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Al Dente Podcast, 018 - L'abito non fa il monaco, leggere... – Text to read

Al Dente Podcast, 018 - L'abito non fa il monaco, leggere, star assicurate (13 maggio 2013)

중급 1 이탈리아어의 lesson to practice reading

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018 - L'abito non fa il monaco, leggere, star assicurate (13 maggio 2013)

Ehilà, ciao a tutti! Io sono Francesca e questa è la nuova puntata del podcast "Al dente!". È il 13 maggio e oggi vi parlerò di apparenze [1]: cioè del primo impatto che abbiamo quando vediamo qualcuno e lo giudichiamo dal suo aspetto esteriore. Poi vi dirò qualcosa a proposito dell'ultimo libro che sto leggendo e, per finire, qualche pettegolezzo [2] sul mondo delle star. Buon ascolto!

Care ascoltatrici e cari ascoltatori, comincio la puntata di oggi con un antico proverbio molto diffuso in Italia: l'abito non fa il monaco. Che cosa significa? Che non basta che una persona sia vestita da frate perché sia veramente un frate. Cioè: vuol dire che le apparenze ingannano. Insomma, è sbagliato giudicare una persona solo in base ai suoi vestiti, al suo aspetto. Ed è proprio quello che è capitato al mio amico Antonio, che fa il receptionist in un albergo a quattro stelle di Siena. La settimana scorsa si presenta alla reception un uomo di circa trent'anni, vestito con una maglietta stropicciata [3], i capelli lunghi e la barba di qualche giorno e chiede una camera, parlando in inglese. Antonio lo guarda con sospetto: "Ce li avrà i soldi per una camera questo tipo qui?" si chiede. Lo guarda ancora un attimo e poi pensa "Beh, in fondo non sono affari miei." Guarda sul registro delle prenotazioni e poi «Sì, una camera con doccia al terzo piano", gli risponde, naturalmente anche lui in inglese. Allora il turista gli dà le chiavi della sua macchina e chiede se possono parcheggiarla nel garage: lui vorrebbe andare subito in camera perché è molto stanco, ha guidato tutta la notte. «Non c'è problema, signore, ci pensiamo noi» continua Antonio. Allora, ridacchiando, scende in cortile per vedere con che razza di catorcio [4] quel turista è arrivato fin lì. E... non potete immaginare la sua sorpresa quando si accorge che le chiavi sono quelle di una Ferrari Testarossa blu notte! Per fortuna Antonio non si è fermato alla prima impressione...! Invece a me è capitata una storia diversa. Erano le dieci del mattino e con un'amica eravamo sedute nel caffè all'aperto di un albergo, in una bella valle del Ticino. A un certo punto arrivano due giovani con gli zaini sulle spalle: lei lombarda o ticinese, lui straniero, parlano insieme in inglese. Lei è bionda, capelli lunghi in treccioline tipo rasta [5], lui invece è moro[6], capelli corti e barba. Si siedono a un tavolo vicino a noi. La cameriera gli si avvicina e li guarda subito un po' male: forse non erano vestiti abbastanza bene per i suoi gusti. La ragazza chiede se è ancora possibile fare colazione. La cameriera risponde di sì, in modo un po' freddo. «Ah, benissimo. Avete dei cornetti?» «I cornetti sono finiti» risponde la cameriera «se li volete, dovete andare a comprarli nella panetteria laggiù, in fondo alla strada.» «Ah» fa la ragazza un po' delusa «allora ci porti del pane, per favore. Che pane avete?» «Nero» risponde la cameriera, ancora con tono scostante [7]. I due giovani si guardano e sorridono. Evidentemente lui capisce un po' l'italiano. «Ok, vada per il pane nero. Ci porti per favore anche un cappuccino e un caffè.» «E come lo vuole il caffè?» domanda la cameriera. «Nero!» risponde la ragazza sorridendo in modo ironico. La cameriera se ne va e dopo un po' porta il caffè e il cappuccino, ma niente pane. Passano ancora un paio di minuti e a un altro tavolo si siedono due persone. Ordinano qualcosa e... la cameriera porta loro un cestino pieno di cornetti! Poi entra nell'albergo e non si fa più vedere. I due giovani, spazientiti [8], dopo un quarto d'ora si alzano e fanno per andarsene [9]. La cameriera allora corre fuori con il conto, che loro pagano. Io e la mia amica ci guardiamo... Paghiamo anche noi e ce ne andiamo. Ci diciamo che non torneremo mai più in questo caffè. Poi, lungo la strada, vediamo arrivare i due giovani, sorridenti, con un sacchetto in mano. Stanno mangiando qualcosa, sulle labbra noto un bel po' di zucchero a velo [10]. «Buonissimi!» ci dice la ragazza riconoscendoci «Quella cameriera aveva ragione!» e ridendo continuano il loro viaggio.

*

Cari ascoltatori, qual è il vostro passatempo preferito? Una delle cose che più mi piace al mondo è accomodarmi in una bella poltrona, la sera, e mettermi a [11] leggere un libro. E così partire per mondi di fantasia, immergermi in una storia, seguire le avventure di un personaggio. Leggere è una passione... Nella città in cui abito c'è una biblioteca ben fornita[12], con un reparto di libri italiani. Ma, come sapete, sono molto distratta e siccome divoro [13] un libro dopo l'altro, mi capita di non ricordare più con sicurezza cosa ho letto e cosa no. Per questo a partire da quest' anno ho preso un libriccino, dove annoto i titoli e gli autori che leggo. Nei primi quattro mesi sono arrivata a quota 16. Vediamo un po'... alcuni libri gialli [14], qualche romanzo storico... e soprattutto un'autrice che mi ha proprio conquistato. Si chiama Valeria Montaldi e ha scritto finora 5 libri, li ho letti tutti in questi ultimi mesi. Che tipo di libri sono? Romanzi storici di oltre 400 pagine, ambientati nel nord Italia durante la seconda metà del Duecento, in pieno medioevo[15]. Sono... appassionanti, ben scritti, pieni di colpi di scena... Insomma, coinvolgenti. Peccato che io sia la sola, a casa nostra, che ama leggere. Mio figlio Luca in realtà, fino a 12 anni, leggeva molti libri gialli per ragazzi. Poi è passato ai fumetti di Topolino, e adesso? Più niente. Niente di niente! L'unica cosa di..."letterario" che gli piace sono le storie di Philip Maloney, da ascoltare alla sera prima di dormire. Un'amica mi ha detto che anche ai suoi figli è successo lo stesso, e poi a vent'anni hanno ricominciato a leggere con piacere. Mah... speriamo! Il mio compagno invece leggerebbe volentieri, ma... non appena si mette sul divano con un libro in mano, la sera, non passano cinque minuti che si appisola [16] sulla pagina. Per me è una cosa incredibile. «Ma che razza di libri noiosi leggi?» gli dico per scherzo. Allora si sveglia e ricomincia a leggere... Gli occhi gli si stanno di nuovo per chiudere... «AHEM!» faccio io a voce alta, tanto per svegliarlo. E lui sobbalza, riapre gli occhi, legge ancora mezza pagina... e poi risiamo da capo. Così un libro gli può durare anche un anno!

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E adesso passiamo a una notizia curiosa. Ho letto su un giornale online che molte star dello spettacolo stipulano [17] delle assicurazioni per tutelare [18] il loro corpo. O meglio: alcune parti del loro corpo diciamo particolarmente... significative. Qualche esempio: Jennifer Lopez. Lei ha un bellissimo... lato B [19]... Ma...un momento, sapete che cos'è il "lato B"? Dunque è la parte del corpo che sta dietro, cioè il sedere...Allora, Jennifer Lopez per mettere al sicuro il suo capitale, l'ha assicurato per oltre un milione di dollari. Questo vuol dire che se lei, in futuro, un giorno si sveglia e si trova con un fondoschiena [20] diventato, chissà come, poco attraente, può andare all'assicurazione e intascare quel milione? Mah! Heidi Klum invece, la famosa modella, ha assicurato le gambe per più di 2 milioni di dollari. Se per caso se ne rompe una e non può fare sfilate di moda...Ha la soluzione in tasca! C'è poi una ex coniglietta di Playboy, una certa Holly Madison, che ha assicurato il seno per un milione di dollari. In questo caso fa bene: il suo seno non è naturale, è rifatto... e chissà che cosa potrebbe succedere fra qualche anno! Naomi Campbell invece ha fatto il servizio completo: naso, seno e glutei [21] per un forfait di due milioni e mezzo di dollari. Mah, cari ascoltatori, voi che cosa assicurereste? Il braccio con cui giocate a tennis? Le dita con cui scrivete al computer? La voce con cui rispondete al telefono? Beh, noi comuni mortali dovremo continuare a vivere nell'incertezza del futuro. Forse le star non lo sanno, ma la sicurezza è la cosa meno sicura che c'è.

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Bene, cari amici, anche per oggi è tutto. Come sempre ci ritroveremo fra due settimane qui sul sito www.podclub.ch. Tra le altre cose vi parlerò di...occhi azzurri! Allora, vi aspetto! Un caro saluto e a presto!

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