14] muffa: strato di colore bianco o verde formato da una specie di funghi sopra cibi che possono andare a male [15] distratto: poco concentrato [16] abbiamo saltato il dolce: non lo abbiamo mangiato

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